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ARCHEOLOGIA ROMANA DIANA INGRID PUTELLI

INDICE

INTRODUZIONE

0.1 Periodizzazione dell'Archeologia Romana

0.2 Cronologia e datazione (la ceramica come fossile guida)

0.3 Le fonti dell'Archeologia Romana

0.4 Il concetto di "Arte Romana"

0.5 Il linguaggio dell'arte romana (Hölscher)

CAPITOLO 1: DALLE ORIGINI ALLA REPUBBLICA

1.1 Il paesaggio naturale e la nascita di Roma

1.2 La città repubblicana: spazi pubblici e privati

1.3 Il Foro Romano e i primi monumenti

1.4 L'Italia centrale e Roma nei secoli X-V a.C.

1.5 Artigianato e monumenti onorari (secoli IV-III a.C.)

1.6 Il sacco di Siracusa e l'ellenizzazione (212 a.C.)

1.7 Crisi della Repubblica e "guerre di monumenti" (I secolo a.C.)

1.8 La decorazione parietale tardo-repubblicana (I e II stile)

CAPITOLO 2: AUGUSTO E L'IMPERO (31 a.C. - 14 d.C.)

2.1 Augusto e la rifondazione di Roma

2.2 L'architettura di Augusto: Foro, Campo Marzio, Ara Pacis

2.3 Il "classicismo" augusteo e l'arte come propaganda

2.4 La ritrattistica imperiale da Augusto a Nerone

2.5 La decorazione parietale in età giulio-claudia (III e IV stile)

CAPITOLO 3: I FLAVI (69 - 96 d.C.)

3.1 L'architettura flavia: Colosseo, Domus Augustana, Templum Pacis

3.2 Il "barocco" flavio: l'Arco di Tito

3.3 La ritrattistica flavia

CAPITOLO 4: IL II SECOLO D.C. E I "BUONI IMPERATORI" (98 - 192 d.C.)

4.1 Traiano: il foro e la colonna coclide

4.2 Adriano: il classicismo e Villa Adriana

4.3 Antonino Pio e Marco Aurelio: la colonna e l'"espressionismo barocco"

4.4 La ritrattistica del II secolo

CAPITOLO 5: IL III SECOLO D.C. E LA "CRISI" (192 - 284 d.C.)

5.1 L'ultima dinastia: i Severi

5.2 L'anarchia militare (235-284)

5.3 Le catacombe e i primi simboli cristiani

5.4 Diocleziano e la tetrarchia

CAPITOLO 6: COSTANTINO E LA FINE DELL'ANTICHITÀ (306 - 565 d.C.)

6.1 Massenzio e il rinnovamento urbano

6.2 Costantino: l'arco e le basiliche cristiane

6.3 Il Tardoantico: trasformazioni e continuità

6.4 La morte dell'antica Roma

CAPITOLO 7: I TEMI DELL'ARTE ROMANA

7.1 La ritrattistica

7.2 Le rappresentazioni storiche

7.3 La scultura "ideale"

7.4 I sarcofagi

7.5 La decorazione parietale

7.6 Il mosaico

7.7 La ceramica

7.8 Il vetro

7.9 Le arti suntuarie

CAPITOLO 8: IL LINGUAGGIO DELL'ARTE ROMANA (HÖLSCHER)

8.1 L'esempio greco

8.2 Lo "stile dell'epoca" e gli "stili di genere"

8.3 Le scene di battaglia e la tradizione ellenistica

8.4 Il cerimoniale di stato e la tradizione classica

8.5 Il sistema semantico: componenti e impiego

8.6 La nascita del sistema: dinamica e staticità

APPENDICI

Glossario dei termini chiave

Tabella cronologica degli imperatori

Domande d'esame per ogni capitolo

INTRODUZIONE

0.1 PERIODIZZAZIONE DELL'ARCHEOLOGIA ROMANA

L'Archeologia Romana studia la cultura materiale del mondo romano dalle origini della

città (753 a.C.) fino alla fine dell'Impero d'Occidente (476 d.C.) e oltre, fino all'età

giustinianea (565 d.C.). La periodizzazione si basa su una combinazione di eventi storico-

politici, trasformazioni urbanistiche e sviluppo delle forme artistiche.

