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Comunicazione politica

1° lezione 8/3/22

I libri sono: Introduzione alla comunicazione politica, Fazzoleri; La politica in prima persona.

La comunicazione politica si pone in opposizione alla guerra. Il suo tema coinvolge anche chi non è interessato alla politica, e tratta delle relazioni tra il sistema dei media e il sistema della politica, che si definisce in modi diversi in base ai tempi e ai luoghi.

È strettamente connessa alla democrazia, infatti non si può parlare di comunicazione politica in contesti che non sono democratici. Nei sistemi autoritari/dittatoriali non esiste una vera comunicazione politica, ma esiste la propaganda.

Qual è la differenza? La propaganda ha un obiettivo di manipolazione, cioè nel momento in cui si informano i cittadini l’obiettivo non è quello di permettere loro di formarsi un’opinione, ma di sostenere le tesi del potere.

Tra comunicazione politica e propaganda c’è la stessa differenza che c’è tra persuasione e manipolazione: nella prima si cerca di convincere qualcuno pur rispettando il proprio punto di vista, nella seconda si cerca di convincere qualcuno di avere un vantaggio per loro quando invece è un vantaggio per se stessi.

La manipolazione ha l’obiettivo di far passare un messaggio come un vantaggio per il destinatario e non per l’emittente.

Il concetto di com.pol. è legato alle dinamiche della persuasione, della negoziazione e al modo in cui si articolano le relazioni tra gli attori all’interno dei sistemi democratici. Il resto è propaganda, che contrasta le posizioni contrarie con la forza.

In qualche modo tutta questa storia è legata alla teoria delle echo chambers, che riguardano anche fake news e disinformazione.

2° lezione 9/3/22

Quando parliamo di comunicazione politica parliamo di interazione tra sistema mediale, politico e sistema di elettori. Quindi studieremo i discorsi politici, il discorso del giornalismo e le opinioni dei cittadini sulle questioni di tipo politico.

Lo studio della com.pol. comincia negli USA e molti studi sono stati sviluppati da studiosi statunitensi ma possono essere utilizzati anche per la situazione italiana.

La com.pol. è un ambito interdisciplinare: quando la studiamo facciamo riferimento a molti concetti che vengono da altri ambiti. Per sintetizzare l’interdisciplinarietà si fa riferimento a due ambiti: gli studi della comunicazione e gli studi della politica.

Dal punto di vista della politica si fa riferimento alla scienza, sociologia, storia, filosofia e marketing politico.

Per l’aspetto comunicativo i contributi vengono dalla sociologia, la storia dei media, la semiotica, la retorica, la dialettica ecc.

Il nostro approccio sarà tramite la sociologia della comunicazione. Gli oggetti della com.pol. sono i contenuti prodotti, analisi dei testi politici, sia scritti sia parlati, ma anche la forma con cui questi contenuti vengono prodotti, come i video vengono realizzati, il modo in cui vengono strutturati e definiti.

Un esempio del modo è quello del M5S, al cui inizio Beppe Grillo si riferiva alla campagna elettorale come ‘tour’, termine preso in prestito dall’ambito dello spettacolo.

Ci interessano anche le pratiche, i rituali politici: che tipo di pratiche vengono messe in atto dagli attori politici. È importante tutto ciò che fa la figura politica, quali rituali mette in atto per rivolgersi al cittadino.

Ci interessa anche il contesto, cioè il sistema politico all’interno del quale la com.pol. si sviluppa: le caratteristiche dei partiti per esempio influenzano molto la com.pol.; anche i diversi sistemi di governo, parlamentare, presidenziale, ecc., influenzano le modalità della com.pol., anche se nel corso del tempo avviene un processo di omogeneizzazione che porta tutti i sistemi politici più o meno sullo stesso livello, ma ovviamente sistemi politici diversi danno origine a modalità di com.pol. differenti.

Anche il funzionamento del sistema dei media influenza la com.pol.: in Italia è fortemente condizionato dalla logica politica, ma esistono altri sistemi influenzati maggiormente da logiche economiche o commerciali.

Un altro aspetto da analizzare è quello degli effetti della com.pol.: molti degli effetti dei media sono stati sviluppati nell’ambito dello studio della com.pol. Questo si può legare agli studi sulla persuasione e a quelli sugli effetti della com.pol. in senso stretto.

Parlando di effetti di com.pol., uno dei punti fondamentali è legato al punto di vista: infatti ogni punto di vista ha un modo diverso di recepire gli effetti della com.pol., in maniera più intensa o meno intensa.

