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Appunti di revisione aziendale Maia Miragliotta

Revisione aziendale

Revisione aziendale: attività professionale, individuale o collettiva, volta ad esprimere un giudizio sul bilancio.

Il bilancio d’esercizio e i principi contabili nazionali.

I principi contabili sono linee guida per la redazione del bilancio.

Sito dell’Organismo Italiano di Contabilità www.fondazioneoic.eu attività nazionale à à à principi contabili nazionali.

OIC 11: finalità e postulati del bilancio d’esercizio

Il bilancio, come strumento d’informazione, dev’essere redatto per obbligo di legge e il suo scopo è fornire informazioni strutturate sulla situazione patrimoniale, sul risultato economico e sui flussi di disponibilità liquide di un’impresa.

Ciò deve permettere al lettore di prendere decisioni economiche ed è essenziale per l’effettivo funzionamento del sistema economico in cui le imprese operano, sebbene i principali destinatari siano coloro che forniscono risorse finanziarie alle imprese, es. finanziatori, investitori e creditori.

Nel 2015-2016 è avvenuta una riforma per l’introduzione di modifiche nella redazione del bilancio d’esercizio e consolidato.

Art 2423 c.c. comma 1 il consiglio di amministrazione ha l’obbligo di redigere il bilancio à d’esercizio: stato patrimoniale + conto economico + rendiconto finanziario + nota integrativa.

Art 2424 c.c. lo schema dello stato patrimoniale è obbligatorio à

Art 2424 bis c.c. proventi, costi, ricavi e oneri à

Art 2425 c.c. lo schema del conto economico è obbligatorio à

Art 2425 bis c.c. iscrizione di ricavi, proventi, costi e oneri à

Art 2425 ter c.c. rendiconto finanziario: forma libera ma OIC 10 ha schemi di riferimento à

Art 2426 c.c. criteri di valutazione à

Art 2427 c.c. contenuto minimo della nota integrativa à

Art 2428 c.c. il contenuto della relazione sulla gestione, obbligatoria ma non facente parte à del bilancio d’esercizio.

[Il direttore amministrativo o il CFO sono i primi riferimenti]

La clausola generale, finalità primaria del bilancio: redazione chiara e rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria e il risultato economico d’esercizio.

Veritiero e corretto, diverso dal fare riferimento ad una verità oggettiva perché vi sono valori stimati, es. valutazione di un fondo, ma richiedere che i redattori operino correttamente le stime.

Risultato dell’applicazione dei postulati del bilancio d’esercizio, quindi è un rinvio implicito ai principi contabili, come regole tecnico ragionieristiche.

Le finalità dei principi contabili

  • Interpretare in chiave tecnica le norme di legge in materia di bilancio, ciò perché la legge fissa dei principi generali sulla redazione del bilancio e rinvia implicitamente a regole tecniche per specifiche di tipo applicativo.
  • Integrare dove le norme sono insufficienti.

Postulati

I postulati di bilancio sono regole generali cui devono informarsi i principi contabili nella valutazione delle voci di bilancio.

Clausola Postulati OIC: (7) à à

1. Prudenza, quindi l’essere cauti nelle stime; per il suo rispetto è bene prestare attenzione:

  • All’individuale valutazione di elementi eterogenei per evitare compensazioni tra costi e ricavi, es. nelle stime delle rimanenze.

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  • All’indicazione di utili solo realizzati entro la chiusura ma di rischi o perdite di competenza conosciuti dopo la chiusura, es. fondo rischi e oneri.

Effetto asimmetrico prudenza > competenza à à

2. Prospettiva di continuità aziendale, quindi definire che l’azienda sia destinata alla produzione di reddito per un prevedibile arco temporale futuro relativo ai 12 mesi dalla data di riferimento del bilancio, in base al rendiconto finanziario.

Se non vi è tale attesa allora bisognerà applicare i principi contabili con delle deroghe di cautela, es. immobilizzazioni occorre rivedere la stima della vita utile e/o il periodo di ammortamento.

3. Rappresentazione sostanziale, quindi attribuire minore enfasi alla forma del contratto tra le parti per capire il concreto voluto dalle parti, es. durante un acquisto a rate, secondo il contratto non si è proprietari ma secondo il contenuto lo si è già.

