APPARATO CARDIOVASCOLARE E SANGUE
1. La circolazione
L'apparato cardiovascolare nei mammiferi è un sistema di trasporto continuo finalizzato a
garantire l'omeostasi. Esso svolge essenziali funzioni di distribuzione di ossigeno (O₂) e
sostanze nutritive (come glucosio, amminoacidi e lipidi) a tutte le cellule dell'organismo,
prelevando al contempo i prodotti di scarto del metabolismo (urea, acido urico) e il
diossido di carbonio (CO₂) destinati all'eliminazione. Inoltre, veicola ormoni, cellule della
difesa immunitaria (leucociti), anticorpi e contribuisce in modo determinante alla
distribuzione del calore corporeo e alla regolazione della temperatura.
Il sistema circolatorio umano presenta tre caratteristiche fondamentali:
Sistema chiuso: il sangue fluisce costantemente all'interno di una rete ininterrotta di
• vasi sanguigni, senza mai uscire direttamente negli spazi intercellulari.
Cuore a quattro camere distinte: l'organo propulsore è suddiviso anatomicamente in
• due cavità superiori a parete sottile, dette atri (destro e sinistro), e due cavità inferiori
a parete muscolare spessa, dette ventricoli (destro e sinistro). Il setto interatriale e il
setto interventricolare separano nettamente la metà destra dalla metà sinistra.
Doppia circolazione: la circolazione sanguigna comprende due circuiti distinti
• disposti in serie:
1. Piccola circolazione (o circolazione polmonare): connette il cuore destro ai
polmoni. Il sangue deossigenato viene pompato dal ventricolo destro nelle
arterie polmonari e raggiunge la rete capillare degli alveoli polmonari, dove
cede la CO₂ e si arricchisce di O₂. Il sangue riossigenato torna quindi al cuore
attraverso le vene polmonari, sfociando nell'atrio sinistro.
2. Grande circolazione (o circolazione sistemica): connette il cuore sinistro a
tutti i distretti corporei. Il sangue ossigenato viene spinto dal ventricolo sinistro
nell'aorta e distribuito, attraverso ramificazioni arteriose progressivamente
minori, ai letti capillari di testa, arti e visceri. Qui il sangue cede l'ossigeno ai
tessuti e raccoglie gli scarti metabolici, per poi fare ritorno all'atrio destro
tramite le vene cave.
Vantaggi evolutivi: La completa separazione anatomica e funzionale tra il cuore destro
(sangue venoso, deossigenato) e il cuore sinistro (sangue arterioso, ossigenato) impedisce il
mescolamento tra i due flussi ematici. Ciò assicura che ai tessuti periferici giunga sempre
sangue alla massima saturazione di ossigeno e a pressioni adeguate per sostenere l'elevato
metabolismo dei mammiferi.
2. Movimenti del sangue nel cuore
Il percorso del sangue attraverso le camere cardiache e i grandi vasi avviene secondo un
ordine sequenziale, guidato unidirezionalmente da un sistema di valvole:
1. Ritorno venoso sistemico: Il sangue deossigenato proveniente dalla parte superiore
del corpo entra nell'atrio destro tramite la vena cava superiore, mentre quello
proveniente dai distretti inferiori giunge attraverso la vena cava inferiore.
2. Passaggio atrio-ventricolare destro: Quando l'atrio destro si contrae, il sangue
attraversa la valvola atrio-ventricolare destra, detta valvola tricuspide (poiché
formata da tre lembi o cuspidi), ed entra nel ventricolo destro.
3. Eiezione polmonare: Il ventricolo destro si contrae; la pressione interna fa chiudere la
valvola tricuspide e provoca l'apertura della valvola semilunare polmonare. Il sangue
viene immesso nel tronco arterioso polmonare, che si ramifica nelle due arterie
polmonari dirette ai polmoni.
4. Ritorno polmonare: Nei capillari alveolari il sangue si carica di ossigeno e viene
convogliato nelle quattro vene polmonari, che sboccano nell'atrio sinistro.
5. Passaggio atrio-ventricolare sinistro: Dall'atrio sinistro il sangue passa nel
ventricolo sinistro attraverso la valvola atrio-ventricolare sinistra, denominata
valvola bicuspide o mitrale (costituita da due cuspidi).
6. Eiezione sistemica: La potente contrazione del ventricolo sinistro provoca la chiusura
della valvola mitrale e l'apertura della valvola semilunare aortica, spingendo il
sangue ad alta pressione nell'aorta e da qui all'intero organismo.
