21/09/22 MODULO I
L’ECONOMIA AZIENDALE, AZIENDA E IMPRESA: INQUADRAMENTO CONCETTUALE
Alcune de nizioni di ECONOMIA AZIENDALE
«è la scienza che studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende, la
scienza ossia dell’amministrazione economica delle aziende» (G. Zappa, 1926)
«è la scienza propedeutica agli studi sull’organizzazione, sulla gestione e sulla rilevazione delle
aziende» (A. Ceccherelli, 1942)
«è la scienza che studia le leggi delle condizioni di equilibrio delle aziende» (A. Amaduzzi, 1977)
L’Economia aziendale è una scienza
Scienza: risultato delle operazioni di pensiero, oggetto di codi cazione teorica e di applicazione
pratica e di sviluppi ulteriori (anche a opera di altri)_ In divenire (nel progresso).
L’Economia aziendale quale tipo di scienza?
Caratteristiche:
• Economica: caratterizzata dall’e ettuazione di scelte, fra scenari alternativi e possibili, per
ottenere un risultato di carattere economico (che si de nisce ricchezza).
• Sociale: caratterizzata da comportamenti umani che attraverso il lavoro eseguono in concreto le
scelte.
• Empirica: studia la realtà concreta, come i fatti vengono compiuti, per formulare ipotesi generali
utili per altri soggetti.
L’Economia aziendale: ruolo
Con la scienza economico-aziendale si vogliono fornire a coloro che governano le aziende gli
strumenti logici generali che, pur nella loro astrattezza, sono applicabili nelle realtà concrete.
DALL’ARTE CONTABILE ALLA RAGIONERIA, ALL’ECONOMIA AZIENDALE
Ci sono dei periodi storici normalmente usati come una periodizzazione, una sempli cazione
dell’evoluzione del pensiero che ha portato all’economia aziendale.
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Primo periodo (dal 1202-1494) - Il Liber abaci di Leonardo Fibonacci
• Di usione dei numeri arabi
• Necessità di tenere conto (ricordarsi) dei crediti, dei debiti e delle
merci. Le prime tracce di scrittura dell’umanità si riferiscono all’amministrazione delle popolazioni
mesopotamiche, a testimonianza che da sempre l’uomo ha avuto il problema di amministrare la
ricchezza, soprattutto quando questa è condivisa, lo vediamo molto anche nei templi.
• Si elaborano i primi concetti di «conti» e di «contabilità»
• Si costruisce un linguaggio contabile con le prime terminologie (debet dare, debet habere)
• Si hanno i primi i libri che trattano dei mercanti e del modo di condurre gli a ari (B. Cotrugli,
Della mercatura e del mercante perfetto-1458)
Secondo periodo (1494-1840) - L’opera di Luca Pacioli del 1494
• Nel 1494 viene pubblicata la Summa de Arithmetica Geometria, Proportioni et Proportionalità,
scritto da Fra Luca Paciò, un matematico, una delle tappe evolutive del pensiero che porta poi
all’economia aziendale. Trattato che per la prima volta nella storia espone come tenere la
contabilità.
• Nella distinzione (parte) IX vi è il Trattato XI denominato «De computis et scriptures»
• Prima trattazione a stampa del metodo contabile a partita doppia, linguaggio utile per
l’amministrazione, nasce nella pratica, come fosse un’applicazione della matematica.
• Si di onde in tutto il mondo tale metodo contabile de nito “italiano” o anche “veneziano”
• La tecnica non è molto diversa da quella attuale
• Si parla di bilancio, di capitale, di cassa, di pro tti e perdite, di inventario, di libro giornale e di
libro mastro
• Una stagione di applicazione di questi strumenti e regole, c’è un’applicazione non scienti ca, è
una fase in cui ognuno impara dall’altro. Secoli in cui la conoscienza si allarga, ma non si
approfondisce. Non si parla ancora di scienza, ma di applicazioni pratiche.
Terzo periodo (1840-1927) - La ragioneria scienti ca
• Nel 1840 Francesco Villa pubblica “La contabilità applicata alle amministrazioni private e
pubbliche” «Elementi di amministrazione e contabilità» e si apre una nuova era per lo sviluppo
scienti co della Ragioneria
• Non più attenzione al metodo, ma ai principi e alle leggi che possono guidare l’amministrazione
delle aziende
• Il problema non è «contare», ma «gestire»
• Si ha una prima sistemazione della materia con classi cazioni e de nizioni. Ci si pone il
problema di cercare leggi a valenza generale.
