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Psicodinamica delle relazioni

Pragmatica della comunicazione

A Palo Alto, in California, nel 1950 inizia a nascere un movimento in contrapposizione alla psicoanalisi, la quale non può occuparsi di patologie gravi come le psicosi e la schizofrenia in particolare. I pionieri della psicoterapia familiare sostengono che le interpretazioni fornite dallo psicoanalista sono soggettive e autoreferenziali; per tale motivo essi decidono di focalizzarsi sulla comunicazione, per sviluppare un'oggettività che l'inconscio non ha. Da questo filone di ricerca si svilupperà in seguito la terapia sistemico-relazionale.

I pionieri di Palo Alto, per il loro studi, presero in esame le famiglie con pazienti schizofrenici. Secondo loro in ogni famiglia, tra i suoi membri, si instaura un legame comunicativo disfunzionale, ossia c'era una ripetizione di modalità comunicative patologiche. Secondo questa visione non esiste lo schizofrenico, ma la famiglia schizofrenica, ossia l'espressione di un disagio di tale famiglia.

Tale approccio nato nel 1950 in contrapposizione con la psicoanalisi, non teneva minimamente conto delle influenze genetiche, ma venivano considerato esclusivamente l'ambiente. È solo il contesto che dà significato a un comportamento bizzarro o a una patologia e per capire il sintomo bisogna dapprima studiare il contesto in cui esso si manifesta. Non ci si rifà più alla componente intrapsichica, ma si interpreta il sintomo basato sull'analisi della comunicazione nel contesto.

La comunicazione può essere verbale e non verbale; va compresa all'interno del contesto di appartenenza.

Che tipo di relazioni produce la comunicazione?

Nella comunicazione non viene trasmesso solo il contenuto, ma anche la relazione. Il contesto specifica il significato di una relazione e le persone affette da disturbi mentali non hanno considerazione del contesto in cui si trovano.

Unità di analisi

La teoria sistemica ha tre protagonisti, la triade per eccellenza è composta dai due genitori e dal bambino, a differenza della teoria dell'attaccamento dove vi è sempre una diade e bambino.

Differenza tra informazione e comunicazione

Comunicare: mettere qualcosa in comune

Informare: comunicare una novità, un'evoluzione. L'informazione è una comunicazione che produce cambiamento, come una lezione didattica.

La rivoluzione dei pionieri di Alto Palo incentrata sulla pragmatica viene chiamata prima cibernetica, contrapposta alla seconda cibernetica, una rivoluzione di tipo epistemologico.

Interventi di sostegno alla genitorialità

Gli interventi principali a sostegno della genitorialità sono tre:

  • Spazio neutro: un intervento come lo spazio neutro è legato ai tribunali; chiamato tale poiché si identifica in uno spazio protetto e privo di conflitti dei genitori dove la madre o il tutore legale di riferimento può vedere il proprio figlio.
  • Mediazione familiare: usata nel momento di separazione della coppia a tutela dei figli; ridimensiona la conflittualità e dà supporto anche al genitore.
  • Colloquio di supporto: orientato al genitore o alla coppia per i conflitti, anche nei confronti del figlio.

È bene sottolineare che questi sono solo interventi e non sostituti di una psicoterapia. Gruppo di parola: gruppo di sostegno per bambini tra i 6 e gli 11 anni con genitori separati. È sempre un intervento di supporto e non una psicoterapia.

Differenza tra cogenitorialità e bigenitorialità

La cogenitorialità è una situazione in cui entrambi i genitori lavorano insieme per il benessere del proprio figlio ed è un fattore protettivo. La bigenitorialità, invece, è un concetto giuridico parallelo, dove i genitori agiscono separatamente e non si incontrano mai.

Ciclo vitale della famiglia

Secondo Jay Haley il ciclo vitale di una famiglia è strutturato in sei tappe: il corteggiamento, la nascita della coppia, la nascita del figlio, l'adolescenza, l'uscita del figlio dalla famiglia e la famiglia anziana. Tutte queste fasi sono eventi prevedibili attesi o anche chiamati eventi normativi. Gli eventi imprevedibili inattesi, chiamati anche eventi paranormativi, invece, sono tutti quegli eventi che mettono in difficoltà la famiglia, come un terremoto, un lutto, ecc... a seguito dei quali la famiglia deve riorganizzarsi.

