Sociologia
Definizione e importanza della sociologia
La sociologia è la scienza di una società che cambia:
- Ci fa capire che siamo parte della realtà che studiamo
- Fa sì che la nostra conoscenza entri nella società
Lo sguardo sociologico è una delle competenze necessarie per vivere bene in società. Alcuni concetti che diamo per scontati necessitano di essere criticati con sguardo sociologico. Gran parte della nostra realtà è costruita socialmente. Ciò che diamo per scontato è prodotto storico e culturale. Diamo un diverso peso semantico a ciò che definiamo normale (e non nominiamo) e a ciò che consideriamo anormale. Un buon sociologo:
- Rende problematico il normale, ciò che per tutti è scontato (“make the familiar new”)
- Guarda le cose da prospettive diverse, immagina
- Soppesa, critica e spiega le disuguaglianze
- Deve saper capire cosa c’è di individuale e cosa c’è di sociale nella esistenza propria
Un buon ricercatore: descrive, analizza, critica.
Che cos'è la sociologia?
La sociologia è lo studio sistematico delle relazioni tra individui e società e delle forme di associazione. In altre parole, studia da una parte gli effetti delle strutture sociali sull’individuo e dall’altra come stanno insieme le persone nei diversi contesti. La prospettiva sociologica si basa sull’immaginazione sociologica (Mills 1959), ovvero sulla capacità di comprendere il rapporto che esiste fra gli individui (biografia individuale) e i più vasti contesti sociali in cui essi vivono (storia).
- Etimologia: Socio = riguardo al sociale; Logia (lògos) = discorso, ragionamento, scienza
- Sociologia = scienza della società, non è uno studio di tipo nomotetico basato sulle leggi (fisica), ma si tratta di una scienza che studia le tendenze, gli eventi e i fenomeni con un approccio sistematico, facendo delle ipotesi che devono essere verificate, considerando tutti i fattori in gioco e dando un peso anche ai risultati che contraddicono la tesi iniziale
- Societas = gruppo di persone che collaborano insieme in vista di un fine collettivo
- Società in senso sociologico = insieme dei rapporti economici, sociali, culturali e politici. I filosofi classici come Aristotele o Platone studiavano la società tenendo conto unicamente delle istituzioni politiche. In realtà la società è un concetto complesso che deve tener conto dei rapporti sociali e di tutti i livelli di influenza sull’individuo, ossia locale, nazionale e globale
- La sociologia è una disciplina storica perché studia un oggetto che si è prodotto storicamente e si sviluppa in sintonia con esso a partire dal progressivo diventare autonomo della società dallo Stato
Il rapporto della sociologia con le altre scienze
La sociologia fa parte e dialoga con tutte le scienze sociali = discipline basate sulla ricerca empirica che raccolgono e valutano dati al fine di studiare la società umana quali economia (Adam Smith), diritto, antropologia (colonialismo), psicologia e filosofia sociale. Le scienze sociali hanno metodi e paradigmi simili e in vario modo opposti alle scienze naturali che, al contrario, si concentrano sugli aspetti fisici della natura.
- Concezione gerarchica di Auguste Comte che pone la sociologia al vertice della piramide delle scienze
- Concezione residuale di Runciman
- Concezione analitico-formale di Georg Simmel che considera la sociologia come una scienza che ha un approccio originale all’oggetto da studiare, un approccio che fa un’analisi delle diverse forme di associazione
Origini della sociologia
La sociologia nasce nella seconda metà dell’800, nel periodo del Risorgimento e della nascita del darwinismo, dello Stato-nazione, della fotografia, del giornalismo e dei partiti. Si tratta di un grande periodo di mutamento sociale e democratizzazione che portò alla formazione delle società di massa.
