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24/02/2026

Test per la personalità nei contesti organizzativi

Il Testing psicologico

I test sono uno dei principali strumenti nella cassetta degli attrezzi dello psicologo.

Potenziano il lavoro di esplorazione attuato mediante il colloquio psicologico

L'assessment è il processo di valutazione, a cui spesso viene associato il testing, ma

possono essere utilizzati per assesment anche colloqui, interviste o altri metodi.

ALCUNI AMBITI DELL’USO DEI TEST

Ordine degli​ psicologi italiano elenca almeno 21 tipologie di​ prestazioni(+​

altre 23)in cui si utilizzano​ i test psicologici e/o test standardizzati​ o​

questionari costruiti​ ad hoc

-​ La diagnostica clinica e la terapia: diagnosi, indicazione/controindicazione

al trattamento; valutazione dell'andamento o dell'esito di un trattamento.

-​ L'orientamento: test di orientamento scolastico o professionale

-​ La selezione del personale e la Psicologia del lavoro: Individuazione dei

candidati migliori per una specifica professione/incarico; Gestione delle risorse

umane all'interno di un'azienda o ente.

-​ La prevenzione e lo screening psicopatologico: individuazione di soggetti

o popolazioni a rischio. Interventi a livello primario per evitare insorgenza di

una determinata patologia o secondario per ridurre i danni di una patologia già

esistente.

-​ Le perizie forensi: Nei casi di affidamento di minore, maltrattamento di

minore; attendibilità della testimonianza, responsabilità penale (capacità di

intendere e di volere): in questi casi il test è affiancato ad altre tecniche di

valutazione per fornire al giudice un quadro completo, oggettivo e

scientificamente fondato.

-​ La pianificazione educativa-didattica: definizione di obiettivi, interventi

educativi e/o didattici progettati per raggiungerli, verifica di tipo:

1.​ culturali specifici (es. saper operare con le frazioni)

2.​ caratteristiche psicologiche cognitive (es. capacità logica o creativa)

3.​ caratteristiche psicologiche non cognitive (es, controllo ansia, problemi

comportamentali).

-​ Il marketing e la psicologia del consumatore

1.​ Verifica efficacia pubblicità.

2.​ Valutazione gradimento di prodotti e servizi.

3.​ Individuazione di profili di determinati consumatori.

-​ La ricerca: uso dei test con altre tecniche per la verifica di ipotesi di ricerca

Chi lavora in questi ambiti ha spesso la necessità di ottenere delle conoscenze e di

formulare delle valutazioni. Una modalità da sempre utilizzata a questo scopo è la

valutazione di tipo intuitivo.

Questa, però, è influenzata da elementi non controllabili che possono produrre

distorsioni. La valutazione basata sull'intuizione è scarsamente valida,

incostante nel tempo e spesso affetta da bias.

Il test consente di ottenere valutazioni che non siano influenzate da bias come:

-​ Effetto Alone: consiste nel valutare un individuo generalizzando il suo

carattere positivo o negativo facendosi guidare da un'impressione generale,

enfatizzando un solo tratto positivo o negativo che si è osservato:

-​ Teorie implicite della personalità: creare delle relazioni (generalmente non

verbalizzate e non consapevoli) tra differenti caratteristiche di una persona:

credenza generale su come i tratti si associano (ad esempio una persona

giudicata intelligente e calorosa sarà ritenuta anche generosa)

Utilizzare il test dovrebbe aiutarci ad evitare questi bias, controllare i bias

-​ Caratteristiche del valutatore: favoriscono l'organizzazione selettiva e

l'interpretazione personale di ciò che viene rilevato (esperienze personali

specifiche sensibilizzano e facilitano la selezione di certi aspetti; stati motivi

temporanei possono distorcere la percezione: state-dependent processing);

-​ Stereotipi culturali e sociali: opinioni precostituite su un gruppo di individui,

immagini mentali semplificate;

-​ Proiezione: meccanismo psicologico che genera la tendenza ad ascrivere ad

una persona disposizioni, sentimenti o pensieri propri.

25/02/2026

Lineamenti Metodologici

La misurazione in psicologia richiede:

1.​ La definizione teorica di un costrutto (dimensione/caratteristica psicologica)

Esempio: ansia intelligenza personalità

2.​ La scelta di indicatori comportamentali in grado di rilevare la presenza o la

classificazione di una caratteristica. Sulla base del modello teorico vengono

scelti gli indicatori, vincolato al costrutto teorico di riferimento, come sto

scegliendo di misurare quella determinata variabile.

