Economia aziendale
Economia aziendale è una scienza sociale, l'azione dell'uomo è fondamentale, è una scienza quindi che si forma sull'azione dell'uomo. Razionalità limitata. Non può essere spiegata in modo matematico come una scienza naturale, ma è una scienza sociale, derivante dal comportamento degli uomini. Sono due i fattori che hanno dato impulso alla nascita dell'economia aziendale:
- Derivazione delle tecniche (ragioneria)
- Come reazione a certi orientamenti/pensieri di economia politica (aziendalisti hanno pensieri diversi rispetto agli studiosi di economia politica).
Annotazioni importanti
- Attività di scambio rappresentate da domanda e offerta, prezzi riguardo costi e ricavi.
- L'economia costituisce un corpus = insieme unitario più o meno vasto.
Le aziende operano per il tramite delle persone e sono:
- L'impresa, sistema economico di natura agricola e primaria e poi anche artigianale e mercantile, impegnata in costi, ricavi, utili e perdite guidate da leggi di amministrazione. È un'attività economica con finalità produttiva che nasce da molte persone, i soci, che decidono di condividere iniziativa imprenditoriale unendo le proprie risorse.
- La famiglia, comunità, famiglia tradizionale, proprietà privata patrizia, insieme di abitazioni, campi, fattorie.
- Lo stato, o pubblica amministrazione, raccoglieva le imposte e provvedeva alla spesa pubblica. Collettività, le persone sono importantissime.
L'economia aziendale ha come oggetto lo studio dell'azienda (negozio) e il suo equilibrio e sviluppo, mentre l'economia si spiega come insieme delle leggi per il governo della casa, ovvero leggi per orientare il comportamento dell'uomo nell'amministrazione per le risorse messe a disposizione (il capitale e il lavoro) da utilizzare nel miglior modo possibile, perché se le utilizzo bene, produrrò degli utili; nel caso inverso mi porterà a delle perdite.
Nozioni di comportamento
Esistono 2 nozioni di comportamento che devono essere seguite purché le imprese non falliscano:
- Efficacia per ottenimento risultato
- Efficienza, il modo in cui realizzo il risultato, sono efficiente se riduco i tempi.
Le tecniche sono strumenti a supporto delle persone e degli operatori economici (aziende) dal punto di vista pratico, strumenti pratici che consentono agli operatori economici di risolvere serie di problematiche, quindi prima nascono le tecniche e poi economia aziendale.
Tecniche principali
- Ragioneria (contabilità), la scienza dei conti. Serve a rilevare crediti, debiti, costi che l'impresa sostiene, o i ricavi che vengono utilizzati. Se voglio misurare l'utile, devo giorno per giorno ricavare tutto l'elenco che ho scritto, che permette di determinare/rilevare i valori, espressi in numeri che poi verranno rappresentati nel bilancio di esercizio, documento fondamentale dove possiamo capire stato di salute dell'azienda;
- Tecniche di amministrazione (gestione), cioè la tecnica mercantile e bancaria. Utili per amministrare impresa, l'imprenditore usa specifiche tecniche, che possono essere dirette a negoziare un mutuo, per organizzare la produzione (organizzare prodotto da vendere).
Contributi di studiosi
Luca Pacioli è riconosciuto per il metodo della partita doppia, metodo tutt'ora utilizzato per rilevazione dei valori, risale al 1494.
Studiosi in Italia
- Giuseppe Cerboni, inizio 800 e 900, introduce la tecnica della Logismografia, sistema integrale di ragioneria basato sul patrimonio (capitale). Il patrimonio è statico perché identifica fattori dell'impresa di un determinato momento, calcolato facendo una stima del valore degli impianti. La logismografia rileva il patrimonio. Secondo lui la ragioneria è una scienza applicabile in tutte e 3 le tipologie di azienda. Besta dà un contributo in merito all'introduzione che la ragioneria sia fondata sul patrimonio, ma afferma che la ragioneria dovrebbe soffermarsi solo sulle imprese.
