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APPUNTI DI PREPARAZIONE PER CONCORSI

- ISTRUTTORE TECNICO cat. C

- DIRETTIVO TECNICO cat. D

- Cantieri stradali

- Geodesia, Topografia e cartografia

- TUEL

- CCNL

- Diritti e doveri dei dipendenti pubblici

- Trasparenza, Anticorruzione nella PA

PARTE I

URBANISTICA

1.1 - Zone territoriali omogenee (DM 1968 n.1444)

• Zona A (Centro storico) Comprende le parti di

territorio aventi agglomerati urbani di

carattere storico, artistico e di particolare

pregio ambientale o da porzioni di essi,

comprese le aree circostanti, che possono

considerarsi parte integrante degli

agglomerati stessi;

• Zona B (Zona di completamento) Comprende

le parti di territorio totalmente o parzialmente

edificate, diverse dalle zone di tipo A (le zone

parzialmente coperte sono quelle che hanno

un indice di superficie coperta non inferiore al

12,5% cioè come 1/8 e nelle quali la densità

territoriale sia superiore a 1,5 mc/mq);

• Zone C (Zona di espansione) Comprende le parti di territorio destinate alla costruzione di nuovi

complessi insediativi oppure dove l'edificazione preesistente non superi l'indice di fabbricabilità

citato per le zone di tipo B;

• Zone D (Zona attività produttive) Comprende le parti di territorio predestinate all'insediamento di

impianti industriali o commerciali-direzionali;

• Zone E (Zona agricola) Comprende le parti di territorio destinate ad uso agricolo (escluse le parti

dove, con gli insediamenti, diventino zone di tipo C); 1

• Zone F (Zona destinata ad attrezzature pubbliche) Comprende le parti di territorio destinate ad

attrezzature e impianti di interesse generale.

1.2 - Standard urbanistici (DM 1968 n. 1444)

Definiscono le quantità minime di spazi pubblici da prevedere nelle diverse zone omogenee.

ZONA A (CENTRO STORICO)

➢ Densità fondiaria max. nuove costruzioni = max. 50 % densità fondiaria media della zona e in

nessun caso superiore a 5 mc/mq;

ZONA B (ZONE RESIDENZIALI DI COMPLETAMENTO)

➢ Densità fondiaria max. in caso di demolizione e ricostruzione:

• 7 mc/mq (comuni > 200.000 ab.);

• 6 mc/mq (50.000 ab. < comuni < 200.000 ab.);

• 5 mc/mq (comuni < 50.000 ab.). 2

ZONA C (NUOVI INSEDIAMENTI RESIDENZIALI)

➢ Zona C (comuni > 10.000 ab.) = min. 18 mq/ab.

• Istruzione = min. 4,5 mq/ab. (asili nido, scuola materna, scuola dell'obbligo);

• Verde attrezzato = min. 9 mq/ab;

• Parcheggi pubblici = min. 2,5 mq/ab;

• Attrezzature di interesse comune = min. 2 mq/ab. (chiese, mercati, impianti sportivi, etc.).

➢ Zona C (comuni < 10.000 ab.) = 12 mq/ab.

• Istruzione = min. 4 mq/ab;

• Verde attrezzato + parcheggi pubblici + attrezzature di interesse comune = min. 8 mq/ab;

➢ Indice edificatorio min. mq e mc ad abitante insediabile (Zona C):

• MQ = min. 25/30 mq;

• MC = min. 80/100 mc.

ZONA D (INSEDIAMENTI A CARATTERE INDUSTRIALE E COMMERCIALE-PRODUTTIVO)

➢ Zona D (insediamento industriale) = min. 10 % sup. tot. insediamento da destinare a standard

urbanistici (verde, parcheggi pubblici, etc.);

➢ Zona D (insediamento direzionale-commerciale) = min. 80 % della sup. lorda pavimentata di cui la

metà destinata a parcheggi pubblici.

ZONA E (ZONA AGRICOLA)

➢ Zona E (zona agricola) = min. 6 mq/ab. da destinare ad attività collettive ed istruzione;

• Indice di edificabilità = max. 0,03 mc/mq;

• Requisiti per l'edificabilità = Funzionale all'attività di imprenditore agricolo o coltivatore diretto. 3

ZONA F (ZONE DESTINATE AD ATTR. PUBBLICHE)

➢ Zona F (zone destinate ad attr. pubbliche) = min. 17,5 mq/ab.

• Istruzione superiore (scuole superiori, università) 1,5 mq/ab;

• Attr. sanitarie ed ospedaliere 1 mq/ab;

• Parchi territoriali 15 mq/ab.