3.​ La messa a punto di uno strumento che consenta di ottenere delle misure

degli indicatori.

Definizioni di test

“... una procedura sistematica per osservare il comportamento di una persona e

descriverlo con l’aiuto di una scala numerica o insieme di categorie.” (Cronbach,

1970)

“…una procedura sistematica attraverso cui viene presentato un insieme di stimoli

(domande, problemi, compiti), in grado di elicitare particolari risposte valutabili e

interpretabili, quantitativamente sulla base di criteri specifici o di definiti standard

prestazionali.” (Pedrabissi e Santinello, 1997)

“un test psicologico consiste essenzialmente in una misurazione obiettiva e

standardizzata di un campione di comportamento” (Anastasi, 1976).

Obiettività: la prestazione del soggetto non deve variare in funzione della persona

che somministra il test.

Standardizzazione: uniformità degli stimoli (prove), delle condizioni di

somministrazione e delle procedure di determinazione del punteggio

Lineamenti Metodologici

lo stimolo deve essere uguale per tutti, tutti sottoposti allo stesso item, la prestazione

sarà diversa tra i soggetti e le attribuzioni di punteggio devono essere costanti.

Costruzione di un TEST o STRUMENTO di MISURA

1.​ Determinazione del costrutto da misurare:

-​ Definizione chiara del costrutto e della sua struttura (unidimensionale o

multidimensionale), del suo significato e rilevanza, del significato dei punteggi

( che significato psicologico assume per il soggetto il punteggio ottenuto) che

rappresentano la misura del costrutto:

a.​ Che cosa significa il costrutto?

b.​ Quanto il punteggio del test riesce a misurarlo?

-​ Per costrutto teorico si intende la sua definizione tale che se ne possa poi

dare una definizione empirica. Parto dalle empirico per arrivare al numerico.

-​ definire le regole di corrispondenza tra concetto teorico e concetto empirico:

come può essere misurato (spiegazione del metodo utilizzato).

2. Preparazione della prima versione del test: sviluppo di un insieme di item il cui

contenuto catturi il significato del costrutto e devono essere aderenti al costrutto di

riferimento:

-​ Studio prototipico (definizione dei criteri generatori), scelta del numero e del

formato di risposta degli item. Il ricercatore deve inoltre fare una

sistematica review degli strumenti presenti in letteratura simili al proprio,

soffermandosi sulle mancanze degli strumenti precedenti e motivando il

proprio e la differenza del proprio rispetto agli altri. Il formato di risposta degli

item segue il costrutto di riferimento.

-​ Prove preliminari del test (revisione degli item): processo iterativo fino alla

versione finale.

-​ Somministrazione del test ad un campione adeguato di soggetti: ampio,

N.B. Regola per definire N del campione

stratificato ed equivalente.

Fase preliminare: 3 soggetti per item;

Fase di analisi psicometrica: 5-10 soggetti per item;

Fasi successive: 200-5500 soggetti minimo.

-​ Selezione degli item: eliminare e/o riformulare gli item che risultano ambigui o

difficili.

3.Versione finale del test:

-​ verificare le caratteristiche psicometriche

-​ fornire i punteggi di riferimento, le modalità di somministrazione, le

informazioni sull’uso corretto del test: manuale del test.

4. Manuale del test:

-​ descrizione teorica

-​ istruzioni di somministrazione

-​ informazioni sull'uso corretto del test

-​ Interpretazione

-​ dati psicometrici

-​ norme

Legge 18/02/1989 n.56 (1) (Gazz. uff. 24/02/1989, n.46). - Ordinamento della

professione di psicologo

Soltanto coloro che sono iscritti all’Albo possono esercitare la professione di

psicologo che comprende…

Articolo 1 - Definizione della professione dello psicologo

… l'uso di strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione la diagnosi, le

attività di abilitazione, riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla

persona, al gruppo, agli organismi sociali e alla comunità.

Etica

-​ Ethical Standards of Psychologists (es. American Psychological Association

APA; American Counseling Association, ACA)

-​ Nuovo Codice deontologico (Ordine degli psicologi italiani OPI) (in vigore

dall’1 dicembre 2023)

Articolo 5 – Competenza professionale

La psicologa e lo psicologo sono tenuti a mantenere un livello adeguato di

preparazione e aggiornamento professionale, con particolare riguardo ai settori nei

quali operano.

