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Storia dell’arte moderna

Tema del corso

Il tema del corso è la rappresentazione prospettica e l'illusionismo spaziale, indagando il

periodo cronologico compreso tra il 1400 e il 1700, facendo alcuni riferimenti anche all’arte

contemporanea.

L’artista si è sempre dovuto confrontare con lo spazio circostante, con la realtà e la natura,

ma come viene rappresentato nella superficie bidimensionale di una tela o nella

tridimensionalità della scultura?

Alcuni artisti si sono limitati a rappresentare la realtà fedelmente;

l’hanno idealizzata o trasfigurata (anamorfosi);

si sono affidati all’ inganno ottico;

hanno rifiutato la rappresentazione realistica e si sono affidati all’astrattismo (fondi oro

bizantini);

ricerca della perfezione canonica;

interpretazione del mondo in chiave onirica (grottesche);

restituzione del senso di movimento (arte cinetica).

Esiste un modo oggettivo e universale di rappresentare la realtà?

La realtà che ci viene offerta dagli artisti è soltanto un mondo messo in scena secondo le

regole della profondità, della prospettiva o dell’ assonometria.

Ogni rappresentazione è relativa e filtrata dalla percezione dell’immagine a livello sensoriale

e ottico.

La sfida con la realtà ha spinto gli artisti verso lo studio della geometria, della matematica,

dell’ottica e in generale verso l’uso di strumentazioni scientifiche, prendendo come esempio

la prospettiva lineare di Brunelleschi nella Firenze dell’umanesimo.

Trattato di Ottica

Euclide si era già occupato degli aspetti della percezione della realtà nel suo Trattato di

Ottica, un testo composto da 58 teoremi.

Nel trattato veniva descritto come gli oggetti appaiono a seconda del variare del punto di

vista.

I pittori antichi conoscevano e applicavano le teorie euclidee per imitare la realtà

verosimilmente, ma con il passare del tempo è accresciuta la volontà di coinvolgere sempre

di più lo spettatore all’interno dell’opera.

Si è rivolta l’attenzione sull’ inganno o l’illusione che la visione può creare.

Che cos’è l’inganno? È la volontà di far apparire come reale qualcosa che non ha una vera

consistenza attraverso artifici diversi come il Trompe l’oeil.

Un altro aspetto che ha assillato gli artisti è il superamento del limite costituito dal supporto

su cui si lavora. In vari modi l’artista ha cercato di sfondare il supporto e farlo sparire

otticamente.

Un grande esempio sono le Infinity Rooms di Yayoi Kusama.

Assonometria

Assonometria significa misura in base agli assi, è una modalità di rappresentazione usata

nel disegno tecnico e una forma di linguaggio visivo.

La sfida degli artisti con la realtà li ha spinti allo studio della geometria, della matematica e

verso la strumentazione scientifica. Al centro delle ricerche vi è la prospettiva lineare di

Brunelleschi nella Firenze dell’umanesimo.

Città ideale, Urbino

Il tema della città ideale percorre il Rinascimento nell’intero arco del suo sviluppo.

La città nel Medioevo si era configurata come luogo della vita delle attività umane, ora

assume un valore culturale più ampio, diventando anche un momento di sperimentazione

progettuale.

La città ideale quattrocentesca deve rispecchiare nella sua perfezione terrena (ovvero fatta

di regole prospettiche e geometriche) la perfezione soprannaturale (di diretta ispirazione

divina) della biblica Gerusalemme Celeste.

Un modello di città ideale potrebbe essere quello di “Veduta di città ideale” di Urbino, ovvero

una tempera su tavola realizzata da un artista anonimo. E’ rappresentata un’ampia piazza

d'una città di fantasia in veduta sviluppata in larghezza, al cui centro si innalza una chiesa a

forma di grande tempio a pianta circolare.

Per Leonardo in pittura vi erano tre parti fondamentali: la prospettiva lineare, la prospettiva

del colore, la prospettiva aerea che permetteva di rappresentare le distanze.

Quando pensiamo ad una tecnica per rappresentare la terza dimensione nell’arte ci viene in

mente la prospettiva lineare, ma esistono altri modi come l’ assonometria.

L’ assonometria permette di mostrare un oggetto nelle sue tre dimensioni e dare l’idea di

volume. In essa le linee dell’oggetto restano parallele e avvicinandolo allo spettatore. Le

parallele non convergono verso un punto all’orizzonte ma restano parallele anche nella loro

raffigurazione bidimensionale.

