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Infermieristica clinica II

Un modello funzionale è la modalità attraverso cui la persona soddisfa i propri bisogni ed è diversa per ogni individuo.

Modello funzionale: nutrizionale-metabolico

Bisogno di alimentazione/idratazione

Ognuno di noi ha un modo diverso di rapportarsi al cibo e anche a livello sociale ci sono delle situazioni che ti impongono una certa modalità di alimentarsi, come il tempo. L’alimentazione è un momento fondamentale poiché, oltre ad essere importante per consentire al nostro corpo di ricevere i nutrienti necessari per la sopravvivenza, è il momento in cui si tende a condividere, ad esempio a condividere la presenza di una persona che può essere diversa da noi dal punto di vista culturale o religioso; è un momento che ti consente di equilibrare e fortificare degli importanti rapporti. Tutto questo si realizza attorno ad un tavolo apparecchiato.

Il momento dell’alimentazione, definito del “vitto” in ospedale, deve essere considerato un momento in cui si alleggerisce la tensione che l’individuo sperimenta e vive all’interno di un reparto per vari motivi di preoccupazione ricollegabili al proprio stato di salute, alla perdita del proprio ruolo all’interno della famiglia o della comunità. Il momento dell’alimentazione può rappresentare una situazione in cui è possibile allentare tutte le tensioni. È importante ad esempio stimolare la persona a non mangiare in camera, ma trovare un ambiente nel reparto: una stanza luminosa, ben arredata, pulita, dove si trovano tavoli e sedie e magari anche una televisione. Di solito una stanza di primo accesso dopo l’entrata in reparto in modo che le persone possano invitare i parenti a mangiare con loro.

Deve trattarsi di una stanza diversa rispetto alla camera da letto, perché mangiare all’interno di essa non è una condizione fisiologica e che comunque porta l’individuo a considerare il momento del nutrimento, che normalmente è una circostanza piacevole, a considerarlo come una terapia: è una circostanza che non va creata, ma bisogna approfittare di questo momento per favorire e creare una condizione che riporta l’individuo alla vita, più normale possibile, e ad una condizione di normalità anche se temporanea, consentendo così alla persona di alleggerire le tensioni e di affrontare le attività proposte per la sua condizione in maniera più tranquilla e rilassata.

Perché alimentarsi e idratarsi?

L’alimentazione è fondamentale per la vita. La mancanza di alimentazione è incompatibile con la vita, se l’apporto di nutrimento s’interrompe per maniera prolungata, la persona va incontro alla morte. Non esistono parametri precisi, ma in genere nell’arco di tre-quattro giorni la mancanza d’idratazione può provocare la morte.

Condizioni che possono portare alla mancanza di alimentazione

  • Ipoproteinemia: la mancanza di proteine plasmatiche (albumina, globuline, ecc). L’albumina è una delle proteine più importanti, interviene in quasi tutti i meccanismi di controllo della pressione a livello idrostatico, regola la presenza o meno del riassorbimento dei liquidi. La sua carenza può provocare edemi perché si ha un ristagno a livello degli interstizi.
  • Ipovitaminosi: la non assunzione delle vitamine che sono fondamentali per il mantenimento delle nostre funzioni, meccanismi a livello del sistema nervoso e delle attività metaboliche.
  • Iposodiemia: diminuzione del sodio nel sangue. È importante perché a livello cellulare esiste la pompa sodio-potassio e la diminuzione del sodio influisce in maniera negativa a livello cellulare di qualsiasi organo.

Tutte queste tre situazioni insieme sono la causa dell’aggravamento della condizione di salute dell’individuo che non si nutre in maniera adeguata. Si parla quindi di denutrizione.

Una causa di morte può anche essere l’eccesso di alimentazione, che determina nel tempo alterazioni dell’organismo, all’inizio con presenza di disfunzioni più o meno gravi, che possono se prolungate nel tempo divenire causa di morte. L’eccesso di alimentazione è associato all’obesità, poiché è la causa di tale patologia. È provocata anche da un’alterazione del rapporto fra i costituenti degli alimenti. Essa rappresenta un importante fattore di rischio per quanto riguarda le malattie cronico-degenerative, come l’ipertensione arteriosa, l’ictus cerebrale, l’infarto, il diabete, ecc. Può rappresentare una grave causa di morte. A oggi per definire un’alterazione a livello alimentare si ricorre all’uso del termine di desnutrizione o malnutrizione.

