Sostenibilità
Nel 1900 sono state enunciate varie definizioni per il concetto di sostenibilità. "Sviluppo sostenibile": si intende lo sviluppo in grado di assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri (definizione di Gro Harlem Bruntland, contenuta nel rapporto Our common future (1987), redatto dalla Commissione Mondiale per l'Ambiente e lo Sviluppo).
Convenzione sulla biodiversità
L'art. 2 della Convenzione sulla biodiversità (1993) contiene la nozione di "sostenibile": l'uso delle risorse biologiche secondo modalità e con un ritmo che non comporti una loro riduzione a lungo termine (nel lungo periodo); inoltre, si deve preservare la capacità di soddisfare le esigenze delle generazioni presenti e future.
Elementi fondamentali della sostenibilità
La sostenibilità si basa su due elementi fondamentali:
- Ambiente: dimensione essenziale dello sviluppo economico;
- Responsabilità intergenerazionale nell'uso delle risorse naturali: bisogna garantire il consumo dei bisogni alle generazioni successive (principio etico).
Fattori interdipendenti dello sviluppo sostenibile
I tre fattori interdipendenti da considerare per lo sviluppo sostenibile sono:
- Tutela dell'ambiente;
- Crescita economica;
- Sviluppo sociale.
Documenti di riferimento
Gli organi legislativi, nel corso degli anni, hanno redatto vari documenti di riferimento sulla sostenibilità e sullo sviluppo sostenibile:
- APPR;
- Rapporto Brundtland (Our Common Future, ONU, 1987);
- Carta di Rio De Janeiro (ONU, 1992);
- Convenzione sulla biodiversità (1993);
- Protocollo di Kyoto (ONU, redatto 1997, in vigore 2005);
- Conferenza sul clima di Parigi (2015).
Emissione globale di CO2
È importante l'emissione globale di CO2 (2000-2016): per costruire edifici sostenibili non è vietato l'uso di energie non-rinnovabili, ma bisogna tener conto dei loro effetti sull'ambiente e il fatto che sono esauribili (la risorsa inesauribile è il Sole). Con il Protocollo di Kyoto, i grandi paesi industrializzati hanno trovato un accordo comune per diminuire l'emissione di CO2 (approvato nel 1997, viene attuato solo nel 2005), ma le emissioni di anidride carbonica hanno continuato ad aumentare a causa dei paesi emergenti (India e Cina). Nel 2013, la Cina, dopo aver preso coscienza di avere un ambiente inquinato, ha voluto diminuire l'uso del carbonio, le emissioni hanno subito un arresto. Il governo cinese ha puntato sulle energie rinnovabili e sul nucleare. L'India deve ancora prendere provvedimenti.
Convenzione sulla biodiversità del 2003
Secondo la Convenzione sulla biodiversità del 2003, le risorse devono essere utilizzate secondo un ritmo e una modalità che non comporti una loro riduzione nel lungo periodo.
Edifici ZEB
Il futuro sono gli edifici ZEB, aventi una certificazione ambientale. Edifici sostenibili sono:
- Solar Ark (Anpachi, Gifu, Giappone): museo della scienza avente luci tra i pannelli fotovoltaici per creare forme diverse;
- Sun Moon Mansion (Dezhou, Cina): utilizzo di 5000 pannelli solari di copertura e 30 nuove tecnologie. Si è raggiunta un'efficienza dell'88%;
- Progetto Protiro (Caltagirone, Italia): riqualificazione di capannoni industriali ad uso sociale;
- Kaohsiung World Stadium (Taiwan);
- Thread-Sinthian (Senegal): centro culturale costruito con materiali locali (bambù e terra compressa). L'acqua è stata convogliata in un serbatoio, perché la popolazione non è in grado di gestirla;
- Tree House (Huntsville, Texas): copertura rivestita internamente di scarti di cornici;
- Story Book House (USA): attraverso delle bottiglie di vetro inserite in un getto di cls viene portata luce all'interno dell'abitazione in alcuni punti;
- Plant Environment (USA): la struttura principale è in legno e il rivestimento è formato da lattine;
- Lucy Carpet House (2002): le pareti perimetrali esterne sono costituite da strati di tappezzeria sovrapposti e tenuti in compressione da una trave in legno;
- Yancy Tire Chapel (1995): le pareti definite sono costituite da 900 pneumatici imballati e compattati con sporcizia, legati da armature e stuccate. Le travi del tetto sono di pino e sono state recuperate da una vecchia casa;
- Torre dei Cedri (Losanna, Svizzera): riprende il Giardino Verticale di Milano del progetto Boeri.