Annunciazione, XIV secolo, Chiesa ortodossa di S. Clemente, Macedonia

In primo piano i due piedistalli che sollevano le figure da terra orientano la scena verso lo

spettatore, e ciò che è lontano appare nelle stesse dimensioni di ciò che è vicino.

E’ un metodo relativamente recente codificato in maniera scientifica soltanto nell’Ottocento

per la necessità di disegnare i nuovi macchinare nell’epoca della Rivoluzione Industriale.

A livello intuitivo esisteva già nell’antica Grecia.

I primi esempi sono quelli della pittura vascolare o nel disegno di strutture architettoniche.

Nella pittura romana un’esenzione sono le decorazioni a meandro tridimensionale. Gli

affreschi figurativi pompeiani mostrano infatti spesso arredi disegnati in assonometria.

Ospitalità di Abramo, 540, S. Vitale, Ravenna

Un esempio di assonometria nell’arte bizantina è questo, in cui le linee sono divergenti in

profondità del tavolo. L’artista varia l’inclinazione in ragione delle sue necessità illustrative. Il

tavolo ha il piano superiore molto inclinato per mostrare i pani, mentre la sua struttura

inferiore è mostrata giusto per suggerire la stabilità del tavolo stesso.

Nel ‘400, la prospettiva centrale prevalse, e l’assonometria venne relegata a un ambito

tecnico: illustrazione di mappe urbane, architettura militare.

Locus Amoenus

Il Locus Amoenus è un luogo dell'anima ideale e felice, un giardino immerso nelle piante,

negli alberi, nel prato fiorito.

Nella pittura l’idea di giardino rappresenta l’azione ordinatrice dell’uomo sulla natura, ed è

rappresentato come luogo di pace in cui ogni elemento diventa simbolo e si trasforma in un

messaggio.

Il giardino diventa luogo di confine tra due dimensioni: quello della natura e della realtà

quotidiana. Like Trees In The Woods

Installazione concepita per la Design Week dallo scultore Michele D’Agostino.

È un’esperienza immersiva dal forte impatto scenico che nasce dal dialogo tra natura e

tecnologia.

Il visitatore è invitato ad attraversare un vero bosco di querce che si riflettono all’infinito

grazie all’acciaio specchiante che le circonda. L’opera crea una esperienza visiva

straordinaria poiché moltiplica lo spazio generando illusioni ottiche. L’opera ambientale vuole

instaurare un dialogo tra l’ambiente naturale e quello artificiale sottolineando la bellezza ma

anche la fragilità del nostro ecosistema. Il materiale scelto, l’acciaio inox, è totalmente

ecosostenibile in quanto riciclabile interamente.

Gli alberi, a seguito della design week, trovano collocazione permanente nel territorio

milanese dando vita a un polmone verde.

Portare il bosco in una stanza significa riflettere sullo spaesamento dell’elemento naturale in

un contesto artificiale, grazie anche alla sostituzione della terra col pavimento e del cielo col

soffitto. Gli specchi invece coinvolgono lo spettatore costruendo l’immagine umana in

continuità con quella degli alberi. Le immagini moltiplicate poi attirano lo sguardo e creano

uno spazio altro. Casa di Augusto sul Palatino

Stanza dei Festoni di Pino, 30 a.C.

La stanza è decorata con ghirlande di pino disposte tra sottili colonne che costituiscono un

porticato poggiante su una pedana.

La casa fu innalzata nel 36 a.C e restano tracce della pavimentazione in marmo, anche se

gli ambienti più interessanti sono due piccole stanze nell’ala occidentale che conservano le

decorazioni ad affresco del secondo stile.

Una di queste è la Stanza delle Maschere, che presenta una decorazione che vuole imitare

un’architettura complessa simile a una scena teatrale a cui sembrano alludere le maschere

dipinte sopra a delle cornici. Al centro di ogni parete è aperto uno spazio illusionistico

esterno. Villa Livia, 30 a.C.

Le pareti affrescate con vedute di giardino risalgono al I secolo, per poi essere conservate

nel 1951 al Museo Nazionale Romano.

Sulle pareti vi è rappresentato un giardino rigoglioso a grandezza naturale con uccelli rari,

piante e frutti realizzati con grande maestria.

La ricca decorazione vegetale aveva lo scopo di trascinare gli spettatori in una dimensione

di pace e serenità.

Tutto il complesso aveva le pareti affrescate e i pavimenti a mosaico. L’uso di affrescare

soggetti paesaggistici aveva lo scopo di esaltare l’amore per la vita lontana dal trambusto

sociale. Auditorium Maecenatis

A Roma si conserva una sala semi sotterranea decorata di affreschi, unico resto del

complesso architettonico appartenente a Mecenate.

