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Laboratorio A, pedagogia generale

07/11/2022 Paola Marcialis

Che cos'è l'educazione?

Ripresa di tutte le definizioni che il Barone ci ha dato, tra cui quella di dispositivo (presa da Ricky Massa), dispositivo che produce certi effetti pedagogici. Tutte le nozioni che ci vengono date servono per creare in noi un’apertura del nostro sguardo, serve per affinarlo. Massa ha dato anche una certa importanza alla materialità e all’immaterialità, che agisce su di noi, come un insegnante ha degli effetti educativi e formativi. Un esempio di materialità, a scuola, era la campanella, che misurava il tempo e quindi scandiva la giornata in un certo modo. Tutti siamo abituati a pensare che la campanella misuri il tempo e crediamo alla campanella, siamo sicuri che quella stia scandendo il tempo. Gli oggetti hanno una forte potenza educativa, e, in base a come vengono usati, producono degli effetti diversi tra loro.

Io ho un motivo (o più) ben preciso per la quale sono qui, in quest’aula. A causa della mancanza di educatori, è stata istituita la legge Iori, che permette a chi non ha una laurea di educare in alcuni asili, purché abbiano fatto almeno il liceo delle scienze umane; questa legge ha tolto un sacco di spazio anche agli psicologi. Gli psicologi sono molto arrabbiati perché non possono più avere un lavoro da affiancare al mettere in piedi uno studio psicologico. Purtroppo lo stipendio degli educatori è irrisorio.

L’obiettivo di Massa era quello di curare lo sguardo pedagogico. Lui pensava: quando si guarda una situazione educativa, si cerca di guardare quattro cose:

  • Elementi contestuali - Spazio, corpi, oggetti (spesso mediatori), tempo (utili o meno); queste dimensioni hanno un livello visibile e l’altro invisibile; la campanella è un lamento funzionale, utile alla scena, perché l’educazione è qualcosa di costruito per raggiungere certi effetti (porta nel reale quegli elementi che rendono l’idea che è finta). È interessante pensare che l’educazione si possa affiancare al teatro (esempio: era importante avere il grembiule uguale a scuola).
  • Affetti - Pervadono tutto: persone, oggetti, cose, istituzioni (esempio: quando si entra in un bar e si dice 'quanto fa tristezza sto bar oh'); regolano molte cose, come le dinamiche di gruppo, le cose alla moda o meno. Alcuni sono visibili, altri sono invisibili, e quelli invisibili si possono vedere tendenzialmente tramite la conoscenza.
  • Significati - Noi andiamo in giro per il mondo pieni di teorie, e questo è anche scritto nelle cose (esempio: fare il caffè implica attraversare fisica, chimica, ma noi quando ci facciamo il caffè alla mattina, non pensiamo alla dimensione chimica, anzi è già tanto se pensiamo). Sono tanti e si rifanno alla scuola di psicologia cognitiva (di Bruner): essere predisposti a pensare ad alcune teorie e altre meno (perché la routine ci fa lavorare in modo frenetico e non ci fa fermare a pensare). È importante pensare all’elemento culturale della persona che educhiamo (esempio: in oratorio le porte sono aperte a tutti i bambini di religioni diverse).
  • Strategie - Quello che dobbiamo imparare a fare, e cioè montare delle scene educative per raggiungere determinati effetti. Dispongono e ridispongono in maniera tale da produrre degli effetti (come l’architettura di un’aula). Le strutture pedagogiche sono importanti.

Questi quattro gruppi contengono sia elementi visibili che invisibili (anche ambivalenti). Noi abbiamo un’esperienza comune da mettere sotto il nostro sguardo? Sì, una storia, in cui ogni gruppo ci vede cose diverse. Il lavoro di dare significato è sempre diverso (per esempio rivedere un episodio di una serie TV ha sempre degli effetti diversi su di noi, è come se ci raccontasse una storia sempre diversa). Il fare mi chiama, ma il fare è sempre molto pensato.

Per fare questo lavoro, abbiamo bisogno di una storia comune. Regole che ci impone la docente:

  • A-valutatività - Non ci interessa se sia bello o brutto, giusto o sbagliato, buono o cattivo, il significato che dà una persona.
  • Referenzialità - Non parlare di assoluti, ma di situazioni concrete (Massa ci dice di essere referenziali -> parlare di una scuola precisa e non ‘della scuola’).
  • Oggettività - È essere oggettivi, depositare significati oggettivi alle esperienze educative (noi lavoriamo su oggetti non su soggetti).
  • Intransitività - In un gruppo che lavora ai significati, non c’è qualcuno che sa e qualcuno che non sa, non c’è chi insegna e chi apprende, ma tutti sono chiamati a svolgere un lavoro di ricerca.

Il mio gruppo pone attenzione alla dimensione contestuale (spazio, corpi, oggetti, tempo) durante la proiezione del film ‘Monsieur Lazhar’ di Philippe Falardeau (2012).