La separazione è un evento normativo o paranormativo? La separazione e la rottura della coppia è un evento sempre più frequente a tal punto da poter essere considerato un evento normativo, nonostante il suo impatto non sia così influente come la nascita di un figlio. Tuttavia, può anche essere considerata come un evento paranormativo, poiché quando ci si sposa per esempio non si pensa di potersi separare.

Per Vittorio Cipelli la separazione, invece, è un evento storico; non è dunque né normativo né paranormativo. È un evento che non si può non conoscere e ignorare ma non è nemmeno un evento ineluttabile.

La latitanza genitoriale invece fa riferimento a quel periodo che concerne i primi due anni della separazione della coppia dove il genitore latita, ossia è distratto dalle proprie questioni private e non si occupa del proprio figlio come dovrebbe.

Il concetto di ciclo vitale deriva dalla sociologia, secondo cui se non si è compiuta la fase precedente non si può passare a quella successiva (come la teoria dello sviluppo di Piaget). Le generazioni considerate nel ciclo vitale sono sempre tre (genogramma).

Esempio: essere genitori di un bambino di 4 o 5 anni non è come essere genitore di un ragazzo adolescente. Molti genitori rimangono agganciati a un'immagine infantile del figlio, dove quest'ultimo sin dalla nascita dipende totalmente dal genitore, l'adolescente ne dipende di meno.

L'adolescenza è una fase dove la coppia è alle prese con un reinvestimento su sé stessa; essa ritorna a essere più importante e solo se la coppia reinveste sé stessa il figlio adolescente può esplorare nuove relazioni al di fuori della famiglia. Tutto ciò è un processo fisiologico di co-evoluzione, perché prevede la partecipazione sia dei figli che dei genitori.

Assiomi della comunicazione

La critica al filone dinamico è la sua autoreferenzialità; è meno generalizzabile. La teoria sistemica nasce poiché la psicoanalisi in quel periodo storico non curava le psicosi come la schizofrenia. I sistemici invece, per lo sviluppo della propria teoria, partono proprio dallo studio della schizofrenia per poi estenderlo alla comunicazione. Stipulano 5 assiomi della comunicazione.

È impossibile non comunicare

Primo assioma: "è impossibile non comunicare", sia con il corpo che con le parole. Anche il silenzio comunica. A ogni assioma corrisponde una patologia o reazione, che deve essere ripetuta e continua nel tempo per essere chiamata tale.

Se il paziente non vuole parlare o esprimersi su un determinato argomento, allora si interroga la relazione che si ha con esso, poiché evidentemente sono stati toccati degli argomenti importanti o delle difese. Anche l'assenza di una seduta in terapia è una comunicazione non-verbale e solo la relazione col paziente spiega tale assenza. Il comportamento non ha un suo opposto, non esiste un non-comportamento.

Come si interpreta il silenzio da parte del paziente?

Il silenzio potrebbe indurci in errore e formulare interpretazioni fuori contesto, se si sbaglia ci si deve interrogare nuovamente sulla relazione. Esempio: un amico non si fa sentire per molto tempo, cosa può essere successo? Ci si interroga dapprima sul nostro comportamento, poiché il comportamento dell'altro è connesso alla mia reazione e non sempre le nostre interpretazioni sono corrette.

Nel primo assioma un osservatore esterno, non coinvolto nella comunicazione, può osservare eventuali domande e risposte e le reazioni dell'uno e dell'altro che rappresentano un feedback. In virtù di questo presupposto agli esponenti di Palo Alto interessa solo ciò che possono vedere, non ciò che accade nella "black box".

Ogni volta che una persona comunica qualcosa a un'altra persona, offre una definizione di sé stessa e dell'altro, oltre al tipo di interazione che c'è tra di loro. L'interazione è uno scambio comunicativo nel qui e ora, mentre la relazione non si può vedere nel presente, ma vi si può risalire tramite le interazioni.

La comunicazione può essere involontaria, non intenzionale, inconscia ma avviene comunque. Questa prima fase è molto rigida per contrapporsi alla psicoanalisi e Watzlawick adottò il concetto di scatola nera secondo cui non è necessario ricorrere a nessuna ipotesi intrapsichica.

