Estratto del documento

Storia delle dottrine politiche

Metodi di studio

Disciplina che può essere studiata in 2 metodi diversi:

Metodo astratto

Il più comune, consiste nel considerare la disciplina come l’analisi del pensiero politico di una determinata serie di pensatori considerati concatenati secondo una sequenza cronologica (partiamo dai più antichi andando verso i più contemporanei). Non penetra la problematica politica nella sua radice più profonda, non va ad indagare nell’universo culturale e ha reso possibile la nascita e lo sviluppo di quei singoli pensatori;

Metodo concreto

Il pensiero di ciascun autore è studiato come rappresentazione, manifestazione, espressione di un determinato modo di pensare, e quindi di una determinata epoca o cultura. Presuppone la determinazione del nucleo fondamentale intorno al quale ruotano tutte le dottrine politiche, il nucleo è il problema della società politica.

Concetti fondamentali

Organismo che prenderà il nome di stato. La società politica è un gruppo di individui legati da un rapporto, rapporto di chi comanda e chi obbedisce. Rapporto basato sul potere. Dottrine politiche servono a giustificare il potere. Il problema dello stato rinvia al problema del potere, fatto necessario o arbitrario o comunque aperto alla razionalità. Un fatto in cui troviamo 2 elementi congiuntamente: forza e razionalità. Potere legato al tema del diritto e della giustizia. Il fatto del potere può essere giustificato da vari punti di vista. Questa giustificazione avviene da diversi punti di vista. C’è quindi la possibilità di classificare le dottrine politiche in base:

  • Al piano: si parla del potere com’è e come dovrebbe essere. Piano ideale vs Piano reale (Platone);
  • Al contenuto:
    • Dottrine teocratiche: offrono una giustificazione del potere che invia come suo fondamento ad elementi di carattere religioso, tipico di quasi tutte le politiche create in età medievale;
    • Dottrine volontaristiche: giustificano il potere facendo riferimento alla volontà, consenso del popolo, elaborate in età moderna (giurisdizionalismo);
    • Dottrine utilitaristiche: si riferiscono all’utilità di un gruppo, una classe o di un singolo individuo (dottrine dei sofisti, ma anche Marx).
  • Alla forma: dottrine di tipo monarchico, aristocratico o democratico.

Metodologie storiche

Questa disciplina utilizza due diverse metodologie per concepire la storia:

  • Progressione ideale e continua: concezione razionale (età illuministica)
  • Susseguirsi di cicli storici ed usi incomparabili nella loro specificità: collegati da un nesso, legame secondo la logica della crisi, ovvero l’idea che in ciascun ciclo culturale siano presenti i germi della dissoluzione del ciclo culturale stesso che rappresentano poi i germi su cui si innesta il ciclo successivo. Concezione intravista dallo stoicismo.

Principi dello stoicismo

La visione della realtà da parte dello stoicismo può essere suddiviso in 2 principi:

  • Principio passivo (la materia);
  • Principio attivo: logos che è un principio spirituale, responsabile della vita dell’intero cosmo, essi immaginano che al compimento di quello che chiamano l’anno cosmico si risolve in una conflagrazione universale quindi il divampare di un incendio che riguarda l’universo intero che porta all’eterno ritorno.

Il tramonto dell'occidente di Spengler

Spengler “Il tramonto dell’occidente” - 1918: In quest’opera afferma che le civiltà esistite fino a quel momento hanno attraversato un ciclo naturale di sviluppo, fioritura e decadenza e che l’Europa, vittima del materialismo, si trovava nella prima metà del 900 a vivere la decadenza. Spengler rappresenta la storia in maniera circolare, con cicli concatenati.

Divisione storica della dottrina politica

La storia della dottrina politica può essere divisa in:

  • Età antica: si suddivide in 3 fasi:
    • Periodo della filosofia presocratica;
    • Periodo della filosofia classica (Platone Aristotele);
    • Pensiero dell’età ellenistica dalle correnti dell’epicureismo, stoicismo e scetticismo.
  • Età medievale: inizia nel 476 e dura 1000 anni di storia e si suddivide nell’alto medioevo che va fino all’anno mille e nel basso medioevo (1000-1492).
  • Età moderna: inizia con la scoperta dell’America nel 1492, età che va intesa come il prodotto di una continuità trasformante. È proprio il medioevo ad essere un’età di passaggio, nascono delle concezioni che poi traslano in età moderna trasfigurate con dei nuovi connotati e danno inizio al pensiero moderno. In età moderna si ha la nascita degli stati nazionali.
  • Età contemporanea: nasce tra il 1814 e 1815 con il Congresso di Vienna. Evento che vide riunirsi le grandi potenze europee che dopo la rivoluzione francese e la caduta dell’impero napoleonico danno vita ad un processo di restaurazione.

