Estratto del documento

Filosofi parte manualistica

Introduzione

Parliamo dell’illuminismo francese perché è l’ambiente culturale in cui opera Rousseau, autore dell’Emilio. Esistono diversi illuminismi che risentono delle condizioni politiche e sociali. È il più celebre illuminismo quello francese. Rousseau vive dal 1712 al 1778.

I caratteri principali dell'illuminismo

Il periodo dell’illuminismo va dal 1688 (con la Rivoluzione inglese) al 1789 (con la Rivoluzione francese). L’illuminismo francese affonda le proprie radici nella riflessione inglese fra il '600 e il '700, grazie ad autori come Locke e Newton. Locke è il padre dell’empirismo (= tutto deriva dall’esperienza). L’illuminismo si caratterizza per l’importanza attribuita alla ragione critica, vuole mettere in discussione quello che era il sapere comunemente accettato. Si diffuse in poco tempo in tutta l’Europa.

L’illuminismo mette in discussione tutto quello che era venuto prima. L’illuminismo francese ha una posizione di preminenza sia per radicalità (critica sociale e religiosa) sia per autoconsapevolezza (diversamente dall’Enlightenment inglese e dall’Aufklärung tedesco). Gli autori dell’illuminismo si autodefinivano philosophe. La metafora della luce è evocata nell’espressione “âge des lumières”.

Il philosophe incarna un nuovo ideale antropologico, quello dell’uomo che si sa servire della propria ragione per indirizzare il suo agire nel mondo. Questo orientamento venne teorizzato con chiarezza in un testo intitolato “Le Philosophe”, considerato come tra i contributi fondanti dell’illuminismo francese. L’autore di questo libro, César Chesneau Du Marsais, negli anni ’20, circolò a lungo in forma manoscritta prima di essere data alle stampe nel 1743.

Suddivisione dell'illuminismo in periodi

  • Proto-illuminismo: Comprende gli autori nati negli ultimi anni del Seicento (come Montesquieu e Voltaire), i quali giocarono un ruolo decisivo nello sviluppo del movimento illuminista e nella definizione delle sue tematiche principali.
  • Apogeo dei Lumi: Composto da autori che si conoscono e che sono nati tutti tra il 1712 e il 1715. Questi autori morirono per lo più prima della Rivoluzione francese (autori come Rousseau, Diderot, Condillac, Helvétius, ecc.).
  • Metamorfosi dei Lumi: I rappresentanti della fase più tarda dell’illuminismo, nati attorno agli anni ’30 e ’40, dovettero confrontarsi con la crisi inevitabile a cui i valori illuministici andarono incontro in età rivoluzionaria e post-rivoluzionaria.

Il proto-illuminismo

Pierre Bayle (1646-1706)

Nella sua riflessione si coniugano due delle più importanti istanze del pensiero seicentesco: l’ideale cartesiano della necessità di una conoscenza sull’evidenza e la tendenza scettica tipica del pensiero libertino. Due opere importanti sono:

  • “Pensieri diversi sulla cometa” (1682). Tale opera confuta la credenza popolare secondo cui le comete sarebbero presagi di sventura, opponendo alla superstizione una spiegazione di tipo scientifico.
  • “Dizionario storico e critico” (pubblicato tra il 1695 e il 1697). Quest’opera denota una vastissima erudizione, si configura come una sistematica raccolta di errori e pregiudizi rintracciabili nei dizionari esistenti.

L’apparente assenza di opere filosoficamente rilevanti tra la morte di Bayle (1706) e la pubblicazione dello “Spirito delle leggi” di Montesquieu è imputabile al rigido sistema di censura preliminare che concedeva l’autorizzazione alla stampa, nonché al pericolo di condanna e persecuzione da parte della Chiesa che incombeva costantemente sui libri editi. All’interno di questa tradizione è possibile distinguere due indirizzi ideologici fondamentali affrontati nei manoscritti clandestini:

  1. Deismo: teoria che mette l’esistenza di un principio razionale divino, inteso come entità trascendente, rifiutando però ogni forma di rivelazione. Ammettono che ci possa essere la figura di Dio.
  2. Ateismo: la più celebre espressione dell’indirizzo ateistico è rappresentata dal “Testamento” composto nell’ultima fase della sua vita da Jean Meslier (1664-1729), un precursore del materialismo ateo. La figura di Dio non esiste e l’uomo è un animale, una figura reale.

