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Devianza e criminalità

Devianza

1) Ogni comportamento considerato inaccettabile dalla maggioranza della gente e che comporta una risposta collettiva di carattere negativo.

2) Ogni atto, credenza o tratto che viola le norme convenzionali della società e che determina una reazione negativa da parte della gente.

Punti in comune tra le due definizioni: la devianza è qualcosa che nega un valore, viola una norma sociale, è in contrasto con un’aspettativa condivisa; sono le persone che definiscono qualcosa come inaccettabile, lo disapprovano e lo condannano. C’è un ruolo svolto dalle persone nella definizione di ciò che è deviante e ciò che non lo è.

Differenza tra le due definizioni: per la prima definizione deviante può essere solo un comportamento, mentre per la seconda definizione deviante può essere anche una credenza o un tratto di una persona (devianti sono anche coloro che hanno convinzioni religiose diverse dalla maggioranza delle persone o anomalie fisiche che li distinguono dagli altri).

Devianza cognitiva: una o più persone hanno convinzioni, idee, principi, concezioni della vita e del mondo che violano una regola o una norma e che vengono considerati inaccettabili dalla maggior parte della gente.

Esempio: devianza legata alla sfera religiosa.

Un gruppo ristretto che ha fede religiosa diversa da quella condivisa dalla maggior parte delle persone è considerato deviante.

Esempio: chi crede negli UFO è considerato deviante.

Un altro tipo di devianza è quella legata ai tratti fisici.

Ne esistono due tipi:

  • Tratti che violano le norme estetiche di altezza, peso, lineamenti, colore della pelle e capelli (esempio: albini, nani).
  • Limiti nella capacità di camminare, vedere, udire.

La devianza legata ai tratti fisici era più diffusa e considerata come tale decenni fa, quando persone con carenze fisiche evidenti erano discriminate e isolate.

Handicap fisici considerati conseguenze di colpe morali.

Presupposti della devianza

Perché un comportamento sia deviante, il presupposto essenziale è che esista un complesso di valori, norme, aspettative condivise dalla maggior parte delle persone che vivono in un determinato paese (valori: fini ultimi dell’azione; norme: regole da seguire per realizzare un valore; le regole sono i mezzi che prescrivono o vietano dei comportamenti in vista di un fine).

Esempio: la norma che vieta il furto discende dal valore della proprietà.

Deviante non è qualcosa di raro, insolito e poco comune, ma qualcosa che viola una norma sociale ed è disapprovata e condannata dalla maggior parte delle persone. La frequenza di un atto non coincide con la sua accettazione sociale (raro è diverso da deviante, diffuso è diverso da non deviante). Se tanti commettono il reato di furto non significa che rubare non sia deviante. Non bisogna quindi confondere la frequenza di un comportamento con la sua legittimità.

Tre tipi di norme (Sumner 1906)

  • Norme d’uso: buone maniere (modo di vestirci, di stare a tavola, indicazioni che la maggior parte delle persone svolge in maniera automatica nel corso della vita quotidiana). Violare una norma d’uso può comportare sanzioni informali (se mangio con le mani al ristorante non vado incontro ad una sanzione vera e propria come una multa o la reclusione; vado incontro a sanzioni informali, come sguardi di disapprovazione).
  • Norme morali: toccano la sfera morale (esempio: non dire bugie, non bestemmiare, non uscire per strada nudi). Violare una norma morale può comportare sanzioni più severe, ma si tratta comunque di sanzioni non necessariamente giuridiche.
  • Norme giuridiche, stabilite da un’autorità politica (norme contenute, ad esempio, nel codice penale o civile). Violare una norma giuridica prevede sanzioni formali. Se si commette un illecito amministrativo ci sarà una violazione degli obblighi nei confronti della pubblica amministrazione; un reato è una violazione delle norme contenute nel codice penale.

Norme diverse prevedono sanzioni diverse qualora dovessero essere violate.

Norme, devianza e criminalità

Solo una piccola parte degli atti devianti è un reato, mentre la maggior parte dei reati sono anche atti devianti.

Un comportamento deviante viola le norme sociali (norme d’uso e morali). Un comportamento criminale viola le norme giuridiche/penali di un paese. Non tutti gli atti devianti violano norme giuridiche e penali.

Esempio: se a tavola mangio con le mani non faccio comportamento criminale, ma commetto atto deviante.