- Antecedenti: Confucio, Platone, Aristotele
- Ogni filosofia antecedente mette in primo piano la componente morale e lo studio della politica, descrive la società perfetta, non come essa realmente è, non con metodo scientifico
- La scienza moderna si afferma dal Medioevo in poi (Galileo, Copernico, Newton) e si fonda su un metodo sperimentale e una filosofia positivista
- La sociologia sorge in un periodo in cui si afferma un pensiero secolarizzato che non crede più alla necessità di rispettare i dogmi religiosi
- La sociologia nasce pertanto per motivi intellettuali, con il passaggio da un pensiero metafisico in filosofia a un pensiero orientato alla verifica scientifica, storici e istituzionali, in quanto si tratta di una scienza che serve anche per migliorare le organizzazioni sociali
Suddivisione della società
I sociologi di oggi studiano i cambiamenti sociali provocati dal passaggio dalla modernità alla postmodernità.
- Società premoderna (Medioevo): economia agricola, vita sociale rurale, leader politici legittimati su base dinastica e religiosa, religione come cultura dominante [periodo transitorio del Rinascimento e della Prima Era Moderna fra ‘400 e ‘600]
- Società moderna (tra ‘700 e ‘800): economia industriale, vita sociale urbana, democrazia, razionalità e scienza come cultura dominante, fede politica
- Società postmoderna (secondo dopoguerra): economia basata sull’informazione orientata ai servizi, vita sociale suburbana (megalopoli), disimpegno e cinismo politico, perdita del senso civico e delle certezze, cultura frammentata e multiculturale, le identità collettive perdono di importanza
Fasi storiche che favoriscono l'affermarsi della modernità
La sociologia è nata in un contesto di cambiamenti rivoluzionari:
- Rivoluzione culturale = ascesa del pensiero scientifico, declino dell’influenza della religione, nascita dell’Illuminismo come primo movimento intellettuale indipendente dalla Chiesa
- Rivoluzione politica = Rivoluzione Americana (1775-1783) e Rivoluzione Francese (1789-1799) che pongono le basi del modello della costituzione, sollevazioni in Europa nel 1848 come sfida ai governi tradizionali e promozione degli ideali democratici
- Rivoluzione economica e sociale = industrializzazione, ascesa dei capitalisti, nascita del lavoro salariato e del consumismo, urbanizzazione
Fattori negativi della modernità
- Nonostante il capitalismo fosse molto produttivo, creò disuguaglianze in quanto pochi imprenditori accumularono grandi profitti, derivanti dallo sfruttamento di molti operai sottopagati
- Diffusione di malattie a causa delle scarse condizioni igieniche
- Abitazioni sovraffollate
- Trasporti inadeguati
- Diffusione del crimine
Fattori della postmodernità
Salto dagli anni '60-'70 del ‘900 alla nuova società:
- Espansione dei media e della cultura del consumo
- Economia globale
- Invecchiamento, denatalità, instabilità familiare
- Post-democrazia = passaggio da un modello di democrazia basato sulla partecipazione a modelli sempre più presidenzialisti nei quali le forme di intermediazione fra cittadino e istituzioni vengono pian piano indebolite
- Multiculturalismo grazie all’economia globale e alla facilità dei viaggi moderni
- Trasformazione delle religioni e delle forme di guerra (armi avanzate e differenze di fede religiosa alla base di contrasti politici)
I classici della teoria sociologica
Che cos'è la teoria?
Il termine "teoria" indica il tentativo di comprendere la relazione fra eventi passati, presenti e futuri o fra fattori che interagiscono in base a relazioni di causazione (più cause), probabilità, influenza o determinazione (causa unica). Questo termine è anche utilizzato per indicare un insieme di cose che si presentano in maniera ripetuta. Nella Grecia classica questa parola indicava una delegazione di esperti (i teòri) inviati dalla propria città a consultare un oracolo o a partecipare a una festa religiosa. Più tardi, il termine sarebbe stato utilizzato anche per indicare gli spettatori di un evento o i magistrati. Nell’immaginario originario, quindi, i significati associati al termine includevano: la rivelazione o epifania, la partecipazione a un fenomeno, la sua descrizione, la definizione della verità (il magistrato) riguardo ai fatti collettivi. Secondo C.S. Peirce la nostra conoscenza si basa su banali percezioni sperimentate nella vita quotidiana che poi trasformiamo in teoria.