"Partita doppia"
Studiosi in Germania
- Schmalenbach, fine 1800, si dedica allo studio della ragioneria riservandola solo alle imprese (private) come Besta, fondandola non più sul patrimonio ma sul reddito: l'utile proveniente in un dato periodo di tempo da un'attività o da un impiego di capitale, ed è la differenza tra ricavi e costi dall'1 gennaio a 31 dicembre, un anno solare. In questo caso il reddito ha valore dinamico, perché si forma in un orizzonte temporale ampio (nel giro di un anno), invece il patrimonio (appartamenti) è statico. Lui considera la ragioneria come una dottrina dell'economia privata, per esempio imprese, come diceva prima: interpreta quindi la realtà come un insieme di interessi individualistici (le imprese) che si confrontano tra loro nei mercati.
Questa dottrina dell'economia privata ha il compito di utilizzare i processi contabili, ovvero la ragioneria, per misurare la produzione-distruzione di valore economico dell'impresa, e di definire comportamenti aziendali ottimali individuandone le regole. Il reddito è la grandezza fondante per lui ed è il motore di azione del valore. Non è sufficiente quantificare il patrimonio, ma conta la capacità di reddito prospettica. Il patrimonio vale se è in grado di produrre capitale anche per gli anni a venire (2024/2025/2026). Il reddito si quantifica tramite l'attualizzazione del reddito, capendo quanto vale un reddito oggi, e anche nei 3 anni a venire.
Gino Zappa, fondatore economia aziendale. Alcune teorie di economia politica, che nasce prima di quella aziendale, sono entrambe scienze economiche ma con caratteristiche diverse.
Economia classica
L'economia classica, ramo economia politica, di Adam Smith (1723-1790), fondatore dell'economia politica moderna, ricco di principi e fondamenti teorici che vengono ripresi in ambito aziendale. Concetti di economia classica nascono nel Regno Unito. Smith riteneva che il mercato fosse in grado di raggiungere condizioni ottimali senza intervento dello stato, quindi la domanda che eguaglia l'offerta (prezzo di equilibrio) non necessitano di impulsi dello stato, gli operatori economici riescono a trovare un incontro con le loro possibilità a fine di interessi egoistici, (per lui non esiste la collettività) e si vuole far dell'utile = differenza tra ricavi e costi.
Economisti coinvolti in atteggiamenti personalistici ma in modo tale che si possano fondere e avere soddisfazione reciproca, quindi troviamo punto di incontro tra domanda e offerta, che determina il prezzo di equilibrio. Gli interessi degli uni portano all'ottenimento di beni per soddisfare bisogni degli altri - per guadagnare (chi vende) e sopravvivere (per chi compra) = scambi di mercato.
Secondo lui il mercato è regolato da una mano invisibile, però in situazioni standard, senza problemi dello stato. Se la domanda si riduce, si produrrà meno, e se si produce meno, i prezzi si abbasseranno, la riduzione dei prezzi crescerà la domanda, quindi equilibrio che si auto realizza, quindi equilibrio tra domanda e offerta.
Economia di libero mercato, vede la dinamica economica come un processo nell'insieme armonico tra produttori, consumatori e stato nella forma di prezzi, scambi e mercati (interessi personalistici). Smith era consapevole che ci potesse essere un disequilibrio, magari in caso di guerra o crisi. Il suo pensiero non fu criticato dagli economisti, anzi ripreso in molti principi dell'economia aziendale.
Scienza economica = economia politica.
- Divisione del lavoro: siamo in un periodo in cui l'economia era artigianale, ovvero processo produttivo tramite Labour intensive, serviva molta manodopera con molte ore. Quindi lui pensava che per ridurre costi aziendali si dovesse attuare divisione del lavoro: spezzare processo lavorativo in tantissime fasi e assegnare ciascun step ad una specifica persona, e il prezzo va a ridursi perché quelle persone specializzate diventeranno più abili a fare la loro parte di lavoro, quindi facendo bene un'unica cosa ma molto bene, risparmiando tempo (essere specializzati). Consentiva di organizzarsi con elevata efficienza.
- Teoria degli spilli: se distribuisco lavoro a vari operai, ottengo una quantità elevata di spilli con guadagno maggiore; l'utile aumenta e il costo per l'azienda si abbassa, e questo comporterà un innalzamento dei salari.
- Vantaggi della produttività: ribasso dei costi e rialzo dei salari (riferimento a teoria spilli).
- Coordinamento: se ho promosso la specializzazione, un risultato naturale è la coordinazione, devo controllare più persone (tutte a quelle cui ho dato un lavoro).
