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Teorie e Metodi di Programmazione e Valutazione

Scolastica (TeM)

LEZIONE 1: Struttura e Organizzazione del Corso

Organizzazione: Il corso si articola in 2 moduli teorici e un laboratorio

 obbligatorio di 20 ore. Progettazione, Mediazione e Trasposizione

Modulo 1 (Prof.ssa Giannandrea):

 Didattica (senso, variabili, conflitto, pattern, EAS, strategie).

Progettazione e Valutazione

Modulo 2 (Prof. Gratani): (incertezza, feedback,

 valutazione autentica, e-portfolio).

Valutazione Finale:

 Prova Scritta (70%): Domande aperte/chiuse sulla comprensione dei testi

o (30%) e progettazione di una sequenza didattica/trasposizione

professionale (40%).

Prova Orale (30%): Collegamenti tra testi, autonomia di giudizio, pensiero

o critico e abilità comunicative.

I Fondamenti della Progettazione Didattica

Agire Simulato: Progettare non è l'agire didattico vero e proprio, ma una sua

 simulazione che anticipa e prepara l'azione.

Principio di Flessibilità (Dewey): Il piano didattico deve evitare la rigidità

 meccanica; deve essere abbastanza fermo da guidare lo sviluppo e abbastanza

flessibile da accogliere l'esperienza e l'imprevisto.

Interazione e Situazione: L'esperienza educativa nasce dalla transazione

 reciproca tra condizioni interne (bisogni, capacità dell'alunno) ed esterne

(ambiente, risorse).

Progettare nella Società Liquida (Bauman, Berthoz): La decisione

 didattica integra il passato e anticipa l'azione per rispondere al continuo

cambiamento.

I Pilastri e gli Indicatori per Progettare

Elemento Caratteristiche Concettuali Focus Applicativo

Sviluppo di autonomia,

Orizzonti di senso e valori

Finalità responsabilità, ascolto e

"deboli" (Dewey, Damiano). accoglienza.

Risposta alla rilevanza dei Attivazione della motivazione

Senso contenuti per la vita degli profonda.

studenti.

Obiettivi Definibili in chiave orientativa Performance oggettive (micro)

(Micro / o valutativa (approccio Mager o traguardi complessi di lungo

Elemento Caratteristiche Concettuali Focus Applicativo

Macro) vs. interazionista). termine (macro).

Capacità di risolvere famiglie Mobilizzazione integrata di

Competenze di problemi e attribuire nuovo conoscenze in contesti reali.

senso (innovazione).

I Fattori Chiave dell'Apprendimento

Il Ponte: Connette il bagaglio di conoscenze pregresse dello studente ai nuovi

 Zona di Sviluppo Prossimale

saperi. Si rifà alla (Vygotskij) e al principio di

continuità (Dewey).

Il Paradosso del Formatore (Durand): Il docente non può modellare

 direttamente lo studente o trasferire meccanicamente conoscenza, ma deve

predisporre "spazi di azione incoraggiata".

Il Conflitto Cognitivo: L'apprendimento parte dalla consapevolezza di un

 ostacolo o di un'incoerenza tra le proprie preconoscenze e l'esperienza reale.

Conversational Framework (Laurillard): Il processo di insegnamento-

 apprendimento si sviluppa come un ciclo continuo di comunicazione, modeling e

regolazione tra docente, studente e pari.

LEZIONE 2: Strumenti per Progettare: Ponte, Conflitto e Debriefing

Il Ponte: Collega le conoscenze pregresse dello studente ai nuovi

 Zona di Sviluppo Prossimale

apprendimenti. Si fonda sulla di Vygotskij e sulla

continuità di Dewey.

Il Conflitto Cognitivo: Rompe l'equilibrio iniziale per avviarne uno nuovo.

 Step 1 (Consapevolezza): Emergono lacune o incoerenze tra concetti

o ingenui ed esperienze pratiche.

Step 2 (Ricostruzione): Si integrano i nuovi elementi tramite percorsi

o guidati.

Step 3 (Debriefing): Riflessione finale che rende la nuova conoscenza

 "situata", cioè legata a contesti, linguaggi ed esperienze vissute.

Gli Strumenti dell'Azione Didattica

Concett Framework di Focus Principale

o Origine

Disposit Foucault (ripreso da Intreccio dinamico di tempi, spazi,

ivo Massa) strumenti e relazioni di potere.

Concett Framework di Focus Principale

o Origine

Artefatt Oggetto tecnico e schemi di azione che

Rabardel

o incorpora nell'uso.

Mediato Damiano / Comenio / Oggetto transazionale che connette lo

re Montessori studente al sapere.

I Mediatori Didattici (Classificazione di Damiano)

Attivi (Caldi): Esperienza diretta con l'oggetto o la situazione (es. uscite,

 campioni reali).

Analogici (Caldi): Giochi di ruolo e simulazioni visive o pratiche.

 Iconici (Freddi): Immagini, video, mappe e schemi che favoriscono sintesi e

 astrazione.

Simbolici (Freddi): Linguaggio verbale e formale; massimo livello di

 astrazione. caldi freddi

Nota: Un'azione didattica efficace alterna mediatori (immersione) e

(distanziamento).

Tipologie di Apprendimento (Laurillard)

1. Appropriazione: Ascolto o lettura passiva solo in apparenza; richiede

rielaborazione attiva.

