VOLUME UNICO / SETTE UNITÀ
BIOLOGIA
Semestre filtro 2026/27
DALLA MOLECOLA ALLA CELLULA
Struttura, informazione, funzione e controllo
01 02 03 04 05 06 07
Università degli Studi di Udine Raccolta personale di studio
BIOLOGIA / SETTE UNITÀ
INDICE
Semestre filtro 2026/27
01 Le basi dell'organizzazione biologica e molecolare della vita
02 Trasmissione e controllo dell’informazione genetica ed epigenetica
03 Il flusso dell’informazione
04 I meccanismi cellulari di trasmissione e controllo dei caratteri selvatici e
mutati
05 Le strutture cellulari: biogenesi, morfologia e funzioni
06 La cellula e l’ambiente, la segnalazione cellulare e la trasduzione del
segnale
07 Il controllo della proliferazione e della sopravvivenza cellulare
Università degli Studi di Udine Raccolta personale di studio
UNITÀ 1 —
LE BASI DELL'ORGANIZZAZIONE
BIOLOGICA E MOLECOLARE DELLA
VITA
Biologia - Semestre Filtro Medicina 2026/27
INDICE
1. L'organizzazione biologica: albero della vita, cellule e proprietà della materia vivente
2. I virus
3. La cellula procariotica
4. La cellula eucariotica
5. Le macromolecole biologiche
6. Enzimi, regolazione e organizzazione funzionale
7. Metabolismo
8. Collegamento complessivo tra cellule, macromolecole e metabolismo
Filo logico dell'unità
Checklist finale
Controllo con il Syllabus Pagina 2
Biologia - Semestre Filtro Medicina 2026/27
UNITA 1 - Le basi dell'organizzazione biologica e molecolare
della vita
Materiale di studio integrale - Semestre Filtro di Medicina 2026/27
NOTA DI STUDIO
Testo didattico ricostruito dal PDF allegato e verificato rispetto ai punti dell'Unita 1 del Syllabus MUR 2026/27.
Le integrazioni sono esplicitamente marcate. Le parti del PDF contrassegnate come "NON DA STUDIARE" non
sono state incluse nel corpo di studio.
Obiettivo: poter studiare l'unità senza dover tornare al PDF originale per recuperare i concetti fondamentali.
Il PDF copre l'Unità 1 e termina con le correzioni degli esercizi; la pagina successiva introduce l'Unità 2. In questa
riscrittura sono state mantenute le sezioni utili alla preparazione dell'esame e sono state escluse le parti del PDF
esplicitamente marcate come "NON DA STUDIARE".
1. L'organizzazione biologica: albero della vita, cellule e
proprietà della materia vivente
1.1 L'albero della vita
Tre grandi domini raggruppano la diversità biologica: Bacteria, Archaea ed Eukarya. Bacteria e Archaea sono
procarioti, mentre Eukarya comprende gli organismi eucariotici.
Gli eubatteri sono caratterizzati, fra l'altro, dalla presenza di una parete cellulare contenente peptidoglicano. La
membrana batterica possiede lipidi con acidi grassi legati al glicerolo tramite legami estere; il genoma è in genere
costituito da DNA a doppio filamento, generalmente circolare, e nel citoplasma sono presenti ribosomi.
Gli Archaea sono procarioti ma differiscono dai Bacteria per numerose proprietà molecolari. La loro parete non
contiene il tipico peptidoglicano batterico e i lipidi di membrana presentano catene isoprenoidi legate al glicerolo
tramite legami etere. Molti archei sono estremofili. A livello dei sistemi di trascrizione e traduzione, alcuni aspetti
mostrano maggiore somiglianza con gli eucarioti.
Negli Eukarya si distinguono, in maniera didattica, protisti, funghi, piante e animali. Gli organismi possono essere
unicellulari o pluricellulari. Per l'acquisizione dell'energia e del carbonio si distinguono, inoltre, organismi eterotrofi
e autotrofi; questi ultimi possono ricavare energia dalla luce (fotoautotrofia) oppure da reazioni chimiche
(chemoautotrofia).
1.1.1 Gli organismi e la teoria cellulare
Nel 1665 Robert Hooke osservò sottili sezioni di sughero e descrisse piccole cavità a cui diede il nome di cellule.
Successivamente Anton van Leeuwenhoek osservò organismi unicellulari vivi grazie a microscopi più efficienti.
Nel XIX secolo Matthias Schleiden e Theodor Schwann formularono le basi della teoria cellulare, affermando che
piante e animali sono costituiti da cellule. Rudolf Virchow aggiunse il principio secondo cui ogni cellula deriva da
un'altra cellula preesistente mediante divisione.
