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Storia economica (I parziale)

Le cause dell’espansione economica medievale

A partire dall’XI secolo si avvia una fase di espansione economica grazie a quattro fattori principali:

  • 1. Crescita demografica: in Europa si passa da circa 40 mln a circa 70 mln di abitanti, ma nonostante tutto, la densità demografica europea rimaneva inferiore a quella asiatica in quanto i rendimenti del riso erano 5 volte maggiori di quelli del grano;
  • 2. Progressi nell’agricoltura: le aree coltivate divennero sempre di più, anche grazie alla colonizzazione di terre incolte e alle bonifiche. Vennero brevettati nuovi strumenti di lavoro (aratro e ruota) e la rotazione biennale sostituita con quella triennale;
  • 3. Ripresa dei traffici commerciali: questi scambi ebbero molto successo anche grazie ai mercati locali nelle dimore signorili, urbani nelle città o interregionali, detti anche fiere, che riunivano mercanti di diverse aree europee;
  • 4. Crescente urbanizzazione: le zone più interessate da questo fenomeno furono l’Italia centro-settentrionale, il nord Europa e alcune aree della Spagna. Uno degli aspetti fondamentali dell’urbanizzazione medievale fu la forte crescita nel settore edilizio. Questo fattore fu la causa anche di una stratificazione sociale sempre più complessa (mercanti, salariati, artigiani e professionisti). Inoltre, vennero create le corporazioni, ovvero delle associazioni utili a regolamentare e tutelare le attività degli appartenenti ad una stessa categoria professionale. In Italia prendono il nome di Arti.

Il settore laniero

Il settore tessile acquisisce sempre più importanza e il prodotto più richiesto diviene il panno di lana. Le fasi per produrlo sono: preparazione delle fibre, filatura, tessitura e rifinitura.

Le corporazioni medievali

  • Gli obiettivi delle corporazioni medievali: l’alta qualità dei prodotti e la limitazione della concorrenza;
  • Gli statuti stabilivano le regole delle corporazioni: venivano stabiliti i prezzi, la quantità e la qualità delle merci da immettere sul mercato. Inoltre, gli statuti controllavano anche la formazione professionale degli artigiani. Infine, c’era uno scarso incentivo all’innovazione tecnologica, quindi i miglioramenti dovevano derivare dalla bravura dell’artigiano stesso;
  • Funzioni giurisdizionali: ogni corporazione aveva una propria magistratura che interveniva in caso di conflitti all’interno della corporazione stessa;
  • Funzioni politiche: all’interno dei consigli comunali era presente un membro della corporazione.

Innovazioni tecnologiche del Medioevo

La tecnologia medievale viene alimentata dalla diffusione di alcune innovazioni già esistenti (mulini idraulici e al vento).

Innovazioni istituzionali nel Medioevo

Le innovazioni istituzionali si diffusero tra il XIII e il XIV secolo e riguardano:

  • Il sistema giuridico: dato l’aumento delle transazioni economiche, serviva un ente capace di garantire la validità giuridica. Notai. Nonostante tutto, rimaneva possibile l’inadempimento di alcuni contratti, per questo motivo nascono i primi tribunali mercantili, con il compito di sanzionare gli inadempimenti. L’elaborazione del pensiero giuridico venne affidato alle università, ma parallelamente, fuori dalle università nasce lo ius mercatorium (embrione del moderno diritto commerciale), che attraverso i rapporti tra i mercati si diffuse dalle città italiane a tutta l’Europa.
  • Il sistema monetario: anche alla base di questa innovazione vi era l’aumento dei traffici economici, che portavano ad una sempre maggior richiesta di moneta e lo scarso valore dei denari d’argento causava problemi nei trasferimenti di grandi somme. A ridosso del 1200, i comuni ottennero il permesso di coniare moneta, creando monete più grandi e monete intermedie, mentre quelle più piccole rimangono nei mercati locali. L’espansione prorompente dei mercati implica il ritorno del sistema bimetallico;
  • Le forme societarie dell’impresa: le società commerciali nascono principalmente per suddividere il rischio d’impresa tra più soci e godere di maggiori competenze. Alcuni delle principali società commerciali sono:
    • La commenda (per i commerci marittimi);
    • La compagnia (per i commerci via terra), in cui i soci sono responsabili illimitatamente e solidalmente. Erano spesso stipulate tra parenti stretti, dunque il patrimonio familiare era a rischio. Per questo motivo, nasce la compagnia di negozio, che si sganciava dal rapporto familiare.
  • L’introduzione di tecniche contabili: il primo step riguarda l’introduzione dei numeri arabi. Successivamente, vengono introdotti i registri contabili nelle imprese (libro giornale, libro mastro e quaderno di cassa), si usa la tecnica della partita doppia;
  • Il settore del credito: la moneta in circolazione era insufficiente a soddisfare le esigenze dei commerci, ma allo stesso tempo era impossibile anche coniare più moneta. Per questo motivo nasce l’attività bancaria, che accettava depositi (tipo conto corrente), effettuava trasferimenti tra i conti dei clienti (giroconti) e concedeva prestiti.