Nella comunicazione ci sono tre possibili opzioni: accettazione, rifiuto, squalificazione.

Esempio: siamo sull'aereo e accanto abbiamo una persona che non conosciamo, la quale si mette a parlare con noi. Abbiamo tre possibilità:

  • Accettazione: accettiamo la comunicazione che ci propone e incominciamo a parlare.
  • Rifiuto: mandiamo evidenti segnali di chiusura, incominciamo la conversazione ma cerchiamo di tagliare ogni possibile prosieguo.
  • Squalificazione: accettiamo la conversazione ma mandiamo messaggi in contrasto, verbalmente magari diamo segnali di accettazione ma con il corpo esprimiamo rifiuto.

Quando ci si affida al sintomo, invece, si fa affidamento alla propria impossibilità di comunicare, così ad esempio si può far finta di avere sonno, essere sordi o ubriachi. Non sono io che non voglio comunicare ma è qualcosa di esterno, che io non posso controllare, che me lo impedisce (emicranica, ubriacatura ecc...). Il contesto ci fornisce sempre una spiegazione.

Ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e di relazione

Secondo assioma: "ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione. Di modo che il secondo classifica il primo ed è dunque metacomunicazione".

Ad esempio, nel rapporto insegnante–studente è il contenuto fornito dal professore che viene spiegato dalla relazione che quest'ultimo intraprende con i suoi studenti. Banalmente un professore che va in mezzo alla piazza di una città e inizia a parlare non viene riconosciuto come tale e di conseguenza anche il contenuto della lezione che cerca di veicolare è fuori luogo.

Ogni volta è necessario decifrare la relazione per capire il contenuto al quale ci atteniamo. Come quando chiediamo a qualcuno: "sai l'ora?", non rispondiamo "sì o no" ma rispondiamo dando direttamente l'ora.

Nella comunicazione umana ci possono essere due livelli: l'aspetto del contenuto corrisponde a ciò che trasmettiamo verbalmente, mentre l'aspetto relazionale fa riferimento alla modalità in cui comunichiamo il messaggio. Aspetti che determinano e influenzano il primo dato: il messaggio sarà ricevuto in un modo o nell'altro in base al tono o all'espressione che utilizziamo.

Il linguaggio corporeo è più significativo e incisivo in una relazione, perché il corpo è autentico e non può essere controllato.

Esempio: quando un paziente dice di essere tranquillo e a suo agio, ma picchietta con le mani sul tavolo, sta esprimendo il suo nervosismo. Inoltre, non c'è un'interpretazione univoca e oggettiva del comportamento, ma è sempre una co-costruzione che si ipotizza.

Riprendendo il secondo assioma, degli esempi di metacomunicazione sono:

  • "... non date peso a ciò che dico"
  • "... questo è un ordine"
  • "... ma sei serio?"
  • "... è uno scherzo"

Se una coppia litiga e uno dei due dice "questo maglione è blu" e l'altro dice "questo maglione è rosso", continuando così si avrà una comunicazione sterile. Se, invece, uno dei due dice "ma cosa stiamo facendo? Stiamo litigando per un maglione" ci si eleva alla metacomunicazione e ciò ci permette di uscire dal contenuto e ragionare sulla relazione.

La comunicazione inoltre è un processo circolare: ogni messaggio emesso da uno dei parlanti viene ricevuto dall'altro, determinando una relazione, che a sua volta, può essere raccolta dal primo come messaggio. La comunicazione quindi non è unidirezionale, ma è bidirezionale, poiché con il feedback c'è un confronto di ritorno.

Il feedback permette di perfezionare la relazione, perché permette al parlante di percepire se il suo messaggio è stato ricevuto, capito e approvato. Ci sono feedback positivi che producono un cambiamento e feedback negativi che non producono alcun cambiamento.

Elementi costitutivi della teoria sistemico-relazionale

La teoria generale dei sistemi nasce con Ludwig von Bertalanffy, un biologo australiano che ha espropriato in America; si sviluppa negli anni '50 dopo la Prima guerra mondiale. Secondo Bertalanffy il modello meccanicistico di causa-effetto era obsoleto e inadatto per spiegare i processi mentali delle persone, essendo troppo complicati come esseri viventi.