Le principali caratteristiche di normalità sono riconducibili a un peso corporeo ideale, una condizione fisica rapportata alla propria età e costituzione fisica e i valori ematici normali. Importante è il BMI che corrisponde ad una scala di valutazione che ci consente di valutare l’indice di massa corporea che è raggruppabile in quattro categorie:

  • Sottopeso (IMC al di sotto di 19);
  • Medio (IMC compreso tra 19 e 24);
  • Sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 30);
  • Obesità (IMC al di sopra di 30).

L’indice di massa corporea è calcolato: IMC= massa corporea (Kg) / statura (m2).

Con cosa alimentarsi e idratarsi

I cibi che la persona assume dall’ambiente possono variare: carni, pesce, verdure, frutta, formaggi e latticini, uova, ecc. Tutti sono formati dagli stessi costituenti fondamentali: grassi, zuccheri (glicidi e amidi, gli amidi sono quelli maggiormente preferiti poiché sono zuccheri a lento assorbimento rispetto ai glicidi che hanno un assorbimento rapido e hanno un abbattimento ematico molto veloce), proteine (funzione plastica a livello cellulare, esse sono importanti per la costituzione cellulare e per la riparazione, ad esempio di ferite, le proteine costituiscono il nostro sistema immunitario. Rivestono un ruolo fondamentale anche nel caso delle piaghe da decubito, poiché una loro assenza favorisce il loro sviluppo), vitamine (sono oligoalimenti perché funzionano con piccoli dosaggi e entrano nel metabolismo e sono fondamentali per il sostegno del sistema nervoso, nel sistema immunitario e per il miglioramento della produzione a livello cellulare, a livello del midollo osseo), sali minerali (sono fondamentali, un esempio è rappresentato dal magnesio che ha un ruolo importante per il miglioramento del sistema nervoso e per la conduzione nervosa a livello muscolare. È assunto con una mediazione di altri sali, come il magnesio solfato).

Un altro costituente che non fa parte dell’alimentazione, ma dell’idratazione è l’acqua. Essa è vitale per l’essere umano, poiché l’uomo è composto prevalentemente da essa. L’apporto di acqua all’interno dell’essere umano varia a seconda dell’età: 80% nei bambini, 70% negli adulti, 50% negli anziani. Il bambino ha una necessità maggiore d’idratazione perché avendo una maggior quantità d’acqua, qualsiasi condizione che comporti la perdita di una gran quantità di liquidi può portare il bambino a delle gravi complicanze e disidratazione.

L’adulto ha una maggior possibilità di compensazione, ma anche la sua necessità d’acqua è comunque significativa. Bere, fin dalla tenera età, deve divenire un’abitudine poiché nell’età più anziana si tende a bere poco a causa della perdita fisiologica del senso della sete. È necessario bere almeno un litro e mezzo al giorno (corrisponde a otto bicchieri). L’acqua ha una funzione di trasporto sia di sostanze a livello ematico, il sangue è costituito da una gran quantità d’acqua, sia di sostanze di rifiuto, la filtrazione a livello renale che rilascia nell’acqua che è riassorbita a livello glomerulare. È anche importante per l’apparato gastrointestinale, chi non beve a sufficienza va incontro alla stipsi.

Esistono molte rappresentazioni per quanto riguarda l’alimentazione e la dieta e quella più attendibile è quella a piramide. Al suo interno oltre agli alimenti è riportata l’importanza dell’attività fisica: alla base si trova l’attività fisica, poi l’idratazione, verdura e frutta, cereali, carne e pesce, pane, dolci.

