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Sociologia

Lezione 08/10/2020

Macrosociologia e microsociologia

La sociologia non è una disciplina particolarmente, in quanto si divide in:

  • Microsociologia
  • Macrosociologia

Microsociologia

I ricercatori che si occupano di microsociologia si concentrano sulle interazioni quotidiane tra gli individui e ritengono che l’ordine sociale sia spiegabile a partire dal significato che gli attori attribuiscono a tali interazioni, come:

  • Chi detiene il controllo del telecomando della tv in famiglia
  • Come le persone decidono di sedersi a tavola
  • Come le persone si dividono i turni di conversazione
  • Come le persone decidono l’ordine con cui si entra in ascensore

Macrosociologia

I ricercatori che si occupano di macrosociologia si concentrano sulle grandi strutture che sorreggono la società, come:

  • Famiglie
  • Sistemi economici
  • Ordinamenti religiosi

Inoltre ritengono che l’ordine sociale sia spiegabile in termini di rapporti tra tali strutture e a partire dai cambiamenti che in tali strutture intervengono.

La sociologia come scienza

La sociologia è scienza perché usa un metodo sistematico per aumentare la conoscenza.

Il filosofo Karl Popper dice che il metodo, per essere scientifico deve essere falsificabile e questo significa che quando si fa un’affermazione scientifica, tale affermazione deve avere in sé delle evidenze che possano essere falsificate -> Infatti, proprio per questo motivo la psicoanalisi non è una scienza, e a volte, non lo vuole neanche essere -> la psicoanalisi non è falsificabile, per cui non è scienza, poiché il costrutto psicoanalitico non può essere falsificato in quanto si compone di una serie di affermazioni non provabili, ma che funzionano nella maggior parte dei casi.

-> Esempio di affermazione non provabile: una persona è in conflitto col padre.

Come sappiamo, la sociologia nasce grazie alla corrente filosofica del positivismo, la quale, è differente dalla corrente filosofica del normativismo, che vuole invece costruire delle teorie basate su dei valori.

NB: Inizialmente anche la scienza sociologica era avalutativa, poiché cercava di studiare le cose astenendosi dal dare un giudizio!

Ipotesi e teorie nella ricerca sociologica

La ricerca inizia da un’idea, la quale viene definita sulla causa di un evento o comportamento.

-> Esempio di una persona che si chiede una determinata cosa: “come mai le persone si drogano?”

  • L’idea viene chiamata “domanda di ricerca
  • Dalla “domanda di ricerca” si passa alla creazione di ipotesi

-> Esempio: “Instagram ha cambiato la percezione della bellezza?” “sì perché/no perché/forse…”

Le ipotesi

Le ipotesi sono formulate in modo da poterne provare la verità o la falsità. Inoltre, le ipotesi non sono isolate, bensì, sono radicate all’interno di enunciati che contengono diverse ipotesi correlate, le quali, vengono definite “teorie” -> questo significa che si ha una teoria nel momento in cui si hanno delle ipotesi messe insieme riescono a dire qualcosa.

-> Esempio: “l’aumento della migrazione fa aumentare la criminalità?” -> ho una serie di ipotesi, le quali, mi fanno costruire una teoria che mi può far dire sì oppure no, ma è necessario cercare dei dati che sostengano queste cose.

Le ipotesi e le teorie

Ipotesi e teorie sono gli ingredienti base della ricerca sociologica e vengono convalidate o rigettate attraverso l’impiego di regole e procedure di lavoro chiamate “metodi”, che può appunto essere il metodo scientifico.

Le metodologie della sociologia

Le metodologie della sociologia si suddividono in:

  • Metodologie qualitative: sono atte a comprendere in profondità i fenomeni. La ricerca qualitativa non è solita usare la statistica per analizzare i fenomeni, ma usa metodi che permettono di andare in profondità, come le interviste singole o i focus group (metodo che consiste nel riunire delle persone in una stanza per chiedere la loro opinione su determinate cose -> il focus group si fa spesso per le indagini di mercato ed è un metodo che va più in profondità). La ricerca qualitativa:
    1. Permette di individuare i fattori utili per la comprensione della motivazione all’azione degli attori sociali, pur se circoscritta in termini numerici
    2. Offre informazioni spesso disomogenee ma ricche di contenuto prevedendo un coinvolgimento dei soggetti intervistati
  • Metodologie quantitative: sono atte a quantificare determinati fenomeni e a produrre generalizzazioni statistiche, e questo significa che le metodologie quantitative cercano di utilizzare la statistica per analizzare i fenomeni.