Un sistema (dal greco il cui significato è "stare insieme") è un'unità intera e unica composta da parti in relazione tra loro e tendenti all'equilibrio. Le aule, la famiglia, ecc... sono tutti sistemi inseriti nella società, in più contesti. Ogni comportamento di un membro del sistema influenza la globalità del sistema stesso. Il membro sintomatico o paziente designato assume su di sé la patologia della famiglia.

Ogni elemento di un sistema è una relazione con gli altri elementi e ha una ragione di esistere per la specifica funzione che svolge. Comportamenti, funzioni e ruoli diversi concorrono a creare la proprietà emergente del sistema, che va oltre la somma delle caratteristiche o del comportamento dei singoli.

Gregory Bateson applica la teoria dei sistemi alla famiglia e alle strutture sociali; distingue tra retroazione negativa, dove l'informazione riporta il suo sistema al suo stato originale, e retroazione attiva, dove l'informazione aumenta la deviazione dallo stato iniziale (patologico).

Per l'approccio sistematico tutto è parte di un sistema a cui è interconnesso e da cui si dipende, poiché come esseri umani non siamo mai isolati ma sempre immersi nella relazionalità.

Norbert Wiener elaborò il concetto di prima cibernetica e fu il primo a parlarne come una scienza del controllo e della comunicazione nei sistemi, nell'animale e nella macchina. Il concetto di informazione nella cibernetica è fondamentale e riguarda i risultati delle attività passate; è conservata nel sistema e influenza il suo comportamento futuro e questo processo.

Vi è una retroazione autocorrettiva (concetto da rivedere). L'importanza ricade su come viene trasmessa una determinata informazione all'interno di un sistema. Nella prima cibernetica il terapeuta è esterno e osserva solo le relazioni, la seconda cibernetica, invece, comprende il terapeuta che influenza ed è influenzato dalla famiglia (fenomeno chiamato risonanza, in psicodinamica è il controtrasfert).

A Palo Alto negli anni '50 ci fu un incontro tra la teoria del sistema e la famiglia e ciò permise di comprendere disturbi gravi come la schizofrenia, di ampliarne la comprensione in funzione dei modelli relazionali e di comunicazioni disfunzionali all'interno delle famiglie. Le teorie ecologiche invece ricordano che la famiglia è nel contesto.

Il pensiero sistemico può essere riassunto in tre punti:

  • L'individuo (come essere vivente) è un sistema aperto capace di autoregolazione, in interscambio continuo con l'ambiente. L'unità di studio non è più l'individuo isolato, ma l'individuo più l'ambiente.
  • L'interscambio tra individuo e il suo contesto è uno scambio di informazione: questo passaggio apre la strada ai concetti di retroazione e circolarità nella comunicazione. Lo studio dei comportamenti umani viene assimilato a quello della comunicazione.
  • I comportamenti sintomatici sono visti come comportamenti comunicativi adeguati e coerenti con le particolari modalità interattive del contesto nella relazione.

Riguarda la concezione dei processi mentali: per Bateson la mente non è separabile dal soma, la mente non è interamente identificabile con l'individuo ma comprende anche vie e messaggi che connettono individuo e ambiente. In questa visione ecologica l'organismo non si adatta a un ambiente dato, ma individuo e ambiente co-evolvono.

Tuttavia, le prime applicazioni del modello sistemico alla terapia, avvenuta all'inizio degli anni '60, fanno torto a questa originale ispirazione di Bateson. Si concentravano sulla possibilità che il terapeuta desse del sistema trattato una descrizione oggettiva, piuttosto che su un'interazione co-partecipativa tra il terapeuta e il sistema stesso sulla pragmatica delle interazioni osservabili.

Secondo Bateson il tutto è più della somma delle sue parti: è un tutto integrato, le cui proprietà derivano dalla relazione delle sue parti, oltre che dalle loro caratteristiche. Non basta conoscere bene gli individui di un insieme per sapere cosa fanno, ma è necessario passare dall'attenzione per i singoli elementi a quella per le relazioni che uniscono gli elementi. L'unità di osservazione diventa quindi la relazione e il contesto nel quale le osserviamo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/07 Psicologia dinamica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher williamkry18 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicodinamica delle relazioni e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Tafà Mimma.
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