Coloro che facevano parte del ceto dei professionisti impiegati nel settore creditizio erano i Lombardi. Il problema legato al prestito deriva dalla chiesa che lo considerava peccato (peccato d’usura). Per risolvere questo problema di coscienza, i mercanti dovevano versare delle donazioni. Inoltre, sistemi molto diffusi furono il pagamento tramite lettere di cambio (atto con il quale un banchiere che aveva ricevuto un versamento da un cliente ordinava a un altro banchiere operante su un’altra piazza di pagare un beneficiario), con cui si poteva anche nascondere il tasso d’interesse con il tasso di cambio ed evitare trasferimenti di grosse somme di denaro metallico, e lettera di fiera (dilatazione di pagamento da una fiera all’altra);

  • La finanza pubblica: le innovazioni hanno origine nelle città italiane, soprattutto perché aumenta il bisogno finanziario (dovuto alla crescita delle spese comunali e l’insufficiente numero di entrate). Un secondo presupposto riguarda l’autonomia finanziaria dell’impero. Per questo motivo, le città danno vita ad un sistema di tassazione ordinaria (che va a colpire direttamente i cittadini con tasse fisse) e un sistema di tassazione straordinario (come, ad esempio, imposte sulla ricchezza immobiliare e mobiliare su base proporzionale). Nonostante tutto, il bisogno finanziario rimane ancora elevato, perciò si ricorre al finanziamento, generando un debito pubblico cittadino, che consisteva in obbligazioni emesse dall’amministrazione comunale e che spesso erano forzosi, ovvero obbligavano i cittadini a sottoscrivere quote.

La crisi di sussistenza o di sottoproduzione

Nonostante i miglioramenti, l’economia medievale rimaneva di sussistenza. Infatti, un primo problema era il rapporto agricoltura / popolazione, che spesso portava a periodi dove la domanda superava l’offerta, generando crisi di sottoproduzione accompagnata da un aumento dei prezzi e da malattie legate alla sottonutrizione di carattere epidemico.

A questa crisi è legata anche la diffusione della peste nera nell’Europa del 1300, che nelle grandi città ha praticamente dimezzato la popolazione e causato l’abbandono delle aree rurali.

Come conseguenza un’emancipazione del contadino, che si libera dei signori feudali.

Nell’Europa occidentale si verifica una crisi del sistema feudale che porta ad un vuoto di potere, colmato dagli Stati regionali (Ducato di Milano, Repubblica di Firenze, Repubblica di Venezia) e dagli Stati territoriali, che aggregavano intorno alla figura del sovrano territori con caratteri etnici e culturali anche diversi (Portogallo, Francia, Spagna e Inghilterra).

Per rispondere a questi problemi, spesso, le famiglie contadine venivano obbligate ad intaccare le scorte destinate alla semina per l’anno successivo, a svolgere spese più razionali e a indebitarsi.

La prima politica adottata per contrastare questi fenomeni fu l’istituzione di organismi pubblici che dovevano garantire la sussistenza. Fu una politica efficace solo in maniera parziale, in quanto tutelava solo i ceti urbani.

Il modello dell’interpretazione della crisi nell’età preindustriale viene fornito da Thomas Malthus. Secondo il suo principio, il livello produttivo della terra determina il numero massimo della popolazione che può ricavare sostentamento da essa. Egli, però, verrà smentito dalla rivoluzione agraria.

