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Devianza

14 sett

La devianza è un fenomeno sociale e complesso e ambivalente, infatti la sociologia di devianza è quella in cui il concetto di devianza viene messo a pari di quello della sociologia.

Il concetto di devianza è ambivalente, perché nel senso comune devianza e crimine spesso vengono equiparati. Nel linguaggio mediatico noi siamo un paese sottoposto alla criminalità, infatti ci sono 4 organizzazioni criminali in Italia: mafia, Ndrangheta.

Devianza, crimine e norma sociale vengono messi al solito livello.

Pena e società moderna: pena sanzione reato.

Autori definiscono gli umani come persone devianti, regole scritte e non scritte, o usi e costumi che una maggioranza segue e una minoranza non segue. Atto deviante/criminale si ritrova in piccole devianze quotidiane.

Mala in se: in se per qualunque tipo di cultura.

Mala proibita: atti proibiti da tradizione e regole.

L’Italia comunque è uno dei paesi più sicuri, vedi Elias, l’insicurezza esiste nel momento in cui i lavori non sono più quelli di un tempo ecc. anche se abbiamo più libertà rispetto al periodo dei nostri nonni, ma questa libertà la paghiamo in senso di insicurezza.

Questo viene legittimato garantendo altro ma togliendo qualcosa. Stato sociale a stato penale.

Senso comune, statistiche, terminologia

Senso comune deve essere lasciato un po’ da parte per utilizzare un atteggiamento critico.

Statistiche drogate in cui viene presentato orario di forze dell’ordine e tutto, ma spesso gli obiettivi.

Terminologia.

Pendolo individuo / società individuo

  • Le prime teorizzazioni sulla devianza erano concentrate sui reati dei singoli individui, in quanto Lombroso.

Il criminale tende intenzionalmente a commettere un reato, anche se la società ti dice di non farlo, dovrai quindi pagare delle conseguenze.

La responsabilità è individuale, l’uomo ha predisposizioni biologiche a compiere delitti.

La società ti dà tutte possibilità di scegliere il posto in cui stare mettendoti in posizioni che tentano di non nuocere, se scegli di essere deviante è appunto legato a una scelta.

Prevenzione tecnologica, come telecamere, ma a volte il welfare non pone più l’attenzione a queste persone, perché non ha più fondi, es.

  • Diverso è il concetto invece di società e devianza considerate contemporaneamente: l’occhio si sposta sul senso della regola, se viene violata da molti forse non ha una regola divina, sacra o assoluta, ma storica che può essere cambiata dato il cambiamento storico.

Devianza: collettività ogni atto o comportamento, anche verbale, compiuto da un membro di una ritenute legittime che violi le norme, le aspettative, e le credenze dalla maggioranza dei membri reazione sociale e proporzionale all’offesa di quella stessa collettività e che determina una Gallino, 1993.

La devianza tende a essere espressa da un individuo parte di una collettività, popolazione, nazione, infrange norme anche in modo verbale, aspettative o credenze che sono ritenute legittime, non in assoluto, per esempio perché magari sono ritenute sacre solo in quel periodo storico e dopo qualche periodo non sarà più reato, ma considerato conforme.

A una devianza segue una reazione sociale proporzionale all’offesa, a volte no perché per esempio è una devianza che può stare bene ad alcuni, o perché la devianza è attuata da chi ha potere.

La reazione a volte è sproporzionata o non del tutto corretta. Il crimine e reato colpisce una persona o una famiglia. Il crimine dei colletti bianchi, va a rodere la figura nelle istituzioni, infatti ad esempio persone vedono scarcerate prematuramente e questo porta a una maggiore frequenza di quel crimine. Va a rodere la base della fiducia e va a squilibrare le reazioni sociali.

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Devianza fenomeno inerente alla violazione de costumi delle regole sociali.

“Non bisogna dire che un atto urta la coscienza comune perché è criminale, ma che è criminale perché urta la coscienza comune. Non lo biasimiamo perché è un reato, ma è un reato perché lo biasimiamo.” Durkheim, 1893.

L’atto criminale no è un reato in se, ma lo è in relazione al concetto di sanzione/reato.

Caratteristiche della devianza

  • A) Relativa al concetto storico sociale, al luogo e alla situazione, al ruolo di chi commette l’atto e all’estrazione sociale, soprattutto le persone più povere o portatrici di un gene criminale, classe meno abbienti.
  • B) Interattiva, legata al concetto di reato.