Un’altra cosa che ci interessa è la distinzione tra approcci normativi e approcci empirici. Il normativo è quello legato a quello che pensiamo che un fenomeno debba essere, una costruzione di carattere teorico. Gli empirici sono come le cose stanno effettivamente in un particolare momento e in un particolare luogo.

I concetti dialtipici sono degli strumenti che ci servono per cogliere determinati aspetti della realtà: ci servono degli studi su questi concetti per poter comprendere fenomeni della realtà, tuttavia questi concetti non possono mai cogliere esattamente al 100% la realtà in quanto questa è sempre più articolata e complessa.

La com.pol. è strettamente legata alla democrazia. Il suo sviluppo è legato allo sviluppo di: democrazia e sfera pubblica, che danno vita a libertà di stampa, libere relazioni e giornalismo indipendente che può mettere in atto un’azione di informazione che riguarda l’azione degli attori politici.

Quindi la moderna com.pol. è il risultato di progressi di democratizzazione e di processi comunicativi liberi.

Come principio la democrazia comporta il consenso popolare e il controllo dei governanti, quindi che siano i cittadini ad attribuire consenso ai governanti e che in qualche modo li controllino. È necessaria la divisione dei poteri e la presenza di strutture per lo sviluppo di un’opinione pubblica, nonché una tutela delle minoranze.

La democrazia quindi è un insieme di regole procedurali per la definizione di decisioni collettive, in cui è prevista la partecipazione più ampia possibile degli interessati.

La sfera pubblica è uno spazio simbolico nel quale si collocano un insieme di dinamiche comunicative che daranno origine all’opinione pubblica. Di questo spazio fanno parte tutte le strutture adibite alla diffusione delle informazioni.

La sfera pubblica definisce una serie di condizioni in cui si sviluppano tali dinamiche comunicative, ovvero la partecipazione e gli strumenti di partecipazione: quando gli strumenti erano solo i giornali la discussione era sicuramente più limitata rispetto a quella permessa oggi con i nuovi mezzi di comunicazione, anche a causa dell’alto tasso di analfabetismo.

È importante dire che l’opinione pubblica non è la somma delle opinioni individuali, ma qualcosa di estremamente più articolato.

Un riferimento per la sfera pubblica è Jurgen Habermas, che la definisce come luogo dell’uso pubblico della ragione, ossia il contesto sociale dove i cittadini comunicando l’uno con l’altro possono convincere, essere convinti o formare insieme nuove opinioni.

‘Pubblico’ inteso come aperto a tutti, accessibile, visibile e quindi disponibile al controllo.

Per Habermas è fondamentale l’uso della ragione, cioè l’utilizzo di argomentazioni razionali.

Per Habermas la sfera pubblica nasce da pubblici privati riuniti come pubblico, cioè privati cittadini che si riuniscono per discutere tematiche di interesse generale, con una funzione critica ed emancipativa.

Questa concezione fa riferimento alla nascita della borghesia e al momento in cui cominciano a nascere gli strumenti democratici, e nasce dalla necessità di una regolamentazione dello scambio delle merci. Inoltre, Habermas sostiene che la diffusione dei giornali abbia notevolmente contribuito alla nascita e allo sviluppo della sfera pubblica.

Questa definizione però dura pochissimo, e lascia spazio ad altre modalità di sviluppo della sfera pubblica, perché cambiano le condizioni in cui questa viene ad esistere: tra i cambiamenti più radicali possiamo citare l’avvento della radio e della televisione.

Si sviluppa una sfera pubblica manipolativa e manifestativa, in quanto lo scambio di opinioni avviene sì in pubblico ma non è ovviamente consentito a tutti i partecipanti di intervenire. Gli ospiti nelle trasmissioni hanno il compito di convincere il pubblico a casa.

L’opinione pubblica con funzione critica ed emancipativa viene quindi sostituita da altro, ovvero opinioni personali ecc., diventando quindi opinione pubblica rappresentativa.

Un altro autore importante riguardo la sfera pubblica è Thompson, che fa della visibilità il tema centrale: un attore politico che non è visibile non esiste.

Questo ha delle conseguenze, per esempio nei sistemi di reclutamento degli attori politici: infatti uno dei parametri di reclutamento diventa la capacità di sostenere la propria immagine pubblica.

3° lezione 10/3/22

La politica è

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Seario92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Comunicazione politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Parito Maria Eugenia.
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