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Autori letteratura tedesca

Domande

  • Naturalismo autori dell’unificazione della Germania collegato a Bismarck → (citare gli autori più importanti, ad esempio Holz, Wadekind, Hauptmann e le relative opere)
  • Espressionismo autori stato guglielmino (George e Döblin) →
  • Differenza tra espressionismo e naturalismo
  • Simbolismo
  • Autori della Repubblica di Weimar
  • Autori esiliati
  • Gruppo 47 + esponenti (ad esempio Heinrich Böll e Gunter Grass)
  • Gruppo 61
  • Autori della Repubblica Federale
  • Autori della Repubblica democratica
  • Jahrhundertwende (Thomas Mann, Heinrich Mann…)
  • Letteratura del dopoguerra
  • Chi ha vinto il premio Nobel per la letteratura durante il dopoguerra? Günter Grass
  • Modernismo viennese

Richard Wagner (1813-1883)

Wagner riconosce nel filosofo Schopenhauer quell’universo di rinuncia e di ineluttabile annientamento (come vediamo in Hanno e Thomas sempre nei Buddenbrook). Questo tema viene ripreso così come da Thomas Mann anche da Wagner stesso ne “L’anello del Nibelungo” → è un ciclo di 4 drammi musicali che costituiscono un continuum narrativo che si svolge nell’arco di un prologo e 3 giornate.

Inoltre, da punto di vista strutturale l’opera di Wagner si colloca nel Realismo: lo vediamo nell’introduzione del principio del Leitmotiv, che permette al compositore di costruire un tessuto musicale ordinato a cui determinate azioni e figure corrispondono precise unità musicali riconoscibili. È una tecnica che ricorda quella di molte novelle realiste, in cui i personaggi e gli ambienti in cui si muovono sono identificati da elementi testuali ricorrenti ogni volta che il narratore fa riferimento gli uni agli altri, come si vede in Thomas Mann (ad esempio nella novella “La morte a Venezia”).

Friedrich Nietzsche (1884-1900)

Nel 1869, Nietzsche inizia la sua carriera come professore di filologia classica all’università di Basilea.

Un tempo, quando i nuovi professori arrivavano in università, tenevano una lezione inaugurale per presentarsi e per cominciare ad esporre il proprio pensiero. Dunque, se vogliamo comprendere il pensiero di Nietzsche nell’opera “La nascita della tragedia” del 1872, dobbiamo partire proprio dalla sua lezione inaugurale: “Omero e la filologia classica”, in cui lega la crisi della borghesia umanista ad un’immagine dell’uomo nella sua totalità come genio originario della musica.

La nascita della tragedia (1872): è un’opera che si occupa di estetica, partendo dall’arte per parlare poi del mondo e della vita. Per gli antichi queste dimensioni coincidevano. Basti pensare al fatto che, mentre lo spettatore di oggi va a teatro per rilassarsi, lo spettatore dell’antichità “conosceva” qualcosa in più sulla natura della vita perché era investito da una contemplazione.

Opere: Omero e la filologia classica

Il saggio può essere diviso in 2 parti:

  • Prima parte: introduttiva → compare la problematica del tempo presente di Nietzsche, ovvero la minaccia della borghesia umanista, stretta tra l’industria e le masse popolari (ritenuti nemici della filologia).

Nietzsche nota una diminuzione dell’importanza della filologia a favore della tecnica e dell’industria. Le cause di questo fenomeno vengono individuate da Nietzsche nella perdita dell’unità. Lo stesso filologo è diviso tra:

  • L’arte della filologia: crea entusiasmo e ispira;
  • La scienza della filologia: la filologia diventa una scienza come la fisica.

Il problema sociale viene collocato da Nietzsche nel “petto del filologo” → è dunque trasportato nell’interiorità: è una contrapposizione tra sensi e ragione già analizzata da Schiller, che si trasforma in una spaccatura tra arte e scienza.

Il filologo deve servirsi dell’arte per entusiasmare le persone, ma si serve anche della logica propria dello scienziato.

  • Seconda parte: si concentra sulla questione omerica → analizza l’opera di Omero e si chiede se sia stata prodotta da un singolo poeta oppure era una collaborazione tra più poeti e quindi se sia una poesia popolare, frutto dell’unione di più storie e autori diversi.

Questione omerica

Consiste nel dibattito circa la paternità delle opere attribuite ad Omero.