Percorso sequenziale sintotico del sangue: Vene cave (superiore e inferiore) > Atrio
destro > Valvola tricuspide > Ventricolo destro > Valvola semilunare polmonare > Arterie
polmonari > Polmoni (scambio O₂ / CO₂) > Vene polmonari > Atrio sinistro > Valvola mitrale
(bicuspide) > Ventricolo sinistro > Valvola semilunare aortica > Aorta > Distretti sistemici
dell'organismo.
Anatomia delle valvole e delle pareti:
Le valvole atrio-ventricolari (tricuspide e mitrale) sono ancorate alla parete interna dei
• ventricoli mediante sottili filamenti fibrosi, le corde tendinee, connesse ai muscoli
papillari. Durante la sistole ventricolare, la contrazione dei muscoli papillari mette in
tensione le corde tendinee, impedendo il ribaltamento (prolasso) dei lembi valvolari
verso gli atri e garantendo la tenuta.
Le valvole semilunari (polmonare e aortica) sono formate da tre cuspidi a forma di
• tasca o "a nido di rondine". Quando la pressione arteriosa supera quella ventricolare
al termine della contrazione, il sangue refluisce verso il cuore riempiendo le tasche e
facendone combaciare i margini, bloccando così il ritorno ematico nelle cavità
cardiache.
Differenza di spessore ventricolare: La parete del ventricolo sinistro presenta un
• miocardio notevolmente più spesso rispetto a quello del ventricolo destro. Ciò è
dovuto al fatto che il ventricolo destro deve spingere il sangue all'interno del circolo
polmonare a bassa resistenza e su breve distanza, mentre il ventricolo sinistro deve
generare una forza imponente per vincere le elevate resistenze periferiche del circolo
sistemico e distribuire il sangue a grande distanza.
3. L'anatomia del cuore
Il cuore è un organo muscolare cavo di forma approssimativamente conica, della grandezza
di un pugno chiuso, situato nel mediastino (la cavità toracica compresa tra i due polmoni),
posizionato dietro lo sterno e adagiato sul diaframma, con la punta (apice) rivolta verso il lato
sinistro.
Struttura della parete cardiaca
La parete del cuore è costituita da tre strati sovrapposti:
1. Endocardio: lo strato più interno, formato da un sottile foglietto di cellule endoteliali
(epitelio squamoso semplice) poggiato su un tessuto connettivo sottostante. Riveste
le cavità cardiache, i muscoli papillari e i lembi valvolari, continuando direttamente
con l'endotelio dei vasi sanguigni per offrire una superficie liscia che riduce l'attrito e
previene la coagulazione del sangue.
2. Miocardio: lo strato intermedio e più spesso, formato da tessuto muscolare striato
cardiaco. Le cellule miocardiche (cardiomiociti) sono mononucleate e interconnesse
da strutture specializzate dette dischi intercalari (o giunzioni comunicanti/serrate),
che permettono il rapido passaggio degli impulsi elettrici da una cellula all'altra,
consentendo al miocardio di contrarsi in modo coordinato come un sincizio
funzionale.
3. Epicardio: lo strato esterno della parete, costituito da una membrana sierosa sottile e
trasparente (foglietto viscerale del pericardio sieroso).
Il pericardio
Il cuore è racchiuso all'interno di un sacco protettivo fibro-sieroso detto pericardio. Esso si
compone di un pericardio fibroso esterno (di tessuto connettivo denso, ancorato allo sterno
e al diaframma) e di un pericardio sieroso interno. Quest'ultimo comprende un foglietto
parietale (aderente alla parete fibrosa) e un foglietto viscerale (l'epicardio, aderente al
miocardio). Tra i due foglietti si delimita la cavità pericardica, contenente una piccola
quantità di liquido pericardico lubrificante che azzera gli attriti durante i continui movimenti
di contrazione e rilasciamento.
La circolazione coronarica
Il miocardio non trae nutrimento o ossigeno dal sangue che scorre nelle cavità interne, ma
possiede un proprio sistema vascolare dedicato:
Arterie coronarie: l'arteria coronaria destra e l'arteria coronaria sinistra prendono
• origine dalla base dell'aorta, subito sopra la valvola semilunare aortica. Esse
decorrono sui solchi della superficie cardiaca ramificandosi capillarmente per irrorare
tutto il tessuto muscolare.
Vene cardiache: il sangue venoso deossigenato refluo dal miocardio viene raccolto
• dalle vene cardiache, le quali confluiscono in un ampio canale situato sulla faccia
posteriore, il seno coronarico, che sbocca direttamente nell'atrio destro.