4. Competenza, quindi solo costi e ricavi di riferimento ad un esercizio; ciò richiede vi sia una correlazione costi-ricavi, es. l’iscrizione di risconti attivi comporta la rettifica di costi iscritti al conto economico al fine di correlarli ai ricavi di competenza di esercizi futuri.

5. Costanza nei criteri di valutazione, prevista per:

  • Agevolare l’analisi dell’evoluzione economica, finanziaria e patrimoniale della società.
  • Evitare i margini di discrezionalità del consiglio.
  • Omogenizzare la misurazione dei risultati della società nel tempo.

In caso di deroghe la NI deve prevederne la motivazione e indicarne l’influenza su SP e CE.

6. Rilevanza, un’informazione è rilevante se l’omissione o l’errata indicazione potrebbe influenzare le decisioni prese dai destinatari dell’informazione di bilancio sulla base del bilancio della società, quando ritenuta irrilevante può non essere inserita.

Contabilità: obbligo di iscrizione di tutte le operazioni.

Bilancio: lunghezza nelle iscrizioni.

7. Comparabilità dei bilanci di un’impresa a date diverse, quindi per ogni voce di SP e CE deve essere indicato l'importo della voce corrispondente dell'esercizio precedente.

Se le voci non sono comparabili, quelle relative all'esercizio precedente devono essere adattate; la non comparabilità e l'adattamento o l'impossibilità di questo devono essere segnalati e commentati nella nota integrativa.

È necessario:

  • Forma di presentazione costante: classificazione-separazione voci uguale o comparabile.
  • Criteri di valutazione mantenuti costanti.
  • Mutamenti strutturali, acquisizioni, fusioni, ed eventi eccezionali descritti in note di bilancio.

Quindi si contabilizzano:

  • Gli utili realizzati alla data di chiusura.
  • I proventi e gli oneri di competenza dell’esercizio, senza pensare a incassi - pagamenti.
  • I rischi e le perdite di competenza, anche se conosciuti dopo la chiusura.
  • Gli elementi eterogenei devono essere valutati individualmente per evitare compensazioni tra costi e ricavi, es. nelle stime delle rimanenze.
  • I criteri di valutazione non possono essere modificati tra esercizi in base alle politiche di bilancio, modalità per raggiungere uno scopo di bilancio, sebbene vi siano delle deroghe per forti eccezioni, mediante motivazione in NI.

OIC 12: composizione e schemi del bilancio d’esercizio

Esso ha lo scopo di definire i criteri per la presentazione dello SP, del CE della NI con attenzione alla struttura degli schemi e a loro contenuto.

Lo SP è a sezioni divise e contrapposte:

Attivo

  • A) Crediti v/soci ancora dovuti [separato il già richiamato] tendenzialmente pari a 0.

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  • B) Immobilizzazioni [separate quelle in leasing].
  • I) Immateriali.
  • II) Materiali.
  • III) Finanziarie [separati gli importi esigibili oltre l’esercizio].
  • C) Attivo circolante.
  • I) Rimanenze.
  • II) Crediti [separati gli importi esigibili oltre l’esercizio].
  • III) Attività finanziaria che non costituiscono immobilizzazioni.
  • IV) Disponibilità liquide.
  • D) Ratei e risconti.

Passivo

  • A) Patrimonio netto.
  • I) Capitale.
  • II) Riserve.
  • III) Risultato d’esercizio.
  • B) Fondi rischi e oneri.
  • C) Trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato.
  • D) Debiti.
  • E) Ratei e risconti.

Conto economico

Il CE è a scalare, con risultati intermedi e costi classificati per natura:

A = Valore della produzione.

A1 à Ricavi delle vendite e delle prestazioni, quindi derivanti dalla gestione caratteristica.

Al netto di resi, sconti, abbuoni, premi e imposte connesse per ricavi di competenza, altrimenti si iscrivono in B14 “altri oneri”.

A2 à Variazioni di rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e finiti.

A3 à Variazioni di lavori in corso su ordinazione, quindi il valore della produzione eseguita nell’esercizio al netto del valore di produzione portato a ricavo.

A4 à Incrementi di immobilizzazioni per lavori interni, quindi i costi, interni o esterni, che sono stati sostenuti per la realizzazione delle immobilizzazioni e già rilevati in B.

A5 à Altri ricavi e proventi, quindi i proventi di gestione accessoria o residuale, fitti attivi, plusvalenze per vendita di immobilizzazioni, importi di fondi per rischi e oneri esuberanti, rimborsi spese e contributi in C/esercizio.

