Dispense di:
INGEGNERIA DELLA SICUREZZA
ANTINCENDIO AVANZATA ED FSE
Corso di laurea in Ingegneria Edile per la Sostenibilita’
Anno accademico 2025 - 2026
Docente: Prof. Davide Luraschi
SOMMARIO
PROGETTO DI SOLUZIONI ANTINCENDIO 4
ATTIVITA’ SOGGETTE A CONTROLLO ANTINCENDIO 4
CODICE DI PROGETTAZIONE ANTINCENDIO – DM 3-8-2015 4
PRINCÌPI E CARATTERISTICHE DEL CODICE 5
VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI INCENDIO 5
METODO DI PROGETTAZIONE 6
Valutazione tipologie di rischio 6
Soluzione conforme 8
Soluzione alternativa 8
Metodi di progettazione in soluzione alternativa 8
Soluzione in deroga 9
Metodi alternativi di valutazione del rischio per soluzioni in deroga 10
PROGETTO E SCIA ANTINCENDIO 11
Sopralluogo in corso d’opera 12
Nulla osta di fattibilità 12
Non aggravio del rischio 12
CARATTERISTICHE DELLA SCIA 12
Prima della SCIA – Cenni storici 12
PROGETTO ANTINCENDIO 13
Relazione Tecnica 14
Elaborati grafici 14
DIREZIONE LAVORI ANTINCENDIO 15
DOCUMENTAZIONE ALLEGATA ALLA SCIA 15
EDIFICI CIVILI 16
EDIFICI DI CIVILE ABITAZIONE DM246/87 16
PROGETTAZIONE SECONDO RTV14 18
Classificazione 18
Reazione e resistenza al fuoco 19
Compartimentazione 19
Esodo 19
GSA 19
Controllo dell’incendio 20
Rilevazione ed allarme 20
EDIFICI STORICI 20
ANALISI DI UN CASO PRATICO DI EDIFICIO STORICO RICONVERTITO IN ALBERGO PER EVENTI 20
Inquadramento normativo dell’attività 20
Analisi dello stato di fatto 21
Strategia 22
Deroghe 24
Ingegneria della sicurezza antincendio avanzata ed FSE 1
SICUREZZA ANTINCENDIO DI FACCIATE 24
Normativa 25
Facciate continue 25
Facciate ventilate 26
Facciate semplici 26
Inquadramento normativo 27
Circolare tecnica per le facciate 2013 27
RTV 13 (2022) 27
INCENDI DI FACCIATA – Ing. Dal Lago 30
ESEMPI DALLA STORIA 30
PROGETTAZIONE INVOLUCRO EDILIZIO 31
Cenni sulle tecnologie dei sistemi di facciata 32
Facciate semplici 32
Facciate continue 33
Facciate con intercapedine 33
PROGETTAZIONE ANTINCENDIO DELL’INVOLUCRO EDILIZIO 33
Eventi iniziatori di un incendio di facciata 35
EUetti secondari di propagazione 37
Requisiti tecnici per il contenimento di incendi di facciata 38
Considerazioni sui materiali 38
QUADRO NORMATIVO 39
Fasce di separazione 40
Facciate in doppia pelle e ventilate 41
Deposito e trasporto di gas e liquidi infiammabili 41
Sistemi di spegnimento per liquidi infiammabili 41
Esplosione 42
Aspetti normativi 42
Serbatoi 43
Classificazione dei depositi 43
Gradi di sicurezza 43
Sistemi di inertizzazione 44
Distanze di protezione 44
Locali di travaso 45
Bacini di contenimento 45
Serbatoi di lavorazione 46
Distributori di carburanti 46
Gas naturale e GPL 47
Reti di distribuzione 47
Stoccaggio di bombole (fisse o mobili) e accumuli pressostatici 48
Serbatoi di GPL 49
RTV15 – EDIFICI DI PUBBLICO SPETTACOLO 49
Classificazione 50
Princìpi generali 51
Protezione piani interrati 51
Valutazione del rischio di incendio 51
Ingegneria della sicurezza antincendio avanzata ed FSE 2
Densità di aUollamento 51
Strategia 52
Reazione al fuoco 52
Resistenza al fuoco 52
Compartimentazione 52
Esodo 53
Gestione della sicurezza antincendio 54
Controllo dell’antincendio 54
Rivelazione ed allarme 55
Controllo di fumo e calore 55
Sicurezza di impianti tecnologici 55
DIREZIONE LAVORI ANTINCENDIO – Ing. Corbo 55
Casi frequenti di di\ormità 56
FIRE SAFETY ENGINEERIG - FSE 56
Fasi della metodologia 57
4.1 Analisi preliminare 57
Analisi quantitativa 57
Simulazioni 58
Vantaggi 58
Esempi pratici di applicazione della FSE 58
