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Psicologia dello Sviluppo

psicologia dell’età evolutiva psicologia dello

Si passa dal parlare di “ ” a “

sviluppo ”: perché?

Il concetto di “età evolutiva” faceva pensare a fatto che ci fosse un’evoluzione il

bambino parte da uno stato “bozza” che poi si concretizza nell’età adulta (fase di

stabilità), per poi avere un declino nell’età anziana (fase di involuzione):

- Bambini e adolescenti bozza “incompleta” dell’adulto, spesso difficili da

comprendere a causa dei loro comportamenti così lontani dal modello finale

- Adulto stabile e completo, considerato il punto d’arrivo, di riferimento e

confronto

- Anziano adulto che sta perdendo capacità e caratteristiche

Studi successivi hanno contribuito a cambiare questa prospettiva, ci si è resi conto

che:

- l’età adulta non è in realtà questo esempio di perfezione e stabilità;

- lo sviluppo non avviene in maniera armonica e sempre uguale ci possono

essere molti mutamenti e momenti di crisi;

- anche in età adulta sono possibili nuovi apprendimenti, è possibile anche per

l’adulto modificare e sviluppare le proprie competenze cognitive;

- non sempre l’età adulta rappresenta il periodo in cui si raggiunge uno sviluppo

ottimale e quasi perfetto: molte persone presentano, anche in età adulta,

comportamenti inadeguati, regressioni, inefficienze e difficoltà d’adattamento 

l’immagine dell’adulto si complica;

- studi neurofisiologici hanno evidenziato la grande plasticità neuronale del

cervello umano, capace di ristrutturazioni importanti e di nuove connessioni,

non solo nell’età adulta, ma anche nella maturità e nella vecchiaia;

- l’età senile non è così decadente, il declino cognitivo non è inevitabile, ma

dipende, in gran parte, dalle condizioni ambientali in cui gli anziani vivono;

- lo sviluppo e il cambiamento possono durare tutta la vita, negli anziani è

possibile una produttività sconosciuta alle età precedenti;

• Il bambino è, fin dalla nascita, dotato di un ruolo attivo nei confronti della realtà:

rielabora attivamente le informazioni che gli giungono dall’ambiente, costruisce le

proprie originali modalità di rapporto con la realtà esterna e mette in atto

comportamenti adatti alle diverse situazioni il bambino non si limita a rispondere

alle richieste e alle sollecitazioni provenienti dall’adulto, ma le stimola e le indirizza,

costruendo il proprio mondo sociale

ci si è resi conto che è necessario considerare cambiamento e sviluppo come

processi che non sono confinati in un periodo iniziale della vita oggetto di studio

non è più il periodo che va dalla nascita all’adolescenza, ma l’intera vita umana 

psicologia dello sviluppo nella prospettiva del ciclo di vita (life-span)

Gli psicologi decidono quindi di cambiare la definizione in “psicologia dello sviluppo” 

ci si può poi specializzare nelle varie fasi:

- Prima infanzia

- Età scolare

- Adolescenza

- Terza età

L’età infantile rimane essere il periodo con maggior plasticità cerebrale e di maggiori

psicologia

cambiamenti continua ad essere l’oggetto privilegiato dello studio della

dello sviluppo

Metodi e strumenti di studio della psicologia dello sviluppo

Conoscenza ingenua e conoscenza scientifica

focus sullo sviluppo del bambino, perché?

 1- Quando l’oggetto di studio è il bambino, questi metodi richiedono particolari

attenzioni ed accorgimenti affinché si possano ottenere informazioni oggettive

ed attendibili

2- È nel periodo fra nascita ed adolescenza che si verifica un radicale ed evidente

cambiamento, sia quantitativo che qualitativo, che investe globalmente tutte le

aree del comportamento e tutte le sfere del funzionamento mentale

Due teorie:

- Teoria ingenua fondata sull’esperienza personale; la psicologia permette

l’esistenza di più teorie ingenue in quanto disciplina più intuitiva rispetto alle

altre materie scientifiche

- Teoria scientifica fondata su ricerche sperimentali

La differenza fra le due teorie risiede nel metodo di controllo delle spiegazioni

Approcci della psicologia ingenua

Prima di analizzare i metodi scientifici utilizzati, è necessario sgombrare il campo dagli

approcci ingenui:

