Domande e risposte sull'olivo
1. Qual è il nome scientifico dell'olivo e quali antichi popoli ne favorirono la diffusione?
Il nome scientifico è Olea europaea L.. La sua diffusione storica nel Mediterraneo fu favorita principalmente da Fenici, Greci e Romani.
2. Quali sono i tre principali paesi produttori di olio d'oliva a livello mondiale?
La Spagna è il maggiore produttore mondiale di olio d'oliva. A livello mondiale, è seguita da Italia e Grecia.
3. Qual è l'areale geografico ideale per la coltivazione dell'olivo nel mondo?
L'olivo prospera nell'areale compreso tra il 30° e il 45° parallelo Nord e Sud. Richiede un clima mediterraneo con inverni miti ed estate asciutta per la fruttificazione.
4. Qual è la principale criticità del mercato italiano dell'olio d'oliva in termini di approvvigionamento?
Il mercato nazionale è caratterizzato da una forte importazione di prodotto estero. Questo serve a soddisfare la domanda interna, e la maggior parte dell'olio importato proviene dalla Spagna.
5. Quali sono i segmenti del mercato italiano dell'olio che mostrano una crescita costante?
Il segmento degli oli di qualità, come DOP, IGP e biologici, è in continua crescita. Questo è dovuto al crescente interesse dei consumatori verso prodotti ad alta tracciabilità.
6. Qual è la percentuale della superficie olivicola italiana coltivata in collina e la dimensione media delle aziende?
Il 62% della superficie olivicola italiana è in collina, e l'11% in montagna. L'Italia è caratterizzata dall'85% di aziende con una superficie inferiore ai 10 ettari.
7. Quali sono le tre principali regioni italiane per ettari coltivati a olivo?
Le tre regioni con la maggiore superficie in ettari sono: la Puglia (32,8%), la Calabria (15,9%) e la Sicilia (13,9%).
8. Quante sono le varietà (cultivar) di olivo presenti in Italia e cosa rappresentano a livello mondiale?
In Italia sono presenti 538 varietà di olivo. Questo numero rappresenta circa il 42% delle varietà mondiali.
9. Quali sono le cultivar più diffuse in Italia per la produzione di olio e quali sono le principali da tavola?
La cultivar da olio più diffusa è la Coratina (Puglia). Le principali cultivar da tavola sono Bella di Cerignola, Nocellara del Belice e Ascolana tenera.
10. Quali sono le tre sottofasi in cui si articola lo stadio di maturità nel ciclo vitale dell'olivo?
Lo stadio di maturità si articola in: fase vegetativa (non ancora riproduttiva), fase di equilibrio vegeto-riproduttivo, e fase di insenilimento.
11. Qual è il comportamento della pianta di olivo riguardo alla fruttificazione durante la fase giovanile?
Durante la fase giovanile, che dura circa 15-20 anni per una pianta da seme, la pianta è caratterizzata dall'incapacità di fruttificare e riprodursi.
12. In che modo si differenziano le cultivar da un punto di vista morfologico?
Si differenziano per l'habitus di crescita (eretto, pendulo), la densità della chioma, e la forma di foglia, infiorescenza, frutto e nocciolo.
13. Quali sono gli indici morfo-fenologici cruciali per la caratterizzazione del frutto dell'olivo?
Gli indici includono le lenticelle, la forma, il peso medio e la simmetria. Altri caratteri sono la presenza dell'umbone e la forma della base e dell'apice.
14. Qual è la principale caratteristica agronomica e commerciale della cultivar Coratina?
La Coratina ha una produttività elevata e costante. È apprezzata per l'elevato contenuto in olio e polifenoli, ma è mediamente sensibile alla mosca dell'olivo.
15. La cultivar Frantoio è autocompatibile o autosterile e quale sensibilità alle avversità presenta?
La Frantoio è autocompatibile, ma beneficia della presenza di impollinatori idonei. È sensibile al cicloconio, alla rogna, alla mosca dell'olivo e al freddo.
16. Quali sono le caratteristiche distintive della cultivar Leccino in termini di maturazione e contenuto di olio?
Il Leccino ha una maturazione dei frutti precoce e contemporanea. Nonostante l'elevata e costante produttività, il contenuto in olio è basso.
17. Qual è la funzione agronomica principale della cultivar Pendolino?
Il Pendolino è principalmente utilizzato come pianta impollinatrice. Questa scelta è dovuta alla sua fioritura abbondante, precoce e abbastanza prolungata nel tempo.
18. Quali sono i tre differenti modelli di olivicoltura citati in base alla densità d'impianto?
I modelli citati sono: olivicoltura tradizionale (100 piante/ha), semi-intensiva specializzata (277 piante/ha) e intensiva specializzata (400 piante/ha).
19. Qual è il dato sui frantoi che evidenzia la differenza organizzativa tra Italia e Spagna?
L'Italia ha più di 6000 frantoi, contro i quasi 2000 della Spagna. Questo indica che in Spagna sono più organizzati, con maggiore capacità di aggregazione e mentalità imprenditoriale.
20. In quali nuovi areali produttivi si è diffuso l'olivo al di fuori del bacino del Mediterraneo?
L'olivo, simbolo del paesaggio mediterraneo, si è diffuso anche in areali emergenti. Questi includono l'America Latina, l'Australia e la California.
1. Qual è la differenza tra i rami "succhioni" e i rami "polloni" nell'olivo?
I polloni sono rami vigorosi che nascono dalla base del tronco o dalle radici, mentre i succhioni sono rami a crescita verticale molto vigorosa che si sviluppano sul dorso delle branche principali o branchette. Entrambi sono vegetativi.
2. Cosa distingue un "ramo misto" da un "ramo vegetativo"?
Il ramo misto presenta un accrescimento vegetativo nella porzione distale (germoglio) e infiorescenze nelle gemme ascellari, mentre il ramo vegetativo produce solo foglie e legno senza portare frutti.
3. Qual è la differenza nell'evoluzione della branca produttiva tra le cultivar 'Leccino' e 'Rosciola'?
Il Leccino ha un ciclo più rapido e la branca si esaurisce in circa 3-4 anni, mentre nella Rosciola la struttura produttiva evolve più lentamente, mantenendo la produttività su