SVILUPPO SOSTENIBILE
Lo sviluppo sostenibile è stato de nito come uno sviluppo che
soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità
delle generazioni future di soddisfare i propri.
Rif.Rapporto "Our common future" - Commissione mondiale
sull'ambiente e lo sviluppo, WCED (Rapporto Bruntland, 1987)
Af nché lo sviluppo sostenibile possa essere raggiunto, è
fondamentale armonizzare tre elementi centrali:
• crescita economica,
• inclusione sociale e
• tutela dell'ambiente.
Questi elementi sono interconnessi e sono tutti cruciali per il
benessere degli individui e delle società.
LA SOSTENIBILITÀ NELLE POLITICHE EU
1992 – Trattato di Maastricht
Introduce il concetto di sviluppo sostenibile nelle politiche ambientali dell'UE.
1997 – Trattato di Amsterdam
Inserisce lo sviluppo sostenibile tra gli obiettivi fondamentali dell'UE.
2001 – Strategia dell'UE per lo sviluppo sostenibile
Prima strategia globale dell'UE sulla sostenibilità
2010 – Strategia Europa 2020
Integra la sostenibilità nelle politiche economiche e industriali
2015 – Adozione degli SDG ONU
L'UE si impegna a implementare SDG nelle sue politiche.
2019 – European Green Deal
La sostenibilità diventa la strategia guida dell’UE
2020 – Regolamento sulla Tassonomia UE
Introduce criteri per determinare se un’attività economica è sostenibile dal punto di vista ambientale
2021 – Regolamento Europeo sul Clima
Rende vincolante l’obiettivo della neutralità climatica entro il 2050 e la riduzione del 55% delle emissioni
entro il 2030
2023 – Direttiva CSRD
Obbliga le imprese a rendicontare in modo standardizzato (ESRS) impatti e rischi di sostenibilità (doppia
materialità)
2024 – Direttiva CSDDD
Obbliga le grandi imprese a due diligence e intervento su impatti ambientali/diritti umani lungo la catena del
valore
2024 – Nature Restoration Regulation
Introduce obiettivi vincolanti di ripristino degli ecosistemi degradati (almeno 30% entro il 2030).
POLITICE AMBIENTALI INTERNAZIONALI
RISCHI GLOBALI
Viene de nito come la possibilità che si veri chi un evento o una condizione che, qualora accadesse, avrebbe
un impatto negativo su una quota signi cativa del PIL mondiale, della popolazione o delle risorse naturali.
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I con ni del pianeta
POLITICA UE PER L’AMBIENTE
PRINIPI GENERALI:
Precauzione
• Azione preventiva
• Correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento
• “Chi inquina paga”
•
QUADRO DI RIFERIMENTO:
1. Programmi di azione per l’ambiente: Dal 1973 la Commissione vara programmi di azione per l'ambiente
(PAA) pluriennali che de niscono le proposte legislative e gli obiettivi futuri per la politica ambientale
dell'Unione
2. Strategie orizzontali
3. Cooperazione internazionale: accordi ambientali a livello mondiale, regionale o subregionale
4. Valutazione dell’impatto ambientale: valutazione dell’impatto ambientale (VIA) valutazione ambientale
trategica (VAS)
5. Attuazione, applicazione e monitoraggio: monitoraggio, sia dello stato dell'ambiente sia del livello di
attuazione del diritto ambientale UE negli stati membri
AREE TEMATICHE:
Lotta al cambiamento climatico (Combating Climate Change)
• Biodiversità, uso del suolo e silvicoltura (Biodiversity, Land Use, and Forestry)
• Protezione e gestione dell'acqua (Water Protection and Management)
• Inquinamento atmosferico e acustico (Air and Noise Pollution)
• Ef cienza delle risorse ed economia circolare (Resource Ef ciency and the Circular Economy)
• Consumo e produzione sostenibili (Sustainable Consumption and production)
• Sostanze chimiche e pesticidi (Chemicals and Pesticides)
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GREEN DEAL
Una nuova strategia di crescita mirata a trasformare l’UE in una società giusta e prospera, dotata di
un’economia moderna, ef ciente sotto il pro lo delle risorse e competitiva che nel 2050 non genererà
emissioni nette di gas a effetto serra e in cui la crescita economica sarà dissociata dall’uso delle risorse.
Essa mira inoltre a proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’UE e a proteggere la salute
e il benessere dei cittadini dai rischi di natura ambientale e dalle relative conseguenze.