B = Costi della produzione.

B6 à Per materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, quindi costi comprensivi di costi accessori al netto di resi, sconti, abbuoni e premi.

B7 à Per servizi, quindi costi per acquisti di servizi per l’attività ordinaria, per i servizi del personale, per i servizi di banche.

B8 à Per godimento beni di terzi, quindi corrispettivi per il godimento di beni di terzi.

B9 à Per il personale, quindi costi per il personale dipendente, salari e stipendi, oneri sociali, TFR, trattamento di quiescenza, altri.

B10 à Ammortamenti e svalutazioni, quindi quando relativi a immobilizzazioni o crediti di C.

B11 à Variazioni delle rimanenze di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, quindi differenze tra rimanenze iniziali e finali relative ai beni in B6.

B12 à Accantonamenti per rischi, quindi in via residuale, quando non iscrivibili per natura dei costi in B, C o D ma sempre esclusi gli accantonamenti ai fondi per imposte.

B13 à Altri accantonamenti, quindi fondi per garanzia prodotti, manutenzione, per perdite previste su commesse se superiori al valore dei lavori in corso.

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B14 à Oneri diversi di gestione, quindi tutti gli oneri della gestione caratteristica non iscrivili precedentemente e tutti gli oneri delle gestioni accessorie.

A – B

C = Proventi e oneri finanziari.

C15 à Proventi da partecipazioni, quindi tutte.

C16 à Altri proventi finanziari, quindi da crediti in B, da titoli in B diversi da partecipazioni, da titoli in C diversi da partecipazioni, proventi diversi.

C17 à Interessi passivi ed oneri finanziari, quindi tutti gli oneri finanziari di competenza, interessi e sconti passivi su finanziamenti, interessi passivi su dilazioni ottenute, sconti finanziari passivi non indicati in fattura, utili e perdite su cambi.

D = Rettifiche di valore di attività finanziarie.

D18 à Rivalutazioni, quindi tutte quelle relative a attività finanziarie.

D19 à Svalutazioni, quindi tutte quelle relative a attività finanziarie.

Es. svalutazioni titoli iscritti in C per il valore minore di realizzo per perdite durevoli e successivi ripristini di valore, differenze positive/negative di valore delle partecipazioni valutate col metodo del patrimonio netto, accantonamenti al fondo per copertura perdite, la variazione di fair value dei derivati, ecc. se di copertura dei flussi finanziari futuri.

20 à Imposte sul reddito dell’esercizio, correnti, differite e anticipate, quindi tutti i tributi diretti, IRES, IRAP, e le imposte sostitutive con importo comprendente l’intero ammontare dei tributi di competenza dell’esercizio al quale si riferisce il bilancio.

Gli oneri per imposte dirette differite sono comprensivi dei relativi oneri accessori, sanzioni e interessi, e la differenza, positiva o negativa, derivante dalla definizione di un contenzioso a fronte di cui era stato stanziato un fondo, sono classificati in tale voce.

Rileva le imposte correnti con contropartita il fondo per imposte B2 per le probabili o i debiti tributari D12 per accertamenti chiusi e le imposte differite/anticipate come l’accantonamento in contropartita della voce B2.

Cambiamenti con la riforma del 2016

Attivo:

  • In B I) – le spese per pubblicità e ricerca spostate nel CE à non ammortizzabili à negativo.
  • In B III) – aggiunte le partecipazioni in imprese sottoposte al controllo delle controllanti.
  • Aggiunti gli strumenti finanziari derivati attivi.
  • In C II) – aggiunti crediti verso le imprese sottoposte al controllo delle controllanti.
  • In C III) – aggiunte le partecipazioni in imprese sottoposte al controllo delle controllanti.
  • Aggiunti gli strumenti finanziari derivati attivi.

Passivo:

  • In A – gli investimenti in azioni proprie spostati nel passivo come rimborso di capitale, anziché essere trattate come azioni di altre ed essere attive.
  • In B – aggiunti gli strumenti finanziari derivati passivi.
  • In D – aggiunti i debiti verso imprese sottoposte al controllo delle controllanti.

CE:

  • In D – aggiunte le passività finanziarie à strumenti finanziari derivati.
  • Prima delle tasse – tolti i proventi e gli oneri straordinari perché si ingannava con proventi ordinari ed oneri straordinari.