Critiche e orientamenti
Economia aziendale nasce rispetto agli orientamenti di economia neoclassica, che sarà criticata dagli aziendalisti, si distanziano dall'economia politica e in secondo luogo il marxismo (non deriva dagli altri due orientamenti). Scuola marginalista, col marxismo, da dove nasce economia politica. Orientamenti branca economia politica, scienza economica dell'economia aziendale seguono 4 filoni:
- Economia classica (Smith), ripreso
- Marxismo, criticato
- Economia neoclassica o marginalista (Jevons), criticato
- Orientamento di Schumpeter, ripreso
Critica a Marx
Marx divide l'umanità in 2 sole categorie:
- Capitalisti-proprietari-sfruttatori
- Proletari sfruttati e privati dei risultati del loro lavoro
Gli imprenditori si appropriano del plus valore prodotto dagli operai, in tal modo che accumulino capitali, e per questo capitalisti. Il plus valore è il lavoro gratuito dell'operaio (gioco a somma zero, se qualcuno ha maggior utile devo sottrarlo a qualcun altro), e i capitalisti, a forza di sfruttare e produrre, si ritroveranno ad aver prodotto più di quanto riescano a vendere. Ci ritroviamo perciò ad avere l'offerta superiore alla domanda, che porta ad una crisi, che porterà il sistema capitalistico a saltare. Conseguenza = dittatura del proletariato e nascita di una società senza classi.
Marx ignora l'intero processo di produzione economica: lui pensa che l'utile provenga dal plus-valore, ma in realtà la produzione si realizza dall'utilità che il bene finito ha per il consumatore rispetto alle singole parti che lo compongono (da fiocchi di cotone a camicia). Aumento dell'utile = imprenditore che fa prospettive negli anni a venire. Secondo Marx, la merce è data dalla somma del plus valore, delle materie prime e della forza lavoro.
La produzione per lui era data da: materie prime + forza lavoro + plus valore (M = c + v + pv).
Critiche a Marx
- Le classi sociali non erano classi sociali, bensì ceti, non solo 2, ma molti di più (aristocrazia, operai).
- I fenomeni di sfruttamento, che dipende da dinamiche storiche, cioè gli sfruttati malfamati e in cui l'offerta era superiore alla domanda.
- Il sistema non è destinato a morire, bensì è fondato su nuove produzioni in serie scambiate nel libero mercato e favorendo tutti i ceti. Dinamicità statale, tramite l'organizzazione e la gestione, dei trasporti e della distribuzione, facendo pagare le tasse ai cittadini. Il sistema in realtà si regge soprattutto sull'individuazione di prodotti sempre nuovi, innovativi e migliori, sul progresso tecnico che in realtà Marx pensa si sarebbe verificata una crisi. Il sistema si regge quindi sui continui incrementi della produttività, sulla continua innovazione del prodotto e del processo e sull'invenzione di capitali sempre nuovi e ulteriori - Originalità imprenditoriale.
- La singola impresa può incontrare crisi ma tramite scelte strategiche migliori può uscirne. Talora alcuni settori incontrino una crisi perché rimpiazzati da modelli più moderni, quindi ci troviamo di forte ad un rinnovamento ma mai eliminato (circolazione dei settori, da carrozze ad auto).
Jevons
Studioso e aziendalista neoclassico e marginalista che considera l'economia come una scienza matematica. Scientismo = il ritenere fondanti soprattutto le scienze naturali con il loro metodo e il valore esaustivo della ragion matematica. Scelta di esprimere le relazioni tra gli operatori economici in modo matematico. La matematica ha valore di esplicatismo assoluto spiegando anche gli operatori economici.
Jevons sostiene che l'economia, trattando di quantità, dovesse divenire una scienza matematica, ma lui non poteva sapere che i prezzi-costo, l'utile e le perdite fossero determinate dalla Ragioneria, che analizza l'algebra. Gli studiosi dell'economia neoclassica interpretavano l'economia esprimendola in leggi di tipo meccanico e di forma algebrica.
Visto che il risultato sarebbe stato una serie di equazioni, decisero di procedere secondo i principi della:
- Semplificazione
- Generalizzazione
Utilizzarono quindi equazioni di primo e secondo grado. Y in funzione di X, ovvero che all'aumentare della quantità, la qualità si riduceva (esempio del gelato), si parla di livello di soddisfazione: all'aumentare del prezzo di mercato di un certo bene, è chiaro che l'offerta da parte dei produttori aumenti, mentre la domanda dei consumatori diminuisce via via.
