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Appunti scenariconomici Università Bocconi - 20132

Giulia Galvani: Scenari economici

Scenario economico globale: Lo sfondo, il quadro, il contesto economico globale, dato da una serie di fenomeni e fattori di natura economica (ma non solo), entro cui decidono e operano gli attori (multinazionali, imprese, governi, banche centrali, ecc.).

Perché studiare gli scenari economici?

  • Affrontare l’incertezza aggregata data dall’andamento del contesto economico internazionale.
  • Studiare ed interpretare i trend di lungo periodo.
  • Studiare le determinanti di questi trend.
  • Capire i rischi di crisi nel sistema economico.
  • Importanti effetti per le imprese. Le scelte delle imprese si basano anche su questo. Infatti le variabili di scenario incidono sulla loro performance.
  • Capire le scelte dei governi e degli eventi sovrani: i policy maker nazionali e sovranazionali:
  • Usa e politica dei dazi: in particolare vs Cina.
  • FMI, governi e crisi monetarie.
  • Politiche fiscali e monetarie nell’Unione Europea nella fase pandemica.

Lezione 1

Nel 2020 il Great Lockdown aveva contribuito a contenere il virus e salvare vite umane, ma aveva innescato la peggiore recessione dalla Grande Depressione. Nel 2021 l’economia globale si era ripresa, ma ora la crescita economica globale sta rallentando in un contesto di prospettive cupe e più incerte.

  • Tasso Crescita basso.

Scenari economici globali secondo FMI

  • Produzione mondiale si è contratta nel II trimestre di quest’anno.
  • Inflazione superiore alle attese e sta perdurando.
  • Rallentamento della Cina è peggiore del previsto, soprattutto per i lockdown.
  • Le ricadute negative della guerra in Ucraina.

Principali cause nelle varie aree geografiche

  • USA: perdita potere di acquisto delle famiglie a causa della alta inflazione e politica monetaria restrittiva.
  • Area euro: guerra Ucraina-Russia e politica monetaria restrittiva.
  • Cina: lockdown e crisi del settore immobiliare.

Scenari economici 2 Giulia Galvani: Inflazione

In aumento nonostante il rallentamento della crescita a causa (secondo il Fondo Monetario Internazionale FMI):

  • Aumento prezzi energia e beni alimentari.
  • Interruzione supply chain (causa anche pandemia lockdown Cina).
  • Tensioni sul mercato del lavoro (bassa disoccupazione, soprattutto negli USA).

L’FMI prova a ipotizzare fattori di rischio per il futuro:

  • Stop completo delle forniture di gas dalla Russia (per l’Italia sarebbe molto grave, perché molto dipendente dalle forniture russe).

Scenari economici 3 Giulia Galvani

  • Inflazione ancora molto elevata (Se i mercati del lavoro rimangono in tensione, o se le aspettative di inflazione vengono riviste).
  • Inasprimento delle condizioni finanziarie a livello globale (stress su debiti di paesi emergenti in via di sviluppo).
  • Ulteriori ondate pandemiche e lockdown in Cina -> ulteriori effetti depressivi su crescita cinese.
  • Prezzi dell’energia e dei beni alimentari crescenti -> insicurezza alimentare e tensioni sociali.
  • Frammentazione geopolitica -> interruzione della catena globali di valore come scambi commerciali internazionali.

Come intervenire dati questi scenari futuri? Policy priorities

Adozione di politiche monetarie restrittive da parte delle banche centrali dei paesi avanzati.

  1. Riduzione delle politiche espansive.
  2. Diffuso aumento dei tassi di interesse -> sincronizzazione.

Queste politiche monetarie restrittive avranno costi in termini reali, ma sono inevitabili per ridurre l’inflazione. Potrebbero essere accompagnate da politiche fiscali mirate per le fasce più deboli.

L’inasprimento delle condizioni finanziarie ha luogo in una fase in cui i paesi a basso reddito in debt distress sono passati dal 20% al 60% del totale→ rendimenti bond e spread in forte aumento. Dollaro forte, riduzione dei flussi di capitale e bassa crescita aggravano i rischi per questi paesi.

  1. Politiche nazionali per gestire gli impatti degli alti prezzi energetici e alimentari non distorsive rispetto ai mercati globali (no export ban).
  2. Proseguire campagne di vaccinazione.
  3. Azioni di contrasto al cambiamento climatico.
  4. Rafforzare cooperazioni multilaterale per impedire la frammentazione geopolitica.