Modi di fare teoria
- Deduzione: dall’idea astratta all’osservazione (dal generale al particolare)
- Induzione: dall’osservazione completa alla teoria astratta
- Abduzione (da abducere = portare attraverso): da osservazioni "scarse ma stimolanti" alla teoria astratta, attraverso esperimenti, è un modo di fare teoria basandosi su dati che sembrano interessanti ma non completi
Nella vita quotidiana
Ci affidiamo alle nostre capacità teoriche non solo per valutare i fenomeni naturali, ma anche per comprendere i fenomeni sociali. Gran parte delle situazioni sono "pre-interpretate" e date per scontate. Ci basiamo su tre fonti:
- Cultura, ossia un insieme di norme di comportamento comuni
- Senso comune (lettura da Antonio Gramsci), ossia un insieme di elementi culturali pratici, disordinati e poco scientifici che derivano da un sapere popolare immediato
- Esperienza, che ha la caratteristica di essere parziale, soggettiva e limitata
La sociologia tenta di superare il senso comune.
La teoria scientifica
- Si applica a un campo più ampio, trascende la nostra esperienza diretta
- È indipendente dai fini pratici
- È soggetta a falsificabilità e validazione in quanto deve essere sottoposta a prova e deve dare a tutti la possibilità di testare la sua veridicità
- Alexandre afferma che non ci può essere né una teoria totalmente teorica né una teoria totalmente empirica (A sud dello slot)
Qualsiasi filosofia o scienza si basa su due domande fondamentali:
- Una domanda ontologica: che cos’è l’oggetto di studio?
- Una domanda epistemologica: quali sono i metodi più appropriati per giungere a un sapere che si può definire vero e reale?
Cosa studiamo in sociologia
- Chi agisce sulla carriera di ciascun individuo?
- Come avviene il mutamento sociale?
- Dove finisce il biologico e comincia il sociale? Quanto il nostro comportamento è influenzato dal nostro istinto e quanto dalla disciplina e dalle regole sociali di comportamento?
- Quanto siamo liberi di imporre la nostra volontà rispetto ai vincoli sociali? Cos’è l’agency (autonomia d’azione)?
- L’attore sociale è razionale o irrazionale? Nelle scelte che facciamo rispondiamo prevalentemente a un calcolo dei costi e dei benefici o ci facciamo prendere dall’irrazionalità?
Differenza tra pregiudizi e teorie scientifiche
- Pregiudizi = opinioni preconcette capaci di far assumere comportamenti ingiusti soprattutto nell’ambito dei rapporti sociali. Sono teorie fallaci, basate su generalizzazioni spesso discriminanti, prive di sostegno empirico
- Teorie scientifiche = generalizzazioni accurate che legano (induttivamente, deduttivamente o adduttivamente) casi e ipotesi secondo un processo trasparente, falsificabile e sistematico
Auguste Comte
Biografia: Nasce nel 1798 a Montpellier, in Francia, da una famiglia benestante. Fu il primo ad utilizzare il termine “sociologia” all’interno di un testo scientifico intitolato “Sistema di politica positiva”. Per lui la scienza doveva diventare la nuova religione e il filosofo doveva avere un ruolo di educatore per i giovani.
Approccio: positivismo-macrosociologico = la sociologia di Comte è orientata alla spiegazione di come progredisce l’umanità, non studia l’uomo ma l’umanità.
Metodo: storico-comparativo = confronto dei diversi periodi della storia con metodo scientifico basato su osservazione e generalizzazione.
Ordine sociale
La natura umana si compone di tre dimensioni:
- Intellettuale = insieme delle conoscenze trasmesse da una generazione all’altra
- Pratica = lavoro
- Morale = valori in cui si crede e che distinguono ciò che è giusto e sbagliato
Quando queste tre dimensioni si armonizzano si realizza l’ordine sociale.
Legge dei tre stadi
Si tratta di una teoria che attribuisce alla scienza il riconoscimento della forza principale della modernizzazione. Comte dimostra di avere una visione utopistica del progresso e esageratamente religiosa della scienza. Ogni forma di sapere umano e ogni società attraversano tre livelli diversi di evoluzione:
- Teologico = spiegazione dei fenomeni naturali a partire da un elemento trascendentale. Tale periodo presenta a sua volta tre fasi che corrispondono a tre forme diverse di credenze: animismo, ossia la credenza che oggetti ed elementi naturali abbiano un’anima e possano determinare le nostre sorti, politeismo e monoteismo.
