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Psicologia dello sport

La psicologia, come scienza vera e propria, nasce nella seconda metà dell'800, grazie agli studi di William Wundt, quando l’indagine psicologica si apre alle metodologie delle Scienze Naturali.

Le scuole psicologiche

All'interno della scienza Psicologia esistono varie scuole, tra cui:

  • Psicologia razionale o filosofica. Si occupa del concetto di “Anima” elaborato dalle varie filosofie.
  • Psicologia sperimentale. Nasce con W. Wundt, come scienza di laboratorio e si occupa, soprattutto, di problemi attinenti le prestazioni, utilizzando strumenti di controllo e misurazione, ovvero criteri metodologici della sperimentazione e della quantificazione.
  • Psicologia fisiologica. Legata alla scoperta fatta da P. P. Broca, nel 1861, relativa alla localizzazione della funzione linguistica in una zona della corteccia cerebrale. Studia i rapporti di dipendenza e di concomitanza fra i processi e le funzioni psichiche con le strutture del sistema nervoso. Da tale psicologia deriverà la “neuropsicologia”, che studia la base neurale delle funzioni mentali, correlando i deficit specifici dei pazienti con le corrispondenti lesioni cerebrali.
  • Psicologia comportamentistica. Si fa risalire al 1913, con J. B. Watson, e successivamente al 1971, con B. F. Skinner, che mette a punto un’efficace Tecnologia del Comportamento per migliorare l'apprendimento. Si teorizza che ogni condotta è controllabile e modificabile per mezzo di stimoli efficaci e variati, indipendentemente dalle condizioni soggettive. Per tale psicologia l'unico oggetto di studio è costituito dal comportamento umano e animale, osservabile dall'esterno e verificabile oggettivamente.
  • Psicanalisi. Fondata da S. Freud nel 1896, si pone come procedimento volto all'analisi dei processi mentali inconsci, dove “inconscio” è un aggettivo che indica i contenuti psichici non compresi nel campo attuale della coscienza.
  • Psicologia cognitivistica. Inaugurata da U. Neisser, nel 1967, è il più importante movimento della psicologia sperimentale contemporanea. Secondo tale scuola la mente umana funziona come un’elaboratrice attiva delle informazioni che le giungono, tramite gli organi sensoriali.

Tra le altre scuole ricordiamo inoltre l’Etologia di K. Lorenz, la Psicologia Analitica di C. G. Jung, la Psicologia Fenomenologica di E. Husserl, la Psicologia della Forma (Gestalt) di W. Koelher. Anche l’ambito di applicazione della Psicologia non è unico ma può essere indirizzato a vari settori, quali la scuola (psicologia scolastica), il lavoro (psicologia del lavoro), lo sport (psicologia dello sport).

Psicologia dello sport

La psicologia dello sport rientra, come definizione, nella classe della psicologia applicata, in quanto si occupa delle varie problematiche sportive, sia individuali che collettive. In particolare, la psicologia dello sport studia il comportamento umano ed i processi psichici che avvengono prima, durante e dopo l’attività sportiva.

I compiti della psicologia dello sport devono, da una parte, orientarsi alla pratica sportiva, soprattutto riguardo l’ambito della ricerca applicata, e dall’altra, descrivere e spiegare i fenomeni psichici acquisendo cognizioni da trasmettersi. Dal punto di vista didattico, la psicologia dello sport, dà agli insegnanti ed agli allenatori una conoscenza psicologica di base di fondamentale importanza. Assolve, soprattutto, compiti di assistenza e consulenza psicologica nella pratica sportiva, rivolgendosi sia ai singoli sportivi che ad associazioni e federazioni.

Metodi psicologici

Un aspetto importante della psicologia è la qualificazione del criterio ottimale da utilizzare per consentire, alla psicologia stessa, di acquisire un “metodo” scientifico e definire, in modo esaustivo, il proprio oggetto di studio. Il problema del “metodo” applicabile alla psicologia è stato molto dibattuto, fino a giungere all’attuale consapevolezza che sia più appropriato parlare di "metodi" adottati dalle diverse Scuole.

