22 e 23 Febbraio
Struttura > parametri interni alla lingua
Usi/contesti > parametri esterni alla lingua
Levinson vuole indicare con pragmatica gli aspetti di struttura linguistica e i principi d’uso e
comprensione della lingua >
William Labov
Molto spesso utilizziamo parola e termine come se fossero sinonimi, in realtà termine ha un
campo semantico definito e si pone in un rapporto biunivoco con un concetto, lo disegna.
Trova il suo significato specifico (che non è soggetto a denotazione) nel suo specifico
ambito.
La parola invece trova il suo impiego nella lingua comune, quindi la potenza semantica della
parola si svolge anche su piani ulteriori rispetto alla connotazione, attraverso dei tratti
semantici che cambiano nel tempo e che sono soggetti ad interpretazione di chi partecipa
all’atto linguistico.
Piano denotativo >
Piano connotativo > es. linguaggio poetico e pubblicitario > trasferiscono un significato
metaforico alla parola anche se da un punto di vista fonologico non cambia nulla.
La potenza semantica > […]
La precisione è una delle principali caratteristiche dei linguaggi specialistici.
Primo sistema di segni che danno un indicazione univoca e che fissano dei parametri certi
nasce nella fine dell’800.
Come linguisti ci interessano: il legame tra prestigio e lingua,
Vestiamo un ambito linguistico a seconda dell’ambito in cui interagiamo. Tutto ciò avviene
perché abbiamo uno standard di riferimento.
Charles Morris
Indaga i segni esclusivamente linguistici. Per lui la pragmatica è lo studio della relazione dei
segni con gli interpretanti. Identifica la pragmatica differenziandola dalla sintassi.
Relazione paradigmatica >
Relazione sintagmatica >
[…] 7 Marzo
Strategie di cortesia > si legano alla pragmatica della comunicazione perché ne sono uno
snodo, ci consentono di analizzare in maniera tecnica le conversazioni e capire come
funzionano o non funzionano le conversazioni online.
Considerate strategie di cortesia > “faccia” da Erving Goffman, nel 55 esce “On face work,
Analysis (?)”, non siamo nel campo della linguistica bensì della sociologia; propone una
analisi degli elementi che lui definisce “rituali” dell’interazione sociali, li definisce così perché
la ritualità poggia su un insieme di elementi dei quali si compongono i riti, che dal fatto di
comporsi in un certo modo creano delle aspettative a chi ne partecipa, che restituiscono una
riconoscibilità a quegli schemi. In italiano, infatti, è stato tradotto con “Il rituale della
interazione”. Nell'impostazione di goffman c’è già l’idea che ci si debba rifare ad un giudizio,
e, nel momento in cui si partecipa ad una conversazione si utilizza una faccia, che può
essere positiva o negativa. Le strategie di cortesia, evidentemente, mirano a salvaguardare
entrambe le facce. Sono giustificate da strategie di cortesia le forme di attenuazione come
esitazioni, mitigazione ossia
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