Capitolo 1 – La natura della scienza economica
La scienza economica si distingue in microeconomia e macroeconomia. La microeconomia studia il comportamento economico delle singole unità economiche come l’individuo o l’impresa, mentre la macroeconomia studia il comportamento delle unità economiche ma dal punto di vista dell’insieme ed aggregato quindi dell’intera economia.
Le fasi dell’attività economica sono:
- La produzione: Il processo con cui le imprese trasformano le materie prime in prodotti finiti.
- Lo scambio: Quel processo nel quale le imprese vendono i beni a dei consumatori ad un determinato prezzo.
- Il consumo: Come un individuo decide di spendere il proprio reddito nell’acquisto di beni.
La scienza economica fa uso sia del metodo deduttivo che del metodo induttivo. Il metodo deduttivo origina da un'ipotesi e utilizzando una serie di deduzioni logiche giunge a formulare una legge economica, mentre il metodo induttivo origina dall’osservazione della realtà per arrivare ad estrapolare una legge generale.
Capitolo 2 – La teoria dell’utilità
Il bisogno è una sensazione di desiderio che spinge l’individuo ad appagarla. I bisogni possono essere classificati secondo diversi criteri:
- I bisogni primari: Il loro soddisfacimento è essenziale e l’individuo li avverte in ogni tipo di società (Es. Nutrirsi).
- I bisogni secondari: Nascono con la civiltà (Es. Telefono).
- I bisogni individuali: Quelli a cui l’individuo provvede da solo.
- I bisogni collettivi: Quelli che l’individuo sente in quanto membro della collettività e a essi di solito provvede lo Stato (Es. Mezzi pubblici).
I bisogni vengono soddisfatti attraverso beni e servizi. I servizi sono una particolare categoria di beni e sono immateriali. Per bene si intende qualsiasi mezzo atto a soddisfare un bisogno. I beni economici sono quelli disponibili in quantità limitata. I beni si distinguono in:
- Beni di consumo: Soddisfano direttamente i bisogni (Es. Sigarette).
- Beni di investimento: Servono a produrre altri beni (Es. Macchinari industriali).
- Beni durevoli: Possono essere utilizzati più di una volta (Es. Piatto).
- Beni non durevoli: Possono essere utilizzati una sola volta (Es. Tovagliolo).
- Beni complementari: Si consumano congiuntamente (Es. Caffè e zucchero).
- Beni succedanei: Possono sostituirsi l’uno all’altro perché sono idonei a soddisfare lo stesso bisogno (Es. Caffè e orzo).
- Beni a offerta congiunta: Si ottengono dallo stesso processo produttivo (Es. Paglia e grano).
- Beni concorrenti nell’offerta: L’aumento della produzione di un bene comporta la riduzione della produzione dell'altro bene.
Il reddito monetario è il flusso delle entrate di cui un individuo dispone in un determinato periodo di tempo, mentre i beni e i servizi che un individuo può acquistare con il suo reddito monetario rappresenta il reddito reale, ovvero il potere d’acquisto dell’individuo.
Il consumo consiste nel godere della soddisfazione derivante da un bene al fine di appagare un bisogno. Il risparmio è la differenza tra il reddito e il consumo, mentre l’investimento è quando il risparmio dell’individuo viene investito. Il capitale è la massa di beni e attività finanziarie posseduti da un individuo.
L’utilità di un individuo è il piacere che egli ricava dal consumo dei beni e dei servizi: L’utilità totale è crescente e rappresenta il piacere che l’individuo trae dal consumo di una data quantità di un bene, mentre l’utilità marginale è decrescente e rappresenta il piacere che l’individuo trae dall’ultima dose consumata di un bene.
La legge dell’utilità marginale decrescente afferma che all’aumentare del consumo di un bene, l’utilità marginale di quel bene diminuisce. La scala di utilità è costituita dall’utilità che le successive dosi di ciascun bene danno all’individuo. Si ottiene la massima utilità totale quando i prezzi dei beni sono eguali tra di loro ed il consumatore decide di distribuire il proprio reddito all’acquisto di diversi beni in modo tale che ognuno di essi abbia per lui la stessa utilità marginale. L’utilità marginale ponderata invece è il rapporto tra l’utilità marginale e il prezzo di un bene.
Le curve d’indifferenza sono una rappresentazione grafica dell’equilibrio del consumatore. La curva è decrescente perché la diminuzione del consumo di un bene va compensata con l’aumento dell’altro per mantenere la soddisfazione del soggetto costante. Il saggio marginale di sostituzione è il rapporto tra la diminuzione di una unità di un bene x1 e l’aumento del bene x2 necessario a compensare l’individuo di tale diminuzione.
Il vincolo di bilancio è la rappresentazione dei beni e servizi che il consumatore è in grado di acquistare in relazione al suo reddito reale. Il prezzo di un bene è la quantità di moneta che il compratore del bene dà al venditore in cambio del bene stesso.
Capitolo 3 – La teoria della domanda individuale
La quantità di un bene domandata da un individuo è una funzione crescente del reddito dell’individuo stesso, infatti, più è alto il reddito più quantità del bene esso può domandare.
Per la legge di Engel, i beni di consumo possono essere distinti in:
- Beni inferiori: Di solito di scarsa qualità e sono quelli il cui consumo diminuisce quando il reddito di un individuo aumenta.
- Beni primari: Destinati a soddisfare bisogni essenziali.
- Beni secondari: Soddisfano bisogni non essenziali.
Secondo la legge di Engel quando il reddito del consumatore aumenta, egli abbandona gradualmente i beni inferiori ed aumenta il consumo dei beni primari e secondari.
La legge della domanda dice che la quantità domandata di un bene da un individuo è una funzione decrescente del prezzo del bene, ovvero più è alto il prezzo e meno sarà la domanda dell’individuo. La curva di domanda individuale esprime la relazione tra la quantità di un bene domandata da un individuo e il prezzo del bene, ed è decrescente. I beni per i quali quando diminuisce il prezzo si verifica una diminuzione della domanda sono chiamati beni di Giffen, per questi la curva di domanda individuale è crescente. Mentre i beni di Veblen sono quei beni per cui il desiderio di acquisto aumenta al crescere del loro prezzo, esso li fa percepire come esclusivi.
La diminuzione del prezzo di un bene produce un effetto sulla domanda del bene stesso da parte dell’individuo chiamato effetto di prezzo, esso è composto da due stimoli: da un lato spinge l’individuo a domandare una quantità maggiore del bene, esso prende il nome di effetto di sostituzione, d’altro canto la diminuzione del prezzo farà aumentare il reddito reale dell’individuo, esso prende il nome di effetto di reddito.
La domanda di un bene da parte di un individuo dipende dal suo prezzo, dal prezzo degli altri beni e dal reddito dell’individuo stesso. L’elasticità della domanda al prezzo è...
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