I tre principi fondamentali sono quindi: tutti gli organismi viventi sono composti da una o più cellule; la cellula è
l'unità fondamentale di struttura e funzione; ogni cellula deriva da una cellula preesistente. La cellula contiene
l'informazione genetica e la trasmette alle cellule figlie durante la divisione.
1.1.2 Proprietà fondamentali della materia vivente
La vita presenta una marcata organizzazione strutturale: atomi e molecole sono organizzati in macromolecole e
strutture cellulari, che possono poi essere integrate in cellule, tessuti, organi e organismi. Pagina 3
Biologia - Semestre Filtro Medicina 2026/27
Il metabolismo è l'insieme coordinato delle reazioni che permettono di ottenere energia, trasformare sostanze,
sintetizzare molecole e mantenere l'organizzazione interna. L'omeostasi è la capacità di mantenere parametri
interni entro intervalli compatibili con la vita attraverso sistemi di regolazione.
Gli organismi crescono e si sviluppano, si riproducono, percepiscono stimoli e producono risposte. La riproduzione
può essere asessuata o sessuata. L'evoluzione riguarda il cambiamento delle caratteristiche ereditarie delle
popolazioni nel corso delle generazioni e dipende dalla variabilità genetica e dai processi che la modificano e la
selezionano.
PERIMETRO DEL PDF
Nel PDF la trattazione estesa della teoria di Darwin e la sezione One Health sono contrassegnate come "NON DA
STUDIARE". Non costituiscono quindi materia dell'Unità 1 in questa riscrittura.
2. I virus
I virus sono strutture costituite principalmente da acidi nucleici e proteine, a cui possono associarsi lipidi e
carboidrati. Non possiedono un metabolismo cellulare autonomo e non sono capaci di riprodursi
indipendentemente: per questo sono definiti parassiti endocellulari obbligati.
Le particelle virali hanno dimensioni tipicamente nell'ordine di 10-300 nm. Il genoma può essere DNA oppure
RNA, a singolo o doppio filamento. Il genoma è protetto da un capside proteico e alcuni virus possiedono anche
un envelope lipidico.
2.1 Acido nucleico, capside e involucro membranoso
Il genoma virale costituisce l'informazione genetica. Può essere lineare, circolare o segmentato. Un RNA a polarità
positiva (+RNA) può funzionare direttamente come mRNA; un RNA a polarità negativa (-RNA) deve invece essere
convertito in RNA positivo prima di essere tradotto. Per questa ragione molti virus a RNA negativo devono
portare nella particella una RNA-polimerasi RNA-dipendente.
Il capside è formato da subunità chiamate capsomeri. Può organizzarsi secondo una simmetria elicoidale,
icosaedrica o complessa. Nell'icosaedro vi sono 20 facce triangolari e 12 vertici.
L'envelope deriva da una membrana cellulare dell'ospite e contiene glicoproteine virali che permettono il
riconoscimento dei recettori. I virus con envelope sono generalmente sensibili ai solventi lipidici e ai detergenti. I
virus nudi non hanno envelope e il capside può partecipare direttamente al riconoscimento della cellula.
2.2 Le sei classi dei virus animali
2.3 Ciclo litico e ciclo lisogenico
I batteriofagi infettano i batteri. Nel ciclo litico il genoma virale viene espresso e replicato, vengono sintetizzate e
assemblate nuove particelle e la cellula viene infine lisata. Lo schema è: ingresso → espressione → replicazione →
sintesi delle proteine strutturali → assemblaggio → lisi → rilascio.
Nel ciclo lisogenico il DNA virale si integra nel cromosoma batterico e prende il nome di profago. Il DNA virale
viene replicato insieme al cromosoma durante la divisione della cellula ospite. Determinati stimoli possono indurre
l'escissione e il passaggio al ciclo litico.
2.4 Il ciclo replicativo di un virus animale
Il ciclo replicativo comprende una sequenza ordinata di riconoscimento, ingresso, liberazione del genoma, sintesi,
assemblaggio, maturazione e rilascio.
Nell'adsorbimento le proteine virali riconoscono recettori specifici sulla cellula. Il legame recettore-virus
contribuisce a determinare il tropismo cellulare e tissutale. Pagina 4
Biologia - Semestre Filtro Medicina 2026/27
La penetrazione può avvenire per endocitosi o, nei virus rivestiti, per fusione diretta. L'uncoating rende il genoma
accessibile. Successivamente la cellula produce RNA, proteine virali e nuove copie del genoma. Le particelle
vengono assemblate e maturate; infine sono liberate per lisi oppure per gemmazione.
Nella curva di crescita virale si riconoscono un periodo di eclissi, durante il quale non sono osservabili virioni
infettivi completi, seguito da sintesi e assemblaggio, maturazione e rilascio.