-> Esempio di dati analizzabili a livello statistico: questionario, censimento della popolazione…

La ricerca quantitativa:

  1. Fornisce la misura del fenomeno studiato ed è uniforme per tutti i soggetti oggetto di ricerca
  2. I dati ottenuti sono oggettivi e standard
  3. Si rivolge generalmente ad un “campione”, ampio e rappresentativo

Popolazione (o universo) e campione

  1. La popolazione è il collettivo che, in un’indagine statistica, si intende studiare e a cui si riferiranno le conclusioni dello studio stesso
  2. Il campione è l’insieme dei soggetti appartenenti alla popolazione oggetto di studio rappresentativo della popolazione stessa. Il “campione” consiste nel selezionare delle persone che si pensa siano rappresentative di qualcos’altro. Il “campione” si utilizza per fare indagini di tipo statistico elevate

-> Esempio: un sociologo vuole sapere cosa pensano gli italiani dell’app Immuni.

-> È impossibile andarlo a chiedere a 60 milioni di persone che vivono in Italia, di conseguenza si cercherà di rilevare un campione, che verrà considerato rappresentativo dell’universo in questione, cioè l’Italia.

Le variabili

La maggior parte dei progetti di ricerca mira a scoprire e misurare le variazioni di un dato fenomeno e a spiegarle in riferimento a un secondo fenomeno:

  • Il primo fenomeno viene chiamato “variabile dipendente
  • Il secondo fenomeno viene chiamato “variabile indipendente

-> Esempio: se volessimo capire come cambia il crimine, che in questo caso è la variabile dipendente, noi dovremmo capire qual è il fattore indipendente che fa variare il crimine.

Quando due variabili cambiano assieme si dice che vi è una correlazione tra variabili.

-> Esempio: vi è un aumento del crimine del 20%, e nello stesso periodo anche qualcos’altro aumenta del 20%: se le due cose cambiano nello stesso periodo e in maniera più o meno uguale, è possibile che siano correlate tra loro.

Il fatto che ci sia una correlazione non vuol dire che vi sia necessariamente una causazione, e questo significa che non è detto che sia una delle due cose a causare l’altra.

-> Esempio: esiste una correlazione studiata e accertata tra l’acquisto di gelati e il crimine -> ogni volta che si alza il tasso della criminalità, generalmente, nello stesso periodo aumentano anche le vendite di gelati -> queste due cose, poiché variano assieme, sono correlate, ma non vi è una causazione, poiché nessuna delle due cose causa l’altra -> semplicemente si ha quella che viene definita la “variabile interveniente”, che si ha quando due fattori variano assieme, ma la cosa che causa questo cambiamento è un terzo fattore, che causa entrambi i fenomeni -> in questo caso sia l’aumento del crimine, sia l’aumento delle vendite di gelati sono causati dal caldo.

-> Il caldo è la “variabile interveniente”.

-> Esempio: Fine ‘800 = Viene fatta una ricerca in una città olandese. La ricerca scopre che nelle case che avevano avuto bambini da poco c’erano sempre nidi di cicogne sul camino.

-> Questo accade perché viene acceso il camino, anche perché in quell’epoca si utilizzavano pannolini non lavabili, che andavano asciugati di più col camino, di conseguenza le cicogne facevano i nidi sui camini.

Come collezioniamo i dati?

Collezioniamo i dati in vari modi, cioè:

  • Tramite esperimenti classici

-> Esempio: vi è l’esperimento di Mayo del ‘900 -> Mayo fa questo esperimento che causa il cambio della struttura aziendale di molte imprese: Mayo fa questa ricerca per vedere se l’illuminazione cambiasse il modo di lavorare delle persone in fabbrica -> va in una fabbrica e divide le persone: mette alcune persone in una stanza illuminata in modo normale e mette altre persone in una stanza molto più illuminata -> Mayo scopre che le persone posizionate nella stanza maggiormente illuminata lavorano di più -> sceglie poi di togliere l’illuminazione e far lavorare le persone sin un ambiente più oscuro degli altri -> scopre che queste persone lavorano comunque di più -> giunge alla conclusione che, qualsiasi cosa lui cambiasse, queste persone lavoravano di più, e questo accade perché i lavoratori erano osservati, quindi lavoravano di più.