PERIODI PRINCIPALI DELL'ARCHEOLOGIA ROMANA

PERIODO DATAZIONE CARATTERISTICHE PRINCIPALI

Fondazione di Roma, monarchia etrusca, prime strutture

753 - 509 a.C.

Età Regia urbane

509 - 31 a.C. Conquiste, ellenizzazione, architettura in tufo e terracotta

Repubblica 31 a.C. - 14 Classicismo, monumentalizzazione, "età dell'oro"

Augusteo d.C.

14 - 68 d.C. Sperimentazioni architettoniche, Domus Aurea

Giulio-Claudio 69 - 96 d.C. Colosseo, Arco di Tito, "barocco" flavio

Flavio 98 - 117 d.C. Colonna coclide, Foro di Traiano, massima espansione

Traiano 117 - 138 d.C. Classicismo, Villa Adriana, Pantheon

Adriano 138 - 192 d.C. Colonna Aureliana, "espressionismo barocco"

Antonini 193 - 235 d.C. Frontalità, simbolismo, Arco di Settimio Severo

Severi

Anarchia 235 - 284 d.C. Crisi, ritratti "ansiosi", sarcofagi

Militare 284 - 305 d.C. Nuovo ordine, arte astratta, porfido

Tetrarchia 306 - 337 d.C. Archi trionfali, basiliche cristiane

Costantino 337 - 565 d.C. Cristianizzazione, arte bizantina

Tardoantico

"I confini cronologici dell'arte romana abbracciano approssimativamente i secoli dalla

cultura materiale laziale del secolo X a.C. sino ai mosaici di S. Vitale a Ravenna (547 d.C.

circa)."

"Quello che troviamo è un'arte fatta di correnti del tutto diseguali, di origine non ben

definita, in bilico fra la ricezione di modelli greci secondo un gusto 'neoclassico' e un

realismo 'popolare' spesso crudo."

0.2 CRONOLOGIA E DATAZIONE (LA CERAMICA COME

FOSSILE GUIDA)

Come per la Grecia, anche per Roma la ceramica è il principale fossile guida per la

datazione dei contesti archeologici. La ceramica romana ha un'evoluzione morfologica e

decorativa ben documentata, che permette datazioni relative e assolute.

LE CLASSI CERAMICHE COME FOSSILI GUIDA

CLASSE CERAMICA PERIODO CARATTERISTICHE

Vasellame da mensa, imitazione della ceramica

Ceramica a vernice IV-I secolo a.C. attica

nera 30 a.C. - 150 Vernice rosso-corallina, bolli, decorazione a

Terra Sigillata Italica d.C. matrice

I-II secolo d.C. Produzione in Gallia, decorazione a rilievo

Terra Sigillata Gallica II-VII secolo

Terra Sigillata Argilla rossa, decorazione a stampo, lunga durata

d.C.

Africana Tutta l'età Trasporto di derrate, bolli e iscrizioni dipinte

Anfore romana

Tutta l'età Illuminazione, disco decorato, bolli

Lucerne romana

"La ceramica non si altera, non si degrada, non è riciclabile e, alla fine del suo ciclo di vita,

è una presenza costante in qualsiasi contesto di ritrovamento. La sua indistruttibilità fa sì

che il vasellame da mensa, da dispensa, da cucina, suppellettile da illuminazione, anfore da

trasporto e gli altri numerosi utensili e arredi fittili siano tra i pochi 'originali' della vita

economica trasmessi dall'Antichità."

Altri metodi di datazione:

Numismatica: le monete con effigi e date permettono datazioni precise

 Epigrafia: le iscrizioni con nomi di consoli o imperatori

 Stratigrafia: la successione degli strati di scavo

 Bolli laterizi: sui mattoni, con nomi di proprietari di fornaci e date

0.3 LE FONTI DELL'ARCHEOLOGIA ROMANA

LE FONTI LETTERARIE

AUTORE OPERA CONTRIBUTO

Ab Urbe Condita Storia di Roma dalle origini al 9 a.C.