Appunti di psicologia dello sport Giulia Sofia Chindamo

  • Metodo sperimentale. Procede per formulazioni d'ipotesi e verifica sperimentale ed è caratteristico delle scienze fisiche e biologiche. Adottano questo metodo il comportamentismo e il cognitivismo.
  • Metodo clinico. Pone l'attenzione sull'aspetto soggettivo che qualifica l’uomo come oggetto della psicologia. Adottano questo metodo la Psicologia Comprensiva e la Psicologia della Forma.
  • Metodo statistico. Raccoglie, organizza e analizza i dati relativi all'oggetto.
  • Metodo psicometrico. È rivolto alla costruzione di strumenti per la misurazione di determinate correlazioni comportamentali misurate dai test. I test, infatti, nel metodo psicometrico, sono delle misure obiettive e standardizzate di un campione di comportamento (test di intelligenza, attitudinali, di personalità e tecniche proiettive).

La psiche

L’uomo, inteso come unità psicofisica, è costituito da un’unione inscindibile tra soma (corpo) e psiche (mente). Il soma è costituito da cellule, tessuti ed organi che, suddivisi in sistemi e apparati, svolgono le varie funzioni vitali. La psiche è, invece, l’insieme delle attività mentali dell’uomo, dove si possono individuare:

  • La sfera intellettiva-cognitiva (propria dei processi e funzioni intellettivi e cognitivi);
  • La sfera emotiva-affettiva (affettività);
  • La sfera motoria (propria dell’attività motoria).

La sfera intellettiva-cognitiva comprende le funzioni ed i processi psichici quali ad esempio: la percezione, l’apprendimento, la memoria e l’attenzione. Questi processi mentali “prestazionali” sono misurabili e quantificabili e possono, pertanto, essere “allenati” attraverso dei training specifici.

Maggiore complessità risulta, invece, nella trattazione della sfera affettiva-emotiva. Per “affettività” si intende il campo delle emozioni e dei sentimenti, che si può distinguere dalla sfera intellettiva-cognitiva e da quella motoria solo in modo didattico. Emozioni, sentimenti e passioni sono riferibili alla dimensione della soggettività in quanto accessibili, direttamente ed esclusivamente, soltanto alla persona. Il sentimento è uno stato affettivo più durevole dell’emozione e meno intenso della passione. L’emozione si differenzia dal sentimento in quanto meno duratura, mentre la passione si distingue per la sua intensità maggiore. La passione è un’emozione che perdura nel tempo ed è di grande intensità.

L’individuo, per loro tramite, “vive” gli aspetti del mondo esterno ed i propri stati interiori.

Emozione

L’emozione, in quanto esperienza affettiva, è una reazione soggettiva, accompagnata sempre da modificazioni fisiologiche. Le emozioni non sono mai “neutre” ma possono risultare piacevoli come la gioia, o spiacevoli come la rabbia. Le modificazioni fisiologiche investono, soprattutto, le funzioni:

  • Vegetative: quali ad esempio la respirazione e la circolazione;
  • Motorie: che si esplicano, soprattutto, tramite un’ipertensione muscolare;
  • Sensorie
  • Psicologiche

L’emozione, propria di un soggetto, può essere percepita e rilevata dagli altri individui anche attraverso il suo comportamento e la sua comunicazione non verbale (mimica facciale, posture, atteggiamenti...).

Emozione e sport

In ambito sportivo è sempre bene tener presente l’enorme importanza che rivestono le emozioni. Infatti, una delle più forti esperienze soggettive dell’atleta è data proprio dall’emozione, intesa come “spinta all’azione”, che esprime una forma di approccio pulsionale al mondo sportivo. L’atleta, confrontandosi direttamente con l’altro, o mettendosi alla prova in una particolare situazione, vive emozioni definibili come “stati emotivi complessi” soggettivi.

In ambito sportivo si tende, talvolta, a considerare i sentimenti e le passioni quali fattori “distraenti” la preparazione sportiva e la competizione. Lo studio della psicologia sportiva, solo recentemente, abbraccia, anche, la ricerca e l’analisi della sfera affettiva-emotiva dell’atleta. Comunque, è necessario tenere presente che gli effetti delle emozioni sono sempre positivi, perché permettono all’atleta un adattamento psico-fisico alle azioni sportive. Le emozioni avranno un effetto negativo solo quando superano un certo limite, compromettendo la performance.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/06 Psicologia del lavoro e delle organizzazioni

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chindamina99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e dello sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Muroni Maria Rosa.
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