Modificazioni dell’alimentazione e dell’idratazione

Gli individui che non riescono a mangiare e a bere sono persone che presentano una condizione particolare, ma che mangerebbero per cui non hanno lo stimolo della fame alterato. Le persone che non riescono a mangiare e bere in presenza di:

  • Coma
  • Gravi alterazioni psicologiche (anoressia mentale): la persona in questo caso non ha problemi a livello gastrico, ma presenta un’alterazione a livello psicologico che la porta a rifiutare il cibo, attribuendogli non un valore positivo, ma unicamente un valore negativo.
  • Gravi ustioni
  • Stenosi esofagee: la persona ha una chiusura in genere nella terza porzione dell’esofago, ossia in quella zona che tende ad associarsi con il cardias. Ciò comporta l’impossibilità di far passare il cibo, il quale tende a rigurgitare verso la bocca.
  • Occlusioni intestinali: può essere provocata da neoplasia intestinale o da corpo estraneo. Ci sono le occlusioni intestinali neoplastiche che prevedano la presenza di una massa che tende a ostruire in punti più o meno alti, generalmente a livello dell’ileo, la zona intestinale e ciò porta l’individuo non riesce a mangiare a causa di una mancanza di digestione. Si ha quindi malessere, dolore.
  • Politrauma
  • Immaturità (neonato): il neonato che nasce prima del termine previsto potrebbe manifestare delle immaturità a livello di vari apparati. Potrebbe non manifestare il riflesso dell’assunzione, che è fondamentale per l’assunzione dei cibi. Se il bambino non manifesta questo riflesso, è inserito un sondino naso-gastrico per poterlo alimentare.
  • Terapie oncologiche: le condizioni di chemioterapia o radioterapia possono incidere negativamente con l’alimentazione, portando l’individuo a manifestare nausea, vomito. Può influire anche a livello dei sensi dell’olfatto e del gusto.
  • Abuso di alcool e droghe: esse portano a sminuire il valore che si attribuisce all’alimentazione e a inibire il senso della fame. Ad esempio, l’alcolista cronico non ha uno stimolo della fame significativo, poiché l’alcool è pressoché uno zucchero che passa nel sangue: una parte è volatile e è eliminata tramite la respirazione, l’altra parte è metabolizzata a livello del fegato. Conferisce calorie e per tale motivo l’alcool fa credere al senso della fame che la persona sia sazia, anche se in realtà non è assolutamente vero.

Le persone che non possono mangiare o bere

Le persone che non possono (o devono limitare) mangiare o bere per la presenza di:

  • Morbo di Crohn: malattia autoimmune che sembra che abbia origini genetiche. Porta ad una distruzione della mucosa intestinale che può essere in varie parti dell’intestino e in zone più o meno estese. Le manifestazioni sono dolore addominale, diarrea (feci ricche di muco). Se la malattia comporta un aggravamento della qualità della vita, alla persona è consigliato di effettuare una resezione dell’intestino, ossia un’asportazione di una precisa zona dell’intestino colpito dalla malattia. Tale intervento può migliorare la condizione clinica dell’individuo, ma la malattia può ripresentarsi.
  • Colite ulcerosa: malattia che coinvolge l’intestino, presenta lo stesso meccanismo della malattia di Crohn, ma la causa è diversa. È un’infiammazione del colon che provoca ulcere. In genere è colpito il tratto del colon discendente in cui si ha un’infiammazione con la presenza di ulcere a livello della mucosa. Si manifesta dolore, difficoltà nella digestione. Si interviene con una terapia medica, con uso di antinfiammatori.
  • Pancreatite: infiammazione del pancreas in cui si ha la manifestazione di dolore molto forte. Non può assumere alimenti, perché ciò favorisce l’attivazione del pancreas che si infiamma provocando danni. I soggetti sono alimentati per via parenterale.
  • Peritonite: infiammazione del peritoneo, ossia la membrana che riveste i visceri a livello addominale. L’infiammazione del peritoneo comporta l’espansione dell’infiammazione agli organi che può provocare anche la morte. La persona è alimentata e idratata per via parenterale.
  • Interventi chirurgici: la persona deve sottoporsi ad un intervento o si trova nel postintervento (soprattutto se l’intervento coinvolge l’intestino) tende a manifestare limitazioni sia prima che dopo per quanto riguarda l’alimentazione, arrivando a mettere in atto un digiuno. L’idratazione è effettuata per via parenterale.