Nelle sue risposte, Nietzsche effettua due determinazioni centrali:

  • Estirpazione del concetto di popolo: si ricollega ai canti omerici che sono talmente differenti tra loro (presentano stili diversi) da sembrare frutto della mente di poeti diversi.

Nietzsche elimina il concetto di popolo perché sostiene che ci sia un unico grande genio, che non è un autore con un unico stile → emerge il suo disprezzo nei confronti delle masse popolari.

Quindi lui sostiene che ci sia un unico autore.

Il genio è identificato con l’anima popolare di cui si fa interprete:

  • Lo spirito è qualcosa di razionale;
  • L’anima è istintiva.
  • Creazione dell’immagine dell’uomo che è genio musicale e crea dal suo istinto → quindi si creano due concezioni dell’uomo:
  1. Grande genio: crea dal suo istinto;
  2. Filologo come centauro: metà scienziato e metà artista → da qui emerge il nucleo del pensiero estetico di Nietzsche nell’opera “La nascita della tragedia”, ovvero la tensione tra due elementi contrastanti: artista e scienziato.

Dramma musicale greco e Socrate e la tragedia

La concezione del grande individuo che Nietzsche sviluppa non sembra tener conto delle altre forze economiche, politiche e sociali che costituiscono la società.

Questo è legato alle conferenze del 1869-1870:

  • “Dramma musicale greco”
  • “Socrate e la tragedia”

È importante la concezione che Nietzsche ha del dramma musicale greco, ovvero della tragedia classica, che interpreta come un evento sociale e usa la tragedia per parlare dell’estraniamento nella società borghese. Questa condizione di estraniamento caratterizza la società borghese ed è attribuibile alla ragione → l’unica salvezza a questa condizione è il dramma musicale greco inteso come una unio mistica, non con Dio, ma nell’ambito sociale.

Si parla quindi di unio mistica socialis → significa che tutti gli spettatori che si trovano nel teatro formano un grande individuo, lasciandosi alle spalle la loro identità individuale. Si tratta di un dissolversi nel tutto e del superamento del principium individuationis, in cui questo tutto non corrisponde ad una dimensione universale, ma ad una unità totale che si crea nell’atmosfera del teatro, in cui tutti provano emozioni comuni e dimenticano la propria identità.

La critica sociale si articola come contrapposizione tra:

  • Teatro: luogo in cui viene messa da parte la dimensione logica e tutti si concentrano su una cosa sola. È il luogo della concentrazione e dell’unione.
  • Mercato e tribunale: luoghi in cui dominano interessi contrastanti che vengono mediati dalla ragione. Sono luoghi di distrazione e di dissoluzione.

Dunque, emerge una concezione della totalità dell’uomo come sinestesia → l’uomo è visto nella sua interezza, tenendo conto di tutte le sue capacità:

  • Quella del pensare;
  • Quella del sentire.

In un certo senso si riprende Wagner perché anche lui aspirava a creare un’opera d’arte che fosse una perfetta fusione di tutte le arti.

Questa critica della società è anche una critica della ragione che Nietzsche interpreta come il principio capitalistico del mercato, in cui dominano interessi contrapposti.

Questa critica della ragione è anche una critica a Socrate ed Euripide → Nietzsche riteneva che Socrate fosse l’ispiratore di Euripide. Proprio con quest’ultimo la musica nel teatro perde importanza perché maggior attenzione viene attribuita al dialogo. Per Nietzsche è proprio l’elemento musicale che crea il trasporto a teatro perché consente alle persone di sbarazzarsi della propria identità quotidiana dando luogo al superamento dell’io (ekstasis).

La conseguenza di questa critica è la distruzione del soggetto a cui è contrapposto il dramma musicale di Eschilo e Sofocle, fondato su istinto e musica che creano l’unità sociale → rappresentata dal coro.

La visione dionisiaca del mondo

Il discorso in questo testo non segue una precisa struttura logico-razionale, quindi si possono incontrare difficoltà nella comprensione perché i concetti espressi sono delle immagini, tramite cui Nietzsche rappresenta Dioniso e Apollo → ad esempio per Nietzsche: l’apollineo è il sogno; il sogno è il vedere; il vedere rappresenta l’occhio e così via.

Quindi il discorso di Nietzsche procede tramite questa associazione di immagini e metafore. Si tratta di un discorso che ha una struttura estetico-metaforica.

