La cultura come concetto sociologico
La prospettiva sociologica rispetto al concetto di cultura ha delle differenze con la prospettiva antropologica. La concezione sociologica e la prospettiva sviluppata dai sociologi classici vedono l'introduzione di distinzione tra società e cultura, una innovazione. A differenza della prospettiva antropologica che le mescolava. Nelle concezioni sociologiche come quella francese, tedesca e la scuola di Chicago operano questa distinzione.
Distinzione interna alla cultura
Un'altra distinzione rilevante (tradizione tedesca e scuola di Chicago) è l'interpretazione di cultura come una realtà differenziata. All'interno dello stesso contesto sociale non è possibile fare riferimento a un'unica cultura ma convivono diverse culture.
Subculture: Ad esempio, come derivazione rispetto alla cultura mainstream o come (matrice weberiana) rimanda alle differenziazioni di gruppi e alle differenziazioni di potere.
Cultura come innovazione
La cultura è interpretata in un'accezione che differenzia dalla capacità innovativa della prospettiva sociologica e da quella antropologica. Nella concezione antropologica viene vista come unitarietà, come tutto che permane nel tempo, mentre nella concezione sociologica, invece, vede nella cultura una spinta all'innovazione sociale.
Cultura non solo come elemento di mantenimento delle strutture sociali e dell'ordine sociale, ma assume una valenza dinamica, trasformativa che cambia nel tempo, e introduce delle spinte al cambiamento nel sistema.
Cultura come interazione sociale
La prospettiva sociologica è concentrata sul processo sociale che, attraverso l'interazione, permette agli esseri umani di condividere un sistema di valori, credenze e significati che li consentono di stare all'interno del contesto sociale.
Da qui derivano gli studi sui processi di socializzazione che permettono di introdurre le nuove generazioni all'interno del contesto sociale, trasmettendo loro le regole di comportamento, norme, valori di riferimento. Successivamente è stato evidenziato come questo processo di socializzazione nelle società post-moderne non trova un termine temporale, non termina alla fine dell'adolescenza, giovinezza, ma piuttosto accompagna tutto l'arco della vita.
Il concetto di cultura per Parsons
Attenzione alla dimensione culturale da parte della sociologia ha attraversato un periodo di appannamento che ha interessato 30 anni (anni 30, 40, 50), nei quali si è disinteressata all'aspetto culturale. Tra i grandi padri della sociologia, il primo che ha recuperato il concetto di cultura è stato Parsons.
Introduzione di Parsons
Rispetto alla tradizione americana della scuola di Chicago, la prospettiva struttural-funzionalista di Parsons presenta una maggiore solidità teorica. Lui costruisce un quadro interpretativo generale sui funzionamenti societari. Prima si partiva da ricerche empiriche per comprendere quelle che erano alcuni funzionamenti societari.
Parsons offre una declinazione di cultura leggermente differente rispetto a quella dell'antropologia (americana, di Chicago). E la interpreta in un senso più restrittivo.
- Cultura: assume un livello di astrattezza alla quale noi debitori ci riferiamo a un insieme di elementi che non hanno un unico riferimento empirico.
Gli antropologi si soffermavano sui prodotti culturali identificando una corrispondenza con il sistema culturale, mentre per Parsons l'elemento culturale è un elemento astratto che fa riferimento a un sistema strutturato di valori e credenze che può essere studiato perché trova delle delibazioni empiriche, non è quindi immediatamente coincidente con gli artefatti, ma che hanno la capacità di orientare l'attore sociale.
Elementi concreti hanno senso solo perché rimandano a concetti più ampi che permettono l'orientamento all'azione, gli permettono di dare corso alle proprie azioni in modo coerente al sistema.
Carattere normativo
Questo tipo di orientamento è estremamente pervasivo e potente in quanto interiorizzato dal soggetto, che fa sì che l'attore sociale desideri di fare esattamente quello che il sistema si aspetta che lui faccia, non per paura di sanzioni. Viene interiorizzato dagli attori sociali in modo coerente col sistema.