• Nasce la disciplina di studio sull’amministrazione delle aziende.
• Non tutti la pensano alla stessa maniera. Si di onde una critica costruttiva e sorgono le scuole di
pensiero universitario.
• Fabio Besta (1845 – 1922) è il padre della moderna Ragioneria e de nisce l’oggetto di studio
(azienda), il contenuto (controllo) e il ne ultimo (accrescimento della ricchezza patrimoniale).
1. Besta da una de nizione di azienda, si studia un oggetto speci co. L’azienda come insieme di
cose, persone e rapporti giuridici.
2-Per Besta l’unica disciplina capace di dare regole generali per tutte le aziende è la ragioneria,
rappresentazione della gestione e produzione di informazioni per la gestione, ma non è ancora
l’economia aziendale.
3-Importante perché inventa un modo particolare di usare la partita doppia, inventa un sistema
focalizzato sul patrimonio (non usato più), che ha in uenza internazionale. Cioè l’idea è che
l’azienda è l’amministrazione di un patrimonio. L’azienda è un cumulo di ricchezza da
amministrare.
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Quarto periodo (dal 1927 … ) - L’Economia aziendale
• Gino Zappa (1879- 1961) è arte ce di uno storico cambiamento
• Le aziende sono realtà complesse, dinamiche e sistemiche. L’azienda non è solo beni e persone
da amministrare, non è solo l’aspetto strutturale organizzativo, ma è l’amministrazione.
• Tre momenti fondamentali riguardano la vita delle aziende: gestione, organizzazione, rilevazione
• I tre momenti trovano unità nell’Economia aziendale che studia “le condizioni di esistenza e le
manifestazioni di vita di qualsivoglia azienda”
• Oggetto di studio: azienda e le condizioni per garantire la sua duratura esistenza nel tempo
• Elemento che garantisce questa esistenza è il reddito inteso quale capacità di generare
ricchezza economica nel tempo. In tutte le realtà aziendali si devono rovare e combinare fattori
per generare nuova ricchezza, l’azienda è il luogo della generazione della ricchezza, dell’uso e
della ricreazione della ricchezza, è fatto reddituale. Studiare l’azienda è lo studiare nuova
ricchezza.
• Non parliamo più di ragioneria, ma di una scienza che studia tutte le aziende in tutti gli aspetti,
in uso, consumo e ricreazione della ricchezza, questa scienza si chiama economia aziendale.
• Si ra orza la consapevolezza di poter creare un corpus di conoscenze che riguardano tutte le
aziende seppur ognuna ha le proprie speci cità.
I bisogni dell’uomo e l’attività umana
• Ogni individuo sviluppa processi cognitivi per porre in essere comportamenti necessari alla
propria sopravvivenza
• La vita degli individui è caratterizzata dal sorgere di bisogni (e di aspirazioni) e dalla ricerca del
loro appagamento. I bisogni sono all’origine della nostra azione.
• Bisogni (e aspirazioni) sono componenti connaturati alla nostra esistenza e motivano i nostri
comportamenti
• Noi cerchiamo soddisfazione, il bisogno è uno stato di necessità e noi cerchiamo di soddisfare
queste necessità, usando dei fattori:
1-ciò che abbiamo a disposizione, concetto di capitale (che non è solo il denaro)
2-lavoro, attività di manipolazione e trasformazione della realtà per renderla più funzionale alla
soddisfazione dei nostri bisogni (pezzo di legno in sedia).
Capitale e lavoro sono i due grandi fattori utilizzati per soddisfare i bisogni. Le cose valgono
perché servono, sono utili alla soddisfazione del bisogno.
• Nel 1954 Maslow individua una scala dei bisogni, in stretto rapporto gerarchico, che motivano
comportamenti anche economici:
• B. siologici (fame, sete, riposo ...): oggi poco motivanti perché in linea di massima quasi
completamenti soddisfatti
• B. sicurezza (assistenza medica o previdenziale)
• B. associativi (stare insieme ...) motivano comportamenti sociali
• B. di stima sociale (de nire la propria identità, emergere rispetto all’ambiente circostante,
conquistarsi la stima degli altri...)