2.5 Il ciclo di un retrovirus
I retrovirus possiedono due copie di RNA positivo e tre enzimi fondamentali: trascrittasi inversa, integrasi e
proteasi. HIV è l'esempio clinicamente più importante.
gag codifica proteine strutturali; pol codifica trascrittasi inversa, integrasi e proteasi; env codifica le glicoproteine
dell'envelope. Sono inoltre presenti geni regolatori e accessori nei retrovirus complessi.
La trascrittasi inversa converte l'RNA virale in DNA. Produce prima un filamento di DNA complementare e poi il
DNA a doppio filamento; possiede anche attività RNasi H. Il DNA viene importato nel nucleo e l'integrasi lo
inserisce nel genoma della cellula: il DNA integrato è il provirus.
Dal provirus vengono prodotti RNA genomici e mRNA. Le proteine vengono sintetizzate, processate dalla
proteasi, assemblate e infine incorporate in nuove particelle che acquisiscono l'envelope per gemmazione. Le LTR
(Long Terminal Repeat) sono regioni regolative che partecipano al controllo della trascrizione virale.
HIV è un lentivirus. La sua replicazione e il suo stato trascrizionale dipendono in modo importante dal contesto
della cellula infettata e dalla regolazione operata anche da proteine virali quali Tat e Rev.
2.6 Ingresso e uscita dai virus animali
I virus possono entrare nelle cellule per fusione diretta o per endocitosi mediata da recettore; l'iniezione diretta è
tipica soprattutto dei batteriofagi. I virus nudi tendono a essere liberati per lisi; i virus con envelope tendono a
utilizzare la gemmazione, acquisendo la membrana dalla cellula ospite.
2.7 Virus oncogeni a DNA e RNA
Un virus oncogeno può favorire la trasformazione neoplastica direttamente o indirettamente attraverso
persistenza, alterazioni del controllo della proliferazione e infiammazione cronica.
Fra i virus a DNA, il papillomavirus umano (HPV) è associato soprattutto a carcinoma della cervice e ad altri
tumori anogenitali e dell'orofaringe; EBV è associato, fra gli altri, al linfoma di Burkitt e al carcinoma nasofaringeo;
HBV può favorire l'epatocarcinoma. Gli adenovirus sono oncogeni soprattutto in modelli sperimentali.
Tra i virus a RNA, alcuni retrovirus possono favorire la trasformazione tramite integrazione e alterazione dei
programmi proliferativi. HCV, che non è un retrovirus, può favorire l'epatocarcinoma attraverso infiammazione
cronica e stress ossidativo.
3. La cellula procariotica
I procarioti non possiedono un nucleo delimitato da membrana. Il materiale genetico principale è concentrato nel
nucleoide. La cellula può inoltre contenere membrana plasmatica, parete cellulare, capsula, pili o fimbrie, flagelli,
ribosomi e plasmidi.
3.1 Nucleoide, ribosomi e plasmidi
Il nucleoide ospita generalmente un cromosoma circolare a doppio filamento. I ribosomi sintetizzano le proteine. I
plasmidi sono piccole molecole circolari di DNA indipendenti dal cromosoma e possono portare geni vantaggiosi,
come determinanti di resistenza agli antibiotici. Pagina 5
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3.2 Membrana, parete, capsula, pili e flagelli
La membrana plasmatica delimita la cellula e regola gli scambi con l'ambiente. La parete batterica contiene
peptidoglicano, conferisce rigidità e riduce il rischio di lisi osmotica. Le PBP (penicillin-binding proteins)
partecipano alla costruzione e al cross-linking del peptidoglicano e sono bersagli degli antibiotici beta-lattamici.
La capsula, spesso polisaccaridica, favorisce adesione e formazione di biofilm e può ostacolare la fagocitosi. Le
fimbrie favoriscono soprattutto l'adesione, mentre il pilo sessuale partecipa alla coniugazione. I flagelli
permettono la motilità; la loro rotazione è collegata alla chemiotassi.
3.3 Gram-positivi e Gram-negativi
La colorazione di Gram segue quattro passaggi: cristal violetto → iodio → decolorazione → safranina. I
Gram-positivi trattengono il complesso cristal violetto-iodio grazie alla parete spessa. Nei Gram-negativi la
membrana esterna contiene lipopolisaccaride (LPS), costituito da lipide A, core polisaccaridico e antigene O. Il
lipide A è la componente endotossica dell'LPS.
3.4 Trasferimento genico orizzontale
Il trasferimento genico orizzontale (HGT) permette ai procarioti di acquisire geni da cellule non direttamente
legate come madre e figlia. È importante per l'acquisizione rapida di resistenze agli antibiotici, nuovi fattori di
virulenza o capacità metaboliche.
Trasformazione
Una cellula competente assorbe DNA libero presente nell'ambiente. Il DNA può essere mantenuto oppure
ricombinato con il cromosoma.
