Sapere sociale e sociologico
Sapere sociale
Sapere sociale: Il sapere dell'uomo comune, è affidabile e di tutti. Serve per vivere in una società. Ha dei limiti.
Sapere sociologico
Sapere sociologico: Ha anch'esso dei limiti ma serve per superare i limiti del sapere sociale. Come per il sapere sociale, anche quello sociologico fornirà solo delle certezze ragionevoli, non assolute. (Le certezze assolute sono solo della religione o dell'ideologia). Non cerchiamo certezze assolute ma ragionevoli certezze suscettibili anche di superamento. Il sapere sociologico dà un gradino in più di affidabilità, obiettività e universalità rispetto al sapere sociale. Ha delle armi in più.
Limiti del sapere sociale
- La nostra conoscenza è dipendente dalla nostra esperienza. Il limite è legato alla nostra esperienza diretta e indiretta del sapere sociale che abbiamo di fronte. Per quanto grande sia la nostra esperienza, noi abbiamo solo una piccola porzione dello spazio sociale. [Spazio sociale: la nostra cerchia di conoscenti, città dove viviamo in cui ci sono anche zone sconosciute, cultura di appartenenza che è solo una tra le tante presenti nel mondo culturale].
- Il nostro sapere sociale è connesso alla posizione che abbiamo nello spazio sociale. Il nostro sguardo è condizionato, così come dalla religione, ruolo ecc.
- La nostra esperienza è connessa a una dimensione circoscritta nel tempo. La fonte del nostro sapere sociale è schiacciata sul presente mentre la società vive in una posizione temporale diversa in quanto già esisteva.
Risposta del sapere sociologico
- La sociologia come scienza ha un rapporto diretto con la prassi. Il momento conoscitivo e applicativo sono distinti. Il sociologo è un ricercatore. Dà un'immagine della realtà ma non la soluzione.
- La sociologia è consapevole che ogni conoscenza è condizionata dal punto di vista del soggetto. Questa consapevolezza aiuta la sociologia a considerare con cautela ogni punto di vista che viene formulato su un determinato fenomeno.
- Il sociologo sa che il passato pesa sul presente. Sa che la dimensione storica non può essere trascurata nello studio dei fenomeni sociali.
Differenza tra la sociologia e le altre scienze sociali
Scienze sociali: psicologia, antropologia, pedagogia, scienze politiche ecc. La differenza è data dal metodo. Hanno tutte lo stesso oggetto conoscitivo: la società, eppure si distinguono tra loro perché ognuna ne studia un aspetto diverso. La sociologia si occupa di fenomeni suoi quali i gruppi, ecc. "In questo senso qualcuno dice che si occupa di fenomeni residuali non studiati dalle altre scienze". Effettivamente ci sono fenomeni che sono solo oggetto della sociologia e altri no (di altre scienze sociali). Spesso però la sociologia si trova a studiare fenomeni legati anche ad altre discipline es. le imprese economiche, il mercato del lavoro, i processi politici. Ci sono tantissime sociologie es. sociologia della famiglia, sociologia dei processi politici ecc.
Il punto non sta nella delimitazione contenutistica dei fenomeni, cioè la dimensione concreta ma in una dimensione analitica. (Dimensione analitica: una disciplina non è definita da una specifica azione di campo, cioè una classe particolare di fenomeni, ma da una specificazione dei punti di vista in base ai quali è possibile isolare, cioè astrarre, una serie di aspetti che sono ritenuti rilevanti e come tali considerati oggetto di studio). Quindi la delimitazione non è dei fenomeni, a parità di fenomeni ciò che ci interessa analizzare saranno determinati aspetti e non altri, così come a parità di aspetti sarà la lettura che vogliamo dare di quegli aspetti cioè sul piano dell'osservazione e della metodologia. Alcuni fenomeni sicuramente saranno più rilevanti per le scienze sociali rispetto ad altri.
Il punto è che non è la classe dei fenomeni a fare la differenza, per quanto ci siano fenomeni per definizione di più appannaggio della scienza sociologica, ma saranno le caratteristiche di questi fenomeni e la dimensione analitica che si intende considerare che farà la differenza.
