Riassunto economia aziendale
1. L'economia aziendale
Economia: "leggi per il governo della casa", governo della ricchezza riferibile a famiglie, imprese e Stato.
Scienze economiche: hanno come oggetto comune le attività di produzione e di consumo dei beni economici atti a soddisfare i bisogni umani.
Beni:
- Economici: ciò che è utile al soddisfacimento dei bisogni umani e scarso rispetto alle esigenze delle persone.
- Non economici: ciò che non è soggetto al limite della scarsità (es: aria, acqua).
Rientrano nell'attività di produzione le operazioni di trasformazione fisica tecnica.
Le attività economiche avvengono anche grazie alle operazioni di negoziazione, strumentali alle attività di produzione e consumo.
L'attività economica di produzione si attua con l'impiego di condizioni di produzione; quelle primarie sono capitale e lavoro.
Le scienze economiche si occupano delle attività economiche:
- Individuando modalità alternative di svolgimento (favorendo sviluppo e innovazione economica).
- Non limitandosi alla ricerca di uniformità relative, ma chiarendo le relazioni di causalità.
- Misurandone i risultati (anche secondo l'efficienza, l'efficacia e la convenienza).
Le scienze economiche si distinguono principalmente in:
- Economia politica.
- Economia aziendale.
Economia politica: studia il sistema economico di una data collettività, considerando quantità globali e tende a percepire uniformità fra di esse. Essa ha per oggetto lo studio del comportamento economico della società, intesa come unità organica.
Dal 1750 in poi, le principali teorie della politica economica derivano da:
- Adam Smith (mano invisibile del mercato, divisione e specializzazione del lavoro, vantaggi della produttività).
- Economisti neoclassici o marginalisti (scienziati che vogliono ridurre tutto ad una funzione).
- Joseph Schumpeter (soggetto dell'impresa, idea di imprenditore-innovatore, distruzione creatrice di ricchezza).
La nascita dell'economia aziendale risale tra la fine dell'800 e l'inizio del 900 in Germania e Italia con Nicklisch, Schmalenbach e Zappa. Essa prese esistenza:
- Come derivazione dalle tecniche ragionieristiche e gestionali sviluppatesi dopo l'industrializzazione.
- Quale forma di reazione all'antirealismo delle impostazioni marginaliste.
- Con l'intento di studiare in modo organico, sistematico e compiuto non delle variabili, ma piuttosto i soggetti effettivi operanti all'interno di ciascun sistema economico (aziende).
L'economia aziendale è una scienza sociale in quanto risulta costitutiva l'azione degli individui.
Zappa: l'economia aziendale studia le condizioni di esistenza e le manifestazioni di vita delle aziende nel sistema economico che esse concorrono a formare. Essa si occupa di tutte le aziende operanti nel sistema (anche no profit e pubbliche).
Secondo altri, il campo di indagine dell'economia aziendale è limitato alle aziende di produzione.
Canziani: l'economia aziendale è la scienza che studia l'amministrazione economica delle aziende, ove l'amministrazione può essere idealmente articolata in gestione, organizzazione e rilevazione.
L'economia aziendale si distingue anche per il realismo speculativo delle proprie indagini e per il proprio metodo di studio. Il realismo speculativo si traduce nello studio di "fatti scientifici".
Onida: una teoria non è una qualsiasi descrizione o rappresentazione della realtà, ma una particolare interpretazione e spiegazione di questa.
L'economia aziendale è una scienza empirica.
Onida: l'oggetto scientifico dell'economia aziendale è l'individuazione e la messa a fuoco di relazioni tra i fenomeni che riguardano l'attività economica delle aziende e fra le diverse quantità che li esprimono.
Onida: le teorie di economia aziendale possono avere valenza sia come conoscenza positiva astratta, sia come normativa. Di fatto, l'economia aziendale elabora conoscenze e teorie economiche utili per il governo delle aziende di ogni ordine.
Ogni principio di economia aziendale è sempre relativo a schemi di relazioni e a modelli semplificati, non idonei a fornire, da soli, norma immediata d'azione.
Onida: nelle ricerche di economia aziendale, i metodi deduttivi e induttivi sono di grande ausilio, ma occorre conoscerne pienamente il valore e i limiti.
Canziani: il problema consiste in una sapiente combinazione di deduzione da premesse teoriche e di induzione da fatti. La fusione tra i due metodi di studio porta il nome di metodo misto o sintetico.