La violazione dell’obbligo di formazione continua determina un illecito disciplinare

che è sanzionato sulla base di quanto stabilito dall’ordinamento professionale.

Riconoscono i limiti della loro competenza e usano, pertanto, solo strumenti

teorico-pratici per i quali hanno acquisito adeguata competenza e, ove necessario,

formale autorizzazione.

La psicologa e lo psicologo impiega metodologie delle quali sono in grado di indicare

le fonti e riferimenti scientifici e non suscitano nella persona cliente e/o utente

aspettative infondate.

Articolo 21 – Insegnamento di metodi, tecniche e strumenti professionali

La psicologa e lo psicologo anche attraverso l’insegnamento, in ogni ambito e ad

ogni livello, promuovono conoscenze psicologiche, condividono e diffondono cultura

psicologica.

Tuttavia, costituisce grave violazione deontologica l’insegnamento a persone

estranee alla professione psicologica dell’uso di metodi, tecniche e di strumenti

conoscitivi e di intervento propri della professione stessa. Costituisce aggravante il

caso in cui l’insegnamento dei metodi, delle tecniche e degli strumenti specifici della

professione psicologica abbia come obiettivo quello di precostituire possibili esercizi

abusivi della professione.

Adeguatezza degli strumenti

-​ Il contenuto degli item è appropriato alle caratteristiche dei soggetti?

-​ Le istruzioni sono chiaramente comprensibili?

-​ Qual è l’aspetto esteriore del test?

-​ Si tratta di un test troppo lungo e affaticante?

Al paziente si deve spiegare:

-​ Perché si somministra un test/questionario? si devono comunicare le ragioni

fondamentali della decisione di utilizzare un test.

-​ Perché si somministra quello specifico test/questionario?

-​ non è necessario essere dettagliati ma non si può essere vaghi;

-​ la scelta di uno specifico strumento si motiva rispetto al tipo di informazioni

che lo psicologo vuole ottenere.

03/03/2026

Aspetti etici

-​ Procedimenti di somministrazione discutibili: comportano un grave disagio per

i soggetti

-​ Contenuti discutibili: lesivi della dignità del soggetto perché potenzialmente

fonte di disagio, offesa o danno ai soggetti esaminati

Deve essere garantito il rispetto della persona sottoposta a valutazione:

-​ rispetto della sua privacy: acquisire il consenso scritto con dati che vengono

utilizzati in forma aggregata

-​ rispetto del suo diritto di poter essere valutato nella forma e nel modo migliore

(competenza tecnica e relazione del clinico);

-​ rispetto di una serie di obblighi e limiti nel trattamento e nella custodia dei dati

definiti “sensibili”

(legge n.657 del 31/12 /96 e del decreto legislativo n.255 del 28/7/97).

N.B. se i dati vengono presentati in sedi scientifiche o altre sedi, deve essere

comunque garantita la non riconoscibilità del soggetto!

Tipologia dei test psicologici

“If a thing exists, it exists in some amount; and if it exists in some amount, it can be

measured.” (Thorndike, 1914, p. 141).

È possibile distinguere i test psicologici in funzione dell’area psicologica che il test si

propone di misurare (Ercolani & Perugini,1997).

●​ Test cognitivi (o di massima performance): valutazione di abilità raggiunte o

potenziali, si chiede all’esaminato di impegnarsi al massimo delle sue

possibilità, di dare il meglio di sé.

Questi test sono costruiti per verificare quanto il soggetto esaminato è in grado di

fare una particolare attività o possiede una determinata abilità.

●​ Test psicoattitudinali: singola attitudine o multiple attitudini (es. test

ammissione a corsi universitari)

●​ Test d’intelligenza: capacità cognitive nella soluzione di un insieme di

compiti, consentendo di differenziare le eventuali funzioni coinvolte;

acquisizione di base (intelligenza cristallizzata) e quelle in grado di applicarsi

a situazioni nuove/insolite (intelligenza fluida).

●​ Test di profitto (o di rendimento): livello di competenza o di conoscenza

acquisito dopo l’apprendimento di informazioni o a seguito di formazione

Test non cognitivi

-​ Test di personalità;

-​ Scale di atteggiamento.