Interpretazioni sulla sostenibilità
Molti interpretano la sostenibilità con l'uso del verde: in alcuni contesti va considerato, ma non è questo l'unico significato: ad esempio, potrebbe esserci il problema dell'acqua sia per l’irrigazione che come carico strutturale.
Bio Casa 82
Bio Casa 82 (Montebelluna, Italia): efficienza energetica, uso di materiali naturali, controllo della luce, comfort interno e studio dei colori.
A Milano vengono costruiti edifici ad alte prestazioni (un rimando letterario è Cenni di cambiamento a Milano di Rossi Prodi (2009). Il progetto è basato sul concetto di comunità e di sviluppo misto: da un'unica tipologia si sviluppano varie parti destinate a classi sociali diverse. Tutti gli edifici sono di classe energetica A.
Elementi della sostenibilità
Per avere un grande livello di sostenibilità si deve dunque:
- Usare materiali e prodotti opportuni (materiali locali, comprendendone le caratteristiche);
- Energia efficiente;
- Gestire l'acqua;
- Tener presente della salute (il 70% della nostra vita è al chiuso, quindi occorre avere un buon ricircolo d’aria).
Edilizia sostenibile
In edilizia è lo sviluppo che si propone di:
- Soddisfare i bisogni di risorse naturali, prodotti industriali, energia, trasporto, protezione, efficace gestione dei rifiuti;
- Conservare e tutelare la qualità dell’ambiente e le risorse naturali indispensabili per lo sviluppo futuro (Civil Engineering Research Foundation, 1196).
Problematiche dello sviluppo sostenibile in edilizia
Ci sono tre problematiche aperte riguardo allo sviluppo sostenibile in edilizia:
- Come si declina il concetto della sostenibilità nel processo edilizio?
- Cosa significa costruire edifici sostenibili?
- Quali sono gli aspetti più tecnici che permettono di realizzare lo sviluppo sostenibile?
Informazione tecnica di qualità per prodotti da costruzione
Occorre conoscere tre elementi fondamentali:
Prodotto da costruzione
La Direttiva Prodotti 89/106, art. 1, definisce "materiale da costruzione": è un qualsiasi prodotto fabbricato al fine di essere permanentemente incorporato in opere da costruzione (comprendono edifici e opere di ingegneria civile). I "materiali da costruzione" sono denominati "prodotti". Le opere di costruzione, inclusi edifici e opere di ingegneria civile, sono denominate "opere".
Il Regolamento 305/2011, art. 2, definisce "prodotto da costruzione": è un qualsiasi prodotto o kit fabbricato e immesso sul mercato per essere incorporato in modo permanente in opere di costruzione o in parti di esse e la cui prestazione incide sulla prestazione totale rispetto ai requisiti di base delle opere.
"Kit": è un prodotto da costruzione immesso sul mercato da un singolo fabbricante come insieme di almeno due componenti distinte da assemblare per essere installati nelle opere di costruzione.
I prodotti da costruzione vengono classificati secondo diverse modalità:
- Per livello di complessità:
- Materiali naturali o di base;
- Materiali trattati industrialmente e amorfi: ottenuti mediante trasformazione (come argilla espansa e cemento);
- Materiali semilavorati trattati industrialmente, che hanno impieghi multipli in cantiere (come lastre);
- Componenti semplici (come pannelli in cartongesso non portanti e non coibentati);
- Componenti complessi;
- Prodotti edilizi completi: non subiscono lavorazione in cantiere (come celle bagno, scale elicoidali, elementi prefabbricati).
- Per modalità di produzione;
- Per funzione (con riferimento alla norma UNI 8290/81).
Qualità della norma
La norma UNI EN 180 8402 definisce "qualità": è l’insieme delle caratteristiche di un'entità che ne determinano la capacità di soddisfare esigenze espresse o implicite. "Qualità tecnica": è il grado di conformità che i valori e le configurazioni effettivamente riscontrabili nelle caratteristiche del prodotto già realizzato presentano nei confronti dei valori e delle configurazioni stabilite durante la sua progettazione.
Secondo un approccio esigenziale si hanno tre elementi temporalmente collegati tra loro per identificare la qualità:
- Esigenza;
- Requisito;
- Prestazione.
