Lezione 24 novembre
La comunicazione ha a che fare con scambi e transazioni. La comunicazione è diversa da una circolazione. Abbiamo bisogno di un'infrastruttura che ci permette di entrare in relazione, e una dimensione “flusso” (attraverso la nostra rete passa un dato e in questo modo entriamo in una dimensione flusso). In questo modo creiamo un modello della rete (nodi + flussi, ovvero informazione). La rete ci serve perché ci fa arrivare ad una network society = produttori di conoscenza e di dati: si passa dalle smart cities alle social networks. Le reti sfruttano delle opportunità che Internet ha messo a disposizione. La comunicazione è cambiata: da one to one a many to many. Abbiamo bisogno di tante connessioni sociali.
Prospettiva geografica
Ogni attività economica e sociale è necessariamente geografica. Ogni cosa ha una sua dimensione spaziale. I modi in cui le tecnologie dell’informazione si collegano a spazi e luoghi legati alla territorialità della vita umana: la società umana non può sfuggire al luogo quando struttura le pratiche della vita quotidiana.
- Le rappresentazioni avvengono nello spazio e gli spazi stessi formano delle rappresentazioni.
- Disegni, mappe, edifici: sono istanze di mediazione tra esperienza spaziale, visioni, precondizioni materiali non sempre incluse nelle discipline dei media e della comunicazione.
Ragionando nel rapporto tra comunicazione e reti andremo a vedere la funzione dello scambio della rete che mette in atto e anche un approccio culturale relativo al contenuto del messaggio stesso.
Lezione 25 novembre
Il contesto: ragioniamo in un contesto relativo alla società dell’informazione, definita una società della rete: questo contesto è stato trattato da moltissimi autori, che cominciano a ragionarci dalla fine del secolo scorso: si parla di post moderno e post industriale fino ad arrivare alla network society, o la consuming life.
Tre grandi rivoluzioni
Alla società dell'informazione ci arriviamo attraverso delle fasi, indicate come rivoluzioni:
- Sviluppo dell’agricoltura: popolazione sedentaria con insediamenti stabili. Un periodo che corrisponde anche ad un periodo di mobilità e di spostamenti. Esplorazioni e navigazioni: avvenivano su terra, con tempi molto lunghi e tecnologie molto incerte.
- Sviluppo dell’industria: vide passare il potere delle macchine: l’uomo inizia a possedere la tecnologia per avviare delle produzioni sempre più di massa, che già alla fine dell’Ottocento iniziarono a porsi il quesito del consumo. Cambiano anche i trasporti perché si introducono i mezzi a motore.
- Sviluppo dell’informazione: passaggio dal telegrafo alla radio. Possesso della conoscenza e della trasmissione di informazioni; il potere della rete; terziarizzazione dell’economia → si intende un processo di crescita graduale ed ininterrotto del settore terziario che comporta un cambiamento dei tradizionali rapporti tra i settori economici dell'economia.
Questi tre passaggi corrispondono a dei cambiamenti delle risorse: si passa dalla terra agricola, al carbone, poi al petrolio, fino ad arrivare ad una risorsa alta che è l’informazione. Assistiamo ad una progressiva smaterializzazione, ma non per questo è meno significativo. Questi passaggi hanno trasformato il rapporto tra le società e gli ambienti in cui vivevano:
Industria 1.0: portò ad un abbandono dei campi e un aumento dell'urbanizzazione; Industria 2.0 arriva con l'elettricità: l’illuminazione fu un’innovazione chiave nella vita quotidiana; vennero introdotti anche gli elettrodomestici. Industria 3.0: si fonda sul telegrafo senza fili, la radio, che possiamo definire la prima informazione di massa. La città si consolida, ma si rinforzano anche le periferie e il suburbano. La popolazione è più diffusa e meno accentrata. Siamo agli albori di Internet. Industria 4.0: non sono solo i soggetti umani che si parlano ma anche robot, soggetti robotizzati.
Questi passaggi hanno liberato l’azione dell’uomo da restrizioni sia a causa della distanza ma anche da barriere fisiche (es. Alpi, oceano, condizioni atmosferiche). L’evoluzione nella mobilità e nella movimentazione si sono liberate da tutte queste frizioni. Questi cambiamenti si possono misurare tramite l’occupazione: l'occupazione nelle attività primarie decresce per poi crescere nel settore secondario e terziario, per poi scoppiare nel settore terziario ai giorni nostri. Questi cambiamenti non sono omogenei né nel tempo né nello spazio. Le rivoluzioni non si sono verificate allo stesso tempo, ma sono cambiamenti avvenuti con tempi diversi in diverse parti del mondo.
Terza rivoluzione industriale
Gli anni settanta del Novecento fanno da spartiacque per la rivoluzione introdotta dalle microtecnologie: si mette a sistema ciò che era stato messo in atto almeno venti anni prima. Nel 1970 i computer iniziano a parlarsi tra di loro: si comincia a distribuire cavi e fibre ottiche; si lanciano i primi satelliti. Nel mondo delle telecomunicazioni, la capacità di memorizzazione aumenta e diminuisce il costo di esso. Castells dice che una rivoluzione tecnologica basata sulle tecnologie dell'informazione sta cambiando le basi materiali della società: parla delle economie che sono diventate interdipendenti. I punti chiave sono una rivoluzione tecnologica, energetica e nelle mobilità: tutto questo ha effetto sul nostro panorama economico di riferimenti: si tratta quindi di un’economia globale e interconnessa in un sistema di geometria variabile: le interdipendenze avvengono contemporaneamente a scale diverse. La rivoluzione dell'informazione è stata inserita in tutti i vari settori: servizio informatizzato, agricoltura informatizzata.
