Schemi – Riassunti di diritto pubblico
Capitolo 1 – L'ordinamento giuridico e il diritto pubblico
Le regole del diritto
Le regole del diritto non si distinguono per la provenienza o contenuto, ma si distinguono perché fanno riferimento a una certa organizzazione sociale per permetterne lo sviluppo. Le regole etiche e religiose servono a perseguire la perfezione individuale mentre le regole giuridiche regolano tutti i rapporti dei membri di un'organizzazione sociale. Le norme giuridiche sono composte da vincoli che possono essere vantaggiosi o svantaggiosi, dipende dalla situazione.
Che cos'è un ordinamento giuridico?
Due teorie sviluppate nel corso della storia:
- Teorie normativiste: Una società organizzata ha un ordinamento.
- Teorie istituzionaliste: L'organizzazione sociale produce le norme.
L'ordinamento giuridico è l'insieme di più elementi accomunati dal fatto di essere espressione di una certa organizzazione sociale.
Ogni ordinamento è un sistema
Ogni ordinamento giuridico deve essere unitario, coerente e completo. Viene definito sistema in quanto ordinato.
Nel diritto ci sono due tipi di interpretazioni:
- Letterale: emerge dal significato delle parole.
- Logico-sistematica: fanno riferimento anche al contesto di cui si fa riferimento (cioè interpretano).
La dottrina distingue disposizioni e norme:
- Disposizioni: formulazioni linguistiche di diversa interpretazione.
- Norme: risultato delle interpretazioni.
Esempio: articolo 2 - Il prefetto, nel caso di urgenza o per grave necessità pubblica, ha facoltà di adottare i provvedimenti indispensabili per la tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza pubblica. Ci sono due interpretazioni:
- Il prefetto può limitare tutte le libertà.
- Può fare tutto tranne limitare le libertà costituzionalmente garantite (si sceglierà questa norma perché la prima è incostituzionale).
La costituzione e l'ordinamento costituzionale
Costituzione scritta o non scritta:
- Scritta: rigida o flessibile. (Rigida = può essere modificata solo con un processo di revisione aggravata; Flessibile = può essere modificata o derogata con legge ordinaria).
Le prime costituzioni cominciarono a diffondersi con il costituzionalismo moderno alla fine del 18o secolo (prima negli USA e poi in Francia dopo la Rivoluzione). La forma scritta prevale nella maggior parte degli Stati, ma per esempio l'Inghilterra non ha un documento scritto, ma esistono norme costituzionali che lo rendono uno "Stato".
L'ordinamento costituzionale è l'insieme delle norme fondamentali che danno origine all'ordinamento giuridico di uno stato. L'ordinamento costituzionale non si identifica solo con le norme costituzionali e, viceversa, le norme della costituzione non esauriscono i contenuti di un ordinamento costituzionale.
Un costituzionalista è una persona fisica che verifica e analizza le disposizioni della costituzione, ma anche verifica la vigenza delle parti costituzionali.
Principali teorie della costituzione
I normativisti credettero che la costituzione coincidesse con il contenuto del "documento costituzionale" che poggia le basi su una norma fondamentale in base alla quale si costruisce tutto l'ordinamento. Carl Schmitt disse, però, che la costituzione è formata da diritti e interessi che formano un ordinamento statale.
Differenza Costituzione e Ordinamento costituzionale:
- Costituzione: carta fisica entrata in vigore nel 1948 in Italia.
- Ordinamento costituzionale: complesso delle norme costituzionali legate tra loro.
Differenza tra diritto pubblico e privato
La differenza tra diritto pubblico e diritto privato serve a separare gli ambiti giuridici che riguardano le attività riservate ai soggetti privati da quelli che riguardano gli interessi generali. Il diritto pubblico si articola in varie categorie:
- Diritto costituzionale: studia l'ordinamento della costituzione.
- Diritto parlamentare: studia l'organizzazione del parlamento.
- Diritto regionale: studia l'ordinamento degli enti locali.
- Diritto amministrativo: studia l'organizzazione delle pubbliche amministrazioni.
- Diritto tributario: studia mezzi e procedure per reperire risorse dedicate al finanziamento della spesa pubblica.
- Diritto ecclesiastico: studia i rapporti tra Chiesa e Stato.