Principali limitazioni
- Continuità delle funzioni con condizioni algoritmiche violate;
- Premesse inquinate di falso psicologismo (non si era pensato che un soggetto avesse preferenze, per esempio che uno potesse scegliere un gusto di gelato e un'altra persona un altro);
- Premesse analitiche anti-realistiche, quindi una scienza matematica senza connessioni di realtà: a) Che il tempo e lo spazio non esistessero, dove tutto si concentrava su un determinato istante, ma invece un'impresa deve operare in continuità; b) Che tutto si svolgesse nel vuoto giuridico (assenza di stato); c) Che a parte y e x, tutte le variabili rimanessero costanti; d) Che non vi fosse concorrenza tra imprese; e) Che ogni operatore conoscesse a perfezione tutte le informazioni (costi, ricavi, utili).
Ma in realtà l'economia si tratta di una scienza sociale, perché la realtà sociale comporta per natura variazioni continue.
Principio della statica economica è che il mercato risolva le equazioni di equilibrio, se si considera società ideale in cui rimane il numero di individuali loro bisogni e il processo di produzione, ma ciò è puramente nominale, perché la cognizione del mondo rileva un perpetuo divenire di forze economiche.
Schumpeter
Vede la vita economica come un flusso circolare tra produzione e consumo, ovvero tra fattori di produzione e mercati di sbocco (i consumatori). Descrive il flusso circolare (auto alimentazione) della vita economica, cioè il processo di produzione (beni economici, materiali di servizio) da un lato, e di consumo dall'altro. Quindi, l'impresa produce bene destinati a essere comprati da individui, i beni economici sono beni materiali volti a soddisfare i bisogni.
Categorie fondanti
- Innovatore creatore: Innovazione vista da Schumpeter come fonte di vantaggio competitivo = se riesco a innovare, riuscirò a performare meglio rispetto ai miei colleghi, mi troverò in vantaggio (In caso di crisi energetica, l'impresa va in crisi perché l'utile di quell'impresa fallisce). Soluzione sarebbe scegliere fonti rinnovabili anche tradizionali, che restauri la situazione di equilibrio che era stata persa). Innovatore visto da Schumpeter come innovatore sistematico, trovando qualcosa di diverso dall'esistente, e l'impresa è la realizzazione pratica di tali innovazioni.
- Rinnovo materie prime
- Rinnovare l'organizzazione e il modo di competere in un settore (costituendo e smontando un monopolio venendo introdotti fattori di cambiamento e momenti di squilibrio)
- Aprire nuovi mercati di sbocco
- Accesso a nuove fonti di approvvigionamento (per reperimento materie prime)
- Distruzione creatrice: Innovo e sostituisco l'obsoleto, che ripristina la situazione di equilibrio creando beni che vanno a sostituire i beni non più utili (auto al posto delle carrozze).
- Tendenze socialiste: Lui è scettico riguardo al fatto del mantenimento del capitalismo, perché si stavano creando imprese monopolistiche simil-socialismo = libera iniziativa di mercato sostituita dal modello in cui c'è un interventismo da parte dello stato. Si afferma dato il declino dell'enfasi capitalistica, infatti il simil-socialismo aveva regolamentazione statale.
Motivi
- Capitalismo vittima dei suoi stessi successi, portando a grandi imprese complesse (monopolistiche), quindi senza possibilità di investimento, con conseguente affermazione di imprese di grandi dimensioni e rilevanza. Queste potevano ottenere le economie di scala, vantaggi di costo che hanno a che fare con l'efficienza riguardo ai costi aziendali, aumenterà quindi l'utile con riduzione costi aziendali.
L'economia di scala ha vantaggi di costo perché spiega relazione tra 2 grandezze. L'economia di scala si verifica quando quantità prodotti e costi sostenuti per produrla, all'aumentare della quantità prodotta i costi (delle materie prime, costi aziendali) si riducono (economia di scala attuabile solo in imprese monopolistiche a cui lui fa riferimento). Se quella è l'unica impresa, tutti compreranno da quell'impresa e quindi ecco il verificarsi dell'economia di scala. L'economia di scala mi consente di ricavare l'utile, ma ha un lato negativo: secondo Schumpeter l'impresa deve essere capace di rinnovare i beni destinati ai consumatori, sono talmente grandi che si sono burocratizzate, quindi hanno procedure infinite da rispettar.
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