METODI DI CESSIONE DEGLI STANDARD URBANISTICI:

• Cessione totale aree per standard minimi (ove è possibile realizzarli interamente);

• Reperimento totale o parziale standard minimi in altre aree classificate come Zone F (ove non è

possibile realizzarli interamente o parzialmente);

• Monetizzazione totale o parziale degli standard minimi (ove non è possibile realizzarli

interamente o parzialmente).

1.3 - Opere di urbanizzazione primaria e secondaria (L. 847 del 1964)

• Opere di urbanizzazione primaria: strade, reti di distribuzione servizi (gas, luce, acqua, fogna),

verde pubblico lungo le strade, illuminazione pubblica, etc.;

• Opere di urbanizzazione secondaria: scuole, mercati, chiese, impianti sportivi, parchi attrezzati,

biblioteche, etc. REALIZZAZIONE DELLE OPERE DI URBANIZZAZIONE

• Acquisite le aree cedute o monetizzandole la pubblica amministrazione può provvedere in proprio

o con gara tramite anche finanziamenti privati alla realizzazione delle opere di urbanizzazione

nell'area di cessione o in altre aree ove sia possibile realizzarle (Zona F);

• Il privato può realizzare direttamente le opere di urbanizzazione a scomputo totale o parziale:

a. se l'ammontare a scomputo è inferiore alla soglia comunitaria (5,35 milioni) e le opere di 4

urbanizzazione primarie sono funzionali alla lottizzazione il privato può realizzarle in proprio

senza applicazione del Codice degli Appalti;

b. se l'ammontare a scomputo è inferiore alla soglia comunitaria (5,35 milioni) e le opere di

urbanizzazione primarie non sono funzionali e se vi sono anche opere di urbanizzazione

secondaria il privato può realizzarle in proprio ma con l'applicazione del Codice degli Appalti;

c. se l'ammontare a scomputo è superiore alla soglia comunitaria (5,35 milioni) il privato è

tenuto a realizzare sia le opere funzionali che non funzionali sempre con l'applicazione del

Codice degli Appalti.

1.4 - Standard edilizi (DM 1968 n. 1444)

Limiti all'attività edilizia che si riferiscono alla densità edificatoria, all’altezza degli edifici e alla

distanza tra i fabbricati, a seconda dell’appartenenza del lotto edificabile ad una specifica zona

territoriale omogenea. DISTANZE MINIME

➢ Distanza min. fabbricati dal confine (zone A, B, C, D, E, F): generalmente 5 m

➢ Distanza min. fabbricati dalla strada (zone A, B, C, D, E, F):

• strada con sezione < 7 m = distanza min. 5 m;

• strada con sezione compresa fra 7 m e 15 m = distanza min. 7,5 m;

• strada con sezione > 15 m = distanza min. 10 m.

➢ Distanza min. tra fabbricati:

• Zona A = distanza preesistente;

• Zona B, D, E, F = distanza min. 10 m;

• Zona C = distanza min. è la proiezione a terra a 45° dal punto di H max dell'edificio più alto. 5

➢ Distanza min. alberatura da confine:

• siepi = distanza min. 0,50 m;

• alberi medio fusto = distanza min. 1,5 m;

• alberi fusto alto = distanza min. 3 m.

➢ Distacco da strade extraurbane (DM 1968 n. 1404), fuori dal centro abitato:

• autostrade = 60 m;

• superstrade e strade statali = 40 m;

• strade provinciali (>10,5 m di sezione) = 30 m;

• strade provinciali (< 10,5 m di sezione) = 20 m.

➢ Fasce di rispetto:

• cimitero: distanza min. 200 m;

• aeroporto: distanza min. 300 m;

• ferrovia: distanza min. 30 m. ALTEZZE MASSIME

➢ Sono desumibili dalle NTA del PRG comunale a seconda della diversa zona omogenea presa in

esame. A seconda della tipologia di copertura dell'edificio l'altezza massima è misurata prendendo

come riferimento:

• L'intradosso dell'ultimo solaio per le coperture non praticabili (non raggiungibili da vano scala e/o

senza parapetto o linee vita) e il piano di terreno;

• L'intradosso o l'estradosso dell'ultimo solaio e il piano di terreno per coperture praticabili;

• La linea di gronda e il piano di terreno per coperture a falde munite appunto di gronda; 6

• L'intradosso dell'ultimo solaio e il piano di terreno per coperture a falde non munite di gronda;

• L'intradosso dell'ultimo solaio e il piano di terreno virtuale in caso di pendenza.