4. Il battito cardiaco
Il ciclo cardiaco
L'attività del cuore si svolge secondo una sequenza ritmica ripetitiva di contrazione (sistole) e
rilasciamento (diastole), definita ciclo cardiaco (o rivoluzione cardiaca). In un individuo
adulto sano a riposo, con una frequenza cardiaca media di 75 battiti al minuto, ciascun ciclo
dura circa 0,8 secondi ed è suddiviso in tre fasi principali:
1. Diastole totale (circa 0,4 s): atri e ventricoli sono entrambi rilassati. La pressione
nelle cavità interne è minima; le valvole atrio-ventricolari (tricuspide e mitrale) sono
aperte, consentendo al sangue proveniente dalle vene cave e polmonari di riempire
passivamente gli atri e scorrere direttamente nei ventricoli (che si riempiono per circa
l'80%). Le valvole semilunari rimangono chiuse.
2. Sistole atriale (circa 0,1 s): gli atri si contraggono simultaneamente, spingendo il
restante 20% di volume ematico nei ventricoli per completarne il riempimento finale.
3. Sistole ventricolare (circa 0,3 s): l'onda di contrazione si propaga ai ventricoli. La
pressione nei ventricoli sale rapidamente superando quella atriale e provocando la
chiusura immediata delle valvole atrio-ventricolari. Segue una brevissima fase di
contrazione isovolumetrica fino a quando la pressione ventricolare supera la
pressione presente nell'aorta e nell'arteria polmonare. Le valvole semilunari si aprono
e si ha la fase di eiezione, in cui il sangue viene spinto con forza nei grandi vasi.
Toni cardiaci: Tramite fonendoscopio è possibile auscultare i suoni prodotti dal ciclo
cardiaco:
Primo tono ("tum"): sordo e prolungato, causato dalla chiusura coordinata delle
• valvole atrio-ventricolari all'inizio della sistole ventricolare.
Secondo tono ("ta"): più breve e acuto, causato dalla chiusura netta delle valvole
• semilunari all'inizio della diastole ventricolare.
Parametri funzionali cardiaci
Frequenza cardiaca (FC): il numero di battiti o contrazioni cardiache effettuate al
• minuto (valore fisiologico a riposo: 70-75 bpm).
Gittata sistolica (GS): il volume di sangue espulso da ciascun ventricolo ad ogni
• singola contrazione (circa 70 mL a riposo).
Gittata cardiaca (GC): il volume totale di sangue pompato da un ventricolo in un
• minuto. Si calcola mediante la formula: Gittata Cardiaca (GC) = Frequenza Cardiaca
(FC) × Gittata Sistolica (GS) Esempio: 70 battiti/min × 70 mL/battito = 4900 mL/min ≈
5 litri/minuto.
Automatismo cardiaco e sistema di conduzione
Il muscolo cardiaco possiede la proprietà di contrarsi in modo autonomo e ritmico
(autoritmicità o automatismo cardiaco), senza richiedere alcun impulso inviato dal sistema
nervoso. Il potenziale d'azione che innesca il battito ha origine all'interno del cuore stesso, in
un gruppo di cellule muscolari cardiache modificate che costituiscono il sistema di
conduzione del cuore:
1. Nodo seno-atriale (NSA o pacemaker primario): situato nella parete dell'atrio
destro, vicino allo sbocco della vena cava superiore. Genera ritmicamente e
spontaneamente impulsi elettrici che si diffondono rapidamente attraverso la
muscolatura degli atri (tramite le giunzioni serrate), determinandone la contrazione
simultanea.
2. Nodo atrio-ventricolare (NAV): localizzato nel setto interatriale, alla giunzione tra atri
e ventricoli. Riceve l'impulso dagli atri e lo trattiene per una frazione di secondo
(ritardo fisiologico del NAV di circa 0,1 s), consentendo agli atri di completare la
contrazione e lo svuotamento prima che i ventricoli inizino a contrarsi.
3. Fascio di His: unico canale di conduzione elettrica che attraversa lo scheletro fibroso
tra atri e ventricoli, scendendo lungo il setto interventricolare dove si divide in due
branche principali (destra e sinistra).
4. Fibre di Purkinje: diramazioni microscopiche ad altissima velocità di conduzione che
si sfioccano dal fascio di His e penetrano nel miocardio dei ventricoli. Esse
distribuiscono l'impulso quasi simultaneamente a tutta la massa muscolare
ventricolare, innescando una contrazione coordinata che parte dall'apice e sale verso
la base, spingendo il sangue verso le arterie principali.
Sequenza della conduzione elettrica: Nodo Seno-Atriale (Pacemaker) > Contrazione degli
Atri > Nodo Atrio-Ventricolare (ritardo di 0,1 s) > Fascio di His (branche destra e sinistra) >
Fibre di Purkinje > Contrazione dei Ventricoli (dall'apice verso la base).
5. Le
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