Storia dell'arte contemporanea
Data: 11/05/2021
Alberto Biasi, Dinamica, 1965
Arte cinetica, programmata o ottica; da fine di anni Cinquanta a Sessanta (compresi). Nasce dalle ceneri delle poetiche / pratiche dell'Informale: arte astratta, che assomma su di sé quell'azzeramento linguistico ed esistenziale che segna quella generazione di artisti. Si va a grado zero di espressione e comunicazione; a metà di anni Cinquanta già inizia a registrare una sua anche fisiologica consunzione, in termini di novità.
Nuove correnti artistiche
Come new dada, nuovo realismo tentano di uscire da tradizione più che decennale, investendo sulla figurazione (anzi, portando dentro la pittura esperienze visive ormai proprie di una cultura popolare di massa, tale era la pervasività di questi modelli iconografici che divengono essi stessi modello di rappresentazione artistica); dall'altro si verificano altre forme di reazioni, più teoriche e concettuali/intellettuali: no resa allo status quo (della Pop art – resa incondizionata al dominio dell'immagine pubblicitaria e icona di uno stile di vita e comportamenti); è un'arte che resiste, che si dota di attrezzatura teorica tale da tentare di invertire questa rotta, con le prerogative e gli strumenti propri della ricerca artistica.
Ricerca tecnologica nell'arte
In particolare una ricerca legata al progresso tecnologico, a partire dalla nozione stessa di tekné (confidenza, dominio di strumenti di creazione, di pari passo agli sviluppi tecnico scientifici). Nel caso di Specie, questa grande rivoluzione che aveva attraversato la modernità nell'800 e soprattutto '900 (le cui avvisaglie erano già viste nelle sculturine automatizzate che possono rientrare in "arte cinetica", anche se legate a poetica del Nouveau Realisme / o Mobile di Alexander Calder, anche se lì era movimento dell'opera a causa di agenti naturali, con intervento dell'uomo, con minime eccezioni).
Nuovi punti di vista
Acquisizione di un punto di vista inedito, tecnologicamente attrezzato; cassa di risonanza per estendere percezione ed esperienza stessa del mondo da parte di artisti (ugualmente la velocità – stati d'animo di Boccioni, Alta quota… futuristi immettevano nell'arte nuove percezioni e punti di vista con cui fare i conti). Nella seconda metà del '900 questo è accentuato da meccanizzazione e tecnologizzazione ad opera del mondo occidentale, che cerca di confrontarsi con queste realtà e produrre un'arte che sia ugualmente e tecnologicamente aggiornata.
Percezione e psicologia della visione
Se la Pop art, pur nei processi di meccanizzazione, sembrava legata a supporti tradizionali (serigrafia o medium pittorico tenevano banco), adesso si tenta di far entrare la tecnologia nel mondo della produzione artistica contemporanea. Percezione: elemento chiave su cui si muovono ricerche: nuovo punto di vista e percezione della realtà, a partire dagli studi di psicologia della visione. Già a fine '800, nell'estetica psicologica – in cui si studiavano reazioni (visti anche per lo Spirituale dell'Arte di Kandinskij e poi punto, linea, superficie del 1926, per cui a triangolo, quadrato, circonferenza… corrispondevano precise reazioni emotive e psicologiche da parte di spettatore). Questo approccio di tipo normativo, per cui a esperienza visiva corrispondono sensazioni e reazioni definite, torna in auge in questi anni. Si pensa che queste forme di percezione potessero influenzare pensiero, ma anche comportamento delle persone.
Creazione di gruppi artistici
Tratto significativo di queste ricerche è anche la creazione di gruppi, nella direzione collettivista, operosa e anche operaia verso cui questi artisti (politicamente/ideologicamente orientati) intendevano incanalare le più recenti forme di produzione artistica. Non più capolavoro isolato, genio, culto della personalità (su cui si basava gaudente e autocelebrativa produzione artistica di Warhol), ma creazione di gruppi di artisti che operano collettivamente, le cui personalità spesso svaniscono dietro sigle prese a prestito dal lessico tipico della produzione industriale e anonimo (gruppo T di Milano, gruppo 0 di Düsseldorf, Nivas Tendencias a Zagabria…). Tutti raggruppamenti che uniscono artisti dalle competenze anche molto diverse (tecnologiche, artistiche… designer, architetti, psicologi del linguaggio…).
La smaterializzazione dell'opera d'arte
Op art: accelerava processi di percezione ottica che favorivano approccio intellettuale all'opera. Esperimento in cui non valeva tanto opera in sé, quanto meccanismi socio-comportamentali che essa era in grado di attivare. Approccio che caratterizzerà le ricerche che vedremo tra oggi e domani, che puntavano a smaterializzazione dell'opera d'arte (perdita di aura del capolavoro, prezzo unico ed eccezionale più responsabilità unica di artista, uomo di genio, a favore di responsabilità collettiva e partecipata. Si sottrae opera a luoghi deputati a sua conservazione (galleria, museo…) a favore di strada, pubblica via etc.). Ciò che contava non è l'opera in sé; questa si dava nel momento in cui meccanismi di relazione e percezione si attivano per compiere poetiche che artisti si proponevano.
-
Riassunto esame Sociologia della cultura, prof. de Biasi, libro consigliato "Le società multiculturali" di Enzo Col…
-
Riassunto esame Storia del giornalismo, prof. De Biasi, libro consigliato Politica pop, Mazzoleni Sfardini
-
Riassunto esame Sociologia, prof. De Biasi, libro consigliato Questo è un gioco, Bateson
-
Riassunto esame psicologia della personalità, prof.ssa Biasci, testo consigliato Rappresentazione, emozioni, motiva…