1.5 - Indici e parametri urbanistici

➢ ST (superficie territoriale), è la somma della superficie fondiaria SF (parte privata) + delle superfici

destinate ad attrezzature pubbliche e spazi pubblici SAP (parte pubblica);

➢ SF (superficie fondiaria), sup. del lotto edificabile + parcheggi privati (L. 122/1989 Legge Tognoli, 1

mq ogni 10 mc di edificato residenziale compresi spazi di manovra e corsie di percorrenza);

➢ SAP (superficie per attrezzature pubbliche), aree cedute a standard minimi urbanistici comprese

quelle destinate alla viabilità;

➢ IT (indice di fabbricabilità territoriale), volume max. (mc) realizzabile su una sup. territoriale ST

(mq), IT = Vmax/ST;

➢ IF (indice di fabbricabilità fondiaria), volume max. (mc) realizzabile su una sup. fondiaria SF (mq),

IF = Vmax/SF; 7

➢ SUL (superficie utile lorda), somma delle superfici di tutti i piani (mq tot) dell'edificio compresi

quelli seminterrati o interrati. Sono compresi nella SUL:

• muri perimetrali fino a 30 cm, tramezzi e pilastri;

• scale e vani ascensore a servizio della singola unità immobiliare;

• logge e portici per parte eccedente i 2 m di larghezza;

• piani sottotetto abitabili;

• verande installate su balconi o logge;

• terrazze con copertura e tettoie o gazebi fissi;

• autorimesse, singole o collettive, con altezza interna netta > 2,4 m e/o con dotazioni che

consentono la permanenza;

• cantine o locali interrati con altezza interna netta > 2,4 m;

• scale esterne a servizio esclusivo di singole unità immobiliari con copertura e/o delimitate

perimetralmente da tamponamenti e/o che superano più di un piano di dislivello;

• parte eccedente i 2 m di pensiline a sbalzo. 8

➢ Superfici non incidenti sulla SUL che non rientrano nel calcolo della superficie utile lorda:

• tutti i maggiori spessori di 30 cm per i muri perimetrali;

• i balconi indipendentemente dall'aggetto;

• logge e o portici con lato minore massimo di 2 m;

• terrazze prive di copertura;

• tettoie e gazebi provvisori e temporanei;

• autorimesse, singole o collettive, con altezza interna netta < 2,4 m e/o senza dotazioni che

consentono la permanenza;

• cantine o locali interrati con altezza interna netta < 2,4 m;

• parti comuni condominiali sia interne che esterne come androni d'ingresso, scale, ascensori,

ballatoi, lavatoi comuni e atri locali comuni;

• scale esterne a servizio esclusivo di singole unità immobiliari senza copertura e/o non

delimitate perimetralmente da tamponamenti limitato al superamento di un solo piano di

dislivello;

• porticati pubblici;

• pensiline con aggetto massimo di 2 m;

• piani sottotetto non abitabili privi di scale di collegamento e aperture;

• sistemi bioclimatici (serre solari, cappotto termico, facciata ventilata, etc.).

➢ UT (indice di utilizzazione territoriale), SUL max. edificabile per ogni mq di sup. territoriale ST, UT

= SUL/ST, SUL = ST*UT;

➢ UF (indice di utilizzazione fondiaria), SUL max. edificabile per ogni mq di sup. fondiaria e ST, UT =

SUL/ST, SUL = ST*UT;

➢ Superficie accessoria (SA): Superficie di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di

servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di 9

murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre. La superficie accessoria può

ricomprendere, per esempio:

• i portici e le gallerie pedonali;

• i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze;

• le tettoie con profondità superiore a m 1,50; le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50

sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile;

• le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i relativi

corridoi di servizio;

• i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80,

ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i

requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile;

• i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a terra, una sola

volta;

• spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle autorimesse

che costituiscono attività imprenditoriale;

• le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di

collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi. Gli spazi comuni di collegamento verticale

e gli androni condominiali sono esclusi dal computo sia della superficie accessoria sia della

superficie utile. 10

➢ Superficie utile (SU): Superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della

superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre;

➢ Superficie convenzionale complessiva (SCC), somma della superficie utile abitabile SU + 60 %

della superficie accessoria SA;

➢ Superficie coperta (SC), superficie (mq) risultante dalla proiezione a terra dell'ingombro

planimetrico massimo dell'edificio comprese logge, porticati, tettoie e ballatoi. Sono compresi

nella sup. coperta anche:

• parte eccedente ai 2 m dell'aggetto di un balcone;

• parte eccedente ai 2 m dell'aggetto di uno sporto di gronda;

• parte eccedente ai 2 m dell'aggetto di una pensilina a sbalzo;

