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IN COSA CONTISTE LA CITTA’ DEI 15 MINUTI, LA SOFT CUTY E LA FLEXIBLE CITY?

La città di prossimità e le varie modalità di leggere le città secondo gli indicatori di vivibilità e

salubrità:

• la città dei 15 minuti

• la città flessibile

• la città soft

• la città smart

• la città salubre

Diversi indicatori contemporanei:

• Quello di Vancouver relativo alla vivibilità

• l’indicatore happy city, realizzato per la prima volta da Bristol

• l’indicatore di salubrità urbana

• l’indicatore di resilienza

15-minute city

è stata inventata nel periodo in cui Anne Hidalgo doveva realizzare la sua campagna elettorale per

Parigi e quindi chiese a Carlos Moreno di capire come rendere Parigi più salubre e vivibile

• Vivere

• Lavorare

• divertirsi

da raggiungere a piedi in non più di 15 minuti

La città dei 15 minuti è una città che è in grado

di offrire a tutti i suoi abitanti tutto ciò di cui

hanno bisogno per:

Il punto di partenza del modello di città di 15 minuti, ideato da Carlos Moreno, è che si deve passare

dalla pianificazione urbana alla pianificazione della vita urbana, cioè non ci interessa solo il

territorio e come viene pianificato ma come questo territorio si intreccia con le nostre abitudini

quotidiane, con le attività che normalmente svolgiamo.

Bisogna creare una città più compatta, più densa in determinati luoghi, in modo che sia anche

accessibile a tutti, dove le persone possano:

Vivere

• Lavorare

• Prendersi cura di se

• Acquistare

• Divertirsi

• Educarsi

= queste sono delle attività fondamentali, servizi di cui dovremmo poter usufruire nei 15 minuti

Per fare in modo che questo avvengano, vanno modificate 2 componenti: il tempo e lo spazio →

dobbiamo poter raggiungere le nostre attività nel minor tempo possibile, devono esserci più luoghi

che comprendano diversi tipi di attività.

Inoltre, bisogna modificare anche i ritmi di vita e le modalità di fruizione dello spazio urbano per poter

accedere alle principali funzioni della città

Si tratta di trasformare uno spazio urbano che normalmente è monocentrica/monofunzionale (= ha

soltanto determinate funzioni, mentre per il resto bisogna spostarsi) in una città che è policentrica

connessa e con spazi pubblici accessibili a tutti il risultato saranno diverse piccole città satellite,

dove si possono trovare tutte le attività utili.

art. 3 - Rapporti massimi tra gli spazi destinati agli insediamenti residenziali e gli spazi pubblici o

riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggi

Per gli insediamenti residenziali, i rapporti massimi sono fissati in misura tale da assicurare per ogni

abitante - insediato o da insediare - la dotazione minima, inderogabile, di mq 18 per spazi pubblici o

riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, con esclusione degli spazi destinati

alle sedi viarie.

I 18 mq per gli spazi pubblici di cui:

-4,50 per l’istruzione d’obbligo

-2 mq per le attrezzature di interesse comune (religiose, culturali ecc)

-2 mq per i parcheggi

-9 mq per gli spazi aperti, per il verde

Pla Cerdà di Barcellona: delle aree che possono essere pedonalizzate

va cambiata l’organizzazione del traffico per

Ildefons Cerdà realizza questa maglia molto fare in modo che quelle aree in rosso diventino

regolare, con gli edifici smussati agli angoli, aree pedonali (le macchine e le fermate

che poi formano tutti al centro dei piccoli dell’autobus devono andare altrove)

ottagoni. Questo ha come risultato il fatto di avere una

Iniziando da due quartieri, a Barcellona stanno città più vivibile e più salubre.

realizzando le Superilles (cerchi rossi) = sono

degli spazi centrali, smussati, che formano

Come sono organizzate le varie aree:

1. spazio dedicato soprattutto alla popolazione con tutte le attività che gli abitanti possono

effettuare (passeggiare, sostare ecc) vivibilità accentuata anche dalla sezione molto grande per

le persone

2. spazio in cui l’asfalto viene eliminato per realizzare una pavimentazione più drenante l’obiettivo

principale è quello di togliere le macchine = in linea di massima tutta la sezione è fatta per le

persone

3. “esplosione di verde” la possibilità di avere una forte prospettiva di alberi, di alberature e di

verde lungo tutta la strada

4. riguarda la possibilità di avere un terreno molto fertile dove l’acqua piovana viene raccolta per

poter essere riutilizzata (quindi non viene sprecata)

5. corsia di emergenza (l’unica macchina in trasparenza)

6. spazi dedicati ai bambini piccoli con attrezzature dedicate ad essi

7. parte dedicata all’illuminazione più importante, e più adeguata anche alle persone con ridotta

mobilità visiva

8. le strade devono avere delle attività di prossimità che possono essere facilmente raggiunte

Sant Antoni è uno dei primi quartieri che è stato pedonalizzato

In verde = il lavoro di cambiamento della

circolazione al fine di avere aree di questo tipo

Superilles: anche questo tipo di aree ha bisogno di manutenzione (anche urbanistica tattica)

Erano tutte aree carrabili che sono state pedonalizzate sono state create piccole attività, con costi

piuttosto bassi, per rivalutare questo quartiere

Lo stesso è stato realizzato per Poblenou è più chiaro quello che è stato realizzato cioè il tipo di

progetto: Le biciclette inserite + parcheggio delle

biciclette o per fittarle

In azzurro = le nuove fermate dell’autobus

Tratteggio giallo = superilla ovvero il pezzo di

quartiere che è stato pedonalizzato In rosso con la croce = le fermate dell’autobus

che sono state annullate nel momento in cui

Freccia rossa = il nuovo senso di circolazione si va a pedonalizzare un’area, questa deve

essere riservata prevalentemente ai pedoni

La città flessibile

La città flessibile si basa su strumenti per la pianificazione e il design urbano che non sono rigidi e

sono in grado di consentire modifiche nel corso dell'attuazione dei progetti in caso di imprevisti o

nuove esigenze e necessità (ex pandemia o altri tipi di fenomeni naturali improvvisi che possano

richiedere una modifica degli spazi). ) si deve poter cambiare facilmente senza bisogno di dover

realizzare un piano o un progetto che non corrisponde più alle esigenze di quel determinato periodo

I principi della città flessibile dovrebbero riguardare l’interno del ciclo di vita di un progetto urbano, a

partire delle fasi iniziali; perché il progetto urbano ha dei tempi medio lunghi (mediamente 20-30

anni) in 20-30 anni cambiano tante cose e anche le necessità.

È quindi necessario per la sua sostenibilità e per la riduzione dei rischi prevedere:

Usi

• Tempi

• Progettazione

Per fare ciò vanno fatte delle analisi quantitative e qualitative:

il numero di persone

• come loro intendono la vivibilità del luogo che si va a progettare

• cosa loro ne percepiscono

Attraverso analisi quantitative e qualitative vengono individuate le diverse possibilità progettuali

realizzabili rispetto alla situazione esistente. è importante unire ai dati quantitativi (statistiche) i

dati qualitativi dal momento che una città flessibile si fonda molto sui dati delle analisi qualitative

Esempi a Berlino:

-Prinzessinen Garten = è un progetto di orto sociale che è stato progettato per essere flessibile

-Tempelhof = era un aeroporto che è stato dismesso per farne uno più grande e moderno si tratta di

un’enorme area che è stata liberata, diventando uno spazio per la popolazione = è un luogo libero,

molto flessibile (usi sempre diversi).