Caratteri information era
Società informazionale: Dove la competitività di unità dipendono dalla capacità di generare, elaborare e applicare con efficienza l’informazione: migliorare l’efficienza produttiva. L’uso dell’informazione è rivolto a ridurre i costi, o ad aumentare i mercati, oppure essere più competitivi. È l’informazione che diventa mezzo ma anche prodotto. Globale: le componenti delle attività economiche sono organizzate su una scala globale. In rete: l’economia deve essere sempre di più connessa: l’informazione diventa la materia prima.
Caratteri del nuovo paradigma
La rete è il modello di riferimento. Il paradigma della rete permette una flessibilità maggiore: utilizziamo delle esternalità di rete: queste reti si consolidano quando hanno un numero elevato di utenti. Grazie alla rete si hanno convergenze di tecnologie in un sistema integrato: es. distribuzione dell'energia elettrica. La tecnologia digitale fa sì che sia integrata in altri settori. L'information age è organizzata in rete. La rete a cui pensava Castells è la superhighway degli anni Novanta: idea di una comunità globale.
McLuhan: il pensiero di villaggio globale: il mondo diventa piccolo ed ha assunto di conseguenza i comportamenti tipici di un villaggio. Il media diventa il messaggio, il mezzo stesso di comunicazione è in sé la comunicazione. Questa idea della condivisione e della comunità globale viene ripresa da un saggio (vedi su Moodle).
L’era dell’accesso
Da un’economia dominata dal mercato e dai concetti di bene e proprietà, verso un’economia dominata da valori come la cultura, l’informazione e le relazioni. Si passa dall’homo oeconomicus all’homo empaticus. Nuova economia → informazionale, globale, interconnessa. Capacità di elaborare informazioni; produzioni organizzate su scala globale, su reti di agenti economici diversi (imprese globali); decentramento e specializzazione.
Lezione 27 novembre
L’era della rete è un momento in cui nasce una nuova economia. Le telecomunicazioni hanno sempre dato vita a dei cambiamenti. Le caratteristiche della net economy sono che il vantaggio di stare nella rete sono delle esternalità della rete stessa, che fa da tramite ad una serie di comportamenti che vengono utilizzati come tramite per innescare dei processi produttivi più efficienti. La rete è vista come un mezzo che ci permette di ridurre costi di produzione ecc. Entrare a far parte di una nuova economia presuppone degli investimenti, sia in capitale fisico (innovazioni di tipo materiale) e sia in capitale umano (forza lavoro qualificata). Una net economy si introduce in settori specifici che produce comunicazione e informazione. In questo contesto sia le risorse di calcolo che quelle di informazione hanno avuto dei costi decrescenti. La rete presuppone l’adozione di modelli diversi che sono modelli che non funzionano tanto sul controllo (modello top down) ma sono modelli che funzionano tramite l’interazione e una condivisione di beni intangibili. La rete è di per sé un modello fluido, e questa fluidità ci permette una certa flessibilità. I cambiamenti veloci implicano un cambiamento degli attori della rete.
Quando parliamo di new economy pensiamo a:
- Una new economy di settori che producono mezzi di calcolo e di comunicazione;
- Una new economy che punta ad una rivoluzione nelle relazioni: interazione tra produttori e consumatori (es. Amazon), interazioni peer to peer;
- Una new economy che riguarda la conoscenza, che non è solo un prodotto della new economy, ma anche modalità di elaborazione e uso della conoscenza che si basa sulla manifestazione di un effetto moltiplicatore.
Più grande è la rete e maggiore sono le potenzialità e l’efficienza della rete stessa.
Settore industriale
Passaggio dal castello alla rete: castello (entità chiusa e poco scambio con l’esterno: impresa fordista e impresa industriale tradizionale: entrava il prodotto grezzo ed usciva il prodotto finito). Grazie all’industria delle reti, l’unità si è frantumata in molti nodi. I nodi non hanno lo stesso peso. Il funzionamento della rete sta nel fatto che questi nodi collegati sono funzionanti proprio per questo. Nel modello centralizzato ci sono i rapporti di dipendenza: tutto dipende dal centro. Nel modello decentralizzato la rete ci permette di frantumare il castello e di riposizionare le diverse fasi produttive. Il modello distribuito è il modello democratico per eccellenza.
L’impresa rete funziona perché si può delocalizzare la propria organizzazione in più paesi (es. multinazionale): avremo un nodo centrale che avrà una funzione decisionale: le funzioni produttive qualificate vengono poste in semi-periferia; le funzioni produttive standardizzate le pone in una periferia più lontana. L’impresa-rete sceglie dove mettere radici però questa organizzazione suggerisce l’idea di una rete pervasiva ma la localizzazione è piuttosto selettiva.
Reti della logistica
È un insieme di momenti che orchestrano distribuzione, approvvigionamenti, organizzazione di magazzini, ecc. La logistica è legata ai grandi colossi mondiali, che si posizionano in luoghi strategici.
Le regioni logistiche: In Francia si distinguono l’Ile de France e Lione, in Germania la regione della Westfalia e di Francoforte, in Spagna gli hinterland di Madrid e Barcellona e in Italia il nodo di Milano. In Europa il Golden Triangle costituito dai nodi di Anversa, Ghent e Bruxelles, nell’offerta di servizi logistici concentrati in hub.
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Sociologia dei gruppi e delle reti sociali - appunti
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Appunti del corso Media e Reti Sociali (I modulo), Prof. E. Locatelli
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Appunti - Media e reti sociali, M. Tarantino
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Appunti di Lessico delle scienze politiche, sociali e internazionali - Appunti di Lessicologia