Esempio 1 – hotel 58
Esempio 2 – Arena Civica 59
Esempio 3 – Arco della Pace 59
Esempio 4 – Duomo di Milano 60
SOLUZIONI ALTERNATIVE CON FSE 60
Esempio pratico: Magazzino logistico 61
Applicazione della FSE 62
Modellazione del tempo di esodo 63
Curva di rilascio termico 63
Scenari di incendio 64
Albero degli eventi 64
Modellazione 66
Conclusioni 67
Ingegneria della sicurezza antincendio avanzata ed FSE 3
PROGETTO DI SOLUZIONI ANTINCENDIO
ATTIVITA’ SOGGETTE A CONTROLLO ANTINCENDIO
Dal 2011, con l’introduzione della norma DPR 151/2011, sono state catalogato 80 attività soggette alla
prevenzione incendi, ossia attenzionate dai Vigili del Fuoco in quanto hanno un rischio di incendio da tenere
in considerazione. A seconda della tipologia di attività, queste attività sono poi divise in 3 classi A, B e C per
le quali le prescrizioni diventano più restrittive al crescere delle dimensioni dell’edificio e del numero di utenti:
richiedono un progetto antincendio e la presentazione di SCIA VVF che attesta la conformità
Categoria A:
antincendio del progetto e delle normative. La SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) comprende
l’asseverazione del progettista che allega schede tecniche e disegni con cui dichiara che il progetto è stato
svolto in conformità alle prescrizioni. In questo caso non è prevista l’ispezione e la valutazione dei VFF.
L’attività può iniziare nel momento della presentazione della SCIA.
richiedono progetto e SCIA VVF, ma possono prevedere il controllo da parte dei VFF che
Categoria B:
possono ispezionare il progetto e la conformità. L’attività può iniziare nel momento dell’approvazione della
SCIA. richiedono progetto e SCIA VVF, con la condizione per cui la visita dei VVF deve essere effettuata
Categoria C:
entro 60 giorni dalla presentazione della SCIA. Al termine del sopralluogo i VVF rilasciano il certificato di
prevenzione incendi CPI.
Esistono anche attività non soggette, come ad esempio gli edifici di civile abitazione sotto i 24 metri. Queste
attività non sono soggette a controlli o prescrizioni.
CODICE DI PROGETTAZIONE ANTINCENDIO – DM 3-8-2015
Il codice unico per la progettazione antincendio nasce nel 2015 ed è diviso in regole verticali, relative ad una
sola specifica attività soggetta oppure orizzontali quando forniscono disposizioni generali da applicare a
molteplici attività, sia soggette che non soggette. Il codice nasce per la necessità di adattare le normative
italiane a quelle europee ed internazionali in generali, allo scopo di raggiungere un livello di sicurezza
antincendio elevato e conforme in tutto il mondo. La novità principale introdotta dal codice è che non si tratta
più di una norma prescrittiva e quindi non fornisce più una serie di indicazioni specifiche per ogni attività.
Trattandosi di un testo semi-prestazionale, il testo fornisce una serie di soluzioni e proposte, ma permette al
professionista di realizzare una soluzione specifica e su misura per ogni caso studio.
Le norme si dividono in:
- Prescrittive: antecedenti al DM 3/8/2015, erano strutturate verticalmente con un elenco di requisiti
da rispettare per ogni edificio. Erano di semplice utilizzo in quanto assimilabili ad una check list di
punti da verificare per ogni edificio. Il limite di questa norma è legato al fatto che generalizza le
tipologie di edificio senza tener conto di ubicazione, tipologia costruttiva, dimensioni, affollamento
e presenza di materiali potenzialmente combustibili.