PROGRAMMI UE PER L’AMBIENTE : LE TAPPE
1 Proggramma d’Azione (1973-1976)
2 Programma d’Azione (1977-1981)
3 Programma d’Azione (1983-1987)
4 Programma d’Azione (1987-1992)
5 Programma d’Azione (1992-2000)
6 Programma d’Azione (2002-2012)
7 Programma d’Azione (2013- 2020)
8 Programma d’Azione (2022 - 2030)
La tematica ambientale entra progressivamente tra i compiti istituzionali dell’Unione Europea
• Le strategie nazionali sono fortemente condizionate dalle indicazioni comunitarie
• La politica europea sostiene gli investimenti in materia ambientale con linee di nanziamento delicate
• L’attenzione all’ambiente è preventiva e basata su valutazioni oggettive e integrate
• Le responsabilità in materia di ambiente sono diffuse e quanti cabili
•
I PROGRAMMA D’AZIONE ( 73-76)
Durante l’attuazione del primo programma si veri carono:
Disastri ambientali : 1974 Flixborough e 1976 Seveso, essi provocarono un rafforzamento della
• sensibilità e della politica ambientale
Crisi petrolifera : che provocò un rallentamento nei piani di attuazione della politica ambientale.
•
II E III PROGRAMMA D’AZIONE ( 77-81 E 83-87)
Questi programmi sbloccarono:
Promozione di strategie di prevenzione e di gestione non dannosa delle risorse naturali e attenzione alla
• protezione di aria e acqua
Questioni ambientali affrontate seguendo strategie che investono globalmente tutte le attività
• economiche
Addotati nuovi comportamenti dalle imprese verso l’ambiente: tecnologie meno inquinanti, aumento di
• funzioni e responsabilità manageriali in materia di ambiente
Direttiva 85/337: introduzione delle VIA ( valutazione di impatto ambientale)
•
ATTO UNICO EUROPEO (1986) ( Tutela ambientale inserita tra le competenze cominutarie art. 130R c.1)
Obbiettivi:
Salvaguardia, tutela e miglioramento della qualità ambientale
• Protezione della salute umana
• Utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali
•
Fattori base da considerare nell’adozione del,e politiche comunitarie:
Dati scienti ci e tecnici disponibili
• Condizioni ambientali nelle varie regioni della Comunità
• Analisi costi/bene ci
• Sviluppo sociale ed economico della comunità
• Sviluppo equilibrato delle singole regioni
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IV PROGRAMMA D’AZIONE (87-92)
Standard più restrittivi
• Maggiore importanza al controllo e all’attuazione delle direttive comunitarie in campo ambientale
• Progressiva attuazione della politica informativa ed educativa nel campo dell’ambiente
• Strumenti economico per attuare il principio di “chi inquina paga”
• COMMAND AND CONTROL ( ACCORDO VOLONTARIO)
Si tratta di una sorta di patto tra un soggetto economico ed un ente pubblico non economico (in genere
un soggetto pubblico istituzionale), al ne di dimostrare l’impegno della tutela dell’ambiente.
È scelto dalle organizzazioni che intendono “andare oltre” la mera conformità legislativa e adottano un
approccio “proattivo” nei confronti dell’ambiente.
Dimostra al mercato l’impegno delle organizzazioni che lo adottano, comunicando l’eccellenza delle
prestazioni ambientali che esse riescono a conseguire nel tempo.
Piu adatto ai nuovi contesti economici
• Promuove il coinvolgimento delle aziende nelle strategie politiche
• Aumenta la motivazione delle aziende verso obbiettivi ambientali
•
V PROGRAMMA D’AZIONE (92-2000)
Obiettivi:
Gestione durevole di risorse naturali, suolo, acqua, aree naturali e costiere
• Controllo integrato dell’inquinamento
• Riduzione del consumo di risorse non rinnovabili
• Miglioramento nella gestione della mobilità
• Maggiore attenzione alla salute pubblica e la sicurezza con particolare enfasi sulla valutazione dei rischi
• industriali
Novità principali:
Principio di condivisione delle responsabilità
• Ampliamento degli strumenti attuativi: accordi su base volontaria e strumenti di sostegno nanziario
• Cambiamento di mentalità e di comportamento rispetto agli attuali modello di consumo
• Ricorso alla formazione, informazione, sensibilizzazione
•
VI PROGRAMMA D’AZIONE (2002-2012)
AREE PRIORITARIE DI INTERVENTO:
Cambiamento climatico
• Natura e biodiversità
• Ambiente e salute
• Uso sostenibile delle risorse naturali e ri uti
•
STRATEGIA OPERATIVA:
Migliorare l’applicazione della normativa ambientale vigente da parte degli Stati
• Implementazione
membri
Integrazione delle tematiche ambientali nelle altre politiche (trasporti, energia,
• Integrazione
agricoltura) Informazione
Collaborare con l’industria e i consumatori al ne di rendere più ecologici i modelli di
• fi fi fi
TRATTATO DI LISBONA (2009)
Impegno dell’Unione europea nello sviluppo sostenibile:
“garantire all’Europa uno Sviluppo Sostenibile, basato su una crescita economica equilibrata, sulla
sostenibilità dei prezzi e su un’economia sociale di mercato altamente competitiva, al ne di raggiungere la
piena occupazione ed il progresso sociale unitamente ad un livello elevato di tutela dell’ambiente”
Rendere l’Europa l’economia più competitiva al mondo per una crescita più intensa e duratura e per creare
occupazione - SOSTENIBILITÀ.