Crimine: riguarda infrazioni commesse nei confronti della legge ed è oggetto di studio di una criminologia, disciplina che si chiama.

Crimine e criminologia sono scienze usate per condannare e di etichettare, emarginare, contenere una determinato fascia della popolazione considerata criminale.

Eziologia studia cause della criminologia.

20 sett

Devianza: studia le cause sociale dell’atto deviante.

L’atto criminale è un sottoinsieme della devianza. Si può essere devianti senza essere criminali. Siamo tutti devianti.

Devianza è il non rispetto di norme, non scritte, norme sociali, quindi si può essere devianti senza essere criminali.

Durkheim diceva che il crimine è utile, anche Marx lo diceva, perché es. la polizia sa di chi occuparsi.

Atto criminale può essere considerato crimine in un determinato periodo storico, e considerato deviante successivamente. Certi comportamenti ritenuti “devianti” in passato sono diventati normali oggi.

Devianza e crimine sono indicatori che ci fa capire quanto una società è tollerante verso un determinato atto deviante o criminale.

Controllo sociale: insieme di tutti quei mezzi, procedure e tecniche che consentono il rispetto delle regole in un dato contesto storico.

Il controllo sociale è di 2 tipi.

Il controllo sociale è un dato fisiologico in qualsiasi società.

  • Interdipendenza: 1. Controllo sociale come dipende da un insieme di regole interiorizzate, consentono alla società di essere un minimo ordinata.
  • Organizzato: 2. Controllo sociale lo stato, che attraverso i suoi apparati mette insieme un insieme di leggi e opera il controllo sulla società. Controllo dittatoriale, o liberale se stati liberali o democratici.

Sanzioni?

Qual è la funzione delle sanzione giuridicamente formalizzata, che ci vieta di fare alcune cose e ci punisce.

Sanzioni informali: quelle di gruppi di amici o famiglia. Leggi no scritte.

4 funzioni delle sanzioni

  • Retributiva: 1. Funzione tende ad attribuire al criminale una sanzione pari al crimine commesso.

Focault parlava di rallentare il più possibile la morte perché la morte significherebbe liberazione. Punizione esemplare. Occhio per occhio, dente per dente.

La funzione retributiva non è scomparsa.

  • 2. Quando venne introdotta la ghigliottina, la funzione della sanzione e della pena si amplia a deterrente: funzione.

a) Speciale induco una serie di pene che portano al criminale di non commettere reati.

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b) Generale riguarda la collettività e individua attraverso il sistema giuridico chi si incammina verso un reato portandolo a evitare la via della criminalità.

Si sono svelate inefficaci, perché le persone continuavano a commettere reati.

  • Rieducativa: 3. Funzione la troviamo ad esempio nei carceri, dove attraverso una rieducazione, ti penti di aver commesso un reato e torni successivamente ad avere la libertà.

Il problema è che 7/10 tornano in carcere, quindi la funzione rieducativa della pena è risultata inefficace.

  • Incapacitante: 4. Funzione si rivolge a quelle persone la quale pericolosità sociale è ritenuta tale da dover arrivare alla pena di morte, ergastoli o reclusioni molto lunghe.

Da quando il carcere è nato è sempre sottoposto a delle riforme.

Il carcere risponde a una funzione nascosta di distinguere tra il noi e il loro: molti istituti sono costruiti in luoghi lontani rispetto alla città considerata il luogo del rispetto delle regole.

In parte questa divisione ci tranquillizza, altre teorie, del paradigma sociale, tengono a mettere in bilico questo stereotipo.

Perché un individuo trasgredisce le norme?

  • Durkheim se rendo una società piena di regole, dittatoriale, la società sarà una società statica, non liberal democratica.

Goffman: Carcere istituzione totale: detenuto spogliato dalla sua personalità e rivestito dalle regole dell’istituzione. Chi ha passato molto tempo all’interno di un carcere successivamente avrà dei problemi a riadattarsi all’ambiente esterno.

  • Caratteri biologici e/o patologici.
  • Un reato è considerato tale in un paese e in un altro no.
  • Deficit morale, culturale.

La deviazione della norma non può essere etichettata solo a chi ha carenze mentali o a qualcuno che deve essere necessariamente sanzionato per questo, ma va collocato in una determinata periodo storico e non è necessariamente considerata negativa.

Pendolo

  • Andamento a individuo-società-individuo.