Di solito quando prevale una delimitazione concreta di campo, cioè quali fenomeni, per la sociologia come per tutte le altre scienze, scatta la considerazione maggiore della disciplina. Quindi la prima soluzione relativa al rapporto tra sociologia e altre scienze sociali ha a che fare con questa differenza tra delimitazione di campo e dimensione analitica.
Dimensione sociale propria di ogni esperienza
La sociologia, a differenza delle altre scienze sociali, non si occupa solo di singole parti di questa società ma anche del suo insieme. Soprattutto nell'ambito del funzionalismo abbiamo a che fare con un sistema sociale composto da sottosistemi (economico, politico, giuridico ecc.). Quindi tra le scienze sociali e le altre scienze sociali c'è un rapporto di parti e di tutto: la sociologia si occupa di tutto il sistema sociale in cui le altre scienze ne sono dei componenti/delle specificazioni.
Con Comte c'è anche una differenza tra la sociologia e le altre scienze sociali. Infatti, viene prima delle altre scienze. Gerarchia tra le scienze: la sociologia è sovraordinata perché le altre scienze si occupano delle singole parti del sistema sociale mentre la sociologia studia tutto. (Oggi non c'è più questa gerarchia tra le scienze, in base alla mia domanda di studio una scienza può essere più utile di un'altra. Sicuramente resta valida la distinzione tra le dimensioni di esperienza sociale nel senso che indubbiamente la dimensione sociale viene prima di qualsiasi altra dimensione di esperienza e quindi per poter capire la dimensione politica, giuridica, economica ecc. non possiamo fare a meno del suo strato sociale).
Soluzione formale
Simmel ne è l'interprete maggiore. La sociologia è definita non in base a una classe di oggetti propri, cioè delimitazioni di campo, ma in base a una prospettiva analitica. Dall'infinità varietà di fenomeni sociali che possono essere oggetto delle singole discipline va a isolare le forme di associazione, dissociandole dal loro contenuto. La soluzione formale si chiama così perché studia le forme di associazione dei fenomeni a prescindere dal loro contenuto.
Quali sono le forme di associazione? La sociologia dovrà studiare la subordinazione, il dominio, la concorrenza, l'imitazione, l'alleanza, la coalizione ecc. Sono tutte forme di associazione o dissociazione che potranno ricordare qualsiasi realtà. Possiamo conoscere la realtà sociale dissociando le forme dal contenuto e quindi compito della sociologia, a differenza delle altre scienze sociali, sarà studiare questa forma così dissociata della realtà. La sociologia diventa la grammatica del sociale. Non importa quello che vuole dire nel contenuto ma solo la grammatica/la logica. (Paragone con la geometria: non è importante di quale triangolo stiamo parlando ma solo che sia un triangolo).
Nel complesso i confini della sociologia verso le altre discipline sono comunque mutevoli e sfumati. Il sociologo ha sempre la sensazione di varcare i confini delle altre scienze: confini e rapporti interdipendenti. È un'opportunità per la sociologia di avere uno sguardo d'insieme dei fenomeni. Varcare i confini sarà un bene per la capacità di comprensione soprattutto nella nostra epoca della specializzazione (frammentazione del sapere). Invece, la sociologia ha una visione onnicomprensiva del sapere.
Differenze all'interno della sociologia
Tanti sono i punti di vista che possiamo avere dello stesso fenomeno, diverse interpretazioni dello stesso oggetto. Questa suscettibilità di significati e punti di vista, di approcci risulterà più chiara più avanti. Però si può già fare nel fenomeno della devianza: "qualsiasi atto o comportamento, anche solo verbale, di una persona o gruppo, quindi riconducibile al singolo o a un insieme di individui, che viola le norme di una determinata collettività e di conseguenza va incontro a una determinata sanzione". Quindi è un atto che va contro il sistema normativo che viola le norme di una determinata collettività e quindi determina una sanzione tanto più alta quanto più il comportamento è considerato deviante.
Domanda: Perché le persone commettono degli atti di devianza? Es. perché le persone rubano?
