Introduzione
La storia del genere è un movimento storicamente legato alla storia delle donne ma distinto da essa: mentre quest'ultima si propone di ricostruire le loro esperienze di vita nel passato, la storia del genere studia la creazione, la diffusione e la trasformazione di sistemi simbolici fondati sulla distinzione uomo/donna. Il genere esprime il sesso sociale o la costruzione culturale del sesso. Il concetto di “gender” è molto recente: nasce negli Stati Uniti negli anni Sessanta, approda in Francia nel 1988 e arriva in Italia solo nel 2000.
Cos'è un regime di genere?
È un'articolazione particolare dei rapporti tra i sessi in un contesto storico (in questo caso, inizio 1100 e fine 1400), documentale (il documento è la realtà di cui dispone lo storico per ricostruire il passato) e relazionale (la distinzione di sesso va studiata nell'insieme delle relazioni sociali) specifico. Il genere è uno dei tanti criteri di distinzione insieme all'età, alla generazione, alla condizione sociale. Oggi distinguiamo tra sesso (corpo e fisicità), genere (mascolinità e femminilità) e sessualità (pratiche ed orientamenti sessuali). Nel Medioevo queste distinzioni non esistono.
Uomini e donne: i fondamenti della distinzione di genere
I secoli 1100-1400 si sviluppano in un mondo profondamente cristiano nel quale la Bibbia struttura i modi di pensiero: per spiegare la gerarchia “naturale” tra i sessi, gli uomini del Medioevo si fondano principalmente sui racconti della creazione di Adamo ed Eva. Nella Bibbia coesistono due racconti della Creazione che sono stati a lungo discussi da teologi, esegeti e padri della Chiesa: il primo racconto presenta un Adamo creato uomo e donna allo stesso tempo; il secondo racconto descrive una Creazione nettamente differenziata.
Sant'Agostino tenta di risolvere il dibattito sostenendo che il primo racconto dà conto della creazione dell'uomo interiore, dell'anima, l'informatio; il secondo racconto è quello della creazione materiale, dell'individuo sessuato, la formatio. Dunque, secondo questo ragionamento, la donna è creata contemporaneamente all'uomo ma l'attualizzazione della sua creazione si compie dopo. Sant'Agostino afferma inoltre che la differenza sessuata non è un effetto del peccato: Dio ha operato così per permettere ad Adamo la procreazione, che non poteva compiersi con altri uomini.
Gli esegeti però cominciano a discostarsi dal pensiero agostiniano: l'anima non può esser stata creata prima del corpo ma le due azioni divine si compiono simultaneamente. Secondo la tradizione ebraica, Lilith sarebbe stata la prima sposa di Adamo nata contemporaneamente a lui, ma siccome rifiutava di sottomettersi allo sposo e pretendeva di essere pari a lui, Adamo avrebbe chiesto una sposa più fedele a Dio. La mitologia cristiana ha rifiutato questa leggenda perché avrebbe potuto alimentare un dibattito sull'uguaglianza tra uomini e donne.
Tutti i teologi considerano l'uomo superiore alla donna per cinque ragioni: Dio ha creato Adamo prima di Eva, Eva è stata concepita a partire da lui, l'uomo è fatto per sé stesso e la donna è stata creata per aiutare l'uomo, è stato l'uomo a dare il nome alla donna (Eva da Havvah = Vita), solo Eva è responsabile della Caduta perché si è fatta tentare dal diavolo a causa della sua naturale curiosità, il quale non avrebbe mai osato chiedere prima all'uomo perché sarebbe stato respinto dalla ragione (il movente di Adamo è più nobile: si è perduto per restare fedele alla sua compagna).
Il pegno da pagare dopo la Caduta è diverso per uomini e donne: l'uomo dovrà lavorare col sudore della fronte per produrre e si aprirà necessariamente alla sfera pubblica, la donna dovrà partorire con dolore e si chiuderà nella sfera del privato. Ugo di San Vittore si domanda perché mai Dio abbia scelto proprio una costola e non un’altra parte del corpo di Adamo: la scelta della costola fa di Eva una socia e non una schiava e ciò legittima l’unione dell’uomo e della donna nel matrimonio e l’indissolubilità di tale unione perché l’uomo e la donna sono fatti di una stessa carne. Inoltre, la donna simboleggia la nascita della Chiesa, nata dalla piaga aperta di Cristo crocifisso.