Se il richiamo a una ragione critica, che animò la letteratura clandestina, diventerà una cifra caratteristica dell’intero movimento illuminista francese, altrettanto si può dire per l’indagine sulle passioni che contraddistinte l’opera dei cosiddetti “moralisti”. La figura del moralista non deve essere confusa con quella del moralizzatore che stabilisce norme e secondo cui la morale è oggetto di argomentazione speculativa. Egli, al contrario, vuole rendere conto e testimonianza della diversità dei comportamenti umani e della complessità di una realtà spesso incoerente e priva di un senso univoco. Fu una forma di scrittura aforistica e frammentaria, che rifiuta il discorso dimostrativo. Alcuni esempi più celebri dei moralisti sono: “Riflessioni o sentenze e massime morali” di François de la Rochefoucauld e “Caratteri” di Jean de la Bruyère.

Montesquieu (1689-1755)

Montesquieu (1689-1755) è importante nella riflessione politica. È un nobile di Bordeaux, riceve l’educazione gesuitica dei nobili dell’epoca. Frequenta l’università e si laurea in “giurisprudenza”. Diventa presidente del Tribunale di Bordeaux. Compie anche numerosi viaggi nell’Europa continentale e in Inghilterra, grazie a cui si accorge dell’arretratezza della Francia. Inghilterra era molto più sviluppata rispetto alla Francia. In ritorno dai suoi viaggi scrive l’opera “Lettere persiane” (1721), è un romanzo epistolare (non è un trattato) dove i protagonisti sono due persiani che vanno a visitare la Francia e criticano la società francese da un punto di vista esterno. Mettono in luce tutte le critiche della società francese. Esprime le sue idee attraverso gli occhi dei persiani, se fosse stato scritto sotto forma di trattato sarebbe stato censurato. Attraverso ciò critica anche la religione, molto importante nel suo secolo. Un’altra sua opera è “Considerazioni sulle cause della grandezza dei Romani e della loro decadenza” (1734) ha un taglio storico, ci permette di introdurre il mito dell’antichità. La sua opera più importante è “Lo Spirito delle leggi” (1748) e lui sostiene che non esistono delle leggi uniche e uguali per tutti i popoli e tutti i periodi, ma ogni popolo deve adottare le proprie leggi. Analizza, secondo lui, le migliori forme di governo relative ai diversi popoli. È un discorso di filosofia politica.

Voltaire (1694-1778)

Voltaire (1694-1778) appartiene a una ricca borghesia e fin da giovane frequenta degli ambienti considerati equivoci, non ben visti. Scrive dei componimenti satirici contro personaggi famosi. Nel 1726 va in esilio in Inghilterra e rimane colpito dalle opere di Locke e di Newton. Le sue opere più famose: “Lettere filosofiche” (1733) scritte al suo ritorno dall’esilio, “trattato di metafisica” (1734), “Elementi della filosofia di Newton” (1738), “Candido o l’ottimismo” (1759) dove vengono raccontate le avventure di Candido, “Trattato sulla tolleranza” [anche “caso Calas” (1763)] il figlio di Calas si impicca e viene detto che il padre lo ha ucciso, anche se non è vero, perché il figlio voleva convertirsi e Voltaire svolge un processo scritto su questo caso, “Dizionario filosofico portatile” (1764).

Turgot (1727-1781)

Turgot (1727-1781) fu un importante economista e uomo politico. È un teorico del progresso. Fu un sostenitore delle teorie fisiocratiche (la ricchezza della nazione derivano dalle terre). Diventa il ministro delle finanze di Luigi XVI, un ruolo molto importante. Nel 1750 pubblica “Quadro filosofico dei progressi successivi dello spirito umano”, egli è convinto che la storia umana sia un processo che implica necessariamente un progresso. Per questo esso si oppone alla storia della natura.

Condorcet (1743-1794)

Condorcet (1743-1794) fu un politico, un economista, un matematico e un filosofo. Partecipa alla Rivoluzione francese e morì in prigione perché si oppose a Robespierre e fu arrestato. In prigione nel 1794 scrive “Abbozzo di quadro storico dei progressi dello spirito umano” dove esprime l’idea di progresso potenzialmente senza limiti. Il più grande simbolo dell’illuminismo è “l’Enciclopedia” (Encyclopedie) o “Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri”. È composta da 17 volumi di testo e 11 volumi di tavole (=immagini), pubblicati tra il 1751 e il 1772. Le illustrazioni sono per gli analfabeti, in quanto non conoscono leggere riescono a capire attraverso le immagini. Una volta erano pochi a saper leggere. Esprime una nuova visione del sapere maggiormente democratica dove troviamo le forme dell’agire umano. Le illustrazioni sono rivolte a quelle persone analfabete, troviamo un numero molto elevato in quel secolo. L’enciclopedia all’inizio era stata affidata a un abate Jean-Paul Tua de Malvès, ma lo abbandonò. Passò a Jean-Baptiste Le Rond d’Alembert e a Denis Diderot, quest’ultimo rimane l’unico. D’Alembert utilizza come metodo classificatorio le tre facoltà fondamentali dell’uomo: la memoria, la ragione e l’immaginazione. La memoria si riferisce alla storia umana e naturale, le arti e i mestieri, la ragione corrisponde alla filosofia, l’immaginazione corrisponde alle belle arti.