Lo Stato moderno (fiscal military state) e la finanza pubblica

I caratteri principali dello Stato moderno sono l’esercito permanente e la burocrazia statale che però andavano ad aumentare la spesa pubblica. Inoltre, i sovrani non utilizzano il patrimonio personale per pagare queste spese, che vengono ora finanziate dalla tassazione, ma la tassazione ordinaria risultava spesso insufficiente a coprire queste spese a causa di esenzioni fiscali e il livello bassi dei redditi imponibili. Si rivelano quindi problemi di sperequazione fiscale, o più semplicemente ingiustizie. Per questo motivo si arriva alla tassazione straordinaria che suscita delle reazioni da parte dei ceti colpiti, per cui vengono convocate dalle assemblee consultive dei rappresentanti dei vari ordini (Camera dei Lords e dei comuni di Inghilterra, Cortes in Spagna e Stati generali in Francia). Da questo punto, deriva la necessità di ricorrere all’indebitamento, perché grazie alle risorse finanziarie si può controllare il territorio:

  • 1. Debito a breve termine: prestiti forniti dai mercanti – banchieri ma che spesso hanno portato al fallimento di numerose famiglie;
  • 2. Debito a lungo termine: prestiti derivati da emissione di titoli di Stato di modesta entità.

La crescita economica di metà Quattrocento

In questo periodo comincia la seconda fase di sviluppo economico europea, dovuta alla crescita demografica (da 65 a 80 mln), la crescita della domanda che spinge la produzione agricola e manifatturiera e anche la crescita di domanda di beni più preziosi. Un aspetto fondamentale è la domanda della lana, che cresce in maniera esponenziale e fa aumentare anche il prezzo della lana stessa. Di conseguenza l’allevamento ovino si diffonde sempre di più e i campi destinati all’agricoltura si convertono in campi per il pascolo. Intanto in Spagna nasce la corporazione degli allevatori (la Mesta), mentre in Inghilterra si sviluppano le enclosures (ovvero la recinzione dei campi che prima erano aperti). La stessa Inghilterra, che prima esportava lana grezza, diventerà esportatrice di manufatti di lana.

L’espansione portoghese

Questa espansione nasce grazie alla spinta dei sovrani, in particolare Enrico il navigatore, il quale decise di dare un sostegno statale alla navigazione. Altri fattori sono lo sviluppo riguardante la progettazione di navi e le tecniche di navigazione. Inoltre, grazie a navigatori come Bartolomeo Diaz e Vasco De Gama il Portogallo riesce a creare un impero coloniale in Asia, ma il loro obiettivo non era di conquistare aree interne, ma di creare un controllo sulle città portuali fortificandole.

Successivamente, dopo che anche la Spagna iniziò a muoversi in questo campo, viene firmato nel 1479 il Trattato di Alcàcovas, dove le due potenze si spartivano i territori (nord alla Spagna e sud al Portogallo). Infatti, i territori scoperti da Cristoforo Colombo sarebbero dovuti appartenere al Portogallo e per risolvere questo problema viene firmato un secondo trattato (Tordesillas) con cui i territori vengono divisi da est a ovest, lasciando agli Spagnoli i territori americani, mentre quelli asiatici al Portogallo. Infine, con il Trattato di Saragozza, viene disegnata la seconda linea che avrebbe definitivamente spartito i territori.

Grazie alla superiorità tecnico – militare, il Portogallo ottiene il predominio commerciale sull’Oceano Indiano andando a sostituirsi ai mercati arabi. Il commercio estero diviene monopolio statale con la possibilità per i mercanti di unirsi alle spedizioni pagando delle tasse. I portoghesi, inoltre, attuavano due tipologie di commercio: commercio intra – asiatico e commercio di riesportazione (che consisteva nell’importare prodotti coloniali in Europa per poi riesportarlo verso altri Paesi europei. Naturalmente, veniva attuato anche il processo contrario portando merci europee alle colonie).

L’espansione spagnola

L’espansione spagnola si distingue da quella portoghese, perché riguarda una conquista territoriale che avviene militarmente nelle aree dell’America Centrale grazie ai Conquistadores (es. Ferdinando Cortés e Francisco Pizarro). Anche in questo caso, gli spagnoli godevano di una superiorità tecnico – militare rispetto alla popolazione locale, già indebolita da siccità e lotte interne. Di conseguenza, a causa delle stragi dei conquistadores, delle malattie e dello sfruttamento lavorativo, si determina la fine degli imperi precolombiani. Le aree conquistate, inoltre, vengono divise in grandi unità territoriali chiamate encomiendas (che funzionavano come le signorie rurali, dando protezione e cristianizzazione in cambio di lavori e tributi). A causa della scarsa manodopera nelle encomiendas, si iniziano a trattare gli schiavi neri tramite un contratto tra privati e Stati. Anche in questo caso, quindi, il commercio estero viene gestito esclusivamente dallo Stato ed è da tener presente perché nei secoli successivi non sarà più così.