Spazio

  • La scelta di Martin di togliersi la vita in un’aula scolastica ha delle ripercussioni psicologiche sui bambini e anche sugli adulti (MANIFESTO).
  • Lo stato del Canada ha un’incisione sul comportamento perché rispetto all’Algeria ha dei comportamenti completamente diversi; si tratta di una questione di tipo sociale e quindi lui si adatta. Inoltre, oltre alle differenze sociali, ci sono delle diversità anche nel clima (e anche quelle portano a certi comportamenti) (LATENTE).
  • Banchi, nell’aula di Lazhar, disposti a mezzaluna (che creavano una dimensione di gruppo coesa e favoriva la socializzazione, ma anche la confusione), vengono cambiati anche perché non aveva esperienza, e vengono messi in file dritte e composte (perché c’è silenzio, ordine e disciplina... per farsi ascoltare e farsi rispettare, farsi prendere sul serio) (MANIFESTO).
  • Le mura dell’aula sono state ridipinte per eliminare il fantasma del passato (MANIFESTO).
  • Nell’aula di Claire, i banchi sono disposti a gruppi di quattro, alcuni studenti danno anche le spalle all’insegnante, infatti chiacchierano fra di loro, però dall’altra parte si forma gruppo (MANIFESTO).
  • Aula professori, dove la preside spiega a Lazhar quali sono i comportamenti educativi da assumere in Canada (che lei sottolinea essere completamente diversi da quelli dell’Algeria) (MANIFESTO).
  • Palcoscenico, in cui alcuni bambini recitano, dove imparano ad usare costumi, elementi scenografici e impari a distinguere cosa è finto e cosa è vero (MANIFESTO).
  • Festa nell’atrio della scuola: alcuni sono seduti (+ maschi), altri ballano (+ femmine), altri si abbuffano (un bimbo), alcuni chiacchierano tra di loro (+ maschi), altri si azzuffano; gli effetti formativi: produce divertimento ma anche scontro (MANIFESTO).

Corpi

  • Disposizione dei corpi nell’aula (chi sta avanti e chi sta dietro) ordinati e in silenzio (MANIFESTO).
  • Alis nell’aula è disposta sulla sinistra in seconda fila orizzontale, è molto vicina alla cattedra (MANIFESTO).
  • Simon nell’aula è disposto in terza fila, ma abbastanza vicino ad Alis (MANIFESTO).
  • Il bambino che si addormenta è vicino alla finestra ed è lontano dal professore (MANIFESTO).
  • La bimba precisa è in centro e davanti (MANIFESTO).
  • Il bimbo Ciccio è in prima fila (MANIFESTO).
  • Simon è fisicamente presente in aula, ma spesso con la testa no (e anche altri alunni fanno come lui) (LATENTE).
  • La madre di Alis è sempre in giro, mai in un unico posto (la figlia la vorrebbe in unico posto per avere una sicurezza) (MANIFESTO).
  • Lazhar crea un rapporto di vicinanza con Claire, che in qualche modo lo ispira e contribuisce al cambiamento (LATENTE).
  • Il corpo di Lazhar viene costretto a rimanere al di fuori dell’Algeria, perché esiliato (MANIFESTO).

Oggetti

  • Fischietto, è importante perché va a stabilire l’autorità del professore, e dà fastidio alle orecchie (MANIFESTO).
  • Armadietto, è un posto in cui mettere al sicuro le proprie cose ed è personale (MANIFESTO).
  • Macchina fotografica, è un modo che Simon usa per esprimersi (MANIFESTO).
  • Sottobanco, che Lazhar usa come scusa per prendersi cura dei suoi alunni (LATENTE).
  • Divisa con maglietta bianca e pantaloncini neri per fare educazione fisica, che garantiscono comodità per fare attività (MANIFESTO).
  • Libro da grandi che Lazhar dà ad Alis, che pone l’accento su una formazione di tipo personale e individuale (si prende cura del singolo) (MANIFESTO).
  • Foto dell’insegnante in vita, dove un alunno ha disegnato il foulard con cui si è impiccata e delle ali da angelo; è un segnale che i bambini non hanno superato il trauma (MANIFESTO).
  • Tema come mezzo per spiegare agli alunni che se ne sarebbe andato via.
  • Tema di Alis che viene oscurato perché la preside non vuole parlarne e creare scandalo (MANIFESTO).

Tempo

  • Campanella (MANIFESTO).
  • La notte, in cui i due bambini che hanno visto l’insegnante morta, non riescono a dormire (e neanche Lazhar) (LATENTE).
  • La disposizione delle lezioni durante la settimana fornisce una certa dimensione temporale (MANIFESTO).
  • Musica etnica che dà un ritmo alla maestra che insegna anche teatro (MANIFESTO).

Il film inizia con una scena molto forte e che probabilmente avrà un certo impatto nella vita dei bambini: il suicidio in un’aula di una maestra delle elementari. Questa scena la vede prima un bambino che avvisa e poi, dopo l’allerta, un’altra bimba curiosa vede la maestra impiccata. Sophie Nélisse è il nome dell’attrice bambina, che ha anche fatto ‘Storia di una ladra di libri’. Lazhar è il docente che sostituisce la maestra impiccata e viene dall’Algeria. Le foto dell’annuario nella scuola sono disposte in modo molto simmetrico. Per far fronte a questo avvenimento, viene assunta una psicoterapeuta che fa lavorare i bimbi su ciò che provano. Lazhar si trova in un tribunale, per una questione di tipo internazionale e penale, che coinvolge la sua famiglia, in cui tutti i membri sono morti; la moglie aveva scritto un libro rivoluzionario e quindi ha ricevuto delle minacce. Per questo sono stati costretti a scappare, ma, come dice Lazhar nel primo processo, una figlia si butta da un palazzo che si era incendiato e muore e gli altri muoiono bruciati (o in un container che è esploso o nella casa).

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lamarulla01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano - Bicocca o del prof Barone Pierangelo.
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