Crisi del quinto secolo

(5 sec a.C - anno 0): Periodo che rappresenta un rapido capovolgimento. Caratteristica fondamentale della problematica politica del periodo è il tentativo di pervenire ad una giustificazione razionale del periodo. Mai prima d'ora si era prodotto un pensiero politico che avesse questo intento.

Come è stato possibile questo cambiamento? Quando parliamo di questa crisi ci verrebbe in mente di collegarci alle guerre persiane, conflitti che si sviluppano tra il 499 a.C e il 479 a.C che hanno come protagonisti l’impero persiano che si voleva espandere e le poleis greche avviate verso la decadenza. La crisi tuttavia era già latente nelle strutture. Le poleis erano già avviate verso un processo di decadenza ancor prima di cominciare le guerre contro l’impero persiano. Nel periodo precedente l’autorità nelle poleis era esercitata dai discendenti degli dei dell’olimpo, ad un certo punto questo vincolo svanisce piano piano. Questa fiducia nel legame con il potere viene sempre meno a causa della filosofia, che nacque nelle colonie della Grecia o della Magna Grecia. La speculazione metafisica, la filosofia determina una prima incrinatura di quella fede, fiducia religiosa nell'orizzonte mitico dal quale veniva fatto derivare il potere politico.

Attraverso le guerre persiane i greci cominciano a porsi di fronte ad una problematica diversa da quella che fino a quel momento si erano trovati ad affrontare. Espansione commerciale, vengono a contatto con altri popoli che prima non conoscevano e ciò porta ad un allargamento economico, commerciale ma anche dalla prospettiva culturale. Si sviluppa quindi lo spirito critico-razionale. Si afferma anche il fenomeno del reducismo: i reduci delle guerre persiane in particolare i maratonotichi (chi avevano combattuto la battaglia di Maratona). Tornano vittoriosi, non più disposti a sacrificarsi ma rivendicano nuove posizioni economiche. Ciò mette in moto dei grandi processi sociali.

Scuola della sofistica

Si sviluppa nel 5 sec, in contemporanea con la guerra persiana e la guerra del Peloponneso. Guerra del Peloponneso: porta ad una decadenza delle poleis, dei costumi. Forze disgreganti che cominciano ad emergere. Per sofisti inizialmente si intendono i sapienti. Sono una schiera di pensatori tra loro diversi che giungono ad Atene dalle loro città natali. Con i sofisti nasce la scuola nel senso di istruzione generalizzata a pagamento. Per primi chiesero in cambio del loro insegnamento dei compensi in denaro. Compensi alti e ciò determinò un clima di forte avversione nei loro confronti. Questa è la ragione per cui i sofisti furono osteggiati dalle grandi autorità, e furono costretti a trasferirsi da città in città alla ricerca di nuovi allievi. Furono i creatori del concetto di cultura. La formazione, l’educazione prima erano affidate esclusivamente alla religione, all’arte e alla poesia, e venivano trasmesse di padre in figlio. I sofisti invece affermano il concetto in sé rivoluzionario. I sofisti si presentavano come maestri di retorica. La retorica è l’arte del ben parlare. L’arte dell’argomentare in maniera convincente, convincere della propria tesi indipendentemente dal contenuto, persuadere. Maestri dell’eristica. Arte di battagliare, di avere la meglio in un confronto verbale con altri interlocutori.