Il monumento, situato all'interno del giardino pubblico in Largo Leopardi, in antico aveva una

copertura a volta.

E' costituito da un’ampia sala larga con un’abside semicircolare sul fondo che presenta una

gradinata. L’edificio doveva essere parte di un più vasto e lussuoso complesso residenziale

fatto costruire da Mecenate.

La caratteristica più evidente dell’edificio è la decorazione pittorica, effettuata agli inizi del I

secolo d.C., conservata sia nelle nicchie che sopra di esse, dove corre un lungo fregio su

sfondo nero con scene dionisiache e giardini miniaturistici; raffigurazioni analoghe erano

anche nelle nicchie che movimentano le pareti laterali e la parete curva di fondo, affrescate

internamente come se fossero delle finestre, aperte su lussureggianti giardini ricchi di

vasche e fontane, e animati da piccoli uccelli in volo. Questa sala, doveva essere destinata a

“triclinio estivo”, cioè a luogo di riunioni conviviali e culturali.

La Casa del Bracciale D’oro, Pompei I secolo a.C.

Il complesso delle case del Bracciale d’Oro si sviluppa su almeno quattro livelli abitativi con

terrazze panoramiche che si aprivano verso il mare. Le terrazze sono costruite al di sopra

delle mura di cinta della città, ma in età preromana erano disposte ai lati di una delle porte

della città.

Gli edifici presentano una lussuosa decorazione sia a livello pavimentale, con mosaici in

marmi colorati, che parietali, con affreschi di tema mitologico, vedute di giardini. Le case

erano ancora abitate al momento dell’eruzione come testimoniato dalle numerose vittime

rinvenute e di cui sono stati realizzati i calchi. La casa del Bracciale d’Oro deve il suo nome

a un grande bracciale d’oro indossato da una delle vittime.

Casa dei cubicoli floreali, Pompei

Sala delle Asse

La casa presenta un impianto ad atrio con uno spazio verde nella parte posteriore e

conserva il più bell'esempio di pittura di giardino della città.

La pittura di giardino qui è impiegata nella zona privata della casa in due piccoli e

raffinati cubicoli, gli spazi utilizzati per il riposo.

Le raffigurazioni di giardino sono inoltre arricchite da motivi egittizzanti come gli attributi

di Iside, che forse alludono alla devozione nei confronti della dea da parte del

proprietario. Il primo dei due cubicoli presenta un giardino con piante ornamentali e da

frutto realizzate con estrema precisione, tanto da rendere possibile il riconoscimento

delle specie vegetali.

Il secondo cubicolo è caratterizzato da tre alberi di diversa grandezza di cui quello al

centro di maggiori dimensioni, un fico, è rifugio di un serpente, simbolo di prosperità.

L’orto monastico

L’orto monastico è un tipo di giardino tradizionale che si sviluppa all’interno o nei pressi di un

monastero, gestito dai monaci o dalle monache. Originariamente concepito come parte

integrante della vita monastica, questo orto aveva la funzione di provvedere alle necessità

quotidiane della comunità religiosa, in linea con il principio dell’autosufficienza.

L’orto monastico tipicamente si divideva in diverse sezioni, ciascuna dedicata a colture

specifiche:

Orto delle erbe medicinali: per la coltivazione di erbe e piante usate in farmacia per curare i

malati.

Orto degli aromi e delle spezie: con piante aromatiche per insaporire il cibo.

Orto degli ortaggi: dove si coltivavano verdure e legumi per l’alimentazione quotidiana.

Frutteto: con alberi da frutta.

Il termine Hortus significa nascere, poiché da quelle terre nasce sempre qualcosa.

Maestro dell’Alto Reno

Madonna e Santi nel giardino del Paradiso, 1410

In un giardino fiorito cinto da alte mura merlate, la Vergine è seduta presso un tavolo

esagonale imbandito mentre sfoglia un libro. Sulla sinistra vi sono delle pie donne e il

Bambino.

In primo piano sulla destra sorvegliano la scena tre cavalieri: San Giorgio riconoscibile dal

drago sottostante, San Michele con accanto una scimmia incatenata simbolo del demonio

domato e San Sebastiano. Arazzi

Creati nelle Fiandre, la cui tradizione tessile era famosa durante l’epoca medievale, furono

tessuti a cavallo tra il medioevo e l’età moderna. Intrecciati in stile mille fiori, i primi 5 arazzi

interpretano i 5 sensi, con l’aggiunta di un ulteriore senso “il mio unico desiderio”.

