Capitolo 1: l’economia aziendale nelle istituzioni e nella società
Azienda —> termine molto ampio che accomuna realtà diverse tra di loro, come pizzeria, comune, hotel, banca.
Elementi di diversità
- Dimensioni —> piccole, medie, grandi.
- Tipo di attività / settore di appartenenza —> servizi, beni, enti pubblici.
- Finalità —> imprese profit e no profit, arrivare a un profitto oppure ospedale o ente pubblico con finalità di arrivare a un interesse generale e pubblico.
Possiamo affermare che l’azienda è un sistema complesso di natura economica avente il fine di creare ricchezza con il problema di determinare le modalità di condivisione tra i soggetti interessati della ricchezza creata o distrutta.
Caratteri comuni: sistema complesso
- L'azienda è un insieme di elementi differenti tra loro ma collegati. Devo fare scelte correlate, es. se compro un macchinario tecnologico e gli operai hanno la terza media non lo sanno usare quindi è inutile. Viene chiamato sistema perché gli elementi vanno collegati tra loro. Le scelte vanno prese tenendo conto di tutto.
- È un sistema di natura economica perché soddisfa bisogni usando risorse limitate. Le risorse sono limitate dai soldi che di conseguenza condizionano tutto: pochi soldi, poco personale, poca produzione. Es. non posso comprare il macchinario più tecnologico.
- L’impresa deve soddisfare un bisogno, cioè una necessità, un senso di mancanza. Ci sono dei bisogni che le persone non conoscono, es. se le aziende inventano qualcosa di nuovo poi alla gente viene voglia di comprarlo. È l'impresa che ti fa venire il bisogno. Con il cambiamento della società nel tempo cambiano anche le necessità.
Maslow
Lo psicologo sviluppò il concetto di bisogni. Non tutti i bisogni sono uguali ma vengono divisi in forma gerarchica. Alcuni sono più importanti di altri e se non soddisfi prima quelli non puoi avere bisogno di quelli dopo. Es. se non ho una casa non ho bisogno di stima.
Piramide
Ha schematizzato ciò attraverso una piramide dove divide i bisogni in 5 categorie.
- Alla base troviamo quelli primari, i primi da soddisfare, e sono es. mangiare, bere, dormire.
- Bisogno di sicurezza, es. sul lavoro, salute, dove si vive.
- Bisogno di socialità che soddisfo in base ai gusti, es. con chi esco, con chi parlo, con chi mi relaziono.
- Bisogno di stima, ovvero di essere stimato dagli altri. Necessito che gli altri mi apprezzino, es. al lavoro il capo mi alza lo stipendio perché sono stato bravo.
- Bisogno di auto-realizzazione, come coronare i propri sogni.
I bisogni vengono soddisfatti in modo diverso ad esempio in base al reddito o al target d’età. È compito dell’impresa individuare i bisogni per soddisfare la comunità.
L’impresa deve capire anche come evolvono i bisogni nel tempo.
La quarta caratteristica comune delle imprese è quello di creare ricchezza durevolmente nel tempo.
L’impresa crea ricchezza quando il valore dell’output è maggiore all’input, vendita maggiore di acquisti.
- Input sono ad es. materie prime, dipendenti, spese, materiali.
- Output sono le vendite.
Creare ricchezza = output > input —> utile.
Distruggere ricchezza = input > output —> perdita.
Non basta creare ricchezza, va anche mantenuta nel tempo.
I soggetti dell’impresa sono gli stakeholder che lavorano dentro oppure si trovano fuori ma hanno delle relazioni.
Per crescere e durare nel tempo l’impresa deve soddisfare certi principi e condizioni, es. sostenibilità, economicità e finanziari, per creare ricchezza.
Ogni giorno all’interno dell’azienda si prendono decisioni più o meno importanti.
La disciplina che indaga sui comportamenti, funzionamenti e attività delle aziende si chiama economia aziendale. Essa studia le regole che ne assicurano il buon funzionamento indipendentemente dall’istituzione a cui si riferiscono. Nata alla fine degli anni 20 grazie principalmente a Gino Zappa, l’economia aziendale integra e complementa sia l’economia politica sia quella industriale.