L’assistenza alla persona nel bisogno di alimentazione e idratazione

Il bisogno di bere e mangiare secondo Virginia Henderson. È importante, soprattutto quando si va a considerare un bisogno fondamentale di una persona, cercare di non soddisfare solo una dimensione di esso. Secondo la Henderson il bisogno non è considerato come una mancanza, ma come una necessità che tende a manifestarsi tutte le volte che, da un punto di vista organico c’è la richiesta di energia, per quanto riguarda l’alimentazione, e di liquidi, per quanto riguarda l’idratazione. I bisogni sono quindi suddivisi in dimensioni:

  • Bio-fisiologica
  • Psicologica
  • Socio-culturale

Secondo la Henderson la funzione del bisogno di mangiare e bere è quella d’ingerire degli alimenti essenziali e necessari per la vita. Come tutti i bisogni, secondo la Henderson, è necessario prendere di riferimento le tre dimensioni se si vuole considerare la persona in maniera globale, sia dal punto di vista fisico, psicologico e socio-culturale.

Il bisogno di alimentarsi e idratarsi è un bisogno che ha orientamenti diversi poiché non serve solo per introdurre alimenti che conferiscano energia e per permettere il metabolismo e la vita a livello cellulare, tessutale, ma ha anche un orientamento psicosociale. È incompleto prendere in considerazione il bisogno di alimentarsi e d’idratare considerando solo una di queste dimensioni. Ad esempio, se ci troviamo davanti ad una persona con difficoltà ad alimentarsi, l’infermiere non deve analizzare solo la parte dell’introduzione degli alimenti, ma deve cercare di rendere il più naturale questo momento, soddisfacendo completamente il bisogno della persona.

La dimensione bio-fisiologica che va a riguardare, e che è importante per l’accertamento, l’integrità dell’apparato digerente, ossia verificare se la persona ha una buona masticazione, deglutizione e digestione. Uno poi si orienta nella scelta degli alimenti e dei liquidi secondo i bisogni dell’organismo e i principi alimentari.

Gli altri aspetti della dimensione bio-fisiologica da analizzare sono: la crescita, l’attività fisica (fattore che va sempre correlato con l’alimentazione), lo stato di salute (si verifica se vi sono la presenza di particolari patologie), il momento biologico (ossia la fase vitale, come l’infanzia, la gravidanza, la vecchiaia i quali sono momenti in cui c’è una considerazione da un punto di vista alimentare e d’idratazione specifica).

Un altro aspetto che va a incidere nella dimensione bio-fisiologica sono gli orari dei pasti, in funzione della fame e della sete, ossia mangiare e bere quando il nostro organismo ha bisogno di recuperare l’energia e non sovraccaricarlo con introduzioni di alimenti quando il senso della fame non richiede questo. Normalmente una persona mangia e beve quando ne percepisce la necessità, ovviamente la nostra cultura ci impone particolari situazioni che portano l’individuo a non alimentarsi affatto per lunghi periodi di tempo, portando l’individuo a manifestare degli squilibri a livello organico.

La dimensione psicologia tende a influenzare l’assunzione del cibo. In tale dimensione, l’aspetto che va a influire su quella che è l’alimentazione è rappresentato dalle emozioni. Alcune emozioni possono influenzare l’ambito dell’alimentazione e dell’idratazione comportando: perdita dell’appetito, aumento o diminuzione della fame, presenza di nausea e/o di vomito. Esistono patologie a livello mentale che possono andare a influenzare l’ambito dell’alimentazione, come l’anoressia mentale e la bulimia.

Un altro aspetto che è attribuito alla dimensione psicologica è il valore che è attribuito al cibo. È giusto attribuire al cibo un valore significativo: il cibo serve per introdurre sostanze che si trasformano in energia. Quando però si attribuisce a esso un valore come compensazione, conforto, punizione (tipico dell’anoressia) o stimolo. Un altro aspetto importante, anche a livello ospedaliero, è rappresentato dalla preparazione e presentazione dei cibi.

L’ambito socio-culturale è quell’ambito che è influenzato dalla cultura e dall’ambiente, dall’etnia, dalla religione, da una scelta di una filosofia di vita, dal microclima. Sono tutti fattori che influenzano la scelta e l’orario e il numero di pasti. Importanti per l’ambito sociale...

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

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