• B. autorealizzazione (autostima, completa a ermazione delle proprie capacità potenziali ...)
I bisogni umani, attività umana e risorse disponibili
• Per appagare bisogni (e aspirazioni) sono necessarie risorse-beni di qualunque specie
• Problema:
• I bisogni sono illimitati, per numero, specie e ricorrenza
• Le risorse (beni), necessarie per appagare i primi, sono limitate
• Si tratta allora di fare delle scelte (decisioni) di convenienza «economica»:
- Decidere quale bisogno da soddisfare
- Decidere l’utilizzo quali-quantitativo delle risorse
- Decidere se scambiare le risorse
- ...
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La combinazione di risorse: azienda
• Le risorse limitate sono suscettibili di di erenti impieghi = possono essere di erentemente
combinate (attraverso scelte economiche)
• Le scelte concernono la convenienza, le opportunità, le possibilità di utilizzo, le modalità di
utilizzo (i processi)...
• In campo economico (produttivo) la combinazione di risorse può avvenire in una struttura
complessa = «AZIENDA»
• AZIENDA = strumento dell’umano operare in campo economico (G. Ferrero)
• L’azienda quale combinazione di risorse è «luogo» di scelte economiche. L’azienda è il luogo
tipico in cui si svolge attività economica, cioè in cui si fanno scelte di convenienza, valutazione di
opportunità, si svolgono processi per ottenere beni o servizi che soddisfano l’uomo. In questa
prospettiva l’azienda è lo strumento dell’ umano operare in campo economico. L’uomo usa cose,
lavoro, si organizza e si specializza, si istituzionalizzano attività e processi tipicamente economici,
per operare in campo economico. L’uomo ha sentito naturale creare e usare questo strumento,
questa istituzione il cui scopo ultimo è la soddisfazione di bisogni. Creare cose, beni e servizi che
valgono perché soddisfano bisogni.
22/09/22
Le risorse dell’azienda
• Le risorse che caratterizzano l’azienda sono riconducibili a due grandi categorie:
• CAPITALE (capitale nanziario e materiale)
• LAVORO (capitale umano)
• Occorre ricercare la loro più e cace ed equilibrata combinazione per il conseguimento di un
pre ssato scopo
• Scopo: creare (aumentare) valore delle risorse
• Le particolari risorse che utilizza l’azienda, rende la stessa un fenomeno sociale
L’azienda
• L’azienda quale “strumento”: sembra una visione restrittiva
• L’azienda è qualcosa di più = è un “organismo” (cioè composta da persone) e una “istituzione”
della società civile. L’azienda è un qualcosa che vive, non è solo un patrimonio da amministrare.
• L’uomo è sicuramente centrale nelle decisioni economiche, ma l’azienda si distingue dai singoli
individui che la compongono (sia dai proprietari che da coloro che ci lavorano)
• L’azienda acquisisce una autonomia propria e deve avere una propria esistenza nel tempo
(aspetto fondamentale del concetto di azienda)
• L’azienda deve «esistere» anche al di là di colui che l’ha costituita o di coloro che oggi vi
lavorano. L’azienda va oltre l’investimento e l’interesse speculativo dell’investitore.
• Cosa fa un azienda è un fatto che riguarda più persone, anche soggetti esterni, chiamati stake
holder (detentore di interesse).
Ma in che modo si garantisce la “esistenza nel tempo” dell’azienda e perché?
• L’interesse dell’azienda è quello di durare e di soddisfare bisogni.
• L’azienda è un fenomeno duraturo, autonomia e durabilità sono caratteristiche dell’azienda,
l’azienda deve saper giusti care il bisogno della sua esistenza.
• Innanzitutto l’«esistenza nel tempo» deve avvenire in piena autonomia, non dipendendo da
«aiuti/sovvenzioni» di altri soggetti o di altre istituzioni (soprattutto pubbliche).
• Deve essere garantita dalle proprie forze: l’azienda deve utilizzare (combinare) le risorse, con
l’obiettivo di generarne di nuove di maggior valore
• Con la sua esistenza nel tempo, l’azienda dà lavoro, crea valore, distribuisce ricchezza, accresce
il benessere collettivo
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Ma allora come potremmo de nire l’azienda?