In tale senso, l'economia aziendale è scienza di accumulazione, dove la persona e le capacità del ricercatore sono centrali.
L'economia aziendale non è una scienza chiusa poiché è considerata una scienza sociale, data la centralità del comportamento umano e la connessione con altre discipline sociali, quali la sociologia e la psicologia.
Inoltre, presenta anche connessioni con le scienze giuridiche e con quelle matematiche.
Azienda
Onida, Zappa: le aziende sono istituti economici ordinati alla soddisfazione dei bisogni umani, in quanto questa comporti il consumo di beni economici, e quindi anche la loro produzione o acquisizione.
L'uomo è un essere socievole e ciascuno aderisce a molteplici società umane. Esse hanno due finalità:
- Soddisfacimento dei bisogni di socialità.
- Realizzazione di fini non attuabili con le risorse individuali.
Le società umane possono essere per esempio le famiglie e le società civili, la Chiesa... Ogni società umana persegue il bene comune dei suoi membri.
Gli istituti sono enti sociali con regole e strutture di comportamento stabiliti per i singoli membri.
Ciascun istituto è un complesso:
- Di energie personali e beni economici disponibili.
- Ordinato secondo leggi proprie.
- Duraturo e dinamico.
- Unitario.
- Proteso verso il conseguimento di un fine comune.
- Autonomo.
La produzione e il consumo di beni economici avvengono all'interno di istituti economici per relazioni fra istituti economici (le aziende). Esse si presentano come corpo intermedio fra l'individuo e lo Stato.
Zappa: l'azienda è il centro unitario in cui le attività economiche utilmente si compongono. Essa è individualità economica che, per relazioni interne ed esterne, ha vita, caratteri e compiti propri.
L'azienda è una coordinazione economica in atto, dove i vincoli di coordinazione mostrano fusi in una sola realtà tutte le energie, ricchezze e accadimenti economici che scandiscono la vita delle aziende.
L'azienda è un sistema dinamico proteso nel tempo, nel quale si realizzano:
- L'unità nella molteplicità: varie componenti concorrono a formare un complesso organico, molteplici operazioni sono interconnesse e interdipendenti.
- La permanenza nella mutabilità: col trascorrere del tempo tutto si rinnova senza rompere la continuità del complesso aziendale.
Gli istituti più rilevanti sono le famiglie, le imprese, gli istituti non profit e gli istituti pubblici. Di conseguenza, le aziende studiate dall'economia aziendale sono:
- Aziende familiari: sono aziende di erogazione poiché soddisfano direttamente e durevolmente il complesso dei bisogni.
- Aziende di produzione: soddisfano indirettamente i bisogni umani producendo beni economici per il mercato.
- Aziende pubbliche: sono aziende di erogazione poiché soddisfano direttamente e durevolmente il complesso dei bisogni.
- Aziende non profit: sono di natura privata e sono soggetti al divieto di distribuzione del risultato reddituale; sono di carattere sociale, culturale.
Le aziende composte si caratterizzano per il fatto che l'economia di erogazione è strettamente collegata ad una o più aziende di produzione.
Soggetto economico e giuridico
Onida: nelle aziende è di grande importanza individuare il soggetto giuridico (titolare) e il soggetto economico.
Soggetto giuridico = persona nel cui nome l'azienda viene esercitata ed alla quale vengono riferiti diritti e obblighi che nascono dalla costituzione e dall'esercizio di essa. Egli si sviluppa principalmente in persone fisiche, nelle pubbliche amministrazioni e nelle società di persone o di capitali. Da qui nasce una nuova distinzione, fra aziende individuali e aziende collettive (a loro volte suddivise in aziende pubbliche e private).
Soggetto economico = si individua nelle persone o nel gruppo di persone che esercita il supremo volere volitivo, subordinatamente solo ai vincoli d'ordine morale o giuridico ai quali è tenuto a sottoporsi.
Onida: distinzione:
- Gruppi di aziende: formati da imprese con diversi soggetti giuridici e comune soggetto economico (Fininvest).
- Consorzi di aziende: formati da imprese con diversi soggetti giuridici e diversi soggetti economici; vengono costituiti per svolgere in comune determinate attività (Consorzio Franciacorta).
Assetti istituzionali
Portatori di interesse: insieme di soggetti che offrono contributi e ricevono ricompense o traggono benefici.