Teorie che si concentrano sull’individuo, poi sulla società e di nuovo un ritorno all’individuo. Perché dietro c’è una società che cambia dal contesto storico.

  • Inizialmente si pensava che il crimine condivideva con la povertà, o deprivazione relativa: questo però è un sistema di etichettamento delle persone meno abbienti, legato alla classe sociale.
  • Successivamente legato a chi ha potere: il crimine coincideva con la ricchezza, crimine dei colletti bianchi.
  • Ruolo del potere e del controllo sociale, teoria dell’etichettamento/teorie conflittuali.

Teoria dell’etichettamento: spostare lo sguardo su chi fa le leggi e chi colpisce, colpisce più alcune classi sociali rispetto ad altri e soprattutto alcuni tipi di invisi rispetto ad altri.

Teorie conflittuali: Marx dice che i gruppi dominanti e la borghesia definisce cosa è giusto e le norme, per colpire le classi meno abbienti.

  • Ruolo dei valori, intesi alla Merton come ciò per cui vale la pena vivere e battersi.

Valori sono trasmessi fin dalla nascita, e sono quindi il motore che spinge questi individui a progredire, anche se non è dato a tutti raggiungere questi valori, qui si collega al concetto di devianza.

Diventare ricchi diventa un fattore che abilita a un concetto di deviante.

  • Questioni di status: connessa alla questione di chi delinque e di chi dovrebbe controllarli e reprimere la delinquenza. Chi delinque della parte alta della società la fa franca molto spesso.
  • Consenso, integrazione, vs conflitto.
  • Le teorie conflittuali dicono: le norme sono quelle poste dalle classi dominanti, per mantenere le loro posizione.
  • Le teorie consensuali invece dicono: che ci sono questioni che non vanno nella società moderna e bisogna trovare strumenti per contenere il crimine attraverso istituti, carceri, o manicomi criminali.

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21 sett

Terzo capitolo, sui paradigmi.

Ci sono teorie che per capire il motivo per cui si trasgredisce concentra la loro attenzione sulle classi più povere, in quanto hanno una tendenza innata a compiere il crimine, mentre il paradigma sociale si afferma studiando il crimine da parte dei ricchi e dei potenti.

Tema del potere e controllo sociale: teoria dell’etichettamento e le teorie conflittuali marxiste.

Merton individua una serie di valori per la quale vale la pena vivere e battersi che però privano dei mezzi legali per raggiungerli. Costruisce la teoria della tensione.

Si collega a Durkheim che scrisse il testo sul suicidio, e segnalava come le nostre società avessero sostituito i valori morali con quelli materiali, che suscitando i bassi istinti dell’uomo li porta a competere e prendere strade non conformi.

L’analisi dei valori come valori di riferimento diventa indicatore che ci fa capire il perché i delinquenti delinquono e come lo fanno, ad esempio rifacendosela contro i simboli di quel tipo di società.

Scuola classica

Gli esponenti della scuola classica: Beccaria Bentham.

Cesare, dei diritti e delle pene, e Jeremy, questione del pan ottico e padre dell’utilitarismo.

La concezione dell’uomo è basata sulla razionalità dell’individuo, utilitarista ed edonista, ricerca del piacere, pensa a massimizzare il piacere. C’è una versione dell’umanità fondata su l’idea di un individuo razionale che persegue il proprio utile, Bentham, il quale coincide con l’aumento del benessere con la diminuzione del malessere.

Visione dell’uomo 700/800 in una società che si sta modificando.

Concezione della società: che vede crescere progressivamente il ruolo del mercato, contratto, una società liberale, non dominata dall’assolutismo del re, caratterizzata dal ruolo crescente dello stato, società moderna, che mi tutela e tutela anche per l’ordine sociale, lo stato deve regolare la libertà dei vari individui: il contratto che mi lega allo stato è che io cedo una parte della mia libertà affinché lo stato tuteli me stesso dalla sopraffazione dell’altro, nella quale il concetto di pena non è più visto come una colpa morale, non più una vendetta, che vuole rivendicare l’aver compiuto un atto contro dio o verso il monarca, ma è un esito di procedura perché la società è sempre più laica, le norme giuridiche tengono a regolamentare la vita sociale tra gli individui sempre più liberi che seguono il proprio utile tenendo conto delle legittime aspettative di altri individui che perseguono il proprio utile, lo stato deve regolare questa libertà. La società è sempre più razionale.