Devianza come concetto relativo

Non bisogna dire che un atto urta la coscienza comune perché è criminale, ma che è criminale perché urta la coscienza comune. Non lo biasimiamo perché è un reato, ma è un reato perché lo biasimiamo (Durkheim 1962, 103).

Ciò che definisce un comportamento deviante è sempre la maggioranza delle persone. Un atto è deviante perché urta la coscienza comune.

La devianza non è una proprietà di certi atti o certi comportamenti. Deriva dalle definizioni e dai significati che i membri della società e di un gruppo hanno e che possono variare nel tempo e nello spazio. La devianza è relativa. Ciò che considero deviante oggi forse non sarà considerato deviante fra qualche anno. Ciò che era considerato deviante anni fa oggi non necessariamente è considerato deviante.

Un atto è considerato deviante solo in riferimento al contesto socio-culturale in cui ha luogo.

La devianza è considerata relativa sotto tre punti di vista:

  • Relatività legata alla situazione: un comportamento può essere deviante in una situazione ma non in un’altra (esempio: se sto in pigiama a casa va bene, uscire in pigiama può essere considerato deviante).
  • Relatività legata al ruolo: uno stesso comportamento può essere considerato deviante o no a seconda del ruolo di chi lo commette (esempio: se un pubblico ufficiale commette un omicidio durante lo svolgimento delle sue funzioni, se l’omicidio viene fatto nel rispetto delle norme di comportamento del pubblico ufficiale, non è considerato un omicidio. Se una persona comune uccide un'altra persona è considerata deviante e verrà sanzionata).
  • Relatività legata al paese e al periodo storico: ogni paese ha le proprie norme, e quindi definisce come devianti o criminali determinati comportamenti. Ogni periodo storico ha le proprie norme.

Nonostante il concetto di devianza sia da intendersi come relativo, ci sono alcuni atti che sono stati condannati sempre e dovunque come devianti: incesto tra madre e figlio e tra padre e figlia; furto ai danni di una persona del proprio gruppo; stupro di una donna sposata; uccisione di un membro del proprio gruppo.

Concetto di stigma

Lo stigma è un attributo profondamente screditante che declassa chi lo ha da persona completa e normale ad una segnata e disonorata (Goffman).

Fasi del processo di stigmatizzazione

  • Scelta di alcune differenze ritenute salienti (es. caratteristiche fisiche, colore della pelle, credenze religiose). Creazione di categorie dicotomiche: tutte le persone sono categorizzate sulla base di queste caratteristiche (ad esempio, un individuo è o bianco o nero). Si classificano le persone in gruppi contrapposti.
  • Attribuzione di stereotipi negativi alle etichette, a determinate categorie di persone (ad esempio ai neri attribuisco ai neri stereotipi negativi).
  • Definizione di separazione tra “noi” e “loro” (persone stigmatizzate).
  • Perdita dello status da parte delle persone stigmatizzate e imposizione di alcune sanzioni (non necessariamente formali ma anche informali).

Reazione allo stigma

Come reagiscono le persone stigmatizzate/devianti allo stigma?

  • Interiorizzazione: le persone stigmatizzate credono allo stigma, lo accettano e lo interiorizzano; se accetto lo stigma sviluppo odio e disprezzo verso me stesso. Lo stigma diventa reale anche per me, credo anche io di essere diverso dagli altri e di conseguenza sviluppo odio verso me stesso.
  • Difesa: alcuni si difendono nascondendo i tratti, gli atti e le idee che suscitano lo stigma.
    • Differenza tra lo screditabile e lo screditato: lo screditabile è quella persona che ha ricevuto uno stigma che non è immediatamente visibile e di dominio pubblico, e quindi riesce a nascondere la causa dello stigma (sono un cleptomane, lo stigma che mi potrebbe derivare non è un tratto immediatamente visibile; il mio essere cleptomane può essere nascosto più facilmente); lo screditato ha invece ricevuto uno stigma a seguito di un tratto considerato negativo facilmente riconoscibile dagli altri (deformazioni fisiche: è più difficile nascondere una deformazione fisica o ad esempio il colore della pelle). Chi ha subito stigma a seguito di un tratto fisico evidente che non può occultare avrà più difficoltà a nascondere il proprio tratto.
    • Alcuni mettono in atto tecniche di neutralizzazione. Chi riceve lo stigma si convince che ci sono buoni motivi per non rispettare la norma, morale o giuridica (si convince di non essere responsabile della propria condizione: chi è sovrappeso attribuisce la colpa di questo suo stato al metabolismo). Comportamenti messi in atto per autogiustificare la violazione di qualsiasi tipo di norma che ha causato lo stigma.
    • Alcuni cercano sostegno e conforto tra coloro che vivono la stessa condizione. Esempio: se sono alcolista frequento alcolisti e cerco il loro sostegno poiché vivono la mia stessa condizione e quindi mi sento compreso.