- Diritto penale: studia le norme presenti nel codice penale, cioè quelle che stabiliscono una pena.
Capitolo 2 – Lo Stato
Gli elementi che caratterizzano e formano uno stato sono:
- Il popolo e l'elettorato composto dai cittadini (maggiorenni e con diritti di voto).
- Territorio necessario allo Stato per definirsi tale.
- Un governo che sappia esercitare il potere.
La sovranità è un concetto fondamentale perché è intesa come la supremazia rispetto ad altri poteri o enti sia esterni che interni. Gli stati attuali però non sempre godono di poteri pieni di supremazia a causa dei limiti di fatto (derivanti dalla globalizzazione, la quale rende difficile il controllo dei beni che circolano in uno stato) e dei limiti giuridici (derivanti in seguito alla creazione di organizzazioni internazionali).
Stati federali: la sovranità viene distribuita in due livelli di governo: il livello nazionale e quello degli enti federali ciascuno con una propria costituzione (es. Cantoni in Svizzera).
Le prime forme di stato, considerate tali, si svilupparono nel 17o secolo nel seguente ordine cronologico:
- Stato assoluto: in cui governa un monarca e costituito da una rigida divisione sociale.
- Stato liberale: sviluppato in seguito alla vittorie della borghesia. Ha una base sociale molto contenuta visto che il diritto di voto era concesso solo "ai più ricchi". Ma riconobbe a tutti il diritto di libertà e proprietà.
- Stato liberal-democratico: in cui si sviluppò il suffragio universale maschile (inizio 1900) e porta i diritti politici a tutti i cittadini maggiorenni. Vennero inoltre creati i partiti politici e i sindacati per tutelare il ceto più basso della popolazione.
Uno stato si dice costituzionale quando la tutela dei diritti è garantita dalla costituzione. L'Italia è uno stato sociale liberal-democratico (sociale perché ai cittadini vengono riconosciuti tutti i diritti sociali).
Lo stato fascista e lo stato socialista si svilupparono da idee filosofiche rispettivamente di Hegel e Marx.
Capitolo 3 – L'ordinamento internazionale
Con la pace di Vestfalia del 1648 (in cui gli Stati rivendicarono la loro autonomia da Papato ed Impero) si inizia a parlare, inoltre, di "Diritto Internazionale", cioè dell'ordinamento della comunità degli Stati. Sussistono notevoli differenze con l'impostazione interna di uno Stato: vengono rappresentate, nell'ordinamento internazionale, entità collettive molto diverse fra loro; non sussiste un organo legislativo che imponga norme ai membri, e non vi è un ente supremo che faccia da paciere alle controversie internazionali; vi sono comunque consuetudini, o fatti spontanei, propriamente detti "norme di diritto internazionale generale", che segnano in profondità l'ordinamento, tanto che la loro accettazione risulta obbligatoria per la partecipazione stessa alla comunità. Altre norme sono invece di natura pattizia, ovvero norme di diritto internazionale pattizio, riguardanti solo i soggetti che le sottoscrivono.
Il problema che si viene a creare è il rapporto tra ordinamento internazionale ed ordinamento interno dello Stato: secondo la teoria monista, propria di un pacifista Kelsen, vi è un rapporto di unità-dipendenza risolto nella supremazia dell'ordinamento internazionale. La concezione pluralista tende a riconoscere invece l'indipendenza di entrambi gli ordinamenti, ed è questa oggi quella in cui si riconosce la Corte Costituzionale, pur prevedendo obblighi di natura pattizia, quali trattati i quali richiedono firma e ratifica (istituto secondo il quale il soggetto partecipante, lo Stato, conferma il negozio con la terza parte, scambiandosi i documenti di ratifica o depositando gli stessi presso una delle parti; a cura del Ministro degli esteri, che per gli affari più importanti come "variazione territorio", "oneri finanziari", "trattati di natura politica", ovvero che vincolano la politica estera della Repubblica, necessita di legge parlamentare) o "semplici" accordi (non è richiesta la ratifica). L'adattamento alle norme vincolanti per la partecipazione alla comunità degli Stati, cioè quelle consuetudini di diritto internazionale generale, dette anche "fontifatto", o agli obblighi/trattati di natura pattizia, è previsto dalla Costituzione, che esprime in particolari tre modi operandi:
- Procedimento ordinario (si riferisce ai trattati di natura pattizia): il legislatore introduce o modifica, o estingue leggi (provvedimenti) al fine di rispettare il trattato pattuito.