Livio Storie Storia della conquista romana della Grecia

Polibio Naturalis Historia Descrizione di opere d'arte e materiali

Plinio il Vecchio De Architectura Trattato di architettura, tecniche e ordini

Vitruvio Vite dei Cesari Biografie degli imperatori, aspetto fisico

Svetonio Annali, Storie Storia imperiale

Tacito Storia Romana Storia dell'Impero

Cassio Dione Periegesi della Grecia Descrizione di monumenti (utile per confronti)

Pausania

LE FONTI EPIGRAFICHE

Res Gestae Divi Augusti: il testamento politico di Augusto, inciso sul Mausoleo e

 diffuso in tutto l'Impero

Iscrizioni onorarie: su basi di statue, archi, templi

 Leggi e decreti: come la Lex de Imperio Vespasiani

 Fasti: calendari con nomi di magistrati e consoli

 Iscrizioni funerarie: su stele, sarcofagi, urne

 Dipinti parietali: iscrizioni elettorali, programmi di spettacoli

LE FONTI ARCHEOLOGICHE

Monumenti pubblici: templi, basiliche, archi, teatri, anfiteatri, terme

 Edifici privati: domus, insulae, ville

 Necropoli: tombe, sarcofagi, urne, corredi funerari

 Ceramica: tutte le classi ceramiche

 Scultura: statue, rilievi, ritratti

 Pittura: affreschi, mosaici

 Arti suntuarie: argenti, avori, gemme, cammei, vetri

"La storia dell'arte antica è diventata solo una parte dell'archeologia classica. Quest'ultima

aspira alla sistematicità e alla raccolta di ogni dato al fine di ricostruire la storia, dei

contesti attraverso il tempo e dei comportamenti degli Antichi."

0.4 IL CONCETTO DI "ARTE ROMANA"

Il dibattito storiografico

Winckelmann (XVIII secolo): considera l'arte romana una decadenza dell'arte

 greca. I Romani sarebbero stati solo degli imitatori.

Scuola di Vienna (fine XIX secolo): rivaluta l'arte romana come un processo di

 sviluppo autonomo, non di degenerazione.

Franz Wickhoff: sottolinea l'originalità dell'arte romana, in particolare nel rilievo

 storico.

Alois Riegl: introduce il concetto di Kunstwollen ("volontà artistica"), un principio

 regolatore collettivo e anonimo che guida le scelte formali di un'epoca.

"Fu la Scuola di Vienna a rivalutare l'arte romana e a riconoscerle un processo non di

degenerazione della perfezione greca, bensì di sviluppo."

Il Kunstwollen di Riegl

Riegl individua tre stadi nella storia dell'arte antica:

STADIO CARATTERISTICA VISIONE

Tattile (Egitto) Contorni netti, simmetria Visione da vicino

Tattile-Ottico (Grecia classica) Plasticità, ombre leggere Visione "normale"

Ottico (Tardoantico) Trapano, chiaroscuri, astrazione Visione a distanza

"Dopo le teorie di Riegl ogni ragionamento sul riconoscimento di una forza

specificatamente italica e romana nonché aliena da influssi greci è cessato poco a poco."

Teorie dualistiche

Gerhart Rodenwaldt: distingue tra arte aulica (classicistica, statale) e arte

 popolare (tradizione italica, frontalità, composizione paratattica).

Ranuccio Bianchi Bandinelli: preferisce il termine "arte plebea" per evitare

 equivoci idealistici. Indica un filone promosso dal ceto medio (plebs), per lo più

immune da influenze greche, più autenticamente romano.