Parsons sposta il concetto di cultura che nella prospettiva antropologica aveva un carattere adattivo, risultato del processo di adattamento dell'essere umano del gruppo all'interno del quale vive al contesto nel quale vive (costruzione di abitazioni come processo adattivo dell'esigenza dell'essere umano di avere un riparo che cambia in base al contesto perché l'ambiente è diverso).
Carattere normativo: Parson punta sul carattere normativo della cultura: perché il sistema culturale deriva e fa derivare dal sistema di valori, delle norme di comportamento che in funzione del processo di interiorizzazione orientano l'azione. Questo carattere normativo dipende dal sistema sociale.
All'interno del sistema sociale l'orientamento all'azione sarà regolato da norme, dalla cultura normativa (in un altro contesto da un altro) e la tenuta del sistema culturale deriva dalla condivisione di queste norme e valori all'interno del sistema da tutti gli attori.
Separati il concetto di società e di cultura
Declinazione di Parsons della necessità di tenere separati il concetto di società e di cultura. Il processo che permette di interiorizzare il sistema di valori è identificato attraverso il processo di socializzazione, e nell'analisi di Parsons è collegato sia al sistema di azione sociale (1) del sistema di strutturazione della società (2), e all'analisi il contesto sociale in cui viviamo è suddiviso in sottoinsiemi.
L'azione sociale tra volontarismo e normatività
Azione sociale: Azione compiuta da un attore sociale in vista di un fine, in relazione a una situazione e in base a una valutazione che lui compie delle alternative possibili, possibili corsi di azioni codificati dal sistema. Questo aspetto è fondamentale per la garanzia dell'ordine sociale.
Il fine che l'attore sociale vuole perseguire e le varie alternative sono culturalmente normate, il fine che lui vuole raggiungere che l'attore sociale crede sia una scelta sua, in realtà è prodotto del processo di socializzazione, quando lui aggiunge un fine che possa prendere in considerazione l'opzione a, b, c, è culturalmente determinato, perché a, b, c sono le possibilità all'interno del sistema che sono date per raggiungere quell'obiettivo.
(Subculture e connotazione dell'innovatività, aveva a che fare con la creazione di ipotesi b che non faceva parte del sistema e quindi viene considerata come devianza. In Parsons non c'è questa opzione, perché le varie opzioni sono definite dal sistema)
I due poli che dobbiamo prendere in considerazione
- Normatività: ciò che è previsto possa essere fatto all'interno del sistema.
- Volontarismo: l'attore sociale mette in campo la sua volontà e intenzionalmente va nella direzione che vuole il sistema.
Come è possibile che avvenga questo? Se non avviene, secondo Parsons siamo in situazioni di devianza che devono essere sanzionate e ricondotte nel sistema sociale. L'attore sociale sanzionato deve fare un percorso che possa farlo rientrare nel sistema.
È relativo all'individuo che socializzando in un dato contesto, grazie al processo di socializzazione ed essere in contatto con adulti nella famiglia e nella scuola, mette a fuoco gli obiettivi adatti a lui in funzione delle caratteristiche del sistema e personali (es. genere di appartenenza), facendo sì che sviluppi obiettivi o orienti la propria azione in modo coerente e previsto per il sistema sociale.
Effetto Rosenthal: è un processo neutro, perché il sistema sociale, la famiglia e soprattutto la scuola, sono in grado di riconoscere in modo neutro, senza condizionare la scoperta dei propri attitudini, potenzialità e talenti, permettendo una collocazione nei ruoli che il soggetto è più capace di svolgere. Questo tipo di percorso è buono perché permette al sistema sociale di svilupparsi, e giusto perché permette di svolgere quei ruoli per il quale una persona è portata.
Messi in dubbio da
Il test somministrato ha dato un effetto indipendente dalle caratteristiche dei singoli bambini, perché i risultati comunicati erano comunicati in modo casuale e nonostante questo i risultati dimostravano la fondatezza di questa selezione casuale. E si dice che forse le istituzioni scolastiche nella individuazione delle doti degli studenti non sono così neutre.
(Alimentano le disuguaglianze sociali e trasformano le differenze degli individui (genere, provenienza familiare, status sociale..) e le trasformano in processi di selezione sociale che alimentano le disuguaglianze nel sistema)
Da volontarismo a normatività
- Azione sociale (attore): Azione è compiuta da un attore sociale, attore che mette in campo l’azione (soggetto). Volontarismo
- Non è solo il soggetto che mette in campo l’azione ma è anche un oggetto di orientamento di orientamento per sé e per gli altri.