- Procedimento speciale (si riferisce ai trattati di natura pattizia): mediante ordine di esecuzione (un documento) viene introdotto il trattato stesso in forma materiale, così da risultare vincolante per l'ordinamento interno. Nella prassi è la forma più utilizzata.
- Adattamento in forma automatica (per le fontifatto): La Costituzione prevede norme internazionali generali e ne riconosce immediatamente il valore vincolante per l'ordinamento interno e con volontaria accettazione, sottomissione, espressa nell'articolo 10.
Esempi di norme del diritto internazionale generalmente riconosciute
Alcuni esempi sono "l'uguale sovranità degli Stati", "l'azione disciplinata sui mari degli Stati", ecc. È dopo la seconda guerra mondiale, con la rinascita del giusnaturalismo, che nascono istituti atti a riconoscere i diritti fondamentali dell'uomo che gli stati riconoscono e ai quali si sottomettono. Alcuni esempi sono la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, o istituzioni che oltre a riconoscere gli stessi, li preservano, come la Corte penale internazionale, tribunale permanente, o la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'Uomo, o più semplicemente CEDU, tendenti a valorizzare il singolo individuo a livello internazionale come soggetto dell'ordinamento internazionale.
L'ONU e le organizzazioni internazionali
L'ONU (Organizzazione Nazioni Unite) è forse la principale tra le organizzazioni internazionali. Sorta nel 1945 subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, per rilanciare il progetto fallito della "Società delle Nazioni", oggi vanta un'organizzazione complessa, divisa in più organi:
- Assemblea Generale: vanta 192 membri (quasi la totalità degli Stati), si esprime a maggioranza semplice o, per le questioni più delicate, a maggioranza di 2/3.
- Consiglio di sicurezza: ne fanno parte solo 15 stati, tra cui solo 5 rimangono in forma permanente (non vengono cioè eletti). Sono i vincitori della 2WW: Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Stati Uniti. È importante notare che questi 5 stati hanno un potere di veto tale da bloccare ogni provvedimento del Consiglio, anche se nella prassi si accetta un'astensione senza modificare gli interventi. Il consiglio si occupa di decisioni militari.
- Consiglio economico e sociale
- Corte internazionale di giustizia
- Segretario generale, molto importante per la sua funzione mediatrice.
La forza, accennavamo, è prevista e disciplinata dall'Onu, ma riservata al consiglio di sicurezza, che ne fa uso con il consenso degli stati permanenti (questo fa capire come non di rado nascano controversie tra gli uni o gli altri Stati). Tutti gli altri stati sono comunque autorizzati a difendersi in caso di attacco, prima che venga approvato un piano dall'Onu.
Non vi sono solo missioni a sfondo militare, bensì altre, denominate "dei caschi blu", si occupano più propriamente del mantenimento della pace. L'Italia entra nell'Onu nel '55, dopo aver ripudiato la guerra come strumento d'offesa o di mediazione con altri Stati (ma non come strumento di difesa, come previsto dall'art.78 della Costituzione), e promesso l'impegno nell'incentivare la pace nel mondo (da cui le controversie intorno all'art.11 della Costituzione, dove è comunemente accettato l'impegno con iniziativa dell'Onu, mentre lo è molto meno quello dove l'intervento è causato da patti con organi diversi, come la Nato).
Altre organizzazioni dette di tipo internazionale regionale vedono patteggiare stati non per forza di cose membri dell'Onu o neutrali. Un esempio è l'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico, più comunemente conosciuta come NATO, nata in funzione antisovietica, conta 26 Stati, dei quali gli Stati Uniti giocano il ruolo fondamentale. In sostanza è un patto militare secondo il quale se un membro è sotto attacco viene obbligatoriamente difeso dai suoi alleati. L'Italia ne fa parte (come testimoniato dalla partecipazione alle operazioni in Kosovo nel '99), ma è difficile negare una certa competizione con l'Onu.
Oltre alla nato, segnaliamo il Consiglio d'Europa, la cui funzione, non militare, è di sostegno alla Cedu. Ma ve ne sono altri ancora.