Abilità dei sofisti

L’abilità di persuadere tornava molto utile nel contesto del reducismo. Era necessaria per ottenere incarichi pubblici. Per i sofisti la cultura era insegnabile, tesi scandalosa per la società aristocratica. La cultura era un sapere che si trasmetteva di padre in figlio quindi era un qualcosa che proveniva dal sangue e non era insegnabile. In questa maniera i sofisti determinano una vera e propria rivoluzione antropologica: rivoluzione in ambito culturale dal momento che essi si rivolgono per la prima volta al soggetto. Precedentemente i filosofi orientavano le proprie riflessioni nei riguardi della natura, filosofi naturalisti. I sofisti si interessano per la prima volta dell’uomo, il soggetto diventa oggetto delle loro ricerche. Inoltre i sofisti criticano la cultura tradizionale e le istituzioni politiche che la rappresentano. Critica che sortisce come effetto quello di spezzare quell’unità tra convenzione, legge e natura, che era l’unità che rappresentava in maniera peculiare l’unità con cui era percepito il mondo nell’antichità. Nell’antichità si pensava che tutta la realtà fosse retta da una necessità di tipo universale per la quale le cose avvenivano in maniera naturale. La giustizia era data da questo ordine naturale e cosmico. I sofisti spezzano tutto questo.

Protagora di Abdera

Maestro iniziatore della sofistica fu Protagora di Abdera: egli era originario di Abdera ma si spostò ad Atene, era amico di Pericle. Iniziatore di quei discorsi in grado di confutare qualsiasi tesi. Il principio più famoso che racchiude il nocciolo del suo pensiero è “L’uomo è misura di tutte le cose, di quelle che sono per ciò che sono e di quelle che non sono per ciò che non sono”. Così come mi appaiono le cose tali sono per me, così come alle altre persone appaiono le cose tali sono per loro. Ciò è un pensiero di tipo fenomenistico: si rivolge ai fenomeni non come essenza ma così come appaiono agli uomini, e per tanto è anche un pensiero di curvatura di tipo antropologico. Pensiero di tipo relativistico e scettico -> afferma che non esiste la verità assoluta, percepita da tutti alla stessa maniera (contraddizione logica perché anche dire che non esiste la verità è una verità) ma esistono delle verità relative, parziali, legate a determinate prospettive. Questo tipo di visione nasceva con un intento preciso: intento polemico e critico nei confronti della posizione di un altro autore -> Parmenide

Egli scrisse “la natura” dove critica l’idea che esista un mutamento e molteplicità, per lui sono illusioni, la realtà è infinita ed immutabile. Questa visione è racchiusa in un principio affermato da Parmenide secondo il quale “L’essere è e non può non essere, il non essere non è e non può essere”. Parmenide paragona la realtà ad una sfera sempre uguale a se stessa nello spazio e nel tempo -> unico solido geometrico che non ha differenze al suo interno. Visione di parmenide è considerata l’antecedente di quella che sarà il principio affermato da Einstein della relatività “nulla si crea e nulla si distrugge”. La conoscenza non può avvenire tramite i sensi ma solamente tramite la ragione, la razionalità. La posizione di tipo relativistico e scettico rappresenta un problema per quella che è la prospettiva giuridica e politica. Se non esiste nulla di assolutamente vero, io non sono più in grado di capire come orientare il mio orientamento. Se non ci sono valori come faccio a sapere come comportarmi?

Necessità di un passaggio ulteriore -> passaggio da relativismo e utilitarismo. Non esistono cose vere ma esistono cose utili, alcune cose vengono usate come criterio di comportamento perché sono più utili di altre. Non è più criterio del valore ma quello dell’utilità. Il dibattito sul valore e la natura delle leggi, e il dibattito sul tema della giustizia a partire dalle 2 prospettive del mondo antico (Nomos e Physis) fu uno dei temi preferiti dei sofisti.

Tesi di quattro sofisti sulla giustizia

(possibile domanda d’esame):