In quest’opera, Nietzsche definisce una serie di concetti:

  • Dionisiaco come rivoluzione sociale;
  • Rivoluzione sociale come rivoluzione sessuale;
  • La dominazione del dionisiaco attraverso l’apollineo.

Quindi Nietzsche presenta due figure:

  • Apollo: il dio del sogno;
  • Dioniso: il dio dell’ebbrezza e dell’estasi → Nietzsche affermava che nell’estasi il principium individuationis viene ribaltato perché il soggettivo viene represso. Nietzsche spiega che durante le feste dionisiache si consolida il legame tra gli uomini e anche quello con la natura.

Durante queste celebrazioni vi erano anche delle rappresentazioni teatrali. Nietzsche descrive il carro di Dioniso ricoperto di fiori e trainato da tigri e pantere. Inoltre, durante queste celebrazioni le divisioni in caste vengono meno e vi è un ideale di comunità: ad esempio lo schiavo è un uomo libero.

Quindi Nietzsche esprime il concetto di dionisiaco come concetto di rivoluzione sociale.

Durante la guerra franco-tedesca del 1870-1871, Nietzsche voleva combattere ma essendo diventato cittadino svizzero non poteva. Alla fine riuscì ad ottenere un permesso come sanitario per recarsi al fronte. Durante questa esperienza venne a contatto con la Comune di Parigi, un governo comunista che prese per poco tempo il governo della città e fu poi abbattuto dai tedeschi.

La rivoluzione sociale in questo periodo era considerata anche come una rivoluzione sessuale perché i vincoli sociali vengono abbattuti. Tuttavia la rivoluzione concepita da Nietzsche era una rivoluzione sociale diversa e qui inventò l’apollineo, che nasce con l’idea di controllare la forza rivoluzionaria.

Nietzsche riconosce la necessità di una rivoluzione, di un cambiamento profondo della società, ma non deve essere distruttivo (per questo non può essere rappresentato dal comunismo).

Si viene a creare uno scontro tra Apollo e Dioniso: l’apollineo deve sublimare gli impulsi sfrenati del dionisiaco → si ha così una rivoluzione sociale controllata. Ciò avviene attraverso la melancolia antitetica: in Nietzsche si trova un’analogia tra melancolia ed ebbrezza del vino (riferimento alla sessualità) e la considerazione che alcuni abbiano una predisposizione alla melancolia. Ad esempio Nietzsche era convinto che i greci fossero un popolo predisposto alla sofferenza.

Nietzsche viene influenzato da Aristotele che, anche se non era antitetico, si chiede perché tutti gli uomini grandi sono stati melancolici.

La melancolia è anche un tema affrontato dai neoplatonici fiorentini e Marsilio Ficino: ritenevano che Raffaello Sanzio fosse melancolico, anche se i suoi dipinti emanavano serenità. Sappiamo che Nietzsche conosceva il pensiero di Aristotele, ma non sappiamo se conoscesse le teorie dei neoplatonici (probabilmente sì).

Poi, si possono citare i dipinti di:

  • Dürer: Melancolia I → esprime la melancolia antitetica perché rappresenta una figura con la testa poggiata su una mano e lo sguardo perso nel vuoto e la figura di un cane;
  • Raffaello: la scuola di Atene → la figura di Eraclito è in una posizione simile a quella presente nell’opera di Dürer.

Quindi, il rapporto tra dionisiaco e apollineo si analizza su 3 livelli:

  • Livello politico-sociale: processo controllato di innovazione e riforma sociale;
  • Livello estetico: sentimento della melancolia antitetica;
  • Livello filosofico: riferimento a Schopenhauer → il principium individuationis di Schopenhauer viene rovesciato nell’unio mistica socialis, rappresentata nel teatro dall’elemento del coro.

Quindi questi tre livelli si mescolano e costituiscono un discorso metaforico, la cui struttura di fondo è caratterizzata dalla contrapposizione tra due forze:

  • Apollineo
  • Dionisiaco

Che nella tragedia greca si uniscono e trovano un equilibrio.

Karl Marx (1818-1883)

La sua opposizione al capitalismo è una delle chiavi fondamentali per la nascita dell’ideologia comunista e socialista (sinistra hegeliana: corrente di pensiero filosofico che si formò tra gli intellettuali prussiani, discepoli di Hegel, che si formò dopo la sua morte).