- Economia politica —> studia e analizza sia i fenomeni economici sia l’allocazione di risorse limitate per poter arrivare a massimizzare l’utilità.
- Economia industriale —> studia i processi di sviluppo dei settori industriali. Collegandosi con i mercati studia le analisi per difendere la concorrenza o le attività Antitrust. Sta in mezzo all’economia politica e aziendale.
- Economia aziendale —> studia azioni di intervento su singole aziende.
Caratteristiche dell’istituto
Un istituto è un complesso di elementi, energie, risorse materiali o personali. Un esempio di istituto può essere un Comune così come un’Università ma anche una famiglia.
Istituto è una categoria molto ampia con delle caratteristiche:
- Duraturo —> durare nel tempo.
- Dinamico —> cambia nel tempo in base ai cambiamenti della società e dell’ambiente.
- Ordinato secondo proprie leggi —> oltre a rispettare i regolamenti interni deve rispettare quelli esterni, stato.
- Unitario —> ognuno all’interno dell’impresa ha responsabilità, ruoli e compiti specifici. Tutti devono lavorare per raggiungere obiettivi.
- Autonomo —> ogni istituto ha autonomia decisionale, organizzativa e finanziaria. Ognuno è libero di prendere le proprie scelte e organizzarle al meglio. È importante avere un’autonomia finanziaria relativa ovvero che bisogna mantenere un giusto equilibrio tra il proprio capitale e quello di terzi. Troppo capitale di terzi mi porta a perdere la mia autonomia.
Principio di economicità
Principio di economicità —> è un principio di funzionamento dell’impresa.
L’impresa persegue il principio di economicità quando riesce a creare ricchezza durevolmente nel tempo e più volte. Bisogna anche fronteggiare condizioni di incertezza, dinamica e contesto, situazioni di cambiamenti interni e esterni, alla quale deve rispondere correttamente.
Si può dire che l’azienda crea ricchezza anche quando soddisfa gli interessi dei soggetti, stakeholder.
L’economicità è collegata a 3 principi fondamentali:
- Durabilità.
- Autonomia: avere un giusto equilibrio tra capitale proprio e di terzi.
- Equilibrio: può essere reddituale, finanziario e monetario. L’equilibrio economico-reddituale si riferisce a costi e ricavi mentre quello monetario si riferisce a entrate e uscite.
I costi generano uscite mentre i ricavi entrate. Non tutti i ricavi sono entrate monetarie.
Bisogna tenere conto di cambiamenti nel tempo come ad es. una dilazione di pagamento, sostengo un costo oggi perché compro una nuova materia prima ma non ho un’uscita monetaria poiché pagherò tra 3 mesi; può succedere la stessa cosa con i ricavi.
In questa situazione di “distanza temporale” si possono generare situazioni di mancanza di disponibilità liquide. In questo caso dal punto di vista economico sono in utile ma da quello finanziario sono in perdita perciò l’equilibrio monetario viene a mancare.
Per questo un’impresa deve perseguire tutti gli equilibri.
L’economicità è una condizione necessaria al funzionamento dell’azienda al fine di garantire durabilità e autonomia all’impresa.
Cosa serve per far nascere un’impresa
Alla base di tutto bisogna avere un’idea imprenditoriale che deriva dall’individuazione di un bisogno. Bisogna poi ricorrere al capitale per poter recuperare le risorse necessarie per realizzare l’idea imprenditoriale.
Tipologie di capitale
- Capitale proprio o di proprietà —> sono i soldi apportati dai soci o dall’imprenditore. Questo capitale può essere anche apportato successivamente alla costituzione, es. nel momento dell'investimento. Viene chiamato anche capitale di rischio perché soci e imprenditori rischiano di perderlo in caso di fallimento. Se fallisce, soci e imprenditori sono gli ultimi a prendere soldi perché prima ci sono le banche, i fornitori, lo stato ecc.
Può essere anche un rischio positivo perché se l’azienda ha un buon fatturato i soci e l’imprenditore guadagnano tanto.
Quando si conferisce il capitale di rischio non si ha un termine. Nel momento in cui un socio abbandona l’azienda va restituito.
Non per forza per diventare socio devo apportare capitale monetario, posso anche apportare beni materiali come capannone, macchinari ecc.