Informazione tecnica
Una prima definizione è "Quanto venga accolto o comunicato nell'ambito di un’utilità e funzionalità pratica o immediata". Tale funzionalità può essere generica o particolare e con caratteristiche/rigore tecnico-scientifiche: un'informazione tecnica esprime caratteristiche e prestazioni tramite parametri significativi, confrontabili ed affidabili.
La norma UNI ISO 5127/1/83 (ambito tecnologico) dà una migliore definizione: è il messaggio usato per rappresentare un fatto o una nozione in un processo di comunicazione, al fine di accrescere la conoscenza. Secondo la norma UNI 8690/1984 è l'informazione che riguarda la parte pratica e strumentale di un'arte, di una scienza o di una disciplina; utilizza il linguaggio ad essa relativo; è finalizzata a migliorare l'applicazione e l'esecuzione pratica di un progetto, di un lavoro o di un’attività qualsiasi (l’impiego di materiali, mezzi e servizi) nel modo più appropriato.
Il linguaggio tecnico deve soddisfare alcuni requisiti:
- Idoneità all'uso;
- Immediatezza di comunicazione;
- Chiarezza;
- Completezza.
L'informazione tecnica non si presenta:
- Disomogenea;
- Generica;
- Poco chiara;
- Incompleta.
I termini attinenti al campo d’applicazione dell'informazione non devono presentare alcuna ambiguità e non deve esistere la possibilità d’incorrere in libere interpretazioni.
Per fornire un'informazione con tali caratteristiche è necessario:
- Valutare l'ambito di applicazione (capitolati, spot pubblicitari, pieghevoli illustrativi, manuali e guide di corretta messa in opera);
- Conoscere i destinatari dell'informazione e il suo grado di comprensione.
Secondo la norma UNI 10653 i destinatari dell’informazione si suddividono in due categorie:
- Destinatari omogenei: si identificano per un pari livello di conoscenze tecniche specifiche e recepiscono l'informazione in maniera uniforme: sono normatori, committenti pubblici, progettisti, imprese, produttori, rivenditori di prodotti da costruzione, assicuratori, impiantisti e tecnici operanti nel settore;
- Destinatari eterogenei: sono soggetti con differenti livelli di preparazione e conoscenza tecnica, che possono perciò interpretare i contenuti dell'informazione in modo impreciso: sono committenti privati e utenti finali.
Il linguaggio tecnico corrente in Italia, diverso per ogni provincia (almeno uno per ogni provincia), è stato elaborato come sintesi da varie fonti:
- Tradizione locale;
- Insegnamento scolastico;
- Esperienza costruttiva in cantiere (direttamente dalle imprese e dai capocantiere);
- manualistica.
Ci sono tre livelli di completezza dei contenuti:
- Depliant e pieghevoli;
- Schede tecniche compilate con riferimento a norme terminologiche convenzionali;
- Certificato di idoneità tecnica (Agrement Tecnico), Certificato di Conformità e Benestare Tecnico Europeo (ETA).
La modalità di organizzazione si distingue in:
- Modalità flessibile;
- Modalità standardizzata.
Il sistema produzione: modello Fisher-Clark
L’attività del costruire va identificata in conformità alla classificazione delle attività economiche denominata ATECO, adottata dall'ISTAT per le rilevazioni statistiche nazionali di carattere economico. L'ATECO è la traduzione italiana della Nomenclatura delle Attività Economiche (NACE), creata dall'Ufficio Statistico dell'Unione Europea (Eurostat), adottata dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica Italiano) alle caratteristiche specifiche del sistema economico italiano.
Attualmente è in uso la versione ATECO 2007, entrata in vigore l’1 gennaio 2008, in successione alle precedenti del 2002 e del 1991. Essa costituisce la versione nazionale della nomenclatura europea, NACE Rev. 2, pubblicata sull'Official Journal il 20 dicembre 2006 (Regolamento CE 1893/2006 del PE e del Consiglio).
L’ATECO 2007 è stata definita ed approvata da un comitato di gestione appositamente costituito, che prevede la partecipazione, oltre all'ISTAT che lo coordina, di numerose figure istituzionali, tra cui i Ministeri interessati, gli enti che gestiscono le principali fonti amministrative sulle imprese (mondo fiscale e camerale, enti previdenziali) e le principali associazioni imprenditoriali.
Viene definita una classificazione alfanumerica con diversi gradi di dettaglio, dove:
- Le lettere indicano il macro-settore di attività economica;
- I numeri (da 2 a 6 cifre) rappresentano, con diversi gradi di dettaglio, le articolazioni e le disaggregazioni dei settori.