  • Tramite i survey, i quali, in genere vanno fatti su un campione di riferimento di uno specifico gruppo di persone che ci interessa. Nelle migliori intenzioni il campione dovrebbe essere rappresentativo di un universo. Le survey sono domande a crocette che vengono fatte alle persone per sapere le cose. Le survey e le interviste hanno il problema della desiderabilità sociale delle risposte -> gli intervistati di solito dicono ciò che l’intervistatore vorrebbe sentirsi dire
  • Osservazione partecipante: il ricercatore osserva le persone che gli interessano nel loro ambiente naturale, come:
    1. Concerti
    2. Luoghi di lavoro, etc…

L’osservazione partecipante è sicuramente più soggettiva ma permette di indagare dei campi, che sarebbe altrimenti impossibile analizzare solo tramite l’uso delle statistiche o dei survey -> vi sono cose non osservabili tramite la ricerca quantitativa.

-> Esempio: ricerca di Humphreys, intitolata “tearoom trade. Impersonal sex in public places” -> ad Humphreys interessava come funzionava lo scambismo nei bagni pubblici di San Francisco. Humphreys fa finta di essere un inserviente per osservare come avveniva lo scambismo nei bagni pubblici -> con questa ricerca è difficile ottenere delle statistiche, inoltre quando i temi sono delicati è meglio utilizzare la ricerca qualitativa.

  • Risorse già esistenti, come l’ISTAT, che è l'istituto nazionale di statistica, cioè un ente pubblico di ricerca italiano

Lezione 12/10/2020

Cos’è la sociologia dei processi culturali?

La sociologia studia diversi ambiti, infatti:

  • Vi è una sociologia della famiglia
  • Vi è una sociologia del lavoro
  • Vi è una sociologia dell’economia
  • Vi è una sociologia della comunicazione

-> Per cui possiamo dire che la sociologia studia tutti gli ambiti umanistici.

La sociologia dei processi culturali è una sezione della sociologia che studia la dimensione della cultura nei fenomeni sociali e nella loro variabilità nel tempo e nello spazio.

Definizione moderna/antropologica di cultura

La cultura consiste in un insieme di:

  • Norme
  • Valori
  • Modelli di comportamento
  • Usi
  • Costumi
  • Tradizioni
  • Abitudini
  • Consumi
  • Cultura materiale

-> Tutte queste cose caratterizzano e distinguono gruppi di individui che condividono un sistema di interazione stabile nel tempo e radicato in un ambito sociale e/o geografico. Questo significa che in una società, qualsiasi cosa che intesti un significato può essere considerato cultura.

-> Esempio: i libri e il teatro sono considerati cultura, ma anche lo stadio può essere considerato cultura: questo perché quando si va allo stadio si scoprono:

  1. Gruppi di persone che cantano canzoni rimate
  2. Nuovi gesti
  3. Divisioni tra nemici e amici
  4. Sistemi gerarchici

-> Esempio: anche il cibo è cultura, perché quando si prepara da mangiare vi sono delle tradizioni e dei significati che vengono messi in campo.

I diversi ambiti di produzione culturale

La cultura si può occupare di:

  • Linguaggio -> anche gli insulti sono un fenomeno culturale
  • Concezioni del mondo e della vita (mito, rito, religioni, filosofia e scienza)
  • L’espressione dell’arte
  • I processi di socializzazione e di formazione -> sono i processi attraverso cui le persone imparano a far parte di una società
  • I processi e i mezzi di comunicazione
  • Diritto, organizzazioni produttive, cultura politica

Possiamo fare un’ulteriore distinzione tra:

  • Ciò che gli individui pensano -> quindi possiamo dire che la religione, la morale, e il diritto sono dei pensieri che hanno dei significati culturali
  • Ciò che gli individui fanno -> questo indica il modo in cui le persone fanno le cose, quindi parliamo di costumi e abitudini (vestirsi, prendere l’autobus, preparare il cibo)
  • I materiali che producono -> quindi parliamo di artefatti, i quali, raccontano sempre una storia (armi, opere d’arte, pentole)

La cultura materiale e la cultura non materiale

  • La cultura materiale è la cultura incorporata negli oggetti intorno a noi

-> Esempio di cultura materiale: libri, segnali stradali, cibo, forma delle macchine.