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Rendiconto finanziario

Il rendiconto finanziario non ha una struttura fissa ma l’OIC 10 ne illustra due schemi di riferimento che ordinariamente vengono impiegati.

Esso è un prospetto contabile che presenta le variazioni delle disponibilità liquide avvenuti in un determinato esercizio, serve per valutare la situazione finanziaria della società.

I flussi finanziari sono aumenti o diminuzioni delle disponibilità liquide e in tale documento sono presentati distintamente in:

  • Attività operativa à connesse a acquisto, produzione e distribuzione di beni/servizi, oltre che le non appartenenti ad investimenti e finanziamento; determinabile con metodo indiretto, rettificando utile/perdita d’esercizio o diretto, evidenziando i flussi finanziari, es. interessi pagati/incassati nell’esercizio, imposte pagate e non di competenza, dividendi incassati e pagati. Non competenza economica.
  • Attività d’investimento à connesse a acquisto e vendita di immobilizzazioni e attività finanziarie non immobilizzate.
  • Attività di finanziamento à connesse all’ottenimento e restituzione di disponibilità sotto forma di capitale di rischio o capitale di debito.

Nota integrativa

La NI deve avere un contenuto minimo: (2 + 4)

  • Illustrazione dei criteri contabili adottati.
  • Indicazione delle informazioni, delle motivazioni e dei dettagli delle voci di SP e CE.
  • Casi eccezionali di deroga ad una disposizione di bilancio.
  • Variazioni ai criteri e ai principi di valutazione adottati.
  • Casi di non comparabilità e dell’adattamento o dell’impossibilità per voci dell’esercizio precedente.
  • Raggruppamento delle voci negli schemi di bilancio.

Relazione sulla gestione

La relazione sulla gestione, in aggiunta al bilancio, è molto importante perché permette di capire come abbia performato, economicamente e finanziariamente, l’azienda nel suo complesso e nei vari settori in cui ha operato, anche attraverso le imprese controllate.

Con attenzione ai relativi costi, ricavi, investimenti e rischi.

È obbligatorio inserire: (6)

  • Attività di ricerca e sviluppo.
  • Andamento dell’attività svolta attraverso le società controllate, controllanti e imprese controllate dalle controllanti.
  • Rapporti con imprese controllate, collegate, controllanti e imprese controllate da esse.
  • Numero e valore delle azioni proprie e delle controllanti possedute dalla società.
  • Numero e valore delle azioni che nel corso dell’esercizio siano acquistate o vendute.
  • Elenco delle sedi secondarie della società.
  • Evoluzione prevedibile della gestione, in particolare:
  • Gli obiettivi e le politiche per affrontare il rischio finanziario.
  • L’esposizione della società al rischio di liquidità e di variazione dei flussi finanziari.

Il revisore non esprime un giudizio pari a quello sul bilancio ma:

  • Sulla coerenza con il bilancio.
  • Sulla conformità rispetto alle richieste delle norme.

Inoltre è tenuto a rilasciare una dichiarazione sugli errori significativi formulata in seguito alla comprensione e revisione del bilancio.

Introduzione: organismo e principi

L’Organismo Italiano di Contabilità, fondazione nata nel 2001, sostituisce nell’emanazione dei principi contabili il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri.

  • Predispone i principi contabili per la redazione dei bilanci d’esercizio e consolidati delle imprese, dei bilanci preventivi e consuntivi delle aziende non profit e delle amministrazioni pubbliche, nazionali e locali;

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  • Fornisce, in coordinamento con gli altri standard setter europei, il supporto tecnico per l’applicazione in Italia dei principi contabili internazionali e delle direttive europee.

OIC 16: immobilizzazioni materiali

Ha lo scopo di disciplinare i criteri per la rilevazione, classificazione e valutazione delle immobilizzazioni materiali e delle informazioni da presentare nella nota integrativa.

È destinato alle società che redigono i bilanci in base alle disposizioni del codice civile.

Le immobilizzazioni materiali sono beni tangibili, di uso durevole, costituenti parte dell'organizzazione permanente delle società, quindi impiegate come strumenti di produzione del reddito della gestione caratteristica, con utilità economica oltre un esercizio.

Le immobilizzazioni materiali:

a) hanno un’utilità plurienn

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maia.dance di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Revisione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Ermocida Giuseppe.
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