Tra politica e società
CAPITOLO 2: le fratture sociopolitiche
Si parla dell’approccio interpretativo di Rokkan: la teoria dei cleavages (fratture). Nella sua
prospettiva, il territorio gioca un ruolo fondamentale per la peculiarità del contesto. Questo
approccio è importante per lo studio dei partiti, nati in quest’ottica sulla base di divisioni
sociopolitiche. La frattura non è semplicemente sinonimo di conflitto, ma alcune tendono a
polarizzare la politica. La presenza delle fratture è dovuta da delle giunture critiche che
derivano da diverse origini: la riforma protestante, le rivoluzioni nazionali e la rivoluzione
industriale. Dalle giunture derivano le quattro fratture sociopolitiche che Rokkan individua:
- centro periferia: il centro detiene e controlla le risorse ed è una collocazione
privilegiata, in quanto vi sono le maggiori istituzioni. In questa frattura vi sono tensioni
per la partecipazione e la mobilitazione
- stato-chiesa: questa frattura nasce per il controllo di alcuni ambiti (es: istruzione,
morale, matrimonio, famiglia)
- città campagna: le città diventano luoghi di produzione e sviluppo, mentre la
campagna è legata alla tradizione. Da qui, la contrapposizione tra partiti agrari
(conservatori) e liberali
- capitale lavoro: la causa di questa frattura è la contrapposizione tra due classi sociali,
ovvero quella degli imprenditori e quella degli operai. Il tema del conflitto è dato dal
ruolo che lo stato deve avere nella sfera economica
Le fratture sociali hanno ripercussioni sull’orientamento politico: l’origine della frattura tra
destra e sinistra. Nella sinistra si riconoscono la partecipazione democratica e l’intervento
pubblico nella sfera economica, mentre nella destra la visione del rapporto stato ed
economia è segnato dal liberalismo e quindi dall’autoregolazione. Diverse sono le antinomie
in questa frattura in ambito politico: sinistra libertaria, destra autoritaria; solidarietà,
individualismo; progresso, conservazione
Sul piano sociale sono osservabili disuguaglianze delle posizioni sociali tra gli individui. Per i
teorici del conflitto Marx e Weber, le disuguaglianze sociali non sono funzionali
all’integrazione del sistema perché la differenziazione avvantaggia determinati gruppi. Le due
classi sono la borghesia e il proletariato, in un contesto dove la prima sfrutta la seconda. In
questa cornice, la lotta di classe è il motore della storia. Secondo Weber, la stratificazione è
basata su tre dimensioni: economica, sociale e politica. Sul piano economico si fa riferimento
al controllo o meno dei mezzi di produzione; sul piano sociale, il passaggio di un individuo da
una classe all’altra ha risonanza sul piano politi
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