I riformatori gregoriani pongono l’accento sulla vicinanza dell’uomo e della donna, mentre gli aristotelici accentuano la disuguaglianza. Le prime rappresentazioni mostrano Dio che toglie una costola ad Adamo addormentato per formare Eva; poi, si comincia a far uscire Eva direttamente dal corpo di Adamo ma questa iconografia tradisce il testo biblico perché si tratterebbe di un incesto (Adamo che partorisce Eva e rappresenta suo padre), quindi i teologi rifiutano queste ipotesi. Le nuove raffigurazioni mostrano i due corpi come una cosa sola: questo tipo di rappresentazione comincia a svilupparsi quando il matrimonio diventa un sacramento (fine del 1100).
L’unica costante nelle rappresentazioni è la predominanza di Adamo su di Eva. Anche nel teatro, il dramma semiliturgico “Jeu d’Adam” in volgare, la gerarchia si esprime attraverso il tempo di parola concesso ad ogni personaggio e si insiste sull’inferiorità di Eva nei confronti di Adamo.
Uomini e donne: i corpi sessuati
Il corpo è al centro di tutta la vita cristiana, ma è anche considerata la parte più vergognosa della persona perché rappresenta la parte legata al peccato. La donna rappresenta la caro, l’uomo l’anima: il corpo della donna è soggetto ad una sorveglianza speciale ed è considerato solo nelle sue funzioni riproduttive materne. La teoria degli umori spiega come i quattro umori corrispondano ai quattro punti cardinali e alle quattro stagioni: l’infanzia è calda e umida, la giovinezza calda e secca, l’età di mezzo fredda e secca e la vecchiaia fredda ed umida.
La salute dipende dal giusto equilibrio degli umori, in relazione con l’età e con il sesso di ognuno. Dietro questa falsa neutralità si nasconde un sostanziale maschilismo: la donna è fredda e umida e da qui la sua fragilità (alla pari di un vecchio). La diversità tra i sessi dipende soprattutto dalla differenza di calore che spiega la superiorità dell’uomo e la sua capacità di produrre lo sperma: l’uomo feconda e la donna riceve. La finalità dell’esistenza di una donna è la procreazione e la sua vita si sviluppa in quattro momenti: la mestruazione, il concepimento, la gravidanza e la lattazione.
Gli uomini invecchiano per i troppi rapporti sessuali e le donne per le troppe gravidanze (le fatiche dell’uomo sono di natura sessuale e destinate alla produzione e quelle della donna sono destinate alla riproduzione). Una donna, inoltre, può realizzarsi pienamente solo con la maternità, parte integrante delle sue possibilità di riscatto. La sterilità (sempre attribuita alla donna) riduce la donna a una sorta di non femminilità. Viene condannato l’accoppiamento durante il mestruo, perché il sangue mestruale è considerato impuro e pericoloso: la donna vive più a lungo dell’uomo perché ha il mestruo, ha meno rapporti sessuali e lavora meno.
Mentre le donne con la mestruazione e il parto versano sangue in privato, gli uomini lo versano pubblicamente sul campo di battaglia o per la loro città. Alcuni esseri umani rendono imprecise le distinzioni di sesso: gli ermafroditi, spesso descritti come mostruosi. Pur sapendo che negli ermafroditi i due sessi si fondono, gli uomini del Medioevo cercano di sapere quale dei due predomina sull’altro e alla fine del Medioevo si riscontra spesso una certa confusione tra la loro natura e quella degli omosessuali.
All’inizio domina un modello unisex, in cui le principali differenze fisiche tra uomo e donna si collocano in un continuum di analogia tra le diverse parti; successivamente il corpo femminile diventa l’opposto di quello maschile e i due sessi vengono considerati diversi ed opposti, e i loro genitali radicalmente distinti. La fisiognomica è una scienza fondata sull’idea che osservando l’aspetto fisico di una persona e i lineamenti del volto, sia possibile conoscere il carattere: ovviamente ciò è possibile solo per gli uomini perché il corpo femminile non può essere decifrato.
Due canoni di bellezza
- Silence, giovane donna cresciuta come un uomo per ragioni di eredità, combattuta tra una volontà di riprendere la sua identità e una relativa accettazione del suo status perché più favorevole. Silence rispecchia i canoni della bellezza femminile del tempo: bionda, pelle chiara e occhi chiari, linee morbide e curve. I capelli lunghi sono l’attributo femminile per eccellenza e ciò spiega perché un uomo, quando litiga con una donna, la prenda per i capelli come se quel gesto prendesse di mira la femminilità (Silence ha i capelli corti, per rappresentare una defemminilizzazione);
- Lancillotto è un personaggio centrale del ciclo bretone e rappresenta il canone della bellezza maschile del tempo: pelle dorata mescolata con bianco, bruno e vermiglio.
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