Organizzazione sociale della devianza

Spesso, per mettere in atto comportamenti devianti o criminali, i soggetti sono portati a creare una rete di aiuto tra persone che si trovano nella stessa situazione per far fronte ai problemi pratici collegati alla commissione degli atti devianti o criminali.

Problemi pratici possono essere, ad esempio:

  • Avere risorse a disposizione per commettere l’atto.
  • Crearsi un’ideologia per giustificare il proprio comportamento: è più facile commettere atto se mi auto-convinco di non stare sbagliando, se riesco a giustificare il mio comportamento.
  • Capacità e necessità di difendersi dagli altri: se commetto un atto deviante o criminale posso andare incontro ad uno stigma. Per sopravvivere necessito di avere un conforto o un sostegno dagli altri, da persone che si trovano nella mia stessa situazione, anch’esse devianti.

Chi commette atti devianti o criminali tende a creare una rete con altre persone che vivono la stessa condizione per fare fronte a questi problemi pratici.

Tabella slide

  • Solitari: per risolvere i problemi pratici contano solo sulle loro forze, non si servono degli altri per fare nulla. Commettono atti devianti o criminali in autonomia. Esempio: stupratori e assassini che agiscono da soli; suicidi (il suicidio è un atto deviante che viola il diritto alla vita).
  • Colleghi: persone che commettono da soli i propri atti devianti, ma si ritrovano nel tempo libero e discutono questioni di interesse comune con altri soggetti devianti. Sono persone che condividono una comune subcultura deviante con altre persone devianti e che hanno una frequentazione reciproca con altri devianti, ma che commettono gli atti devianti da soli.
  • Pari: persone devianti o criminali che commettono atti devianti o criminali insieme; non c’è ancora divisione del lavoro, si tratta di pari che hanno rapporti informali ed egualitari, non c’è una estensione spazio-temporale del gruppo. Esempio: bande giovanili, composte di solito da amici, persone che insieme fanno uso di stupefacenti. Non sono organizzate, agiscono insieme ma il livello di organizzazione non è sofisticato e non c’è pianificazione nel lungo periodo.
  • Squadre: sono gruppi di persone che non solo si frequentano, non solo commettono atti insieme, ma sono forme di organizzazione sociale della devianza in cui vi è una divisione elaborata del lavoro tra i componenti, che hanno ruoli definiti. Esempio: gruppi dediti alle rapine in banca. Sono gruppi organizzati (persona che sta in auto, persona che fa da palo, persona che tiene in ostaggio gli utenti della banca, persona che si occupa di aprire la cassaforte e prelevare il denaro). Non c’è però una dimensione di estensione spazio-temporale dell’azione.
  • Organizzazioni formali: è la forma più complessa di organizzazione sociale della devianza; al pari delle organizzazioni legali, cercano di raggiungere i loro scopi organizzando nel dettaglio il lavoro dei singoli componenti. Cooperazione per lunghi periodi di tempo, c’è una struttura gerarchica chiara, il livello di organizzazione è molto elevato.

Queste cinque forme di organizzazione sociale della devianza sono modi con cui i devianti e i criminali possono decidere di organizzarsi per affrontare problemi pratici nella commissione degli atti devianti o criminali.

Controllo sociale

Come mai non tutti sono devianti o criminali? Perché esiste il controllo sociale, che è l’elemento essenziale che fa sì che la maggior parte della popolazione rispetti le norme e le aspettative condivise.

Senza il controllo sociale probabilmente saremmo tutti devianti o criminali.