NUOVI SETTORI DI COOPERAZIONE Energia
Cambiamento climatico Approvvigionamento energetico,
Priorità all’obiettivo comunitario di ef cienza energetica, economie
promozione dello Sviluppo sostenibile dell’energia, sviluppo di fonti di
in Europa mediante un elevato livello energie nuove e rinnovabili
di protezione e di miglioramento
dell’ambiente
VII PROGRAMMA D’AZIONE (2013-2020)
Obiettivi:
Protezione, conservazione e miglioramento dell’ambiente
• Economia «green» e «low carbon»
• Protezione della salute dei cittadini dai rischi ambientali
• Legislazione ambientale comunitaria
• Politica ambientale comunitaria ssata su basi scienti che
• Investimenti a sostegno delle politiche in materia di ambiente e clima
• Integrazione ambientale e coerenza delle politiche
• Sostenibilità delle città
• Supporto più ef ciente a progetti ambientali di livello regionale e mondiale
•
VIII PROGRAMMA D’AZIONE PER L’AMBIENTE
DECISIONE (UE) 2022/591 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
del 6 aprile 2022 (in vigore dal 2 maggio 2022) relativa a un programma generale di azione dell’Unione per
l’ambiente no al 2030
La decisione de nisce un programma generale di azione per l’ambiente per il periodo no al 31 dicembre
2030.
Stabilisce gli obiettivi prioritari del VIII PAA e individua le condizioni favorevoli necessarie per il
conseguimento di tali obiettivi prioritari. Istituisce un quadro di monitoraggio per misurare i progressi
realizzati dall’Unione e dai suoi Stati membri nel conseguimento degli obiettivi prioritari del VIII PAA e un
meccanismo di governance al ne di garantire il pieno conseguimento di tali obiettivi prioritari.
L’VIII PAA mira ad accelerare, in modo equo e inclusivo, la transizione verde a un’economia climaticamente
neutra, sostenibile, priva di sostanze tossiche, ef ciente sotto il pro lo delle risorse, basata sull’energia
rinnovabile, resiliente, competitiva e circolare, e a proteggere, ripristinare e migliorare lo stato
dell’ambiente, mediante, tra l’altro, l’interruzione e l’inversione del processo di perdita della biodiversità.
Esso sostiene e rafforza un approccio integrato all’attuazione delle politiche, basandosi sul Green Deal
europeo.
L’VIII PAA costituisce la base per il conseguimento degli obiettivi in materia di ambiente e clima de niti
nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite e nei relativi OSS […]
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L’obiettivo prioritario a lungo termine dell’8°PAA, da conseguire al più tardi entro il 2050, è che le persone
vivano bene nel rispetto dei limiti del pianeta, all’interno di un’economia del benessere senza sprechi, in cui
la crescita è rigenerativa, la neutralità climatica nell’Unione è stata raggiunta e le diseguaglianze sono state
ridotte in misura signi cativa.
Un ambiente sano è alla base del benessere di tutte le persone ed è un ambiente in cui la biodiversità è
conservata e gli ecosistemi prosperano e la natura è protetta e ripristinata, conducendo a una maggiore
resilienza ai cambiamenti climatici, alle catastro meteorologiche e legate al clima e ad altri rischi
ambientali. L’Unione de nisce le tappe per garantire prosperità alle generazioni presenti e future a livello
mondiale in linea con la responsabilità intergenerazionale.