- Quando il soggetto agisce in una situazione tiene in considerazione la presenza di altri attori sociali dentro quella situazione specifica, e la sua stessa presenza dentro la situazione sociale è utilizzata dagli altri attori per orientare il loro comportamento. Ciascuno di noi condiziona l’altro in un modo coerente con il sistema (doppia contingenza).
- Il sistema di azione non è quindi isolato dal processo sociale, ma essendoci altri attori sociali, ogni azione sociale è inserita in un reticolo di relazioni che all’interno di una relazione EGO-ALTER, in un sistema di reciprocità. La mia azione è interpretata e ha significato per l’altro attore e lo orienta.
- Complementarietà delle aspettative: Quando io oriento la mia azione come attore sociale all’interno di una situazione io utilizzo una guida che mi permette di capire cosa posso fare grazie al giudizio di conformità, che mi dice cosa è giusto e sbagliato. Quando un attore mette in atto un comportamento che è coerente col sistema culturale rinforzo (mutuo rinforzo) la prospettiva degli altri attori (così bisogna fare). (Es. socializzazione nella famiglia: rinforzo il ruolo di genitore e il ruolo di figlio)
- Sistema fondato sull'inter-azione sistema sociale (contesto)
- L’attore sociale utilizza i criteri orientativi del per orientare la propria azione, e viene rinforzato in questo suo orientamento in quanto sta nella società. Normatività
Sottosistemi dell'azione sociale, modello AGIL (Parsons)
Parsons distingue 4 sottosistemi fondamentali che sono retti da dei requisiti fondamentali che svolgono dei compiti fondamentali che devono continuare a svolgere e ne sono deputati al sistema più ampio. Per Parsons il sistema è organizzato in sottosistemi nell’azione sociale che svolgono delle funzioni essenziali e per continuare ad esistere devono svolgere queste funzioni: elementi essenziali di funzionamento della società:
- A: organismo biologico: svolge la funzione di adattamento, perché permette all'essere umano di adattarsi al sistema eco-ambientale nel quale vive, ma anche a come il sistema ambientale è modificato al sistema sociale. In quanto esseri umani siamo dotati di un organismo biologico. L'organismo biologico si adatta alle condizioni ambientali (clima del contesto).
- G: personalità: orienta l'attore sociale ai fini, elemento che secondo Parsons è a cavallo tra biologia e cultura: proprio per come siamo fatti, nasciamo con questa caratteristica di orientamento al fine, orientamento vuoto e il processo che mi fa orientare. Rappresenta un pre-requisito biologico degli esseri umani, ovvero che sanno orientare la propria azione a dei propri obiettivi. Caratteristica che prescinde il contesto sociale.
- I: sistema sociale: che permette l'integrazione dei sottostatemi dentro quel sistema. Permette all’essere umano di stare all’interno di un sistema di relazioni sociali. Integra l’individuo dentro il sistema più ampio.
- L: sistema culturale: svolge la funzione della latenza, ovvero passaggio dal sistema culturale, caratterizzato da norme, principi e valori all’interno del contesto. Il processo di socializzazione permette il passaggio dall’esterno dal sistema culturale, all’interno del soggetto così che il soggetto orienta la sua personalità per raggiungere i suoi fini. Insieme di principi di riferimento, valori che sono condivisi. Il processo di socializzazione a ciascun individuo di interiorizzare questo sistema e usarlo per definire i propri fini.
Nel mio processo di socializzazione ho messo a fuoco i ruoli sociali che posso svolgere e ho orientato la mia azione al perseguimento di questi obiettivi. Per il mantenimento del sistema stesso (Es. Io vengo socializzato e mi permette di aspirare a ruoli sociali che il sistema definisce coerenti per me). Sistema che informa, caratterizza il funzionamento del sistema sociale e della personalità, svolgendo la funzione di latenza, ovvero istruzione di base che garantiscono il funzionamento delle due (personalità e contesto sociale).