I soci in cambio chiedono una remunerazione economica, stipendi, che vengono chiamati dividendi. Vengono distribuiti in base alle quote, stabilite in base a quanto hanno apportato.
Questo tipo di remunerazione è incerta poiché non si sa mai quant’è l’utile.
- Capitale di terzi o di prestito —> può succedere che l’imprenditore o i soci non riescono a soddisfare i fabbisogni dell’azienda e quindi sono costretti a chiedere in prestito del capitale a terzi. Al contrario di quello proprio questo capitale ha una scadenza poiché va restituito.
È una disponibilità temporanea. La remunerazione del capitale proprio è incerta, dividendi, invece la remunerazione del capitale di terzi è certa e predefinita, interessi passivi.
In un’impresa ci sono entrambi i capitali, mix dei due che deve essere in equilibrio.
Input, fattori produttivi e output
Gli input sono fattori produttivi ossia tutti gli elementi necessari per produrre quel bene o servizio.
Fattori produttivi = input.
Possono essere manodopera, lavoro e si dividono in:
- Fattori produttivi generici —> sono mezzi monetari che posso usare per comprare i fattori produttivi specifici e forza lavoro.
- Specifici —> sono quelle risorse specifiche che servono per tutta l’attività aziendale come impianti, macchinari, stabilimenti, imballaggi ecc.
Input vengono usati per produrre l’output.
Devo svolgere una serie di attività/processi per poter trasformare input in output.
L’attività di produzione viene divisa in 3 fasi:
- Acquisto di fattori produttivi.
- Svolgo l’attività tecnica —> trasformazione.
- Vendita di output.
La trasformazione può essere di 3 tipi:
- Tecnica —> prendo input e li trasformo in un’altra cosa, es. da farina, uova faccio la pasta Barilla.
- Spaziale —> non produco niente, prendo input e li sposto geograficamente in un’altra area geografica, trasporto. Es. prendo il cocco da Cuba e lo vendo in Italia.
- Logica —> lavoro su dati, informazioni, es. società di consulenza, trasformo dati, numeri ecc.
L’azienda quando acquista fattori produttivi o li vende entra in due mercati diversi.
Un’azienda può svolgere operazioni di interna gestione o di esterna gestione.
Quelle di interna gestione coinvolgono persone interne all’azienda quindi corrisponde alla fase di trasformazione.
Quelle di esterna gestione, operazioni di scambio, sono le operazioni che coinvolgono uno scambio quindi entro in relazione con persone esterne all’azienda.
Scambio
Lo scambio ha delle caratteristiche. Ci sono delle condizioni da definire per operazioni di negoziazione. Ad es. con il fornitore negozio la quantità, il prezzo, il trasporto, modalità di consegna, pagamento ecc.
Caratteristiche di una negoziazione:
L’esito può essere più favorevole per una delle due parti, azienda-fornitore o azienda-clienti.
L’esito dipende dal potere contrattuale ossia la forza di negoziazione, es. se Esselunga negozia con un piccolo panificio “vince” Esselunga.
Asimmetria informativa —> è importante informarsi sul cliente e avere più informazioni possibili per tutelarmi, es. se il cliente è affidabile, se paga. Non c’è mai equilibrio ovvero che le due parti non avranno mai le stesse informazioni perché io cerco di nascondere le info che possono danneggiare la negoziazione, es. se devo vendere un appartamento perché i vicini fanno casino non lo dico all’acquirente. La negoziazione è influenzata dall’asimmetria informativa.
Circuito della produzione
Alle estremità sono presenti i due mercati, di sbocco e dei fattori produttivi.
Quando si entra nel mercato dei fattori produttivi si genera un'uscita di denaro, costo.
È importante per l’impresa creare ricchezza quindi vendite > input.
Capitolo 2: l’azienda, caratteristiche, finalità e modelli di rappresentazione
Caratteristiche delle attività economiche svolte dall’azienda
- La prima caratteristica dell’azienda è la presenza di una pluralità di persone che lavorano insieme in modo unitario, non sono solo.
- Dinamicità, ovvero essere in grado di adattarsi ai cambiamenti, innovazioni dell’ambiente.
- Rispetto al tempo —> durabilità. L’attività aziendale va svolta in modo continuativo nel tempo.