Il gusto: la dama sta prendendo un dolce che le offre l’ancella, e ai suoi piedi vi è una

scimmietta. Il leone e l'unicorno reggono stendardi e mantelli con il simbolo delle tre

mezzelune.

L’udito: la dama suona un organo appoggiato su un tavolo e qui, l’ unicorno, è simbolo di

castità.

La vista: l’ unicorno si contempla in uno specchio retto dalla dama.

L’olfatto: la dama prepara una corona di fiori che l’ancella porge su un piatto.

Il tatto: la dama accarezza il corno e regge una bandiera.

L’ultimo pannello è più grande e differisce anche nello stile. La dama è di fronte ad una

tenda tenuta aperta dall’unicorno e dal leone, su cui vi è scritto “il mio unico desiderio”. Nelle

mani tiene un velo che contiene la collana indossata nelle altre scene, riponendola nel

cofanetto che le porge l’ancella. Il Locus Amoenus di Bosch

Il giardino delle delizie, museo del Prado

È una monumentale pala d’altare realizzata su commissione. Il gigantesco trittico non riesce

ad essere ben collocato storiograficamente a causa della simbologia ermetica.

La polarità tra il bene e il male è centrale nella ricerca di Bosch, in quest’opera infatti da un

lato vi è raffigurato Dio in giovane età che benedice l’unione tra Adamo ed Eva. Gli animali

simbolici sono in armonia con la natura, composta al centro dall’albero della vita.

Il giardino dell’Eden però è anche un luogo insidioso in cui l’uomo è sottoposto ad una prova

imprescindibile.

Simbolicamente l’Eden rappresenta l’unione armonica dei regni Naturali con il cosmo in cui i

quattro fiumi del paradiso scorrono fecondando ogni angolo della terra. Questa ripartizione

corrisponde ai quattro livelli dell’animo umano: vegetativo, intellettivo, spirituale, sensitivo.

Subito dopo ci si immerge in un vero e proprio inferno in cui l’umanità è intenta a esercitare il

proprio libero arbitrio abbandonata ai piaceri carnali.

L’umanità è bestiale, vi sono deformazioni grottesche e la dimensione onirica diviene incubo.

La nave dei Folli

La Nave dei Folli è un’opera satirica del 1495 il cui contenuto si rivolge come una critica nei

confronti della società debole ai vizi.

Il tema della follia era un topos retorico diffuso.

Bosch realizza un’opera intitolata La Nave dei Folli, un trittico smembrato, in cui vi è un

gruppo di personaggi stretti su una piccola imbarcazione intenti a sprecare la propria vita nei

vizi. La condanna del peccato è un tema ricorrente nella produzione artistica di Bosch. Il

trittico originariamente doveva essere composto a sinistra dalla Nave dei Folli con l’Allegoria

dei Piaceri nella parte inferiore e la Morte di un avaro a destra. Ignota invece è la parte

centrale.

Il Locus Amoenus si identifica anche con l’ arcadia dei letterati, ovvero una regione storica

della Grecia mitologicamente associata alla casa di Pan, dio delle montagne. È un luogo di

riparo dove vivere e cantare l’amore, una felicità raggiunta con l’integrazione totale con la

natura. Giorgione

La Tempesta, 1506 Venezia

Il dipinto evoca il mito dell’ arcadia

Spazialità nell’arte antica

La cultura occidentale antica si fonda sull'idea della natura mimetica della rappresentazione

artistica mirata a suscitare nell’ osservatore l’illusione del vero.

La produzione pittorica della Grecia antica ci è data dalle decorazioni vascolari e dagli

aneddoti tramandati come quello di Zeusi e Parrasio.

Le ceramiche dipinte rappresentano un fenomeno di notevole importanza: si tratta di un

linguaggio autonomo in cui raramente le composizioni rappresentano copie di pitture note.

Nella seconda metà del V secolo la rappresentazione dello scorcio e degli edifici è una

procedura ben acquisita.

La pittura romana invece è documentata da testimonianze straordinarie. I principali

ritrovamenti avvengono nell’area vesuviana ovvero a Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia,

distrutti dall’ eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.

Il mondo antico ha influenzato l’arte e la cultura anche attraverso le fonti letterarie come i

testi di Plinio Il Vecchio nell’enciclopedia Naturalis Historia, un’opera che spazia dai

fenomeni naturali al

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/02 Storia dell'arte moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lara.palazzo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'arte moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Accademia di Belle Arti di Brera - Accademiadibrera o del prof Giudici Lorella.

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