Caratteristiche dell'arte popolare/plebea:

Frontalità dei personaggi principali

 Composizione simmetrica rispetto a un punto centrale

 Dimensioni delle figure variate a seconda dell'importanza

 Subordinazione degli elementi di contorno

 Resa con brio dei dettagli

"È ormai chiaro che quando Rodenwaldt parlava di volkstuemliche Kunst non si riferisse a

un'arte effettivamente popolare. Volk intende tutti i membri di una nazione, non solo gli

strati sociali inferiori. Per evitare qualsiasi fraintendimento, Bianchi Bandinelli coniò il nome

di 'arte plebea'."

Teorie pluralistiche

Otto Brendel: prende atto della varietà di libere scelte possibili a espressione di

 "pubbliche aspirazioni e di sentimenti privati".

Introduce il concetto di "stili di genere", condizionati dai soggetti, dalle funzioni e

 dalla collocazione delle opere.

L'arte romana è caratterizzata da pluralismo nella scelta dei modelli greci, che

 vengono destoricizzati e riutilizzati per nuovi contesti romani.

"Sono proprio le teorie pluralistiche ad avere maggiormente valorizzato le convivenze di

più indirizzi, smorzando sia le opposizioni fra 'greco' e 'romano' sia le idee di un

Kunstwollen unitario."

I materiali dell'arte romana

"Sono tanti i materiali, e da tutto il mondo: oro, argento; bronzo, rame, ferro e piombo,

colori minerali, avorio, vetro, argilla, gessi; le pietre preziose che fanno fare follie; i marmi

bianchi e colorati poi, dai secoli II-I a.C. irrinunciabili per i processi di monumentalizzazione

di Roma, dell'Italia e delle province."

Committenti e destinatari

"Il ruolo dei committenti era fondamentale. Tra i principali committenti a Roma – e altrove

– contarono i re, i condottieri e i politici prima e gli imperatori poi."

"La massa dei fruitori era molto differenziata e variegata – stiamo parlando della sola

Roma in età imperiale di una popolazione stimata di settecentomila-un milione di abitanti."

Gli artefici

"Abbiamo l'abitudine di chiamare 'artisti' gli autori delle opere – ma agli Antichi è estraneo

il concetto sublime di 'artista' distinto da artigiano. La stragrande maggioranza degli

artefici (quasi tutti maschi) è etnicamente o linguisticamente greca."

ERRORI DA EVITARE

⚠️

Ho pensato: "L'arte romana è solo una brutta copia di quella greca."

❌ La verità: L'arte romana è un sistema semantico originale che usa forme greche per

comunicare significati romani.

Ho pensato: "Il Kunstwollen è la volontà del singolo artista."

❌ La verità: È la volontà collettiva e anonima di un'intera epoca, che guida le scelte

formali.

Ho pensato: "Arte popolare e arte aulica sono due correnti separate."

❌ La verità: Sono compenetrate tra loro: l'arte plebea può infiltrarsi in quella ufficiale.

✅ Ho pensato: "La ceramica è solo un materiale di poco conto."

❌ La verità: È il fossile guida principale per la datazione dei contesti archeologici.

✅ Ho pensato: "I Romani non avevano un'arte propria."

❌ La verità: I Romani avevano una concezione artistica diversa:

più utilitaristica e cronachistica, meno dedita a una fruizione estetica pura.

TRUCCHI DA ESAME

Domanda che capita spesso:

"Che cos'è il Kunstwollen di Riegl?"

Risposta: Il Kunstwollen è la "volontà artistica", un principio regolatore collettivo e

anonimo che guida le scelte formali di un'epoca. Riegl individua tre stadi: tattile (Egitto,

visione da vicino), tattile-ottico (Grecia, visione normale) e ottico (Tardoantico, visione a

distanza). Questo concetto ha permesso di rivalutare l'arte romana come un processo di

sviluppo autonomo, non di decadenza.

Domanda che capita spesso:

"Quali sono le principali fonti dell'archeologia romana?"

Risposta: Le fonti si dividono in letterarie (Livio, Plinio, Vitruvio, Svetonio,

Tacito), epigrafiche (Res Gestae, iscrizioni onorarie e funerarie,

fasti), archeologiche (monumenti, necropoli, ceramica, scultura, pittura, arti suntuarie)

e numismatiche (monete). La ceramica è il principale fossile guida per la datazione.