  • La cultura non materiale consiste nelle idee, nei valori, nei costumi, nei simboli e nelle norme

Cultura alta, popolare, di massa

Vi è una divisione tra:

  • Cultura alta
  • Cultura popolare
  • Cultura di massa

Vi è una nozione gerarchica di cultura.

-> Esempio di nozione gerarchica: si potrebbe dire che la cultura inglese è migliore di quella italiana.

Vi una nozione differenziale di cultura.

-> Esempio di nozione differenziale: nella cultura inglese le code si fanno in un certo modo, mentre nella cultura italiana le code si fanno in un altro modo.

Ci sono vari tipi di culture:

  • Culture legati agli stati
  • Culture legate ai movimenti politici
  • Culture legate alla musica
  • Culture legate alle aziende

La differenza tra cultura alta e cultura bassa, con annesso lo snobismo della parte alta verso la bassa, è messa in crisi dalla presenza dei consumatori culturali onnivori -> un consumatore culturale onnivoro è una tipologia di persona che mette in crisi lo snobismo classico persone che consumano solo cultura alta, poiché per il consumatore onnivoro ciò che è davvero importante è consumare tutti i tipi di cultura, sia alta che bassa, e in base a questo molto spesso hanno un giudizio di disprezzo per chi consuma solo un tipo di cultura (anche se la cultura fosse solamente quella alta).

-> Esempio: il consumatore culturale onnivoro ascolta musica classica/trap, va allo stadio e guarda Temptation Island.

Cultura alta e cultura bassa

La distinzione tra cultura alta e cultura bassa indica che vi sono degli oggetti culturali considerati superiori rispetto ad altri oggetti culturali. La distinzione tra cultura alta e bassa può continuare ad essere utile a livello descrittivo. Non è detto che se la usiamo ne riconosciamo il valore, ma dobbiamo avere ben presente che queste distinzioni esistono nella società.

-> Esempio: la musica classica viene considerata superiore rispetto alla trap.

Allo stesso modo non è detto che dobbiamo condividere il fatto che fare l’operatore ecologico sia un mestiere poco prestigioso, ma dobbiamo sapere che per la grande maggioranza della società alcuni tipi di cultura sono considerati alti mentre altri tipi di cultura sono considerati bassi.

Tutte le definizioni di prestigio sono discutibili.

-> Esempio: fare l’operatore ecologico non è considerato un lavoro prestigioso, ma non è detto che dobbiamo condividere questa opinione.

La cultura bassa, o popolare, è la cultura condivisa da un gran numero di persone, generalmente rappresentanti di classi medio-basse.

La classe medio-bassa va allo stadio e guarda determinati programmi televisivi.

La cultura alta è formata da pattern culturali che distinguono un élite.

-> Esempio: la classe borghese si interessa di musica classica e balletti.

-> Esempio di distinzione tra cultura alta e cultura bassa: Gli Oscar sono considerati superiori rispetto al festival di Cannes, in quanto un film, per ricevere un Oscar, deve rispettare determinati temi/parametri e includere almeno una minoranza, ma il festival di Cannes è più prestigioso.

Quando si parla di linguaggio spesso l’intellettuale classico crede di avere un certo prestigio in quanto conosce il significato di determinate parole difficili, che magari altre persone non conoscono, e quindi fonda su questo il suo prestigio, ma anche il disprezzo per chi non condivide il suo modo di parlare. Questo accade anche per persone che conoscono determinate forme culturali e condannano gli individui che non conoscono tali forme culturali. È importante ricordare il fatto che gli alti intellettuali possono conoscere determinate parole considerate difficili e i loro relativi significati, ma è anche importante ricordare che anche le sottoculture presentano termini che forniscono una sorta di conoscenza cultura, anche perché vi sono persone che non le conoscono.

-> Esempio: la parola “cringe” è una parola inglese nuova, che fino a due anni fa nessuno conosceva, ma ora è molto conosciuta e diffusa grazie alla cultura digitale e indica il concetto di “provare imbarazzo per cose altrui&

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fratedama di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dei processi culturali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof De Benedittis Mario.
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