Di diverso tipo sono invece le organizzazioni sovranazionali, che prevedono una forte integrazione tra gli Stati membri fino a condizionare direttamente i cittadini. È il caso dell'Unione Europea.
Capitolo 4 – L'ordinamento dell'Unione Europea
Nascita UE
1 Novembre 1993 a seguito dell'entrata in vigore del trattato sull'Unione Europea. Il processo di nascita durò oltre 40 anni partendo dalla creazione della CECA (comunità europea del carbone dell'acciaio), un trattato tra i principali Stati Europei. Successivamente alla CECA venne creata l'Euratom (per sviluppare l'energia nucleare) e la CEE (comunità economica europea). Tutto ciò avvenne dopo la firma del Trattato di Roma del 1957.
CEE
Creare un mercato comune e attivare una linea politica comune; per fare ciò bisognava creare delle istituzioni dotate di potere legislativo. Con il passare degli anni la CEE si è evoluta estendendo il numero dei paesi membri e applicando il diritto comunitario a tutti i paesi.
1986 - Firma dell'Atto Unico Europeo
Obiettivi: completare la formazione del mercato unico interno entro il 1992 e introduzione della cooperazione in politica estera.
1992 - Trattato di Maastricht
Venne posta la base della moneta unica. Inizialmente era strutturata "a 3 pilastri":
- Preesistenti comunità
- Politica estera comune
- Cooperazione giudiziaria nell'ambito penale
La struttura a "3 pilastri" venne superata con il trattato di Lisbona del 2007.
Le origini del trattato di Lisbona
Nel dicembre 2001 i capi di Stato affermarono che l'Unione doveva cambiare se avesse voluto avere un ruolo di spicco nel mondo. Bisognava rendere le istituzioni più efficienti e trasparenti. Per la revisione dei trattati venne istituita la Convenzione sul futuro dell'Unione Europea. Essa aveva un rappresentante per ogni governo. Venne proposto un trattato che venne accettato da 22 paesi su 25, ma in Francia e Paesi Bassi (stati fondatori) prevalse il "No". Con il passare degli anni aumentarono i problemi e si arrivò al 2007 con la Firma del Trattato di Lisbona che si concluse nel 2009 dopo il "sì" al referendum irlandese. Con il trattato si diede vita ad una politica di integrazione a cui gli Stati non erano abituati visto anche l'inizio dei massicci flussi migratori.
L'organizzazione e le istituzioni dell'Unione Europea
Consiglio europeo
Composto dai capi di stato e di governo, dal presidente e dal Presidente della commissione. Il Consiglio si riunisce almeno due volte ogni sei mesi. La presidenza era a rotazione semestrale fino al 2009. Dal 2009 è diventata una carica permanente a tempo pieno. Il presidente del Consiglio Europeo è eletto dallo stesso consiglio a maggioranza qualificata (numero di voti maggiore o uguale a un quorum funzionale fissato in una frazione superiore alla metà del numero totale dei votanti o degli aventi diritto al voto) per un mandato di due anni e mezzo (rinnovabile solo una volta). Il consiglio europeo sostanzialmente dà un orientamento politico all'Unione senza però avere funzioni legislative.
Il consiglio
Composto da un rappresentante per ogni stato e si riunisce a seconda dei temi che si devono affrontare (agricoltura, ambiente ecc…). Il consiglio esercita, insieme al parlamento europeo, la funzione legislativa e di bilancio. Inoltre coordina le linee politiche dell'unione e prende decisioni relative alla politica estera e di sicurezza comune. Regola decisionale maggioranza qualificata con il 55% degli stati membri (15 su 27) che rappresentino almeno il 65% della popolazione. Non è ammesso che tre stati blocchino le decisioni anche se la loro popolazione supera il 65%. Ciò serve per evitare che si formi una minoranza di blocco. Sedute pubbliche quando hanno un tema legislativo.
Parlamento europeo
Composto da 705 membri eletti dai cittadini che rimangono in carica per 5 anni. La struttura è simile per esempio al parlamento italiano: i membri si dividono in gruppi politici. Non ha sede unica, infatti le sedute si dividono tra Strasburgo, Bruxelles e Lussemburgo. I poteri sono aumentati progressivamente dopo il Trattato di Lisbona: esercita la funzione legislativa e di bilancio insieme al consiglio. Inoltre esercita funzioni di carattere politico ed elegge il Mediatore europeo.
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