- Prestazionali: a partire dal DM 3/8/2015 è possibile realizzare su misura il progetto antincendio di un
edificio. Si divide in regole tecniche orizzontali RTO che forniscono prescrizioni per tutte le categorie
di edificio (come reazione al fuoco, resistenza al fuoco, tipologie di esodo…). Il decreto comprende
le regole tecniche verticali RTV che vanno ad integrare le RTO declinando le prescrizioni previste alle
varie attività e tipologie di edificio. Ad esempio, la RTO prevede un certo numero di uscite di sicurezza
minimo; in un castello storico però queste uscite risultano inadeguate. La RTV interviene prevedendo
Ingegneria della sicurezza antincendio avanzata ed FSE 4
soluzioni alternative che garantiscono la sicurezza in caso di beni storici vincolati, come ad esempio
l’installazione di più luci di emergenza. Oppure si osservi il caso degli ospedali in cui le RTO non
possono essere sufficienti in quanto in caso di incendio non può essere sempre previsto l’esodo
(come per reparti di rianimazione o sale operatorie). Le RTV declinano le prescrizioni delle RTO nel
caso specifico degli ospedali. La possibilità di personalizzare la sicurezza antincendio per ogni caso
specifico consente non solo di progettare una sicurezza antincendio più efficace ma anche di
risparmiare in termini economici evitando presidi e accorgimenti che potrebbero risultare inutili ai fini
della sicurezza, come accadeva spesso invece prima dell’introduzione del DM 3/8/2015. Con la
progettazione prestazionale si è riusciti a rendere molto più versatile la normativa antincendio ma ci
sono comunque delle eccezioni. Si ipotizzi di avere una scuola realizzata in un edificio storico con
pavimenti in legno. Le vie di esodo, secondo RTO ed RTV devono essere realizzati in materiali non
combustibili. In questo caso non è possibile applicare la normativa ma è possibile realizzare un
progetto conforme attraverso un’istanza di deroga.
Il progetto antincendio può essere redatto da un tecnico abilitato, ossia un qualunque professionista
(architetto o ingegnere) iscritto ad un albo oppure da un professionista antincendio, ossia un tecnico abilitato
che ha svolto un corso presso i VVF e sostenuti un esame.
PRINCÌPI E CARATTERISTICHE DEL CODICE
• Generalità: tutte le metodologie di progettazione della sicurezza antincendio riportate nel codice
possono essere applicate a tutte le attività che non hanno una norma verticale dedicata ed anche alle
attività non soggette (la differenza tra soggette e non soggette è spiegata all’inizio del capitolo sulle
soluzioni in deroga).
• Semplicità: la soluzione proposta è sempre la più semplice tra quelle in grado di garantire la sicurezza
antincendio. Ciò comporta che nel lungo termine lo standard di sicurezza si possa mantenere elevato.
• Modularità: il codice si compone di 10 capitoli, ognuno dedicato ad uno specifico ambito.
Rappresenta un vantaggio nella progettazione in quanto rende possibile di analizzare in maniera
indipendente ogni singolo modulo.
• Flessibilità: all’interno di queste sezioni, il progettista può utilizzare una soluzione conforme, ossia
una soluzione prescrittiva proposta dal codice, oppure utilizzare una soluzione alternativa
(prestazionale). La soluzione alternativa richiede una dimostrazione della propria validità in termini di
obiettivi della sicurezza antincendio.
• Standardizzazione: il codice è conforme alle normative internazionali
• Inclusione: la progettazione antincendio secondo il codice include delle specifiche prescrizioni per la
tutela delle persone con disabilità di diverse tipologie, sia temporanee che permanenti.
• Contenuti basati sull’evidenza: tutto ciò che è riportato nel codice è dimostrabile e basato su una
ricerca scientifica nazionale ed internazionale. I contenuti del codice contengono riferimenti a norme,
pubblicazioni scientifiche e prove sperimentali effettuate.
• Aggiornabile: la modularità della struttura del codice permette di intervenire con molta semplicità
sull’aggiornamento dello stesso, andando a modificare i singoli capitoli in base alle necessità senza
dover aggiornare l’intera norma.
VALUTAZIONE DEL RISCHIO DI INCENDIO
Quando il professionista deve redigere un progetto antincendio deve anzitutto porsi degli obiettivi. Il
principale è la salvaguardia della vita umana, seguito dalla sicurezza dei beni e dell’ambiente. Le priorità nei
rischi possono variare in base alla fattispecie, ad esempio in un museo il rischio per i beni sarà superiore
rispetto ad un edificio per uffici.
Ingegneria della sicurezza antincendio avanzata ed FSE 5
Per raggiungere gli obiettivi primari si procede:
- Minimizzando le cause dell’incendio
- Garantendo la stabilità delle strutture per un tempo determinato (che dipende in base all’esodo
dell’edificio)
- Limitare la produzione e la propagazione dell’incendio (compartimentazione).
- Limitare gli effetti di esplosioni attuando misure compensative in grado di ridurre il danno
- Garantire che gli occupanti possano evacuare l’edificio autonomamente o che possano essere
soccorsi in altro modo
- Garantire che i soccorsi possano operare in sicurezza
- Tutelare gli edifici di particolare valore storico o pregio
- Garantire la continuità di esercizio in caso di emergenza per opere strategiche, circoscrivendo il danno
e garantendo che il resto dell’edificio rimanga operativo.