PIL a parità di potere d’acquisto

I confronti tra paesi non riflettono in maniera corretta la differente dimensione dell’economia, della produzione totale, poiché i prezzi sono differenti tra i paesi. Per cui, si usa anche il PIL a Parità di Potere di Acquisto (PPA o PPP): equivale a usare gli stessi prezzi (in genere quelli USA) per calcolare il PIL (a PPA) dei paesi.

Scenari economici 4 Giulia Galvani

Usando gli USA come Paese base:

PIL dell’Italia in US$ PPA = S (prezzi USA (in US$) x quantità prodotte in Italia)

  • Poiché i prezzi dei beni sono più bassi nei Paesi emergenti e in via di sviluppo, in questi paesi il PIL a PPA è maggiore del PIL calcolato con i prezzi nazionali.

Lezione 2

Globalizzazione economica

Processo di progressiva integrazione, interdipendenza, interconnessione, delle economie nazionali, che si espleta su tre dimensioni (mercati):

  • Mercato dei beni e servizi (scambi commerciali).
  • Mercato dei capitali (flussi di investimenti).
  • Mercato del lavoro (flussi migratori).

Più si integrano questi tre mercati a livello internazionale più possiamo parlare di un processo di globalizzazione.

Processo non lineare, non reversibile. Si pensava che questo processo non potesse essere arrestato, in realtà ci sono stati degli shock esogeni che hanno rallentato questi processi:

  • Frenata nel secolo scorso tra le due guerre.
  • Anni ‘90: grandi progressi tecnologici (ICTs), crollo dell’URSS, ma anche nascita dopo l’Unione Sovietica di tanti Stati, con propria moneta, e politiche commerciali.

Scenari economici 5 Giulia Galvani

Anni recenti e correnti: rallentamento (e.g. ripresa delle politiche protezionistiche), crisi pandemica, guerra Ucraina-Russia.

Processo su cui agiscono diverse tipologie di driver:

  • tecnologici (trasporti, ICTs)
  • normativi (politiche commerciali)
  • geopolitici, ecc.

Processo dalla geografia complessa e mutevole, che cambia le gerarchie livello globale.

Fasi storiche

  • Prima fase: 1820 – 1914
  • Seconda fase: 1950 – 2000

Prima fase fino alla prima guerra mondiale, poi c’è l’interruzione durante le due guerre. La seconda fase dalla fine della seconda guerra fino agli anni 2000.

Scenari economici 6 Giulia Galvani

Driver principali delle due fasi

  1. Miglioramento di infrastrutture e servizi di trasporto, grazie al progresso tecnologico→riduzione dei costi di trasporto→incremento degli scambi commerciali e della mobilità delle persone.
  2. Mutamenti nelle politiche commerciali: riduzione/eliminazione delle barriere al commercio internazionale (per es dazi e contingentamenti), al movimento di capitali e di persone→Incremento scambi commerciali, mobilità persone e capitali.

Prima dell’800 esistevano rapporti commerciali tra paesi, ma:

  • Erano limitati, riguardavano beni di lusso, e avevano quindi un peso economico molto ridotto.
  • I costi di trasporto erano infatti troppo elevati perché si potessero attivare flussi commerciali rilevanti.

Prima dell’800 le economie nazionali erano tendenzialmente chiuse e autarchiche: i beni si consumano generalmente laddove vengono prodotti - produzione e consumo nello stesso luogo.

Prima fase: 1820–1914

  • Crescita commercio mondiale (tasso medio annuo 5%).

Riduzione dell’81% dei differenziali di prezzo -> una delle variabili che indicano un aumento dello tasso di crescita del commercio mondiale è la riduzione dei differenziali di prezzo tra i vari stati.

  • Aumento movimenti migratori (nel periodo 1850-1910, lo stock di immigrati negli USA passa dal 9.6% al 14.6% della popolazione).
  • Crescente integrazione mercati finanziari.

Driver (determinanti) della prima fase: 1820–1914

  • Costi di trasporto (peso: 75%).
  • Riduzione dei dazi (peso: 25%).
  • Clima politico favorevole (Pax Britannica).

1914-1950: le due guerre e la ‘frenata’ della globalizzazione

  • Crollo commercio mondiali.
  • Differenziali di prezzi raddoppiano (tornano ai livelli 1870).

Driver (determinanti)

  • Conflitti mondiali.
  • Aumento protezionismo dettato da tendenze isolazioniste successive alla I guerra Mondiale →Smooth-Hawley Tariff Act, introdotta negli USA per proteggere agricoltori, diede avvio alla guerra commerciale con l’Europa.
  • Depressione economica (crisi del 1929).