Condillac (1714-1780)

Condillac (1714-1780) fu un abate e un amico di Rousseau e di Diderot. Frequentò a Parigi il salotto di Holbach. Viaggia molto, anche in Italia. Visse anche a Parma per 9 anni come precettore del nipote di Luigi XV. Le due opere più importanti sono “Saggio sull’origine delle conoscenze umane” (1746) e “Trattato delle sensazioni” (1754). Lui è un empirista convinto, è un seguace di Locke, riprende anche i suoi scritti. È il massimo esponente del Sensualismo: teoria che riduce alla sola sensazione anche l’origine delle nostre idee di riflessione, cioè quelle idee generate dalle operazioni interne alla mente. L’esperimento mentale va contro le leggi della fisica o contro le attuali conoscenze. Nel corso della storia gli esperimenti mentali possono diventare fisici. Lui si immagina l’uomo come una struttura di marmo che all’inizio non percepisce nulla. Poi si immagina di poter aprire a proprio compiacimento i sensi alla statua. L’esperimento mette in luce che la conoscenza sensibile contribuisca alla formazione della stessa vita spirituale.

I materialisti

La Mettrie (1709-1751)

Le teorie di Condillac piacciono ai materialisti, dove troviamo Julien Offray de La Mettrie (1709-1751) e ha scritto “Storia naturale dell’anima” (1745) in cui vi fu una prima sistematizzazione organica della dottrina materialista. L’altro scritto importante è “L’uomo macchina” (1748) dove viene messa per iscritta l’idea dell’esistenza di un’anima materiale e mortale. Ciò che chiamiamo anima non è altro che l’organizzazione del corpo, il cui studio finisce col coincidere con quello del sistema nervoso e del cervello.

Holbach (1723-1789)

Un altro materialista importante è Paul Henri Thiry d’Holbach (1723-1789) e la sua opera principale “Il sistema della natura” (1770) e viene condannato al rogo. Secondo lui tutto nell’universo e nell’individuo è ricondotto alla materia e la quale trova il suo principio esplicativo nel movimento. Fa una sintesi di quello che considerano i materialisti. “Etocrazia” (1776) rappresenta un progetto di unione della morale con la politica, cioè ipotizza una società di atei virtuosi.

Helvétius (1715-1771)

L’altro materialista è Claude-Adrien Helvétius (1715-1771), l’autore di “Dello spirito” (1758) il quale porta alla modifica dell’Emilio di Rousseau dopo la sua lettura. Lui porta alle estreme conseguenze il sensismo di Condillac. Mette in luce come tutte le conoscenze provengono esclusivamente dalla sensibilità fisica e dalla memoria. Porta a due conseguenze:

  • La conoscenza umana non può mai andare oltre ciò che è oggetto di esperienza.
  • Tutte le facoltà superiori, comprese la riflessione e il giudizio, sono riconducibili alla sensazione trasformata.

Lui aveva un ruolo politico molto importante, era l’esattore generale delle tasse di Francia. Svolge questo ruolo con grande diligenza, cerca anche di aiutare quelle persone più povere. Per esempio, cerca di costruire delle fabbriche.

Diderot (1713-1784)

Denis Diderot (1713-1784) è un personaggio molto poliedrico. Fin da giovane le sue opere si caratterizzano di un carattere anticlericale. Fu un “nemico fraterno” di Rousseau, all’inizio erano amici, ma poi si odiano. Nel 1773 compie un viaggio a San Pietroburgo da zarina Caterina II. Svolge un lavoro immenso per l’Enciclopedia. Scrive numerose opere: “I gioielli indiscreti” (1748) ed è un romanzo orientaleggiante e cerca di denunciare la società attraverso l’ipocrisia, “La lettera sui ciechi per coloro che vedono” (1749) si domanda se le persone che vedono hanno la stessa moralità dei ciechi e “La Religiosa” è un’aspra requisitoria contro le istituzioni religiose, “Sogno di d’Alembert” (1769) è un manifesto del materialismo, “Supplemento al viaggio di Bougainville” (1772) è un’opera dove sviluppa la critica clericale e affronta anche la libertà sessuale.