- Prevenire il danno ambientale e la compromissione dell’ambiente
Per considerare tutte queste prescrizioni, il professionista effettua una valutazione del rischio incendio. Tale
valutazione parte dall’individuazione dei pericoli di incendio nell’edificio, ponendo l’attenzione anche
sull’ambiente circostante e sulle possibili conseguenze dell’incendio nei confronti di altre strutture adiacenti.
Il rischio per la vita si valuta anche in base al numero di occupanti e alla loro condizione, ad esempio lo stato
di sonno o di veglia e la conoscenza o meno dell’ambiente e quindi delle vie di esodo. La valutazione del
rischio per i beni viene valutata in base al caso specifico e alla necessità di preservare determinati beni esposti
al rischio. La valutazione del rischio prevede anche un’analisi qualitativa sulle conseguenze dell’incendio su
occupanti, beni e ambiente, realizzata tramite matrici di rischio (rapporto tra danno e conseguenze). Infine,
sulla base del rischio calcolato viene realizzato un progetto individuando delle misure preventive che possano
ridurre il pericolo.
Nel momento in cui il progettista effettua una valutazione del rischio si assume la piena responsabilità di ciò
che sta dichiarando. Nelle RTV, che propongono una serie di soluzioni applicabili ad attività specifiche, l’analisi
del rischio è già effettuata dal normatore. Se invece si sceglie di applicare il codice con soluzioni alternative,
prima di iniziare la fase progettuale il professionista antincendio è obbligato ad effettuare la valutazione del
rischio.
Una volta effettuata l’analisi del rischio, si passa alla definizione delle misure antincendio che sono descritte
nei 10 capitoli del codice. All’interno delle misure antincendio sono presenti diversi livelli di prestazione.
METODO DI PROGETTAZIONE
Valutazione tipologie di rischio
Il codice si basa sulla quantificazione del rischio ottenuto come prodotto tra conseguenze e probabilità di
accadimento, valutato in primo luogo sulla sicurezza per la vita ed in seguito per la sicurezza dei beni e
dell’ambiente.
vita: il rischio per la vita degli occupanti viene valutato attraverso una tabella che tiene conto della
Rischio
velocità di propagazione dell’incendio e delle caratteristiche degli occupanti. La velocità di propagazione
dell’incendio dipende dalla quantità e dalla reazione al fuoco (combustibilità) dei materiali presenti, mentre
le caratteristiche degli occupanti prevedono la familiarità con l’edificio e le vie di esodo, lo stato di sonno o
veglia ed il tempo di permanenza previsto nell’edificio. Si osservi la tabella G.3-3
beni: si determina attraverso una tabella a doppia entrata che valuta se l’edificio è vincolato e se
Rischio
l’edificio è strategico. In base a ciò si determinano quattro categorie di rischio, riportate nella tabella G.3-5.
Ingegneria della sicurezza antincendio avanzata ed FSE 6
ogni sostanza che brucia ha un rischio per l’ambiente in quanto comporta emissioni. La
Rischio ambientale:
combustione di determinate sostanze può però comportare la produzione e diffusione in ambiente di
sostanze nocive o particolarmente inquinanti. La valutazione del rischio ambientale dipende dall’analisi delle
sostanze che possono essere potenzialmente coinvolte nell’incendio.
Per raggiungere gli obiettivi primari di sicurezza si procede:
- Minimizzando le cause dell’incendio
- Garantendo la stabilità delle strutture per un tempo determinato (che dipende in base all’esodo
dell’edificio)
- Limitare la produzione e la propagazione dell’incendio (compartimentazione).
- Limitare gli effetti di esplosioni attuando misure compensative in grado di ridurre il danno
- Garantire che gli occupanti possano evacuare l’edificio autonomamente o che possano essere
soccorsi in altro modo
- Garantire che i soccorsi possano operare in sicurezza
- Tutelare gli edifici di particolare valore storico o pregio
- Garantire la continuità di esercizio in caso di emergenza per opere strategiche, circoscrivendo il danno
e garantendo che il resto dell’edificio rimanga operativo.
- Prevenire il danno ambientale e la compromissione dell’ambiente
Per considerare tutte queste prescrizioni, il professionista effettua una valutazione del rischio incendio. Tale
valutazione parte dall’individuazione dei pericoli di incendio nell’edificio, ponendo l’attenzione anche
sull’ambiente circostante e sulle possibili conseguenze dell’incendio nei confronti di altre strutture adiacenti.
Il rischio per la vita si valuta anche in base al numero di occupanti e alla loro condizione, ad esempio lo stato
di sonno o di veglia e la conoscenza o meno dell’ambiente e quindi delle vie di esodo. La valutazione del
rischio per i beni viene valutata in base al caso specifico e alla necessità di preservare determinati beni esposti
Ingegneria della sicurezza antincendio avanzata ed FSE 7
al rischio. La va
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