Spiegazione biologica
Ha a che fare con le caratteristiche biologiche degli individui. Da sempre i criminali sono considerati degli individui diversi dagli altri, anormali o inferiori. Nel tempo questa spiegazione è stata superata anche se non completamente nel senso che se è vero che oggi nessuno dice più che il criminale è anormale, al tempo stesso sappiamo che a volte questa spiegazione torna (es. differenza di razza e colore) e che spesso noi stessi non ci rendiamo conto di avere quel lapsus ideologico nel valutare le cose come per es. quando in tv vediamo un noto criminale diciamo "guarda che faccia che ha", in quel momento senza rendercene conto stiamo dando una spiegazione biologica. (È poco scientifica ma resiste molto a livello di senso comune e ha fatto molto la storia es. olocausto). Quindi nella storia la concezione biologica ha ricevuto anche un forte determinismo ossia che posto un determinato assunto, in questo caso la corrispondenza biologica (in questo caso tra persona e reato) non ci lasciava spazio all'interpretazione e quindi, determinismo in questo senso, non si lasciava spazio di qualcosa di diverso. Il più noto interprete di questa spiegazione è stato Cesare Lombroso, noto medico psichiatra, che considerava la componente fisica come la causa principale di criminalità (in base alla conformazione del cranio).
Teoria delle tensioni
Teoria più sociologica. Tensione non tra individui ma tra struttura sociale e struttura culturale (valori, modelli di comportamento) esistente in una determinata società. Il contrasto può nascere tra ciò che fornisce l'una e l'altra. La struttura sociale fornisce i mezzi mentre quella culturale i fini. Nel senso che la struttura sociale mette a disposizione i mezzi per perseguire i fini che la struttura culturale indica. Quando si verifica il contrasto si ha una situazione di anomia (come dice Merton sulla scia di Durkheim). Anomia: mancanza di norme poste a regolazione e limitazione dei comportamenti individuali. Non è una mancanza assoluta di norme. Per Durkheim non si sa più cosa è giusto e cosa sia sbagliato e questo crea disorientamento e la devianza è più facile. Quindi la devianza è una conseguenza dell'anomia.
Continua sul quaderno 2 parte della devianza.
Società e sociologia
Cultura e il mutamento culturale
La cultura tende a fissare i modelli della vita collettiva e per questo tende a conservarli. Ma per conservarsi una cultura deve anche mantenere attiva la consapevolezza della sua fragilità. Ogni cultura deve vincere la sfida della stabilità/instabilità di conseguenza la sua sensibilità al mutamento. I fenomeni e i processi tipici di trasformazione culturale che si realizzano nella storia della società (permettono alla cultura la continuità e il mutamento) sono:
- Parallelismo culturale: fenomeno di due culture, totalmente separate tra di loro, che si trovano a sviluppare lo stesso elemento culturale quale esso sia, come può essere es. la stessa scoperta scientifica oppure la stessa trasformazione amministrativa, sia pure in ambiti completamente diversi e estranei uni agli altri o in virtù di cause completamente differenti.
- Diffusione: ha a che fare con quel processo attraverso il quale un determinato prodotto culturale, anche qui quale esso sia, che sia un atteggiamento, che sia un'invenzione, che sia un modello di comportamento, si propaga ad altre culture. Ovviamente diversa potrà essere la ricettività di questo modello, di questo comportamento da parte della cultura ricevente così come potrà essere diversa l'interpretazione di quella determinata innovazione, di quel determinato campo culturale oppure ancora le resistenze che si avranno nei confronti dello stesso.
- Scissione: processo attraverso il quale un determinato contesto culturale si scinde in due o più unità indipendenti e quindi sarà interessante andare a studiare gli elementi che rimarranno comuni e quelli di scissione.
- Convergenza: processo di fusione fra due o più culture in una nuova cultura che sarà diversa dalla precedente probabilmente diversa anche dalla mera sommatoria delle precedenti perché fondendosi queste culture danno luogo a qualcosa sui generis completamente diverso da ognuna delle due e probabilmente anche dalla loro insomma.