OBIETTIVI TEMATICI INTERCONNESSI:
a) ridurre in modo rapido e prevedibile le emissioni di gas a effetto serra e nel contempo aumentare
l’assorbimento da pozzi naturali nell’Unione al ne di realizzare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di
gas a effetto serra per il 2030, come stabilito nel regolamento (UE) 2021/1119, in linea con gli obiettivi
climatici e ambientali, garantendo al contempo una transizione giusta che non lasci indietro nessuno;
b) fare costanti progressi nel rafforzamento e nell’integrazione della capacità di adattamento, anche sulla
base degli approcci ecosistemici, nel consolidamento della resilienza nonché nell’adattamento e nella
riduzione della vulnerabilità dell’ambiente, della società e di tutti i settori dell’economia ai cambiamenti
climatici, migliorando al contempo la prevenzione delle catastro meteorologiche e climatiche;
c) progredire verso un’economia del benessere che restituisca al pianeta più di quanto prenda, e
accelerare la transizione a un’economia circolare priva di sostanze tossiche, in cui la crescita è
rigenerativa, le risorse sono utilizzate in modo ef ciente e sostenibile e in cui è applicata la gerarchia dei
ri uti;
d) perseguire l’«inquinamento zero», anche in relazione alle sostanze chimiche nocive, al ne di conseguire
un ambiente privo di sostanze tossiche (segnatamente per quanto riguarda l’aria, l’acqua e il suolo,
nonché in relazione all’inquinamento luminoso e acustico) e proteggere la salute e il benessere delle
persone, degli animali e degli ecosistemi dai rischi ambientali e dagli effetti negativi;
e) proteggere, preservare e ripristinare la biodiversità marina e terrestre e la biodiversità delle acque
interne sia all’interno che all’esterno delle aree protette, segnatamente arrestandone e invertendone la
perdita e migliorando la salute degli ecosistemi, delle loro funzioni e dei servizi che forniscono, e dello
stato dell’ambiente, in particolare l’aria, l’acqua e il suolo, nonché lottando contro la deserti cazione e il
degrado del suolo;
f) promuovere gli aspetti ambientali della sostenibilità e ridurre in misura signi cativa le principali
pressioni ambientali e climatiche connesse alla produzione e al consumo dell’Unione, in particolare nei
settori dell’energia, dell’industria, dell’edilizia e delle infrastrutture, della mobilità, del turismo, del
commercio internazionale e del sistema alimentare.
Il meccanismo di governance dell'8º PAA prevede che la Commissione monitori, valuti e riferisca su base
annuale in merito ai progressi compiuti verso il raggiungimento dei sei obiettivi prioritari, tenendo conto
delle condizioni favorevoli al loro conseguimento e dell'obiettivo generale di generare un cambiamento
sistemico.
Il quadro di monitoraggio dell'8º PAA comprende una serie di indicatori chiave selezionati per fornire una
sintesi politica ad alto livello.
STRATEGIE E PIANI DI AZIONE AMBIENTALI UE
Le strategie e i piani d'azione dell'UE sono strumenti politici adottati dall'Unione Europea per de nire obiettivi
a lungo termine, priorità e principi guida, nonché azioni speci che, misure e tempistiche volte ad affrontare le
principali s de ambientali.
Forniscono un quadro strategico e non vincolante che guida gli Stati membri nella de nizione di politiche,
legislazioni e misure di attuazione nazionali, promuovendo un'azione coordinata e coerente in tutta l'UE.
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Strategia sulla Biodiversità per il 2030
• Strategia sulla Bioeconomia
• Strategia sulle Sostanze Chimiche
• Economia Circolare
• 8° Programma di Azione per l'Ambiente (EAP)
• Strategia Forestale
• Strategia sulla Plastica
• Strategia per il Suolo 2030
• Strategia per il Tessile
• Strategia per la Resilienza Idrica
• Piano d'Azione Inquinamento Zero
•
ECONOMIA CIRCOLARE
Programma per un Europa zero ri uti. ECONOMIA LINEARE
ECONOMIA CIRCOLARE Secondo un modello di crescita lineare, le
Nei sistemi di economia circolare i prodotti risorse sono abbondanti, disponibili,
mantengono il loro valore accessibili ed eliminabili a basso costo.
aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono Questo modello compromette la
ri uti. competitività dell'Europa.
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Appunti Sistemi di gestione della qualità ambientale
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Appunti Gestione della qualità
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Appunti seconda parte Sistemi di gestione della qualità ambientale
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