Se tutti concordano sui principi generali: ossia «esistenza nel tempo», «autonomia», «economicità
(capacità di generare valore)», meno d’accordo sono sul ricercare l’elemento centrale e fondante
dell’azienda
La de nizione di azienda non è una de nizione chiusa, anche nel diritto questo accade, perché le
aziende sono in continua mutazione.
Due grandi loni di studi che hanno condotto a due teorie principali sul concetto di azienda:
1. Teorie organicistiche: (l’azienda equiparata ad un organismo) per le quali è l’uomo l’elemento
centrale nel concetto di azienda, quale arte ce della combinazione delle risorse e delle decisioni
economiche
2. Teorie dinamiche: (l’azienda considerata più come un fatto gestionale) per le quali l’aspetto
fondante è la combinazione delle risorse e dei fatti con cui si sviluppa l’attività delle aziende
(gestione). L’uomo è una risorsa dell’azienda che va «combinata» con le altre
((l’azienda è un sistema, un istituzione, ovvero un insieme di principi, di concezioni, di valori,
condivisi che condizionano e in uenzano la società. un istituzione è un valore condiviso, è un
sistema anche di relazione, è riconosciuto dalla società come un qualcosa che vale.
istituzione rivolta a svolgere tipicamente attività economiche e non è il semplice a are.))
UNA POSSIBILE CLASSIFICAZIONE (G.FERRERO) caratteristiche di
1. C’è un gruppo di de nizioni che considera più cruciali nell’azienda le
statico-strutturali, l’azienda come un organizzazione, persone organizzate. Nell’azienda un
aspetto statico-strutturale c’è. i caratteri dinamico
2. Un altro gruppo di de nizioni: credono che ciò che la quali ca di più sono
operativi, l’azienda è la gestione, ciò che connatura e ciò che unisce, in tutte le aziende c’è un
problema di procacciamento, di creazione.
Produrre non vuol dire solo trasformare in senso tecnico. caratteri ri ettenti e
3. Un gruppo di de nizioni, molto legato al secondo, da particolare rilievo ai
la durabilità, l’azienda come fenomeno di tempo. funzione sociale
4. Un quarto gruppo di de nizioni, in cui il focus è sulla dell’azienda e questa è
concepita come un centro di interessi diversi tra di loro non sempre convergenti, l’azienda non è
un fatto privato del proprietario, l’azienda ha una responsabilità verso gli stake holder, l’azienda
deve rendere conto alla società.
Il concetto di azienda secondo G.Zappa
• Prima de nizione: coordinazione economica in atto, costituita e retta dall’uomo per il
raggiungimento di un ne (1926)
• Seconda de nizione: Istituto economico, destinato a perdurare che, per il soddisfacimento dei
bisogni umani, compone e svolge in continua coordinazione la produzione e il procacciamento e il
consumo della ricchezza (1960)
Elementi della seconda de nizione
• Cosa è l’azienda: istituzione della società civile che si occupa di aspetti economici
• Condizione a nché si possa parlare di azienda: esistenza nel tempo
• Fine per cui l’azienda viene istituita: soddisfare i bisogni umani
• Cosa fa l’azienda: produce e distribuisce oppure consuma ricchezza creata con la sua attività
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GLI ELEMENTI DELL’AZIENDA
Possiamo individuare meglio gli elementi necessari costitutivi per cui si può parlare di azienda.
L’azienda di sicuro è un organizzazione di cose e persone gestite, c’è un sistema di operazioni in
cui sono coinvolte cose e persone.
Oggetto economico:
1- svolgimento di attività economica, l’attività svolta deve essere di tipo
economico, c’è un problema di uso delle risorse per la creazione di altro, non vuol dire che le
aziende si devono costituire con uno scopo economico, ma ha anche una dimensione economica.
Composizione sistemica, dinamica, aperta:
2- si tratta di una realtà complessa, in continuo
divenire, formata da molteplici elementi, in cui tutte le parti sono tra loro continuamente
coordinate nel rapporto bidirezionale con l’ambito esterno.
L’azienda vive una dimensione inevitabilmente sociale, dipende dall’esterno.
Finalismo:
3- l’azienda serve a soddisfare bisogni quindi a creare valori, creano cose che servono
e per questo valgono.
Rispetto delle condizioni di equilibrio:
4- deve sopravvivere e quindi deve rispettare condizioni
di equilibrio, in anzi tutto economico nan
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