Domanda che capita spesso:

"Qual è la differenza tra arte popolare e arte aulica?"

Risposta: L'arte aulica è la produzione ufficiale, statale, di alto livello, più influenzata dai

modelli greci e caratterizzata da classicismo. L'arte popolare (o plebea) è un filone più

autenticamente romano, caratterizzato da frontalità, simmetria, dimensioni gerarchiche

delle figure, e resa sommaria dei dettagli. Le due correnti sono compenetrate e non

rigidamente separate.

RIASSUNTO DELL'INTRODUZIONE

1. Periodizzazione: dall'Età Regia al Tardoantico, con tabella dei periodi principali.

2. Cronologia e datazione: la ceramica come fossile guida (terra sigillata, anfore,

lucerne).

3. Fonti: letterarie (Livio, Plinio, Vitruvio), epigrafiche (Res Gestae), archeologiche

(monumenti, necropoli, cultura materiale).

4. Concetto di arte romana: dibattito storiografico (Winckelmann, Scuola di Vienna,

Riegl), teorie dualistiche (arte popolare/plebea), teorie pluralistiche (stili di genere,

Brendel).

5. I materiali, i committenti, gli artefici: la grande varietà di materiali, il ruolo dei

committenti, la concezione dell'artista come artigiano.

CAPITOLO 1: DALLE ORIGINI ALLA

REPUBBLICA

1.1 IL PAESAGGIO NATURALE E LA NASCITA DI ROMA

Il paesaggio naturale

Il fiume Tevere definì il suo attuale corso tra 600.000 e 800.000 anni fa. Il fiume e i suoi

affluenti erosero il tavolato formatosi a est dalle eruzioni di vulcani laziali, fino a creare un

sistema di colline separate da vallecole; alla sua destra, invece, era una lunga e ripida

dorsale.

Secondo i miti dei Romani, la dorsale della riva destra fu la prima zona a essere occupata

nell'area della futura città: vi regnò Giano dalle due facce, dando il nome all'altura

(Gianicolo) e concedendo a Saturno di occupare successivamente il Campidoglio (mons

Saturnius).

Dall'archeologia si desume invece che i primi insediamenti stabili sul sito di Roma

predilessero il sistema di alture della riva sinistra, ricche di sorgenti e di materiali da

costruzione (argilla, legno e più tardi tufo di vari generi).

La nascita di Roma

Dalla metà del millennio II a.C. (età del Bronzo Medio), primi nuclei di insediamenti

permanenti si stabilirono sul Campidoglio, sulla pendice del Palatino verso la valle del foro

Romano e più tardi sul Quirinale (fase preurbana). Il quadro restò immutato fino ai secoli XI

e X a.C., quando in tutto il Lazio si distingue una cultura archeologicamente identificabile,

detta "cultura laziale".

Durante l'età del Ferro si formò un abitato unificato esteso a Palatino, Velia, Celio e alle

tre cime dell'Esquilino – Fagutal, Oppio e Cispio (montes) –, Viminale e Quirinale (colles),

che gli archeologi della protostoria definiscono centro protourbano.

Tra il 775 e il 700 a.C. circa all'abitato furono annessi il Campidoglio, alla cui radice si

allestì il primo comizio con annesso santuario di Vulcano, e la valle tra Campidoglio e

Palatino, sede della piazza del foro Romano. Nello stesso periodo, sulla pendice del

Palatino verso il foro, sorse il santuario di Vesta, con la residenza e i culti regi: ecco la

creazione del sistema Palatino-foro-arx (l'altura nord-orientale del monte capitolino)

- Campidoglio (altura sud-occidentale), a formare il centro direzionale della città-Stato.

Nel secolo VI a.C. nuove mura abbracciarono tutte le alture già occupate dall'abitato,

includendo per la prima volta l'Aventino nell'area

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Diana_Putelli05 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia classica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Caliò Luigi Maria.
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