Test di personalità

-​ Sono finalizzati alla rilevazione delle caratteristiche emotive, affettive,

motivazionali, interpersonali e di atteggiamento (es. caratteristiche specifiche:

ansia, depressione, introversione)

-​ Sono per lo più questionari (inventari) volti a valutare in quale misura le

caratteristiche personali ritenute rilevanti per un determinato scopo, sono

presenti in un determinato individuo producendo profili individuali che possono

essere confrontati con quelli di un gruppo normativo (funzione descrittiva)

-​ oppure strumenti psicodiagnostici utilizzati per valutare l’adattamento e

caratteristiche psicopatologiche, con funzione diagnostica o di screening

(funzione clinica)

Test di personalità in funzione della tecnica o dell’approccio

-​ TECNICA: test proiettivi

stimoli “ambigui” più o meno strutturati che permettono la libera espressione del

➡️

soggetto; stimoli da completare o da interpretare (es. macchie di inchiostro, frasi da

attribuzione di stimoli

completare, vignette su cui costruire storie)

-​ APPROCCIO idiografico (descrizione del particolare):

indagare le caratteristiche uniche e peculiari, quindi idiosincratiche della personalità

quindi: “Unicità o specificità dell’individuo”, studio del caso singolo n=1

-​ TECNICA: test non proiettivi

stimoli “definiti” che richiedono risposte limitate: problemi da risolvere, frasi/item a cui

dare una risposta: test “obiettivi”quindi contenuto manifesto che rende comprensibile

al soggetto ciò che si vuole misurare perciò si prestano a falsificazioni!

-​ APPROCCIO nomotetico: studiare i fenomeni con regolarità e di individuare

“leggi comuni a tutti gli individui”, studio di campioni estratti da popolazioni,

n>1 (psicometria).

La misurazione in psicologia

Cosa significa misurare?

Assegnare valori numerici ad oggetti o eventi secondo regole che consentano di

rappresentare le proprietà degli oggetti e degli eventi tramite le proprietà del sistema

numerico.

In ambito psicologico gli “oggetti” sono comportamenti, caratteristiche individuali,

atteggiamenti, vissuti, ecc.

omomorfismo: corrispondenza tra regole e mondo empirico

Le Scale di Misura

Misurare significa costruire un sistema numerico in modo tale che esso sia in una

relazione di omomorfismo con il sistema empirico.

Quindi: Una scala di misura è una funzione che mette in corrispondenza le proprietà

di un sistema empirico con i numeri reali. I numeri che costituiscono il sistema

numerico possiedono specifiche proprietà → possiamo quindi distinguere tra diverse

scale di misura.

La Scala Nominale

È la forma più basilare di misurazione. Per i dati che si collocano a questo livello di

scala, è possibile solo operare una classificazione.

La funzione di omomorfismo è la corrispondenza biunivoca: si assegna lo

stesso numero a elementi equivalenti e un numero diverso a elementi non

equivalenti.

La scala nominale consente di raggruppare elementi in classi o categorie che si

escludono a vicenda, in base al possesso o meno di una caratteristica.

Le relazioni tra gli elementi delle diverse classi sono di reciproca esclusione, mentre

all'interno è di equivalenza.

L'appartenenza di una classe o categoria è indicata da un'etichetta, che può essere

numerica

Operazioni possibili

-​ contare il numero di elementi all’interno di ciascuna classe di equivalenza

-​ contare il numero di classi di equivalenza per ciascuna variabile

04/03/2026

La Scala Ordinale

Si usa per i sistemi empirici nei quali oltre a suddividere gli elementi in classi di

equivalenza distinte, è anche possibile ordinare tali classi in funzione dell’intensità

posseduta dalla proprietà misurata. I numeri che vengono associati alle classi di

equivalenza esprimono la relazione d’ordine esistente tra le classi ma non informano

sulla grandezza delle distanze tra le classi di equivalenza.

-​ Permettono di classificare le caratteristiche psicologiche e di gerarchizzarle.

-​ Non hanno uno zero assoluto né una unità di misura.

-​ La funzione di omomorfismo è la funzione monotona, che può essere sia

crescente che decrescente

Operazioni possibili

-​ A questo livello è possibile contare il numero di classi di equivalenza per

ciascuna variabile (come nella nominale).

-​ Contare il numero di elementi all’interno di ciascuna classe di equivalenza

(come nella nominale).

-​ Ordinare le classi di equivalenza.

Non possiamo effettuare alcuna operazione

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lasaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Test di personalità e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Mannarini Stefania.
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