2. Discussione: Confronto e argomentazione tra pari.

3. Pratica: Esercitazioni e procedure applicative.

4. Indagine: Ricerche sul campo o WebQuest.

5. Collaborazione: Lavoro di gruppo integrato nei progetti.

Architettura delle Varianti (Marton e Pang)

Per comprendere appieno un concetto, lo studente deve analizzarlo sotto varie

prospettive: non

Contrasto: Confrontare il concetto con quello che è.

 Separazione: Isolare e analizzare singoli aspetti specifici.

 Generalizzazione: Estendere il principio a nuovi contesti.

 Fusione: Combinare più concetti per una visione olistica.

Strumenti Pratici di Progettazione

Il Cubo (Modello Progettuale):

 Prospettiva Interna (Immersione): Studente (conflitto/preconoscenze),

o Sapere sapiente, Obiettivi, Risorse, Classe, Contesto esterno.

Prospettiva Esterna (Distanziamento): Coerenza interna, Coerenza

o esterna, Rispetto dei vincoli, Equilibrio dei mediatori, Titolo e Senso.

Schede Pre e Post Azione:

 Pre-azione: Tabella di pianificazione e simulazione dei tempi, delle

o attività, dei mediatori e dei dialoghi per le fasi di Input, Corpo e

Debriefing.

Post-azione: Trascrizione dei tempi effettivi e riflessione critica sulle

o modifiche effettuate, imprevisti ed emozioni.

LEZIONE 3: Curricolo, Modulo, Sessione

Variation Theory (Marton) & L'Architettura delle Varianti

Idea centrale: Un docente deve individuare le "condizioni specifiche" per ogni

 tema del curricolo che facilitano l'apprendimento (Laurillard). Bisogna

considerare e valorizzare le competenze e conoscenze pregresse degli studenti.

Come funziona? Per comprendere a fondo un concetto, occorre distinguerlo da

 altri affini. Gli studenti apprendono le caratteristiche dei concetti solo facendo

esperienza delle alternative (architettura delle varianti).

Esempio pratico (la simmetria):

 Se uno studente definisce la simmetria come qualcosa "all'incontrario",

o potrebbe paragonarla inconsciamente a concetti già noti (es. la

traslazione).

L'insegnante deve sfruttare queste varianti/alternative per guidare la

o comprensione del concetto corretto.

Difficoltà nell'Apprendimento & Come Procedere

Il problema

Ascoltare, leggere e guardare sono attività passive e "rigide". Richiedono di

 stare al passo del docente/narratore anziché seguire le proprie idee.

Senza guida, gli studenti rischiano di "orizzontalizzare" la struttura di un

 testo/concetto, perdendo le caratteristiche salienti e distorcendo il significato

originale.

La soluzione per l'insegnante

Per aiutare gli studenti a cogliere le strutture chiave occorre:

1. Chiarire la struttura interna del concetto: usare strumenti visivi e

organizzatori anticipati,

organizzativi (intestazioni, grafici, sintesi e ripetizioni).

2. Chiarire la struttura del testo.

3. Puntare su elementi trasparenti: obiettivi chiari, feedback intrinseci ed

estrinseci continui.

La Granularità Didattica e i Livelli di Progettazione

La progettazione dell'insegnamento si articola su tre livelli tradizionali (Macro, Meso,

Micro):

Livell Ambito / Documenti

o

Macr Curricolo di istituto, programmazione annuale

o

Meso Moduli, Unità di Apprendimento (UdA), programmazione periodica

Micr Singola lezione/sessione, programmazione giornaliera, singole attività

Teaching Learning Activity)

o (TLA -

Revisione critica del modello classico

Modello tradizionale: Vede la pianificazione in chiave strettamente gerarchica

 o temporale (Strategico/Lungo termine = Macro; Tattico/Medio termine = Meso;

Operativo/Breve termine = Micro).

Nuova prospettiva: Occorre superare la distinzione basata solo sul "valore" o

 la "durata" temporale.

La granularità riguarda la permanenza di senso e lo spazio-tempo

o previsionale (cosa fare e dove andare).

Esempio: Una decisione prescrittiva presa a livello Macro (es. impostare

o One Minute Paper

gli alla fine di ogni lezione a università) influisce

direttamente e quotidianamente sul livello Micro.

Il senso dell'azione didattica non è più calato rigido dall'esterno, ma viene

o co-costruito nel contesto.

Confronto: Visione Classica vs. Visione Attuale della Progettazione

Visione Classica (A "Matrioska" o a "Collana")

Curricolo: Definisce macro-temi e competenze generali. È composto da una

 successione di moduli.

Modulo: Stabilisce l'argomento specifico, i tempi, gli obiettivi e la valutazione.

 È composto da una sequenza di sessioni.

Sessione: Dettaglia l'attività, i mediatori, i compiti e le consegne.

 Limiti: Struttura troppo rigida e lineare.

Visione Attuale (Interconnessa e Flessibile)

I livelli Macro non danno solo linee guida generali, ma suggeriscono

 micro

direttamente procedure ed ambienti (es. la predisposizione degli

spazi/angoli nella scuola dell'infanzia).

Le attività travalicano la singola sessione e possono svilupparsi su più sessioni o

 moduli.

Le Tre Logiche/Sguardi dell'Agire Docente

Nel momento in cui insegna e progetta, il docen

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Elena52345 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teorie e metodi della programmazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Giannandrea Lorella.
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