Contro Feuerbach: quest’ultimo non approvava più l’idealismo di Hegel e passò così al materialismo. Al centro dell’universo c’è l’uomo, un uomo non solo ma insieme ad altri uomini. Marx riprende il materialismo di Feuerbach, ma critica la sua staticità, passando da materialismo storico a materialismo dialettico, in quanto Marx non voleva interpretare il mondo come i filosofi precedenti, ma trasformarlo.

Opere: “Per la critica della filosofia del diritto di Hegel”, “Le tesi su Feuerbach”, “La sacra famiglia” e “L’ideologia tedesca” con Engels.

Fin de siècle (Jahrhundertwende)

Si utilizza l’etichetta “fin de siècle” per indicare quelle correnti letterarie che sorgono a partire dagli ultimi decenni dell’800 e che si esauriscono con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Era un’epoca segnata da varie correnti letterarie, quindi gli scrittori non abbracciavano un unico pensiero.

  • Movimento letterario: presenta un programma letterario e delle riviste di discussione (ad esempio il simbolismo).
  • Corrente letteraria: sentire generale da parte di autori/autrici del tempo.

Molti critici sostengono che la letteratura tedesca moderna abbia avuto inizio con il Naturalismo, che insieme ad altre correnti letterarie di fine ‘800, crea una sorte di ponte che porta a categorie letterarie nuove.

Il naturalismo (1880-1900)

L’ideologia della natura, in Germania, era condizionata dagli ampi mutamenti che sta subendo il paese. Dopo Bismarck, il partito socialdemocratico iniziò a crescere a discapito del socialismo e, dopo il secondo Reich, il paese si avvia verso un processo di industrializzazione, determinato da fenomeni di espansione economica e di sviluppo industriale.

La letteratura tedesca di fine ‘800 si trasforma in letteratura delle metropoli, in quanto i centri culturali si trovavano in città come: Berlino, Monaco, Lipsia e Francoforte. I naturalisti rappresentavano la società del tempo, soprattutto attraverso il teatro.

L’associazione teatrale Freie Bühne (palcoscenico libero) rappresentava la realtà attraverso messinscene private per sfuggire alla censura, potevano accedervi solo i soci. Essi si ispiravano a Emile Zola (il positivismo era nato in Francia e aveva influenzato il naturalismo tedesco), che affermava che la letteratura fosse una specie di attività scientifica e doveva rispettare ciò che la scienza e la psicologia dettavano.

Tuttavia, il naturalismo ebbe breve durata, in quanto suscitò più scetticismo che entusiasmo. Ciononostante abbiamo una serie di autori che hanno valorizzato questa corrente.

Gerhart Hauptmann (1862-1946)

Hauptmann vinse nel 1912 il Nobel per la letteratura ed è considerato l’autore tedesco più rappresentativo della Repubblica di Weimar insieme a Thomas Mann. Tuttavia, dopo la fuga di molti scrittori di prestigio, lui rimase in patria ridotto alla solitudine. Continuò a scrivere producendo alcune opere che rappresentano una testimonianza del terrore dilagante in Germania, ad esempio la Tetralogia degli Atridi, un ciclo di tragedie composto in versi classici in cui propone la sua interpretazione della tragedia classica: affidò il suo messaggio sulle atrocità a lui contemporanee alla rappresentazione della barbarie dei tempi antichi.

Opere: egli divenne subito noto grazie ad un’opera teatrale “Prima del levar del sole”, che suscitò scandalo per via dello stile nuovo insolito e per le tematiche affrontate, ovvero la decadenza fisica e morale della famiglia di un agricoltore arricchito. In quest’opera, lui descrive dettagliatamente sia la figura del personaggio che il contesto sociale da cui proviene e la trama è ricca di tensioni e capovolgimenti.

L’opera “I tessitori” è uno dei drammi corali più importanti del naturalismo e racconta della sollevazione dei tessitori di Slesia. Con l’opera “La campagna sommersa”, l’autore abbandona gli elementi naturalistici e si ispira al dramma filosofico in versi arricchito di elementi ripresi dalla mitologia popolare, dai miti antichi e della filosofia nietzschiana, attraversando una breve fase neoromantica, per poi ritornare sui suoi passi. Una delle sue ultime opere naturaliste è “I ratti”, in cui troviamo il tema del desid

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/13 Letteratura tedesca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martii_cip di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura tedesca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Napoli Federico II o del prof Kruse Bernhard Arnold.
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