Flexible paviments for dynamic city: idea di progetto realizzato da Carlo Ratti per Parigi →

pavimento flessibile = sono tutti pezzi di pavimento realizzati con degli ottagoni che si possono

cambiare e spostare a seconda delle necessità ciclabile

-l’altra parte a destra è pe il gioco

-il lato a sinistra il gioco per pallacanestro ecc se per qualche motivo si vuole realizzare

-da un’altra parte ci sono piccoli oggetti di uno spazio giochi più ampio e spostare la pista

arredo ciclabile, con questo tipo di pavimentazione è

-la parte centrale è dedicata al percorso possibile (grande flessibilità)

Questo tipo di pavimentazione si usa negli spazi aperti dedicati al tempo libero non sono

pavimentazioni adatte al passaggio di macchine in quanto la manutenzione sarebbe complicata in

aree carrabili

Soft city

l’inventore di questa soft city è David Sim (2019) = è un urbanista che ha lavorato per diverso tempo

nello studio di Jan Gehl che è colui che ha inventato questo approccio people-oriented, cioè, rivolto

molto alle persone

“soft city” = una città dolce in cui tutto avviene in maniera morbida, con ritmi lenti

David Sim ha scritto l’omonimo libro “Soft city” che si basa sull’idea che dall'unione tra densità e

diversità si può ottenere una città più vivibile e più sana.

La prossimità si può tradurre in tempo questo significa che i servizi, gli spazi pubblici e i mezzi di

prossimità consentono di utilizzare le ore che normalmente le persone impiegherebbero per

raggiungere luoghi non vicini, in tempo da poter dedicare ad altre attività

È molto importante avere servizi di prossimità perché questo consente di utilizzare al meglio il tempo

a disposizione, anche per rilassarsi o prendersi cura di sé.

Contro: la prossimità può non stare bene a tutti (ex commercianti) in Inghilterra si sono verificate

delle manifestazioni molto importanti per evitare la prossimità.

Un’iniziativa che sembra sostenibile può non essere sostenibile per tutti: la prossimità è un tipo di

modalità di progettare che rende la città più salubre però bisogna stare attenti a tutte le necessità.

Un altro aspetto importante della prossimità è la condivisione di luoghi e risorse tra le persone, che

crea un sentimento di appartenenza alla comunità.

Le caratteristiche di comfort e connessione devono essere combinate con quelle di varietà e

vicinanza per ottenere una migliore e più sana qualità della vita.

Il concetto della città soft di David Sim è molto legato anche a quello della città dei 15 minuti

Attività fatte insieme in maniera più rilassata, più utilizzi differenti nelle varie ore: un luogo può avere

una sua funzione in alcuni orari e un’altra funzione in altri orari ex campus: spazi più flessibili

ovvero una parte del campus (quella più vicina agli accessi) può essere pensata in maniera più

flessibile per attività non solo rivolte alla comunità accademica, allo staff ma anche ai turisti.

Smart city = città intelligente, città connessa, città di relazioni

Nella smart city tutta la gamma delle tecnologie è al servizio del luogo sia per migliorarne la vivibilità e

salubrità sia per garantirne la sostenibilità.

In particolare, sono interessanti anche le ibridazioni. Esse variano molto sia in termini di significato

che di applicazione: non solo luoghi interamente smart, tecnologici o wireless, ma luoghi che

possono avere parti smart e parti non.

Immaginiamo di avere dei piani della mobilità intelligenti con semafori che si accendono di rosso nel

momento in cui la macchina si deve effettivamente fermare perché c’è un pedone, con dei sensori

appositi.

Così anche l’illuminazione che di solito ha degli orari fissi e prestabiliti potrebbe invece accendersi in

base alle condizioni esterne (magari un giorno fa buio prima).

Le città intelligenti possono dare un valore aggiunto creando politiche che includano:

la gestione intelligente dello spazio pubblico con piani di mobilità intelligenti

• semafori urbani e illuminazione stradale

• intelligente

• arredo urbano e pavimentazioni realizzate con

• nuovi materiali.

Le tecnologie digitali non sono obiettivi ma STRUMENTI per ottenere dati per migliorare la qualità degli

spazi attraverso la rappresentazione di un equilibrato mix di informazioni offerte da una prospettiva

multifocale. con strade attrattive per biciclette e pedoni

Esempio di una città dove: tetti verdi

si possono facilmente ricaricare i mezzi di possibilità di avere anche pannelli solari

• •

trasporto traffico controllato (app)

si possono avere delle macchine self

• tutti questi elementi insieme potrebbero

driving ovvero macchine che viaggiano da offrire un’aria più pulita e permettere di

sole (percorsi dedicati) muoversi in maniera più semplice

ci sono tram e bus elettrici

Traslato nel nostro campus: si può immaginare una app che faccia capire quali sono le attività

presenti e quante persone stanno in un determinato hub in un certo momento app che sia smart e

friendly, cioè, pensata per una comunità.