Sono tutti processi sociali che noi non studieremo ma che dobbiamo sapere che esistono perché sicuramente rilevano la possibilità della cultura di mantenersi in piedi quindi di continuare ad esistere ma anche mutare e quindi non rimanere per così dire immobile. Un concetto molto importante per capire le dinamiche di funzionamento e mutamento della cultura è il concetto di eredità; la cultura non esisterebbe se non si estendesse nello spazio e direi soprattutto nel tempo e l'eredità ovviamente culturale altro non è che la riproduzione della cultura nel tempo e quindi è l'espressione con la quale si allude ad una trasmissione da una generazione all'altra di un determinato patrimonio culturale.
Questo aspetto è molto importante perché venga mantenuta in vita la cultura. Ci fa capire che la cultura è un'attività essenzialmente di riproduzione costante nel tempo di quelle che vengono appunto definite le forme culturali di generazione in generazione e attraverso principalmente quel fenomeno che chiamiamo tradizione culturale. Ovviamente all'interno di un determinato spazio fisico e sociale. Quindi la cultura è sostanzialmente un'attività di riproduzione, costante nel tempo di certe forme appunto culturali che si tramandano di generazione in generazione attraverso principalmente il ruolo della tradizione all'interno di un determinato spazio fisico e sociale.
Quindi regolare l'estensione, regolare la durata, regolare la distribuzione della cultura così come il suo livello di istituzionalizzazione, sono da questo punto di vista le prime operazioni che si realizzano all'interno di qualsiasi gruppo sociale in cui in un certo senso si cuce il tessuto culturale di quel determinate gruppo. In questo modo lo si sottrae alla mera discrezionalità individuale. Sicuramente la crisi dei valori come anche la crisi delle grandi narrazioni, cioè le grandi ideologie che in passato invece hanno dettato le regole delle letture del mondo, nel senso che i grandi valori e le grandi narrazioni erano in grado di dirci come dovevamo leggere il mondo, sicuramente la crisi dei valori e delle ideologie che le nostre società attraversano ormai da tempo, ha fatto sì che nel tempo fra tutte le coordinate che ogni società potesse avere sul piano culturale, spazio e tempo siano rimaste le coordinate più importanti e quelle che maggiormente tendono ad assicurare l'ordine all'interno delle società.
Sono diventate così importanti spazio e tempo che addirittura ai nostri giorni, se ci fate caso, assumono un carattere feticistico, vuol dire che c'è una di ammirazione e di osservanza di culto di queste categorie concettuali e fenomenologiche che in un certo senso raggiunge livelli quasi sacri e pensiamo per esempio alla dimensione globale del tempo, mentre per quanto riguarda la dimensione dello spazio, siamo stati più abituati nel corso della modernità a concepirlo come importante perché la storia dell'umanità moderna e occidentale è storia di espansione nello spazio a livello planetario, tutta la storia che voi studiate va in quella direzione cioè la direzione non solo delle scoperte scientifiche che diedero vita alla modernità ma anche la storia della colonizzazione di certi territori quindi l'estensione dello spazio è un po' nelle corde della modernità del nostro Occidente mentre più recente e da questo punto di vista più sorprendente è sicuramente il feticismo del tempo, più che dello spazio e feticismo per il quale c'è anche una sorta di paradosso e qual è questo paradosso? È il paradosso dell'autodistruzione nel senso che noi ricerchiamo il tempo per esempio in nome dell'efficienza cioè cercando, coltivando quella capacità di fare e di produrre nel minor tempo possibile o con il minor dispendio possibile di risorse, non solo risorse economiche ebbene più noi tendiamo a voler ottimizzare tutto e a voler essere efficienti in tutto, più vogliamo riempire questo tempo di più attività possibili, perché appunto nella stessa unità di tempo vogliamo fare più cose che sia possibile e quindi anche perché ci nutriamo di questo uomo moderno come multistalking e quindi deve essere versatile rivendibile su tutti i fronti e più inevitabilmente noi decurtiamo questo tempo e quindi più inevitabilmente il tempo ci mancherà proprio perché abbiamo questa sete di fare il più possibile.
Ebbene nessuna società storicamente ha mai conosciuto così tanto come la nostra il senso della mancanza di tempo.
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