L’analisi dell’assetto istituzionale serve per valutare la capacità di un istituto a perdurare nel tempo. Esso è la configurazione dei portatori di interesse nei confronti dell’istituto, dei loro contributi, delle ricompense e dei benefici che ottengono, del soggetto d’istituto, dei fini istituzionali e delle strutture di governo.
Soggetto d’istituto e diritto di governo
Tutti i portatori di interesse dovrebbero partecipare al governo d’istituto. Tuttavia questo comporterebbe elevati costi di governo e complessità organizzativa; qualità e tempi di decisione lunghi; mancato riconoscimento della criticità di alcuni contributi.
Nasce il soggetto d’istituto, ovvero l’insieme dei portatori di interesse che direttamente partecipa al governo. Ad egli fanno capo due diritti-doveri:
- Governo (guidare l’istituto e prendere decisioni).
- Godere dei risultati positivi e farsi carico di quelli negativi.
Il soggetto economico (di solito coincide con il soggetto d’istituto) esercita le prerogative di governo.
2. Le aziende familiari
Attualmente, si conoscono le imprese familiari attraverso l’osservazione e l’interpretazione economica dei flussi monetari che intercorrono tra l’azienda familiare e gli altri operatori in un determinato periodo di tempo.
L’economia delle aziende familiari può essere rappresentata come un’uguaglianza tra entrate e uscite monetarie:
R + DIS + ACCDEB + ER = C + T + I + RIMBDEB
Flussi monetari in entrata
Fonti a cui l’azienda familiare può attingere per assolvere alla propria funzione economica:
- Acquisizione di REDDITI: provenienti da redditi di lavoro (lavoro dipendente, autonomo, pensione, imprese individuali) e redditi patrimoniali (gestione del patrimonio familiare, affitti attivi, partecipazioni).
- DISINVESTIMENTI: vendita di beni di proprietà.
- DEBITI DI FINANZIAMENTO: prestiti di denaro, si distinguono dai debiti di regolamento (regolamento di uno scambio non immediato).
- Acquisizione di EREDITÀ: connessioni intergenerazionali.
Flussi monetari in uscita
- Spese per CONSUMI: misurano il valore dei beni consumati per il soddisfacimento dei bisogni familiari, inclusi i costi per conseguire redditi e la beneficenza; si parla di processi di consumo perché i singoli atti non sono autonomi e indipendenti tra loro, ma complementari; essi sono influenzati dalla società e dai mass media; si classificano in primari o secondari, necessari o voluttuari, funzionali o ostentativi, costruttivi o decostruttivi; essi dipendono dal reddito permanente (stabilizzato in funzione del patrimonio attuale e dei redditi futuri); sono influenzati anche dalla propensione al risparmio.
- TRIBUTI: sia imposte dirette (sul reddito, IRAP, IRES) sia imposte indirette (IMU, IVA).
- Rimborsi di DEBITI DI FINANZIAMENTO.
- INVESTIMENTI: possono essere in beni da reddito (immobili, partecipazioni societarie → portano profitto) oppure di altra natura (beni di uso duraturo, beni artistici).
Gli investimenti in beni da reddito si differenziano per:
- Redditività.
- Rischio.
- Liquidabilità.
Rischio e liquidabilità possono variare nel tempo.
Le scelte di investimento devono considerare anche la situazione familiare complessiva. Fra i fattori esogeni che influenzano le scelte di investimento familiari si rilevano l’inflazione (perdita di potere d’acquisto della moneta, colpisce le attività patrimoniali ma alleggerisce il peso dell’indebitamento familiare a lungo periodo), i regimi di tassazione e la dinamica dei tassi di interesse.
L’equilibrio economico delle aziende familiari
Il grado di equilibrio economico confronta i redditi, le imposte e i consumi. Il risparmio monetario è la quota di reddito sottratta ai proventi e alle tasse. È una grandezza flusso poiché si calcola considerando delle grandezze economiche riferite a un determinato periodo di tempo.
I = R – T – C
Se I è positivo, incrementa il patrimonio familiare. L’evasione fiscale alimenta la capacità di consumo o di risparmio delle aziende familiari; ma un incremento significativo della pressione tributaria incide negativamente sulla capacità di spesa o di risparmio. (- tasse + consumi; + tasse - consumi)
Risparmi positivi sono indice di equilibrio economico; risparmi negativi sono indici di squilibrio economico (la famiglia vive al di sopra delle proprie possibilità).