Seconda fase: 1950 - 2000

  • Crescita commercio mondiale ma solo nel 1970 gli USA raggiunsero la quota di interscambio commerciale su Pil che avevano raggiunto antecedentemente alla I guerra mondiale!
  • Riduzione del 76% differenziali di prezzo 1950-2000 (ora inferiori ai differenziali registrati nel 1914).
  • Aumento % immigrazione (stock di immigrati negli USA passa dal 6.9% al 9.8% della popolazione nel periodo 1950-2000, anche se non raggiunge i livelli prima ondata).
  • Crescente integrazione mercati finanziari.

Driver (determinanti) della seconda fase: 1950 - 2000

  • Costi di trasporto (peso: 25%).
  • Riduzione dei dazi (peso: 75%).

Grafici

Le politiche commerciali sono il driver più forte ma comunque ci sono stati progressi anche nei trasporti.

Riassunto lezione 2 pt 2

Il KOF Index: un approccio ampio all’analisi della globalizzazione

Scenari economici 10 Giulia Galvani

Il KOF Index è un indicatore sintetico costruito a partire da 42 indicatori, che misura il livello di globalizzazione, ovvero il livello di integrazione tra paesi, in complesso e con riferimento a tre dimensioni:

  • Globalizzazione economica
  • Globalizzazione sociale
  • Globalizzazione politica

Il livello di globalizzazione viene misurato sia in generale (per tutto il mondo: qual è il livello di integrazione tra paesi del mondo?) che per ciascun paese (i.e. qual è il livello di integrazione / coinvolgimento di ciascun paese nel processo di globalizzazione?).

Il processo di globalizzazione viene inoltre analizzato su due piani:

  • Globalizzazione de facto: i flussi e le attività tra paesi che definiscono effettivamente, ossia «provano» il fatto che i paesi sono integrati (economicamente, socialmente, politicamente) Ex import export.
  • Globalizzazione de jure: norme, leggi, politiche, misure, ecc. (in materia economica, politica, sociale), che creano il quadro normativo utile all’integrazione → favoriscono, agevolano i flussi e le attività tra paesi.

Esempi

Globalizzazione economica

  • Trade globalization
    • De facto: Scambi commerciali internazionali (import-export di beni e/o servizi).
    • De jure: barriere tariffarie (dazi) e non tariffarie al commercio.
  • Financial globalization
    • De facto: IDE e investimenti di portafoglio.
    • De jure: Restrizioni al movimento capitali.

Globalizzazione politica

  • De facto: N. di ambasciate e sedi di NGOs; Partecipazione a missioni UN.
  • De jure: membership di organizzazioni internazionali; partecipazione a trattati internazionali dal 1945.

Tutti i singoli indicatori sono trasformati in indici che assumono valori da 0 (=min) a 100 (=max). Gli indicatori sono quindi aggregati nei 3 sub-indici (globalizzazione economica, sociale e politica) e nell’indice finale di globalizzazione.

Scenari economici 11 Giulia Galvani

Scenari economici 12 Giulia Galvani

A. Perché, secondo voi, ad essere più globalizzati sono in diversi casi paesi piccoli e occidentali?

B. Perché, secondo voi, è in particolare l’Olanda a risultare tra i paesi più globalizzati?

-> Le ragioni fiscali sono sicuramente importanti. Sono anche paesi piccoli e specializzati in determinati settori. Università specializzate e internazionali. Democrazie per sua natura è più aperta rispetto a regimi politici.

Dalla globalizzazione 1.0 alla 4.0: l’approccio di Baldwin (economista che rilegge processo di globalizzazione)

Baldwin reinterpreta le fasi della globalizzazione concentrandosi su tre aspetti

  1. Progresso tecnologico più rilevante degli ultimi due secoli.
  2. Tipologia di costi che il progresso tecnologico ha ridotto:
    • Trade costs (“Costs of moving goods”)
    • Communication costs (“Costs of moving ideas”)
    • Face-to-face costs (“Costs of moving people”)
  3. Effetti sull’organizzazione / diffusione spaziale delle attività economiche (unbundling)

First unbundling

Le fasi della globalizzazione 1.0 e 2.0 corrispondono rispettivamente alla prima e seconda ondata della globalizzazione (fasi storiche. Qui le questioni cruciali erano i costi di trasporto).

Il salto in avanti tecnologico decisivo si è avuto nei trasporti (steam revolution) che ha prodotto la riduzione dei trade costs che a sua volta ha determinato l’unbundling tra produzione e consumo.

La riduzione dei costi di trasporto ha portato al primo UNBUNDLING tra luogo di produzione e luogo di consumo. I beni non necessariamente devono essere consumati dove sono prodotti.