Metamorfosi dei lumi

De Saint-Pierre (1737-1814)

Bernardin de Saint-Pierre (1737-1814) è un celebre naturalista. Nel 1792 diventa direttore del Muséum d’Histoire Naturale. Nel 1801 acquisisce la prima cattedra di filosofa morale nell’appena istituita École normale. Il suo più grande progetto filosofico fu quello di fondare una nuova storia naturale, sul modello di Plinio (storico importante della storia romana), in grado d’integrare scienza, letteratura, filosofia morale e politica. Le sue opere principali furono “Studi della natura” (1784), Classico famoso di de Saint-Pierre di “Paul e Virginie”, e “Armonie della natura” (1815). Sia lui che Rousseau sono credenti.

De Sade (1740-1814)

Donatien-Alphonse-François De Sade (1740-1814) ha un’esistenza libertina (si parla di sadismo). Di lui ricordiamo che trascorre 30 anni in carcere e in manicomio. Tutte le facoltà e le inclinazioni naturali, a partire da quelle sessuali, sono buone. La credenza in Dio è la fonte principale delle disgrazie umane. Immoralismo sistematico che viene a configurarsi come una forma di rivolta conoscente verso l’ordine costituito. Questo paradossale ribaltamento dei valori morali è illustrato attraverso le vicende delle sorelle Justine e Juliette. Opere importanti: “Justine o le disavventure della virtù” (1791) e “Juliette, ovvero le prosperità del vizio” (1801).

René Descartes: Cartesio (1596-1650)

Vita e opere

È un autore francese. Cartesio riceve un’educazione di tipo gesuitico, era la più diffusa a quell’epoca. La sua istruzione ruotava intorno allo studio del latino e dei testi sacri. La disciplina era quasi di tipo militare. Finito il percorso di studi decide di iniziare a esplorare il “grande libro del mondo”. Nel 1618 si arruola nell’esercito e prende parte alla Guerra dei Trenta anni. Ha una visione critica degli scritti precedenti. Molti filosofi criticano in modo duro i filosofi precedenti. La riflessione di Cartesio è un punto di svolta nella storia filosofica. Negli ultimi anni della sua vita viene chiamato come precettore a Stoccolma dalla Regina Cristina di Svezia. Muore di polmonite molto giovane in quanto svolgeva le lezioni all’aperto.

Le sue opere principali sono: “Discorso sul metodo” (1637) dove descrive il nuovo metodo utilizzato da Cartesio, “Meditazioni metafisiche” (1641/1647), e “Le passioni dell’anima” (1649) dove Cartesio cerca di risolvere le problematiche del discorso sul metodo.

Aspetti filosofici: La ragione

Questo si caratterizza come il secolo della ragione. Cartesio è il principale esponente del razionalismo moderno. La ragione è per lui il potere di giudicare correttamente, distinguendo vero e falso. La conoscenza ha un carattere intuitivo (immediato), grazie alla ragione io posso capire che cosa è vero o falso. La ragione essendo unica è uguale per tutti gli uomini. Cartesio utilizza il genere letterario del trattato. Sia il “Discorso sul metodo” e “Meditazioni metafisiche” sono un dialogo dell’autore con la propria ragione. Il razionalismo cartesiano si basa su 3 presupposti:

  • Unità della ragione. La ragione accomuna tutti gli esseri umani, è la cosa meglio distribuita del mondo.
  • Unità del sapere. Tutti gli uomini potranno accedere al sapere grazie alla ragione.
  • Unità del metodo. Ci deve essere un’unità nel metodo scientifica; il metodo.

Il metodo

Osserva che i filosofi non hanno mai utilizzato un metodo univoco. Secondo lui bisogna radere al suolo le tradizioni per costruire un sapere solido e affidabile.

Anteprima
Vedrai una selezione di 15 pagine su 69
Appunti Storia della filosofia Pag. 1 Appunti Storia della filosofia Pag. 2
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 6
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 11
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 16
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 21
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 26
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 31
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 36
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 41
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 46
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 51
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 56
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 61
Anteprima di 15 pagg. su 69.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti Storia della filosofia Pag. 66
1 su 69
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/06 Storia della filosofia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Chiarastevenin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Menin Marco.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community