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Il rapporto tra vincoli e gradi di libertà porta alla definizione di 3 tipi di sistemi

  • Labile quando i vincoli sono insufficienti rispetto ai gradi di libertà (gdl), quando il # dei vincoli è minore del # dei gradi di libertà; i vincoli sono insufficienti a impedire possibili movimenti del sistema, pertanto la struttura non è in equilibrio.
  • Isostatica quando il numero dei vincoli è uguale a quello dei gdl, 3 gradi di libertà, quando il # dei vincoli è uguale a quello dei gradi di libertà; il sistema, dunque, risulta in equilibrio perché impedisce qualsiasi possibile movimento.
  • Iperstatica quando i vincoli sono sovrabbondanti rispetto ai gdl, quando il # dei vincoli è maggiore di quello dei gradi di libertà; il sistema è, sì, in equilibrio, ma eccessivamente rigido.

Consideriamo il seguente esempio: abbiamo una trave appoggiata a due vincoli, cerniera e carrello.

Applicando una discreta forza al centro della trave si ha una deformazione: come la quantifichiamo?

Bisognerà trovare l'equilibrio delle forze e dei momenti.

Il rapporto tra vincoli e gradi di libertà porta alla definizione di 3 tipi di sistemi

  • Labile quando i vincoli sono insufficienti rispetto ai gradi di libertà (gdl), quando il # dei vincoli è minore del # dei gradi di libertà; i vincoli sono insufficienti a impedire possibili movimenti del sistema, pertanto la struttura non è in equilibrio.
  • Isostatica quando il numero dei vincoli è uguale a quello dei gdl, quando il # dei vincoli è uguale a quello dei gradi di libertà; il sistema, dunque, risulta in equilibrio perché impedisce qualsiasi possibile movimento.
  • Iperstatica quando i vincoli sono sovrabbondanti rispetto ai gdl, quando il # dei vincoli è maggiore di quello dei gradi di libertà; il sistema è, sì, in equilibrio, ma eccessivamente rigido.

Consideriamo il seguente esempio: abbiamo una trave appoggiata a due vincoli, cerniera e carrello. Applicando una discreta forza al centro della trave si ha una deformazione: come la quantifichiamo?

Bisognerà trovare l'equilibrio delle forze e dei momenti.

Studio delle sollecitazioni / deformazioni

  • Forze → F
  • Reazioni vincolari → Ra, Rb, ..., Rn = F/2
  • Momento flettente → Mf = FL/4
  • Freccia massima → f = FL3/48EI
  • Tensione → σ = Mfy/I

?? σ <=> σmax ???? f <=> fmax ??

In linea di massima, più la trave è sottile, maggiore sarà la deformazione, in quanto σ tende più velocemente a infinito per via di I al denominatore che diminuisce esponenzialmente.

Tipologia di carico

  • Concentrato se agiscono su un punto isolato della superficie del corpo.
  • Ripartito o distribuito se agiscono su zone estese.
  • Permanente se agisce continuamente e invariabilmente (peso proprio).
  • Accidentale se agisce non continuamente e con intensità variabile.
  • Statico se costante o varia con sufficiente lentezza da non produrre vibrazioni nella struttura.
  • Dinamico se variabile in modo rapido.

Masse e momenti di inerzia

La massa è una misura della resistenza alle variazioni in un moto di traslazione.

Il momento di inerzia è una misura della resistenza del corpo a mutare la sua velocità di rotazione. Dipende dalla massa del corpo e dalla distribuzione di questa rispetto all'asse di rotazione.

Stato di sollecitazione

Noti i carichi: forze e coppie attive (F e M) e le reazioni vincolari (Rn) agenti su un generico corpo è necessario cercare le interazioni scambiate attraverso una generica sezione piana S del corpo → determinare le tensioni interne σ.

Sollecitazioni semplici

  • Compressione / trazione produce accorciamento / allungamento delle fibre lungo asse del solido.
  • Taglio produce lo scorrimento di una sezione rispetto a quella adiacente sia trasversalmente che longitudinalmente.
  • Flessione produce incurvamento longitudinale del solido.
  • Torsione produce la rotazione delle sezioni trasversali rispetto all'asse.

Sollecitazioni composte

  • Pressoflessione produce accorciamento e incurvamento delle fibre lungo l'asse del solido.
  • Flessione e taglio dovuta a forze inclinate rispetto all’asse longitudinale per cui provocano deformazioni composte.
  • Carico di punta produce sbandamento dell'asse essendoci carichi di compressione agenti su solidi troppo snelli.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NikyD00 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Tecnologia dei processi produttivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Veniali Francesco.
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