L’Europa nel 500

Con l’afflusso di metalli preziosi dalle nuove aree colonizzate, verrà creata moneta metallica utilizzata nell’acquisto di beni, in spese militari e interessi sul debito pubblico. Dal punto di vista economico si crea inflazione, dovuta alla grande quantità di moneta in circolazione. Alcuni storici hanno tentato di spiegare questo aumento di prezzi, in particolare Irving Fisher con la sua equazione: P=M*V/T, dove P indica il prezzo della merce, M la moneta circolante, V la velocità di trasferimento e T il numero delle transazioni. A causa della crescita demografica, rallenta la crescita dei salari nominali (salario che una persona percepisce), ma non rallenta la crescita dei prezzi. Di conseguenza diminuiscono anche i salari reali (salario al netto del costo della vita). Chi percepisce un reddito fisso ha effetti negativi legati a questa rivoluzione dei prezzi, mentre chi percepisce un reddito variabile ha effetti nulli o positivi. Dunque, l’inflazione e l’aumento della pressione fiscale danno vita al pauperismo. Per contrastarlo si interviene con legislazioni repressive che obbligano i poveri a lavorare, tuttavia senza successo. Una seconda fase riguarda gli interventi statali, verso un sistema assistenziale. Un esempio sono le poor laws, con cui vengono costruite le poor Houses e le Work Houses. Dopodiché si sviluppano anche orfanotrofi, ospizi e case di mendicità.

Il Seicento

Questo secolo viene segnato dall’assolutismo delle monarchie e dal processo scientifico, ma anche da crisi economiche. Infatti, si segna il declino delle aree spagnole, portoghesi ed italiane. Allo stesso tempo, però, si verifica anche l’ascesa di alcuni Stati come ad esempio l’Olanda, la Francia e l’Inghilterra. Il Seicento è anche l’epoca del mercantilismo, ovvero dell’insieme delle dottrine politiche ed economiche. In questo periodo, la fonte di ricchezza principale per gli stati erano i metalli preziosi. Secondo questa convinzione, quindi, avere un’ampia circolazione di moneta, significava avere una forte capacità contributiva. I tratti generali della politica mercantilista comuni a Olanda, Francia e Inghilterra sono lo sviluppo del commercio estero, il potenziamento del sistema navale, l’incentivazione all’immigrazione di lavoratori specializzati, il potenziamento del settore agricolo (premi all’esportazione di prodotti agricoli) e infine anche l’istituzione di politiche doganali protezionistiche sta alla base di questo mercantilismo.

  • L’Olanda seicentesca: nel 1581 ottiene l’indipendenza dalla Spagna, dando vita alla repubblica delle sette provincie unite. Dal punto di vista economico, si attuava un commercio di riesportazione (dalle colonie alla madre patria e dalla madre patria all’Europa) e di conseguenza, diventando di fondamentale importanza le colonie. Per questo motivo l’Olanda sarà teatro di progressi nella cantieristica navale, che saranno la causa dei bassi prezzi di trasporto. Non solo, anche nel campo agricolo si vedranno molti sviluppo, soprattutto grazie ai polders (aree estese e destinate all’agricoltura prima sommerse dall’acqua) e alla coltivazione di piante utili all’allevamento. Un ultimo aspetto relativo all’Olanda è l’adozione di una politica economica liberista che si andava poi a riflettere anche dal punto di vista sociale con libertà giuridiche e anche religiose che portano molte persone ad emigrare proprio in Olanda. Infine, Amsterdam andrà a sostituire Anversa dal punto di vista finanziario anche grazie a condizioni fiscali e creditizie favorevoli.
  • La Francia seicentesca: col regno di Luigi XIV, viene considerata come il simbolo dell’assolutismo. Colbert viene nominato ministro delle finanze e trovandosi a gestire uno Stato profondamente indebitato, si propone come obiettivi principali il risanamento del bilancio statale e il potenziamento della manifattura e della cantieristica navale. Per realizzare il primo obiettivo, Colbert riorganizza l’apparato burocratico fondandolo sulla riscossione di imposte fondiarie. Per quanto riguarda il secondo obiettivo, invece, dà vita alle Manifatture Reali (volte soprattutto a produrre beni di lusso) alimentandole con un sistema di incentivi (finanziamenti a tassi agevolati, premi in
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/12 Storia economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher raduholban19 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Gaspari Mauro.
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