- la conoscenza ingenua non ci dice nulla sulle cause, sui fattori e sui meccanismi

che intervengono a modificare un determinato comportamento;

- questo tipo di approcci sono spesso fonte di errori e distorsioni e possono

costituire un ostacolo alla comprensione ed alla puntuale descrizione delle

condizioni, dei contesti e delle cause

• primo errore assunzione che il bambino interpreti e si rappresenti la realtà

in modo sostanzialmente simile al nostro, senza riconoscere che certe nozioni,

che a noi sembrano evidenti, siano in realtà inaccessibili al pensiero infantile

(es. i bambini di 11/12 mesi non sono capaci di capire che un bicchiere vuoto non

contiene qualcosa da bere; intorno i 13/15 mesi il bambino inizia a capire che solo un

bicchiere contiene qualcosa che si può bere, e fra i 20/22 mesi che riconoscono che ad

un livello più alto di liquido corrisponde una maggiore quantità di liquido )

Queste nozioni sono così autoevidenti e radicate nel pensiero comune che risulta

difficile, per gli adulti, ritenere che i bambini non riescano a coglierle immediatamente

• secondo errore tentativo di capire e di descrivere il comportamento dei bambini

utilizzando i nostri ricordi non possiamo servirci di questo approccio:

- i nostri ricordi difficilmente datano ad un periodo precedente al quinto anno di

vita; anche se ricordiamo qualche evento o immagine, su di essi si

sovrappongono successivi ricordi e strategie di rievocazione che alterano e

distorcono i contenuti di memoria iniziali

al bambino manca la capacità di organizzare i ricordi in forma narrativa

(forma organica e coerente che colloca i ricordi nello spazio e nel tempo) una

volta acquisita questa capacità, essa viene applicata automaticamente anche ai

propri ricordi infantili, che, per essere inseriti in un contesto strutturato e

coerente, vengono trasformati radicalmente

- la nostra memoria è selettiva vengono ricordati soprattutto gli episodi che

hanno una particolare connotazione emotiva ed affettiva: è l’intensità emotiva

che fa staccare l’episodio da uno sfondo indifferenziato di eventi routinari,

fissandolo in memoria, ma sono gli eventi routinari che di avere un quadro

preciso e dettagliato dei processi e dei fenomeni legati allo sviluppo

- se anche i nostri ricordi fossero attendibili, resterebbero comunque soggettivi

ed individuali, difficilmente generalizzabili ad altri individui

• terzo errore utilizzare come metodo il resoconto verbale (si pongono al

bambino domande dirette, nella convinzione di poter cogliere le sue conoscenze, le

sue credenze ed il modo in cui si rappresenta la realtà) questo metodo può essere

fonte di errori:

- il fatto che, da una certa età, i bambini capiscano ciò che diciamo loro, può

portare a pensare che bambino e adulto condividano lo stesso significato

attribuito alle parole; in realtà, il significato delle parole cresce, si sviluppa e

cambia con l’età

- la scarsa fiducia che hanno nella loro padronanza del linguaggio li porta a

cercare di interpretare ciò che l’adulto vuole, basandosi sul contesto non

verbale

esperimento Rose e Blank: descrivono come il bambino, non riuscendo

sempre a capire il significato delle domande che l’adulto gli rivolge, cercano di

interpretarne il senso osservando attentamente ciò che egli fa:

- la ripetizione della domanda da parte di un adulto può guidare il bambino a

supporre che la sua prima risposta sia errata

- i bambini sono molto sensibili al contesto non linguistico, e aspetti che per un

adulto possono essere rilevanti, sono invece, per loro, indizi importanti per

interpretare i messaggi dell’adulto

- spesso il bambino è spinto dalla tendenza all’acquiescenza esiste una

simmetria fondamentale nelle posizioni sociali che l’uno e l’altro occupano; il

bambino si rappresenta l’adulto come detentore di un sapere superiore al suo 

per compiacenza, tenderà comunque a dare una risposta purchessia

- la risposta del bambino è influenzata da almeno tre ordini di fattori: dalla sua

conoscenza del linguaggio, dalle aspettative su ciò che immagina che l’adulto

voglia e dal contesto in cui è inserita la domanda

Lo scambio verbale è quindi una via molto complessa, che richiede una profonda

conoscenza delle caratteristiche del pensiero e del linguaggio infantile, una grande

padronanza nel gestire le modalità interattive ed un’estrema cautela nell’interpretare

le sue risposte

• quarto errore convinzione che sia sufficiente mettersi a guardare attentamente

ciò che fa il bambino per capirne ed interpretarne il comportamento (osservazione

spontanea) lacunosa ed imprecisa:

- manca un piano preciso di ciò che si vuole osservare i fenomeni più vistosi

e macroscopici si impongono alla nostra attenzione, mentre possono passare

inosservati fenomeni o dettagli interessanti

- generalizzazioni indebite spesso fenomeni ed eventi sono

prematuramente e non correttamente etichettati, sulla base di osservazioni

scarse e sporadiche

- tendenza generale delle persone a trovare delle connessioni causali anche

dove non esistono osservare due fenomeni che si presentano associati può

renderci pronti a vedere una relazione fra essi, anche se la loro relazione è del

tutto casuale il ritenere che sia stata trovata una spiegazione sufficiente

tende poi a bloccare la ricerca di altre possibili cause

Per descrivere in modo accurato ed esauriente l’effettivo comportamento degli

individui, quindi, è necessario intraprendere un lavoro di analisi e verifica che prevede

interrogativi chiaramente formulati, disegni di ricerca e strumenti di analisi rigorosi 

conoscenza oggettiva ed affidabile

La psicologia scientifica

Wilhelm Wundt

Nasce con nel 1879 fonda a Lipsia il primo laboratorio di

psicologia scientifica

- Si caratterizza per l’uso di metodi sperimentali

Oggetto della psicologia dello sviluppo capire come la mente si adatta all’ambiente,

in particolare l’evoluzione dei processi di adattamento

Esperimento ha come obiettivo quello di spiegare un evento attraverso la verifica

o falsificazione di un’ipotesi di relazione causale tra due fenomeni

- la situazione sperimentale, che è solitamente “artificiale”, permette

obiettivamente di verificare la validità delle ipotesi

- lo sperimentatore organizza la situazione sperimentale cercando di controllarla

il più possibile necessario escludere altre variabili che potrebbero influenzare

quella dipendente

Fasi di progettazione dell’esperimento

1- individuazione del problema

2- formulazione di ipotesi e individuazioni delle variabili

3- esecuzione dell’esperimento

4- risultati misurazione degli effetti della variabile manipolata

5- conclusioni verifica o falsificazione dell’ipotesi

Vantaggi:

- capacità di stabilire relazioni di tipo causa-effetto tra le due variabili

- facilità di essere replicato per ottenere conferme, disconferme o

generalizzazioni

Svantaggi:

- i partecipanti, posti in condizioni non naturali, potrebbero comportarsi

diversamente ce in contesti naturali problema della generalizzabilità dei

risultati

- non sempre è possibile tenere sotto controllo tutte le variabili che entrano in

gioco

- non è sempre applicabile in psicologia

Negli esperimenti di psicologia è più complesso gestire tutte le variabili lo

sperimentatore non può agire sulla motivazione, sull’intelligenza, sul temperamento

delle persone controllandone a piacimento i valori per controllare queste variabili

può ricorrere a due metodi:

se: disegno tra soggetti (confronto fra due gruppi diversi)

1. lo

sperimentatore si assicurerà che i due gruppi siano omogenei; senza questo

controllo non saremmo in grado di stabilire se le differenze riscontrate tra i due

gruppi derivino dalla variabile indipendente o riflettano qualche differenza

preesistente per formare gruppi omogenei:

- tecnica dell’appaiamento: si misurano le caratteristiche base dei soggetti,

inserendo nel gruppo sperimentale e nel gruppo di controllo un numero uguale

di soggetti che presentano caratteristiche simile ogni soggetto del gruppo

sperimentale avrebbe, così, un suo omologo nel gruppo di controllo le

caratteristiche che possono distorcere i risultati dell'esperimento vengono

controbilanciate nei due gruppi, neutralizzandosi reciprocamente

Questa tecnica non dà però pieno affidamento e si giustifica solo quando i

gruppi sono molto ridotti; è impossibile individuare e misurare tutti i fattori

che possono influenzare le modalità di comportamento umano

- assegnazione casuale: consiste nel selezionare i soggetti e nel suddividerli

a caso nel gruppo sperimentale e in quello di controllo, monitorando solo le

variabili più evidenti, come l'età, il sesso e la condizione socioeconomica i

due gruppi saranno equivalenti per tutte le altre molteplici caratteristiche che

possono influire sul risultato; se il numero di soggetti di ciascun gruppo è

abbastanza ampio è assai improbabile che tutti i più aggressivi o i meno

socievoli ecc., finiscano per concentrarsi in un unico gruppo

- utilizzabile con gruppi abbastanza numerosi

2. disegno entro i soggetti/ piano a sequenze temporali (stesso gruppo di

soggetti, sottoponendolo sia alla condizione sperimentale che a quella

di controllo) questi ricercatori hanno sottoposto gli stessi neonati ad una

prima condizione in cui osservavano per qualche minuto un adulto che

mostrava più volte la lingua, e ad una seconda condizione in cui invece

osservavano lo stesso adulto che, per lo stesso tempo e per lo stesso numero di

volte, apriva la bocca

risultati i neonati sono effettivamente in grado di imitare: i piccoli

rispondevano con più protrusioni della lingua dopo aver osservato l'adulto che

faceva altrettanto, piuttosto che dopo aver osservato l'adulto che apriva la

bocca il loro comportamento era una vera imitazione e non una semplice

reazione di eccitazione causata dalla vista di una faccia che si muove

Questa strategia sperimentale assicura la massima omogeneità poiché i

soggetti vengono confrontati con sé stessi in condizioni differenti; presenta

tuttavia delle limitazioni:

- indispensabile variare sistematicamente, soggetto per soggetto, l'ordine di

presentazione delle condizioni

- non sempre le condizioni possono essere alternate tra i soggetti

- metodo inutilizzabile quando il trattamento sperimentale determina un effetto

permanente

Le differenze individuali non rappresentano le uniche variabili che possono distorcere il

risultato di un esperimento; può intervenire tutta una serie di altri fattori:

- bisognerà controllare che l'ambiente in cui ha luogo l'esperimento sia

identico per il gruppo sperimentale e per quello di controllo, che il momento

della giornata in cui i soggetti sono sottoposti alla prova sia lo stesso, che il

materiale e le condizioni delle prove siano egualmente familiari a tutti i

soggetti, ecc.

- necessario tenere in considerazione che l’esperimento implica un relazione

interpersonale fra sperimentatore e soggetto, e che quindi il

comportamento dello sperimentatore può influire in modo consistente sul

risultato validità interna

Perché l'esperimento abbia è necessario che in tutte le fasi della si

proceda ad un rigoroso e accurato controllo di tutti i fattori che possono falsare il

risultato

validità interna

La non è però sufficiente per ritenere che i risultati dell’esperimento

rispecchino ciò che accade nel mondo reale; la ricerca deve assicurare che il

comportamento, ottenuto in condizioni di laboratorio che simulano la vita reale,

rappresenti il modo in cui le persone si comportano effettivamente nella realtà, e che

perciò i risultati e le conclusioni a cui perviene possano essere ad essa generalizzati 

validità esterna

Minacce alla validità esterna:

- campione non rappresentativo la rappresentatività garantisce la

possibilità che i risultati che si ottengono sul gruppo campionato siano quelli

che si otterrebbero su tutta la popolazione da cui il campione proviene

- artificiosità del luogo, degli stimoli e delle procedure adottate nel

corso dell’esperimento il controllo delle variabili si ottiene in massimo

grado in laboratorio, ma questo può essere percepito dal bambino come un

ambiente nuovo, innaturale, lontano dai suoi contesti di vita; spesso il bambino

cerca di sottrarsi rapidamente, dando la prima risposta che gli capita

- le prove cui gli individui sono sottoposti potrebbero essere estranee

alla loro esperienza quotidiana i soggetti che falliscono in prove

presentate in una certa forma, riescono facilmente a superarle se tali prove

sono riformulate in modo da essere assimilabili ai problemi incontrati nella vita

di tutti i giorni

Quasi esperimento lo sperimentatore pr

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher linadelbuono di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Re Anna Maria.
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