- Preponderanza dell’aspetto tecnico, ovvero che devo organizzare la mia attività.
Risorse e fattori produttivi sono diversi ma tra loro complementari.
Essi costituiscono la dimensione strutturale poiché costituiscono la struttura dell’impresa, le fondamenta. Essa è una dimensione statica perché non succede spesso, non tutti i giorni compro macchinari o nuovo personale.
Le attività e i processi si svolgono in simultaneità ovvero contemporaneamente, lo stesso giorno faccio sia vendite che acquisti. Per un ottimo risultato vanno coordinati sia i tempi che i modi.
Viene definita dimensione dinamica perché sono attività giornaliere.
La dimensione strutturale, risorse e fattori produttivi, e quella dinamica, attività e processi, devono essere in relazione tra loro e coordinate.
Sono dipendenti una dall’altra —> produco in base a quanti impianti ho o quanto personale.
Sistema azienda
Insieme formano il sistema azienda che è dinamico: per essere competitivo e attivo sul mercato devo continuare ad adattarsi.
Ciò mi serve per raggiungere lo scopo più importante dell’impresa ovvero la capacità di creare ricchezza, fare utile.
Creare ricchezza è una condizione essenziale per far durare l’azienda nel tempo.
L’impresa ha anche finalità sociali e competitive.
Decisioni aziendali
L’impresa è un sistema decisionale. Le decisioni possono essere:
- Strategiche.
- Direzionali.
- Operative.
Le decisioni hanno impatti differenti nel tempo. Il soggetto che prende decisioni viene chiamato soggetto economico, insieme di persone per grandi imprese, persona unica nelle piccole imprese.
Per prendere le decisioni più corrette bisogna seguire certi criteri:
- Visione sistemica —> devo pensare all’impatto che la mia decisione ha nelle altre parti dell’azienda, es. reparto acquisti deve tener conto anche della produzione.
- Autonomia —> devo tener conto dell’autonomia organizzativa e finanziaria, non devo indebitarmi troppo.
- Economicità —> devo cercare di perseguire l’economicità ovvero prendere decisioni per creare ricchezza durevolmente nel tempo.
Modelli di rappresentazione dell’azienda
Esistono 3 modelli per rappresentare il sistema azienda:
- Input-output.
- Input-output evoluto.
- A relazioni circolari.
Modello 1: input-output
Ci sono due grossi soggetti —> ambiente e azienda. È bi-direzionale.
Ambiente è tutto ciò che è esterno all’azienda, es. fornitori, clienti, imprese concorrenti ecc.
C’è una doppia freccia tra ambiente e azienda perché:
- L’ambiente influenza l’azienda, se c’è crisi nell’ambiente colpisce anche la mia azienda.
- L’azienda influenza l’ambiente, influenza tecnologica se crea un nuovo bisogno, es. invenzione della consegna a domicilio. Se l’impresa cresce e crea nuovi posti di lavoro ha un impatto positivo sull’ambiente.
Dentro il blocco azienda il modello contiene 3 elementi —> struttura, attività e risultati.
Tra struttura e attività c’è una doppia freccia perché:
- Struttura —> Attività: in base alla struttura che ho svolgo determinate attività. Infatti la struttura condiziona le attività.
- Attività —> Struttura: le attività possono influenzare la struttura perché in base all’attività che devo svolgere adatto la struttura, es. cambio macchinari se chi svolge l’attività, produzione, mi dice che non va bene più.
- Attività —> Risultati: le attività che svolgo mi danno risultati economici e produttivi ma anche risultati competitivi che corrispondono alla quota di mercato che riesco a conquistare.
- Risultati —> Attività: perché se ho buoni risultati posso migliorare l’attività.
- Risultati —> Struttura: perché se ho risultati positivi li posso investire per migliorare la struttura. Se i risultati sono negativi licenzio persone o svendo un capannone o macchinari, diminuisco struttura.
Modello 2: input-output evoluto
Gli elementi principali sono sempre ambiente e azienda. Anche questo è bi-direzionale.
All’interno dell’azienda però viene divisa l’attività strategica e operativa.
- Attività strategica sono le decisioni che hanno un impatto sull’azienda per un periodo medio lungo, es. apro nuovi punti vendita.
- Attività operativa è l&rs
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