Second Unbundling

Anni ’90: inizia la globalizzazione 3.0 (New Globalization).

A essere determinante è stata la rivoluzione tecnologica delle ICTs, che ha portato alla riduzione dei communication costs («Cost of moving ideas») ...

Questa ha causato l’unbundling del ciclo produttivo (2nd unbundling), ovvero la dispersione spaziale della catena del valore→nascita delle Global Value Chains. Grazie alle ICTs le imprese possono gestire efficientemente, anche a distanza, l’intero ciclo produttivo, non hanno bisogno di tenere tutte le fasi produttive nello stesso luogo / paese.

Scenari economici 13 Giulia Galvani

La riduzione dei communication cost (ICT) porta al secondo unbundling, ossia la dispersione del ciclo produttivo (GLOBAL VAUE CHAINS). Le imprese possono dislocare il loro ciclo produttivo dal momento che possono “governarlo” da lontano.

A questo punto con la globalizzazione 3.0

  • Per le imprese diventa possibile cercare le migliori convenienze localizzative per ciascuna fase produttiva, anche in altri paesi→dispersione spaziale del ciclo produttivo → nascita delle Global Value Chain.
  • Diverse fasi produttive si spostano dal Nord al Sud del mondo (Investimenti Diretti Esteri da Nord a Sud per effetto principalmente dei divari salariali).
  • Con la nascita delle GVC e il boom degli IDE, si muovono tra paesi anche le conoscenze, il know-how, le idee .... (nella Old Globalization si muovevano solo prodotti finiti e materie prime).
  • I flussi di investimenti, know-how, ecc. verso i paesi emergenti, generati dallo sviluppo delle GVC, hanno condotto al riequilibrio tra Nord al Sud del mondo -> the great convergence (il pil del G7 diminuisce-> processo di convergenza).
  • Il Nord del mondo (paesi del G7) si de-industrializza, mentre il Sud del mondo si industrializza.

Verso la globalizzazione 4.0?

Scenari economici 14 Giulia Galvani

Secondo Baldwin, la persistenza di face-to-face costs («costs of moving people») alti impedisce ancora un pieno dispiegarsi del processo di globalizzazione e dei suoi effetti.

Per quanto le multinazionali investano all’estero nella logica delle GVC, gli elevati costi di mobilità delle persone li costringono comunque a localizzare le unità produttive estere in prossimità del paese della casa madre (manager, buyer, consulenti, ricercatori etc si muovono tra le varie unità della catena del valore sparse nel mondo).

Molti dei paesi del «Sud del mondo» destinatari di investimenti diretti esteri infatti sono vicini ai paesi «a capo» delle GVC (Polonia & Germania; Giappone & Corea del Sud, Tailandia, Indonesia; USA & Mexico).

Ciò impedisce una partecipazione più ampia, in termini geografici (paesi) alle GVC, un loro sviluppo maggiore, e quindi effetti redistributivi a scala globale ancor più rilevanti.

La globalizzazione del futuro (4.0) avrà luogo quando il progresso tecnologico consentirà di abbattere i costi di muovere persone, talché le persone non si muoveranno per lavorare, ovvero il lavoro a distanza→rivoluzione del remote / smart working!

Third unbundling tra lavoro e lavoratore

Un lavoratore potrà offrire le sue prestazioni da remoto, non muovendosi fisicamente dal proprio luogo di residenza.

Questo avrà due effetti:

  1. Le multinazionali potranno ampliare ancora di più, geograficamente, le loro GVC, potendo localizzare unità produttive in paesi lontani, e potranno «delocalizzare» all’estero fasi, funzioni (es knowledge intensive) che fino ad allora tenevano nella casa madre.
  2. I lavoratori dei paese in via di sviluppo potranno offrire i propri servizi alle multinazionali da remoto, a un costo molto più basso rispetto ai lavoratori dei paesi avanzati (vantaggio in termini di differenziali salariali).

Ulteriore sviluppo delle GVC e ulteriore redistribuzione di lavoro e ricchezza tra Nord e Sud del mondo→ convergenza tra Nord e Sud del Mondo.

Lezione 3

Global Value Chain

Comprende tutte le attività / fasi che conducono alla realizzazione di un prodotto (servizio) e alla sua vendita sul mercato finale, partendo quindi dalle fasi iniziali (ideazione) fino alla sua distribuzione finale. Aggiungendo valore in ogni fase.

Scenari economici 15 Giulia Galvani

La catena del valore diventa globale (Global Va

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulygalvans di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scenari economici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano o del prof Musolino Dario Antonio.
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