Trasduzione
Un batteriofago trasferisce DNA batterico da una cellula a un'altra. Nella trasduzione generalizzata possono
essere trasferiti frammenti differenti; nella trasduzione specializzata vengono trasferiti geni specifici legati alla
regione d'integrazione del profago.
Coniugazione
La coniugazione richiede contatto diretto. Un batterio donatore dotato di plasmide coniugativo utilizza un pilo
sessuale per trasferire DNA alla cellula ricevente. I plasmidi con geni di resistenza contribuiscono alla diffusione
della resistenza antimicrobica.
4. La cellula eucariotica
Gli eucarioti possiedono un nucleo e numerosi organelli delimitati da membrane. Questa compartimentalizzazione
permette di svolgere processi diversi in microambienti specializzati.
4.1 Il sistema delle endomembrane
Il sistema delle endomembrane comprende reticolo endoplasmatico liscio e ruvido, apparato di Golgi, lisosomi,
vescicole e involucro nucleare. Le proteine sintetizzate nel reticolo endoplasmatico possono essere modificate,
indirizzate al Golgi e poi smistate verso destinazioni diverse.
La compartimentalizzazione aumenta efficienza, specificità e controllo delle reazioni e permette di separare
processi cellulari potenzialmente incompatibili. Pagina 6
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4.2 Origine del nucleo e del sistema endomembranoso
Il PDF presenta due modelli: nel modello outside-in invaginazioni della membrana plasmatica avrebbero generato
progressivamente compartimenti interni; nel modello inside-out protrusioni membranose avrebbero avvolto una
struttura ancestrale, specializzandosi successivamente.
La comparsa del nucleo viene collegata alla separazione fisica tra i processi di trascrizione, concentrati nel nucleo,
e traduzione, svolta nel citoplasma.
4.3 Endosimbiosi e origine dei mitocondri
Secondo la teoria endosimbiotica, un organismo ancestrale di tipo archeale avrebbe inglobato un
alfa-proteobatterio aerobico senza distruggerlo. La relazione sarebbe diventata progressivamente obbligata e il
simbionte si sarebbe trasformato nel mitocondrio.
Le evidenze comprendono doppia membrana, DNA circolare, ribosomi di tipo batterico, divisione per scissione
binaria e trasferimento di molti geni mitocondriali al nucleo.
4.4 Dagli organismi unicellulari ai pluricellulari complessi
La pluricellularità si è evoluta indipendentemente in differenti linee. Per formare un organismo complesso non
basta aggregare cellule: sono necessari adesione, comunicazione, coordinamento della divisione, differenziamento
e controllo dell'espressione genica.
La stessa informazione genetica può essere interpretata in modo diverso da cellule differenti attraverso
l'espressione genica differenziale: stesso genoma → espressione differenziale → differenziamento →
specializzazione. Il PDF richiama anche modelli sperimentali di aggregati multicellulari come i lieviti snowflake.
5. Le macromolecole biologiche
Le principali classi di biomolecole trattate sono carboidrati, lipidi, proteine e acidi nucleici. Struttura chimica e
proprietà fisiche spiegano la funzione biologica di ciascuna classe.
5.1 Zuccheri e carboidrati
I carboidrati comprendono monosaccaridi, disaccaridi, oligosaccaridi e polisaccaridi. Una formula generale
didattica è Cn(H2O)n, valida soprattutto per molti zuccheri semplici ma non universale.
I monosaccaridi sono classificati anche in base al numero di atomi di carbonio: triosi, tetrosi, pentosi ed esosi. Tra i
principali troviamo glucosio, galattosio, fruttosio, ribosio e desossiribosio.
5.1.1 Monosaccaridi, stereoisomeria e ciclizzazione
Glucosio e galattosio sono aldosi, mentre il fruttosio è un chetoso. Ribosio e desossiribosio sono pentosi; il
desossiribosio differisce dal ribosio perché al carbonio 2' non porta il gruppo OH.
La presenza di centri chirali genera stereoisomeri. Molti monosaccaridi si ciclizzano in soluzione. Nel glucosio la
ciclizzazione coinvolge principalmente i carboni 1 e 5 e genera il glucopiranosio. Il carbonio coinvolto nella
formazione del ciclo è il carbonio anomerico, dal quale derivano le configurazioni alfa e beta.
5.1.2 Disaccaridi, legame glicosidico e polisaccaridi
Il legame glicosidico collega monosaccaridi attraverso una reazione di condensazione con eliminazione di acqua.
La reazione inversa è l'idrolisi.
Saccarosio = glucosio + fruttosio. Lattosio = galattosio + glucosio. Maltosio = glucosio + glucosio. Pagina 7
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I polisaccaridi possono essere omopolimeri o etero
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