Ciascun nucleo familiare dovrebbe scegliere la destinazione dei redditi disponibili:
- Fra consumi e risparmio.
- Fra i diversi bisogni da soddisfare.
Un’economia i cui proventi ordinari siano appena sufficienti si trova ad indebitarsi o ad alienare parte del proprio patrimonio per fronteggiare un improvviso disavanzo monetario.
Indebitamento: può finanziare investimenti patrimoniali (mutuo ipotecario) o consumi voluttuari (credito al consumo). La nascita del credito al consumo ha portato all’impoverimento delle famiglie poiché l’indebitamento viene contratto con leggerezza per effettuare consumi voluttuari non necessari.
3. Le aziende pubbliche territoriali
Lo Stato interviene nel sistema economico attraverso la spesa pubblica e le entrate pubbliche.
L’economia dello Stato si traduce in un sistema di entrate ed uscite monetarie riferito ad un intervallo di tempo.
Entrate
- Correnti: si ripetono sistematicamente nel tempo (si dividono in tributarie ed extratributarie, che derivano dalla gestione del patrimonio statale).
- In conto capitale: impattano sul patrimonio dello Stato (assunzione di prestiti o disinvestimenti).
Uscite
- Correnti: per erogare i servizi pubblici e oneri finanziari.
- In conto capitale: rimborso di prestiti e investimenti.
Il livello e la composizione di entrate ed uscite si co-determinano. L’economia delle PA si fonda sul binomio Tributi-Spesa pubblica, ovvero sui servizi che lo Stato presta e sulle modalità attraverso cui reperisce le risorse necessarie.
I servizi pubblici devono essere indivisibili (indistintamente a tutta la collettività) e consolidati (rilevanti).
Distinzione tra:
- Stati mercantilisti: apporto dello Stato minimizzato ai servizi pubblici essenziali (difesa e ordine pubblico), il resto è determinato dal mercato. Servizi minimi = imposte minime.
- Stati cameralisti: lo Stato si incarica progressivamente dei bisogni della collettività e lo fa in molti modi. Ampio sistema di servizi = imposizione articolata.
Ruoli assunti dallo Stato:
- Produttore: istruzione, sanità (sottocosto).
- Consumatore: acquirente di beni.
- Imprenditore: (IRI, ENI).
Viene eliminata l’uguaglianza servizi minimi = imposte minime per l’aumento dei servizi considerati pubblici e per il crescente numero di dipendenti pubblici.
Tributi
Imposte = sono correlate al patrimonio, al reddito, al trasferimento o al consumo di ricchezza. Sono riferibili alla parte indivisibile del costo della prestazione di servizi pubblici. Le principali sono:
- Sui consumi (IVA, ACCISE).
- Sulle proprietà (IMU).
- Sui redditi (IRPEF, IRES, IRAP).
- Sui trasferimenti della ricchezza (imposta di registro, di successione).
Tasse = da corrispondere a fronte della fruizione di determinati servizi pubblici (TARI). Possono essere a:
- Tassazione fissa.
- Tassazione proporzionale: aliquota costante (aumenta nella stessa proporzione dell’imponibile).
- Tassazione progressiva: all’aumento del reddito aumenta anche la percentuale di tassazione.
Art. 53 della Costituzione: tutti devono pagare le tasse in proporzione alla propria capacità contributiva.
Redditi tassati in Italia: lavoro dipendente, autonomo, d’impresa, di fabbricati, di capitale, redditi diversi.
Le entrate correnti extratributarie derivano dalla gestione del patrimonio pubblico.
Qualità dei servizi pubblici
Le PA si giudicano per la natura, la quantità, la qualità e il costo dei servizi prestati, alla luce dei principi di efficacia ed efficienza. Il problema è di prestare servizi pubblici unici e rilevanti in condizioni di efficienza anche in relazione a come verrebbero realizzati sul mercato.
- Efficace: se PA eroga servizi rilevanti e se i servizi soddisfano pienamente e adeguatamente i bisogni a cui sono finalizzati.
- Efficiente: se per produzione o acquisto di servizi pubblici viene utilizzato il minimo delle risorse necessarie (molto utile il confronto tra il costo sostenuto dall’ente pubblico con i prezzi-costo del mercato).
La produttività o l’anti-produttività delle imposte è correlata all’efficienza e all’efficacia dei servizi.
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