Perché l’individuo viola le norme? La domanda che si pongono gli autori è la risposta è di tipo procedurale e razionale: gli individui violano le norme perché la pena non è adeguata al vantaggio che viene dal violare le norme. L’individuo cerca di massimizzare il piacere e ridurre il dispiacere, edonismo. Il desiderio di trasgredire le norme nasce perché la pena non è considerata tale da indurmi a non compierlo.

  • Da qui: il diritto penale deve adeguare la sanzione al tipo di reato/crimine che viene commesso.

La sanzione non deve essere considerata punitiva, no espiazione di colpa morale, ma come deterrente: se ho una pena adeguata e proporzionata al reato commesso, celere ovvero immediata dove non passano mesi o anni dalla pena, infallibile ovvero ad ogni atto deve corrispondere a una pena, non si sfugge alla pena, certa ovvero una giusta condanna senza scorciatoie, e dolce ovvero senza violenza gratuita, non tortura, allora mi indurrà a non compiere un reato.

L’idea di una società che persegue l’ordine garantendo libertà individuale affinché la pena serva a riparare o come deterrenza ovvero porta alla prevenzione, l’individuo non va a compiere l’atto.

  • Prevenzione: conoscenza delle leggi, ruolo della stampa e dell’istituzione.

Lo stato ha l’interesse di far conoscere le leggi affinché non vengano infrante, ad esempio attraverso la gazzetta ufficiale, la stampa e l’istruzione.

Necessita di rieducare chi compie il reato in istituti o penitenziari.

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Scuola positivista

Cesare Lombroso, scuola positivista: il padre della criminologia è Cesare Lombroso, 1835-1909.

  • Condizioni sociali che vedono il sorgere della scuola positiva.

Il meccanismo preventivo del crimine della scuola classica non funzionava, perché i crimini venivano commessi nonostante fossi consapevole delle sanzioni, le pulsioni andavano oltre la dimensione razionale dell’uomo. C’erano quindi ragioni di tipo irrazionale e patologico.

Gli autori della scuola positiva si basavano sul fatto che la scienza aveva fatto miracoli nel campo del mondo naturale e quindi poteva farlo altrettanto sia in termini di oggettivazione, predittivi e preventivi rispetto al crimine.

La sociologia nasce infatti nel positivismo con Comte, legge dei tre stadi.

Questa crescita della fiducia nella scienza e nelle sue capacita metodologiche legata anche all’evoluzionismo darwiniana che vede soccombere i più deboli a quelli più forti, miglioramento della razza, fa sì che emergono nel campo della criminologia autori che cercano di oggettivare il crimine.

Per gli autori positivisti si trasgredisce la norma perché essa è riconducibile ad una caratteristica anormale del soggetto che la compie: la devianza può essere quantitativamente misurata, rilevanza dei fattori biologici e sociali.

Idea di anormalità: viene ad essere identificata attraverso la forma del cranio. C’è una speranza nel prevedere il comportamento umano.

Per Lombroso ci sono tre gruppi di caratteri prevalenti: fisici, biologici e psicomorali. Dalla combinazione dei tre caratteri derivano varie tipologie criminali: il delinquente nato, folle, passionale, occasionale, epilettico e mattoide, pag 130.

Le donne sono delinquenti? No, perché inferiori mentalmente e fisicamente e dunque esprimono il delitto attraverso la prostituzione, si evolvono per diventare buone mogli e madri. Dato che la razza tende a migliorarsi, attraverso i processi produttivi la prostituta si trasforma in una buona moglie e una buona madre, perché considerata subordinata, in quanto considerata solo moglie e madre e non lavoratrice professionista.

Prostituta = uomo delinquente.

Popolazione carceraria: 96% uomini, 4% donne.

Accanto ai positivisti emerge la sottofamiglia degli “statistici morali” ovvero coloro che applicando metodi matematici dalla storia cercano di dedurre delle costanti che tendono a ripetersi quindi diventano predittive rispetto al fenomeno. Quetelet, esponente degli statistici morali.

Si può individuare una sorta di legge costante del crimine che fa sì che quella tipologia di crimine o quantità di atti criminali si ripeterà. C’è una presunzione di poterlo prevedere.

Legge term

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Scienze politiche e sociali SPS/12 Sociologia giuridica, della devianza e mutamento sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lindaaas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia del controllo sociale e della devianza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Borghini Andrea.
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