Le diverse città salubri, le diverse modalità per intendere e progettare la città avendo la salubrità e la

vivibilità come obiettivo principale:

la città dei 15 minuti o anche città di prossimità

• la città flessibile che ha usi che possono variare durante il percorso di progettazione

• la città soft che cerca di rendere tutto il corso delle attività più morbido e più adatto alla vita

• delle persone

la smart city che cerca di rendere tutte le attività più connesse anche tecnologicamente

QUALI SONO I QUATTRO INDICATORI DELLA CITTA’ CONTEMPORANEA E QUALI FATTORI

VENGONO CONSIDERATI PER IL CALCOLO?

INDICATORI (4 indicatori)

Happy City Index

L'Happy City Index (Lewis, 2016) è stato sviluppato da Happy City e dalla New Economics Foundation

(NEF) per: monitorare le condizioni che creano benessere sostenibile, dando a PERSONE,

COMUNITÀ, CITTÀ pari opportunità di miglioramento rispetto alle generazioni presenti e future.

Per misurare questo index, poiché ogni indicatore mi deve dare dei parametri che servono poi a dire se

una città è più felice di un’altra anche indipendentemente da stato sociale ed economico. In questo

caso combina fattori esterni e fattori interni.

I fattori esterni sono i driver del benessere: soddisfazione, obiettivi, vitalità,

formazione scolastica senso di appartenenza

• •

la salute la stima e le relazioni sociali.

• •

il luogo

• la cultura

I fattori interni includono:

L'indice:

misura i risultati conseguiti da determinate politiche o prestiti, non gli input offerti

• misura le condizioni che creano benessere come la salute, il lavoro di qualità, l'alloggio, la

• sicurezza del vicinato, e non direttamente il benessere personale

integra l'equità e la sostenibilità dei fattori di benessere forniti dalle città

• considera un'ampia gamma di indicatori per ogni tematica politica

• riconosce un valore multidimensionale al concetto di benessere, che quindi è dato da tanti

• fattori di cui uno dei principali è sicuramente la bellezza del luogo

Urban Health Index

Pensato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è un parametro per misurare e mappare le

disparità di salute nelle aree urbane.

La costruzione di questo index prevede la combinazione di un insieme di variabili per gli indicatori di

salute che sono standardizzati o normalizzati per essere comparabili e combinati insieme.

I dati che possono essere utilizzati per misurare la salute urbana sono classificati in relazione a

SALUTE E AMBIENTE:

Per quanto riguarda la salute: condizione di malattia

• disabilità

distribuzione sanitaria trasporto

• •

accesso e costo qualità dell’acqua

• •

Per quanto riguarda l’ambiente: qualità dell’aria

infrastrutture livello di inquinamento acustico.

• •

ambiente costruito

Ho la possibilità di avere l’urban health index dall’incrocio di questi elementi perché per esempio non

mi occorre di sapere solamente se ho una buona distribuzione di presidi ospedalieri ma mi interessa

capire anche quali sono le infrastrutture per poterli raggiungere.

The Liveability Index città australiane ma anche europee (Vienna, Helsinki, Roma)

L'indice di vivibilità (EIU, 2021) nasce dall'idea che il concetto di vivibilità valuta le città in cui sono

presenti le migliori o peggiori condizioni di vita, assegnando un punteggio a 30 fattori qualitativi e

quantitativi rispetto a cinque categorie:

stabilità

• assistenza sanitaria

• cultura e ambiente

• formazione scolastica

• infrastrutture

Il calcolo include indicatori qualitativi, che vengono valutati da un team di esperti di economisti e

analisti interni, e dati quantitativi, che vengono calcolati sulla base di dati esterni.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lorenzagiardino1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Urbanistica II e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Fratini Fabiola.
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