È necessario il processo di socializzazione per svolgere questa funzione, perché trasforma i valori culturali condivisi in obiettivi che ogni individuo vuole raggiungere. Sfruttando la caratteristica biologica dell’essere umano (personalità, che orienta la propria azione) facendo sì che siano coerenti a quelli del sistema culturale, infrastruttura che organizza la stessa struttura sociale. Per questo normatività e volontarismo vanno nella stessa direzione (desiderabile).
Parsons e le variabili strutturali (pattern variables)
Parsons, quando confronta la società tradizionale rispetto a quella moderna, evidenzia come le variabili strutturali, e quindi i principi di orientamento che sottintendono il sistema di azione, sono mutate nel tempo.
Società tradizionali
Nelle società tradizionali le variabili strutturali fanno riferimento al principio dell'ascrittività, particolarismo, affettività e diffusività.
- Ascrittività: ogni essere umano era considerato da sé stesso e dagli altri in funzione delle caratteristiche ascritte che derivano dalle appartenenze familiari, o caratteristiche individuali come il genere. Quindi l'orientamento all'azione che governa le relazioni parte da questo principio. L'orientamento all'azione, come io mi comporto con Claudia dipende dal fatto che lei appartiene a un clan, a una famiglia, che è una donna, in relazione alle mie ascrittività (appartenenze) (contesto).
- Particolarismo: io oriento la mia azione rispetto a Claudia in funzione della specificità e relazione che ci lega. Ad esempio col fatto che Claudia sia mia nipote, ovvero alla particolarità che ci lega.
- Affettività: io mi relaziono con gli altri esseri del mio gruppo in funzione della capacità che questa relazione ha di soddisfare un mio bisogno affettivo immediato. Relazione strette, io mi relazionerò con Claudia (che è mia congiunta, sorella), io agisco nei suoi confronti in funzione della rispondenza di questa azione alla mia gratificazione affettiva, io tratto Claudia in un certo modo perché lei mi rimanderà una gratificazione affettiva. Io coinvolgo Claudia in una determinata situazione perché so che lei mi aiuterà.
- Diffusività: io mi relaziono a Claudia non in quanto lei ha un ruolo sociale, ma in quanto persona e essere umano.
Società moderne
Nelle società moderne, invece, si fa riferimento al principio di acquisitività, universalismo, neutralità affettiva e specificità.
- Acquisitività: a me non interessa da quale clan o famiglia viene Claudia, o dal suo genere di appartenenza, ma deriva dalla performance che Claudia compie in relazione alla situazione sociale, ovvero studente e professore, ci relazioniamo in base ai ruoli che svolgiamo.
- Universalismo: io mi relaziono in funzione del ruolo sociale che svolge, ovvero Claudia è una studentessa. Anche se lei fosse mia nipote non agisco con quel principio.
- Neutralità affettiva: io non agisco più in funzione del ritorno immediato affettivo che determina la mia azione sociale. Io interpreto quel ruolo, sarò in grado di sanzionare Claudia, perché non cerco la soddisfazione immediata, ma cerco la soddisfazione che mi dà il fatto di sapere che sto svolgendo bene il mio ruolo. Quindi rimproverare oggi Claudia le permetterà poi di andare nella direzione giusta, definita dal sistema, quindi non mi comporto in funzione che so del fatto che lei ci rimanga male, ma in funzione di un obiettivo.
- Specificità: io mi relaziono a Claudia in quanto studentessa, ruolo, a me non interessa il resto di Claudia, io mi relaziono solo in questa parte di Claudia.
Questo passaggio da società tradizionali a moderne è il risultato del processo di liberazione che le società moderne garantiscono agli esseri umani rispetto ai gruppi di appartenenza. È una capacità delle società moderne di valorizzare l'essere umano in funzione delle performance che l'essere umano è in grado di agire all'interno di quel dato sistema.
In sintesi: un attore sociale entra in un percorso scolastico, la scuola è in grado di riconoscere le attitudini, caratteristiche e peculiarità e orientarlo nel ruolo sociale che meglio si riferisce alle sue caratteristiche, lo fa in modo potente, viene interiorizzato e lo porta a desiderare ciò che il sistema definisce desiderabile.
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