  • Trasimaco di Calcedonia: sostiene che la giustizia è per natura l’utile del più forte, cioè la giustizia si identifica come l’atto del più forte, di colui che per natura è più forte che riesce ad imporre la propria volontà su tutti gli altri. Le leggi sono convenzionali e tendono ad eguagliare tutti gli uomini e invece per natura sono diversi, alcuni più forti, altri più deboli;
  • Callicle: visione “apparentemente“ opposta, sostiene che la giustizia è per natura l’utile dei più deboli. La giustizia è rappresentata dall’utilità che i più deboli riunitisi insieme e diventati soggetto politico più forte riescono a prevalere sui più forti. Apparentemente opposta perché non cambia la matrice, che è data dalla giustificazione della giustizia attraverso la forza. La forza è l’utile;
  • Ippia di Elide: gli uomini sono per natura tutti uguali, tutti fratelli e sono le leggi che intervengono dividendoli, opponendosi alle disposizioni naturali. Posizione di Ippia è universalistica che abbraccia tutti gli uomini considerati per natura fratelli. Afferma che non bisogna seguire il Nomos (leggi, convenzioni) ma deve seguire piuttosto la legge della natura, la sua razionalità. Critica le istituzioni -> Anarchismo nel fondo del suo pensiero;
  • Antifonte di Atene: le leggi sono convenzioni astratte, norme artificiose le quali si contrappongono alla natura. Aggiunge che l’uomo per natura è portato a soddisfare i suoi interessi e quindi l’uomo terrà un comportamento ambivalente all’interno della città. Da un lato si mostrerà ossequioso e rispettoso delle leggi ma per paura di incorrere in sanzioni, ma quando è in privato non seguirà più le leggi, ma seguirà il suo egoistico tornaconto personale, egoistica utilità personale. L’uomo se potesse si comporterebbe come Gige (personaggio che viene menzionato da Erodoto nelle sue storie, da Platone nella repubblica -> in queste diverse fonti il protagonista in Erodoto è una guardia a servizio del re della Libia mentre nella visione platonica è un pastore a servizio del re della Libia).

Radicale relativismo etico dei sofisti

La visione dei sofisti è RADICALE RELATIVISMO ETICO -> manca l’aggancio ad un fondamento oggettivo di valore, ad un contenuto che sia controvertibile alla verità. Si può dire che la realtà ha 2 facce sovrapposte, che è vera e non vera allo stesso tempo. La realtà è antilogica.

Paradosso: la sofistica è un movimento filo aristocratico ma il suo insegnamento produce un effetto democratico. Lo scopo del loro insegnamento era quello di attrarre le masse, di orientare la pubblica disputa, il loro pensiero poneva l’accento sull’uomo, riconoscevano il bisogno dei governanti di avere il consenso dei governati. Tutto questo è implicitamente il riconoscimento del principio della sovranità popolare. La giustizia ha un’origine convenzionale, è ricondotta ad un esigenza del più forte di affermare la propria volontà. Ma chi è il più forte? Nasce un problema. Bisogna trovare il modo di bilanciare con un contratto la pressione dei più forti sui più deboli. Il popolo quando è concorde, diventa tramite le leggi il più forte e quindi in grado di esercitare il potere. All’interno del 5 sec, non c’è solo il paradosso dei sofisti, ma il paradosso di Socrate. Nell’immaginario collettivo Socrate viene visto come capo dei sofisti. Prospettiva nell’opera “i memorabili”, Socrate ciarlatano, goffo. Altra prospettiva: Socrate viene dipinto come il capo degli antisofisti, colui che capeggiava chi si opponeva ai sofisti.

Socrate

Nasce ad Atene nel 469 a.C, padre scultore e madre allevatrice. Si avvicina in giovane età alla filosofia e partecipa attivamente alla politica della città, anche per quanto riguarda la guerra del Peloponneso. Socrate non scrisse nulla ma il suo insegnamento è affidato alla testimonianza dei suoi discepoli, e tra questi in primo luogo a Platone che ne fa il protagonista della maggior parte dei suoi scritti. Tra i seguaci di Socrate, dopo la morte del maestro si crea una frattura e dà vita a varie scuole dette “Scuole socratiche minori”. Scuole caratterizzate dal fatto di aver privilegiato un singolo aspetto dell’insegnamento di Socrate, perdendo di vista il vero significato, il fondamento che sta al pensiero di Socrate. Tutti i socratici minori hanno concordato nella “CRITICA ERISTICA DEL PIACERE”. Platone dipinge Socrate come antisofista, ma allo stesso tempo era visto come l’incarnazione del sapere filosofico. Questo paradosso nasce perché Socrate e i sofisti condividevano lo stesso metodo, sia l’uno che gli altri li vediamo impegnati in dialogo, il dialogo è lo strumento che utilizzano entrambi. Ma se lo strumento è lo stesso, ciò che è diverso sono le premesse e le finalità di questi dialoghi. Socrate capisce inoltre che il dialogo è uno strumento sterile se è privo di un aggancio etico.

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 124
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 1 Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 124.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Appunti di Storia delle dottrine politiche Pag. 91
1 su 124
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/02 Storia delle dottrine politiche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Leticiazrh di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia delle dottrine politiche e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Ciscato Costanza.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community