Esistono due tipi di controllo sociale:

  • Controllo sociale interno: socializzazione. Processo attraverso cui ogni società trasmette a coloro che vi entrano per la prima volta (neonati, immigrati) una cultura, ovvero il suo insieme di valori, norme e aspettative condivise. Esiste una socializzazione primaria (avviene nei primi anni di vita, è responsabilità dei genitori o di persone che si occupano dei bambini nei primi anni di vita. L’obiettivo è di dare ai bambini competenze di base che consentano di vivere in armonia nella società. I genitori hanno un ruolo nell’educazione di base, nell’insegnamento delle buone maniere. Trasmissione delle norme d’uso) e una socializzazione secondaria (si ha quando la persona inizia ad entrare, per esempio, nell’ambito scolastico, quando inizia ad interfacciarsi con persone che hanno ruoli diversi. L’obiettivo è di trasmettere competenze specifiche per lo svolgimento dei vari ruoli sociali). La socializzazione richiede un’interazione continua, con genitori, insegnanti, amici, parenti, ecc.

Grazie alla socializzazione una persona apprende il contenuto delle norme e le interiorizza, le fa proprie, le trasforma in norme morali. L’interiorizzazione delle norme è un passaggio essenziale, poiché nel momento in cui le persone interiorizzano le norme le percepiscono come giuste e naturali. Se percepisco una norma come giusta tendo a non violarla.

L’obiettivo della socializzazione è di arrivare a un’interiorizzazione delle norme. Deviante è il comportamento che viola una norma d’uso e una norma morale; perché norme d’uso e norme morali non vengano violate, devono essere interiorizzate.

Il controllo sociale interno in diversi casi non è sufficiente a garantire che nessuno metta in atto comportamenti devianti. Quindi subentra il controllo sociale esterno.

  • Controllo sociale esterno: riguarda punizioni e ricompense. Riguarda quindi le reazioni sociali alla devianza.

Le punizioni sono atti e comportamenti che scoraggiano atti, credenze o tratti devianti. Le ricompense invece hanno l’obiettivo di incoraggiare l’adesione alle aspettative sociali. Sia punizioni che ricompense possono essere formali o informali. Punizioni e ricompense formali sono espressioni ufficiali e scritte da parte dello stato o di altre organizzazioni/istituzioni (scuola, chiesa, impresa ecc); punizioni e ricompense informali sono invece reazioni non ufficiali e non scritte, generalmente date dai gruppi primari.

Esempi: tabella slide controllo sociale punizioni ricompense.

Grazie al controllo sociale interno o esterno la maggior parte delle persone rispettano le norme.

Criminologia e ricerca criminologica

Modalità di fare ricerca in ambito criminologico

Criminologia: studio scientifico della criminalità, del delinquente (soggetto che commette l’atto criminale) e del comportamento criminale. Adotta un approccio scientifico allo studio del comportamento criminale.

Oggetto di studio: si allarga al comportamento deviante.

Deviante è il comportamento che va contro aspettative, valori e norme condivise dalla maggior parte della popolazione che abita un territorio. La criminalità è il comportamento che viola una norma penale.

Devianza è un concetto più ampio di criminalità. Per essere deviante non serve necessariamente violare una norma penale, basta comportarsi in modo diverso dalla maggior parte della popolazione.

La criminologia studia natura e dimensione del crimine, i diversi tipi di criminalità, le cause della criminalità, le cause del comportamento antisociale, la reazione sociale; quindi studia tutto quello che ruota attorno al concetto di criminalità e devianza.

La criminologia è una disciplina integrata, cioè trae la sua conoscenza da diverse discipline, quali sociologia, psicologia, diritto, scienza politica, biologia (integra discipline diverse). I criminologi possono avere formazioni molto diverse, e possono contribuire allo studio scientifico della criminalità in modi completamente diversi. È una disciplina multifattoriale, cioè per spiegare il comportamento criminale e deviante si basa su una molteplicità di fattori; la società è complessa, quindi anche le cause, la spiegazione e gli effetti del comportamento criminale sono complessi e quindi richiedono più fattori per essere spiegati; non c’è un unico elemento che spiega criminalità e devianza, ma ci sono più fattori, di natura sociale, psicologica, culturale.

Legame tra teoria e ricerca: il criminologo elabora teorie, adottando approcci diversi in base alla sua formazione, ma queste teorie devono es

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Scienze giuridiche IUS/17 Diritto penale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher danif di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Criminologia e giustizia penale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Mancuso Marina.
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