Si definiscono i vari settori economici in base al modello di Fisher-Clark:
- Primario: comprende le aziende di produzione primaria o originaria (A), che ottengono beni in forma originaria;
- Secondario: comprende le aziende trasformatrici (B-F) o di produzione secondaria;
- Terziario: comprende le aziende di distribuzione dei beni e le aziende che svolgono un'attività di servizio ai settori precedenti (G-U);
- Terziario avanzato (o quaternario o superiore): comprende le aziende che producono beni e servizi nel campo della cultura, della ricerca, dello spettacolo e dello sport, e aziende che mal si inquadrano tra le aziende del terziario tradizionale.
L’inquadramento delle aziende nei settori: primario (aziende agrarie, pesca); secondario (estrattive, industriali, conserviere, edili); terziario (mercantili, credito, trasporto, assicurazione); quaternario (ristorazione, editoriali e culturali, spettacolo e sport, leasing e factoring, ricerca e formazione).
In base a questa divisione, negli ultimi anni si sta assistendo ad un progressivo aumento del settore terziario, ovvero la terziarizzazione: è il processo di trasformazione di ordine socio-economico, in conseguenza del quale il settore dei servizi acquista preminenza, in termini produttivi e occupazionali, su quelli dell'agricoltura e dell'industria. Esso implica:
- Compenetrazione sempre più stretta tra industria e servizi;
- Crescente contenuto di servizi nei prodotti;
- Ruolo sempre maggiore dei servizi nella catena di valore.
In riferimento a questo aspetto, la statunitense Saskia Sassen afferma: "Lo sviluppo dei servizi alla produzione dipende dalla presenza di un settore manifatturiero forte". Dunque, il terziario non può essere considerato un settore a sé stante (o contrapposto al secondario), ma rappresenta una delle modalità privilegiate di sostegno all'industria affinché sia concorrenziale e possa stare con successo sui diversi mercati.
Secondo altri, invece, all'interno dell'attuale configurazione del sistema economico, le distinzioni tra industriale e terziario perdono significato. Magatti (2005) dice: "La rete mondiale è un sistema complesso e sostanzialmente indistinto, di produzione di beni e servizi coerenziato in misura sempre più spinta da una logica di organizzazione".
Il modello di Fisher-Clark è utile per definire la crescita economica e di sviluppo di un sistema economico (tripartizione):
- Nelle economie poco sviluppate domina il settore primario, in quanto si occupa di soddisfare i bisogni primari e vitali di una popolazione;
- Nelle economie a medio sviluppo diventa dominante il settore secondario, con le industrie manifatturiere (manufacturing) e di costruzione;
- Nelle economie altamente sviluppate è rilevante il peso del settore terziario, con un progressivo effetto di terziarizzazione dell’economia.
Il sistema costruzione
Se sinora abbiamo parlato di "settore delle costruzioni", intendendo l’attività economica distinta dall'attività industriale, ora si tratta il "sistema costruzione": è inteso come l’insieme organizzato delle attività di promozione, normazione, progettazione, produttive, finanziarie, commerciali, che partecipano alla realizzazione delle opere nel settore dell'edilizia e dell'ingegneria civile. È un sistema complesso dove si sviluppano relazioni tra i settori produttivi e di servizio nell'ambito di uno specifico quadro di riferimento normativo.
Il sistema costruzione si può suddividere in tre sub-sistemi:
Subsistema della produzione
È l’insieme organizzato di attività industriali che partecipano, a diversi livelli, alla realizzazione di costruzioni, fabbricati e opere di Genio Civile. Esso comprende:
- Industria estrattiva;
- Industria delle macchine e delle attrezzature: opera coi caratteri dell'industria in senso stretto, con precisi riferimenti normativi di guida alla progettazione della qualità e di controllo della produzione, di lettura del mercato e di valutazione della domanda proveniente sia dal settore delle costruzioni che dal settore dei prodotti da costruzione;
- Industria manifatturiera dei prodotti da costruzione: insieme organizzato di attività industriali che partecipano alla realizzazione del prodotto edile che verrà incorporato in modo permanente negli edifici o nelle opere di ingegneria edile;
- Industria delle costruzioni e delle opere.
Subsistema delle norme
È l’insieme di norme e/o regole alle quali fare riferimento nell'ambito del sistema costruzione. L'attività del costruire si confronta col contesto fisico, economico e sociale.
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Appunti di processi e metodi della produzione edilizia
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Processi e metodi della produzione edilizia - Appunti
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