• scale esterne a servizio di una singola unità immobiliare coperte e/o delimitate da

tamponamenti esterni;

o sono escluse dalla superficie coperta: balconi, sporti di gronda, pensilina a sbalzo con aggetto

massimo di 2 m, scale esterne alla singola unità immobiliare priva di copertura e/o

tamponamenti esterni, tutti i maggiori spessori ai 30 cm dei muri perimetrali, scale di sicurezza

esterne, volumi tecnici esterni e sistemi bioclimatici. 11

➢ Rapporto di copertura (RC), è la proporzione espressa in percentuale % tra la sup. coperta SC e la

superficie fondiaria SF;

➢ Superficie permeabile (SP), porzione di sup. fondiaria SF (mq) che è permeabile, non impegnata

da pavimentazioni, che consente assorbimento delle acque meteoriche;

➢ Rapporto di permeabilità (RP), è la proporzione espressa in percentuale % tra sup. permeabile SP

e sup. fondiaria SF;

➢ Area di sedime (AS), superficie (mq) risultante dalla proiezione a terra dell'ingombro planimetrico

massimo dell'edificio dei piani fuori ed entro terra, quest'ultimo non ricoperti da terreno vegetale.

Sono escluse dall'area di sedime le opere aggettanti al filo esterno delle murature.

2 - Piani urbanistici

➢ Livelli di pianificazione territoriale (L. 1150 del 1942):

• Piani Quadro (scopo orientativo e di indirizzo generale per i sottostanti livelli di pianificazione):

piano territoriale di coordinamento regionale e provinciale, piano paesaggistico regionale (PPR),

piano delle comunità montane (PCM), piano territoriale di area metropolitana (PTAM), piano di

area di sviluppo industriale (PASI);

• Piani Generali (pianificazione territoriale su ambito territoriale limitato subordinato e sottostante

al livello di pianificazione superiore dei Piani Quadro): piano regolatore generale intercomunale

(unione di comuni contigui), piano regolatore generale comunale, programma di fabbricazione

(comuni minori);

• Piani Attuativi (strumenti di attuazione delle previsioni del piano regolatore generale): piano

particolareggiato (PP), piano di lottizzazione (PL), piano di zona (PEEP), piano per insediamenti

produttivi (PIP), piano di recupero (PR), programma integrato d'intervento (PII), etc. 12

2.1 - PIANO REGOLATORE GENERALE (PRG), L. 1150 del 1942

• Scopo e contenuti: organizzare e regolamentare l'intero assetto comunale nelle sue varie parti

(zone omogenee), indicare le aree o immobili soggetti a vincoli paesaggistici, culturali, ambientali

o idrogeologici, le vie principali (stradali, ferroviarie, etc.), i parcheggi pubblici ed i comparti

destinati all'attuazione dei piani attuativi.

• Durata: a tempo indeterminato.

• Conformità: alla disciplina urbanistica nazionale e regionale (piani sovraordinati).

ATTUAZIONE

➢ Modalità di attuazione del piano regolatore generale:

• attuazione diretta: attraverso i titoli abilitativi previsti dalla normativa statale o regionale; 13

• attuazione indiretta: avviene attraverso i piani attuativi.

ZONE BIANCHE

➢ Attività edilizia in assenza di pianificazione urbanistica (zone bianche):

• indice di edificabilità all'interno del centro abitato: max 1,5 mc/mq;

• indice di edificabilità fuori dal centro abitato: 0,03 mc/mq;

• per interventi a destinazione produttiva la sup. coperta non può superare 1/10 dell'area.

2.2 - PIANO PARTICOLAREGGIATO (PP), L. 1150 del 1942

• Scopo e contenuti: piano attuativo che disciplina interventi di iniziativa pubblica o privata di una

vasta area con edilizia residenziale e/o di carattere pubblico in cui può essere riprogettato anche

l'assetto dei lotti e la viabilità.

• Zone di applicazione: prevalentemente Zona F.

• Durata: ha validità di 10 anni.

➢ Attuazione:

• iniziativa privata: si attua attraverso comparti edificatori formati dal comune o da minimo i 3/4

dei proprietari riuniti in consorzio che così possono predisporre liberamente dell'area ed

espropriare i proprietari non partecipanti oppure da imprese o cooperative di costruzione a cui è 14

stato conferito dagli stessi proprietari l'incarico;

• iniziativa pubblica: si attua su aree in cui viene predisposto il vincolo di esproprio. Entro 5 anni

(più massimo 2 anni di proroga) dal preordinamento del vincolo deve essere emanata la

dichiarazione di pubblica utilità dell'area. I proprietari delle aree vincolate vengono espropriati

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/10 Architettura tecnica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marcoVR_92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Architettura tecnica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Milano o del prof Cavallo Gabriella.
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