- Metafisica = fase di transito, prevale la critica, alla fede nella religione si sostituisce la fede nella ragione.
- Positivo = prevale la scienza, l’intera società si orienta alla realizzazione della conoscenza di tipo scientifico positivo, ordine pubblico orientato al progresso, gli scienziati si pongono come nuovi sacerdoti della religione positiva (scienza che assume i connotati di una nuova fede).
La sociologia secondo Comte:
- Si pone al di sopra delle altre scienze
- Viene anche concepita come fisica sociale, ossia analisi fisico-matematica del comportamento umano che studia i progressi dell’umanità
- Una componente studia il mutamento sociale = la dinamica sociale
- Una componente studia le singole parti che compongono la società e le forze che la tengono insieme = la statica sociale
- Studia ordine e progresso
H. Spencer
Biografia: Nasce nel 1820 nel Regno Unito.
Metafora organica
Spencer sviluppa la metafora della società come grande organismo sociale:
- Al pari di un corpo, la società ha tanti organi e cellule connesse tra loro (economia, istituzioni, scuola, famiglia ecc.)
- Ogni persona e ogni istituzione rivestono un ruolo funzionale per la società
- Come un organismo, la società è in grado di regolarsi da sola, cresce, cambia, si struttura, si adatta all’ambiente a partire dai propri bisogni, l’organismo vive più a lungo delle singole parti e si evolve, così come la società diventa complessa
- Paradosso dell’evoluzione = più ci specializziamo, più diventiamo dipendenti dagli altri perché si restringe il campo in cui ci specializziamo
- Teoria della selezione = sopravvive e si afferma il più forte, ruolo limitato della società in ciò
- L’evoluzionismo di Spencer ispira Darwin, ma in seguito di parlerà di darwinismo sociale
Carl Marx
Biografia: Nasce nel 1818 in Germania da una famiglia ebraica che si era convertita al protestantesimo per sfuggire alle persecuzioni. Ha vissuto una vita difficile, venne più volte perseguitato politicamente e finì in povertà. È importante tenere conto del fatto che Marx non è mai stato marxista: gli stati totalitari nati dalle rivoluzioni socialiste del ‘900 non avevano niente a che vedere con la visione umanistica ed ugualitaria da lui elaborata. I suoi testi sono stati rimaneggiati e censurati in modo da mettere in evidenza alcune parti del suo pensiero ed utilizzarle a proprio vantaggio soprattutto in ambito politico. La sua opera si suddivide in tre fasi: una fase giovanile filosofica volta a dimostrare l’infondatezza delle tesi dei giovani hegeliani, una fase politica e una fase matura in cui critica l’economia politica classica.
Testi
- “Manoscritti economico-filosofici” (1844)
- “Il Capitale” (1867-postumo)
- “L’ideologia tedesca” (1932, postuma, con Engels)
È un autore rilevante per la sociologia perché:
- Individua rapporti di dipendenza fra sfere diverse del sistema sociale (economia, cultura)
- Introduce il metodo storico-comparativo
- Mette in relazione la produzione delle idee con i rapporti sociali che persistono in una società, spiegando come ciò di cui siamo consapevoli dipenda dalla nostra posizione sociale
- Sottolinea come anche la produzione scientifica sia influenzata dalla “illusione del tempo”, critica in maniera diretta la scienza del suo tempo
- Mette in luce gli aspetti disumanizzanti della produzione (industriale e culturale), critica le disuguaglianze, l’oppressione e lo sfruttamento
- Sviluppa tutte le teorie critiche, concepisce la scienza come sapere che permette di rendere più consapevoli gli esseri umani e più critici nei confronti del funzionamento della società
Approccio: umanistico/critico = è un approccio critico nei confronti della società e della scienza. L’uomo è un “ente generico”, capace cioè di distinguere la propria essenza dalla propria esistenza, ossia di essere consapevole di se stesso, sia come individuo che come elemento del proprio genere, ossia l’umanità. La società ideale è quella in cui l’uomo fa il proprio bene e contemporaneamente realizza quello dei suoi simili.
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