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Filosofia morale

Due moduli = primo introduzione alla disciplina, secondo monografia Etica nicomachea.

Dispense, slide e materiale su virtuale.

Test in due parti:

  • Risposta multipla (15 domande sul primo modulo, non nozionistico ma ragionamento).
  • Domanda aperta (una sola sulla monografia, piccolo saggio).

Appelli 15 maggio, 12 giugno, 8 luglio.

Branche della filosofia morale

  • Etica applicata = determina la legittimità morale di determinate pratiche (La ricerca sugli animali è giusta? Una guerra può essere giusta?).
  • Etica normativa = si chiede quali scelte e azioni sono doverose, permesse o proibite, e per quali ragioni (Quali azioni sono giuste o ingiuste? Cosa rende un’azione giusta o ingiusta?).
  • Metaetica = riguarda la natura dell’etica e lo statuto dei giudizi morali, rispetto all’etica applicata e normativa è piuttosto astratta (Esistono verità morali? Se c’è un disaccordo morale c’è qualcuno che ha ragione? Esiste una realtà morale alla quale i nostri giudizi devono corrispondere per essere veri? In questo corso soprattutto oggettivismo vs soggettivismo).
  • Psicologia morale = sul piano descrittivo, descrive come ci comportiamo in contesti moralmente rilevanti (Cosa ci motiva ad agire giustamente? Quali sono le implicazioni cognitive minimali che devono essere presenti in un soggetto per essere considerato moralmente responsabile?).

→ Questi 4 rami non sono indipendenti l’uno dall’altro.

Linguaggio inclusivo

(Etica applicata)

Al mondo ci sono circa 7000 lingue, ogni lingua tratta il genere in modo diverso.

Queste proprietà possono riguardare il sesso ma non necessariamente (può riferirsi a esseri animati e non).

Alcune lingue come estone, finlandese e vietnamita non hanno generi.

L’inglese ha 3 generi = maschile, femminile e neutro.

La maggior parte delle lingue europee (inglese, spagnolo, tedesco) usano il genere in modo arbitrario → ad alcuni sostantivi viene assegnato un genere in modo arbitrario (il cucchiaio, la cuchara).

In tedesco “das Fraulein” (la signorina) è neutro.

Marcatori di genere

  • Possono essere desinenze (ragazz-o, ragazz-a).
  • Possono comparire negli aggettivi che modificano il sostantivo o negli articoli determinativi o indeterminativi.
  • Anche i verbi possono contenere marcatori di genere.

Il genere grammaticale degli oggetti inanimati è in grado di influenzare le associazioni mentali di chi parla?

Sì, noi trasferiamo gli stereotipi di genere sugli oggetti inanimati.

1915, in un esperimento in Russia dei soggetti rappresentano il lunedì, martedì e mercoledì come uomini, mentre giovedì, venerdì e sabato come donne, in base al loro genere.

1993, Toshi Konishi, confronto di associazione tra madrelingua spagnoli e tedeschi → die brucke elegante e slanciato, el puente grande e forte.

Queste associazioni rimangono anche senza i marcatori di genere ma solo con un'immagine? Sì, l’esperimento è stato rifatto solo con immagini, e con associazioni di voci maschili o femminili a oggetti.

Associazione di nomi di persona e nomi di oggetti inanimati (in inglese per avere nomi neutri a soggetti tedeschi) → più facile associare nomi di persona in concordanza di genere.

Maschile universale

  • Quali sono gli effetti che l’uso del maschile universale può avere sul nostro modo di pensare?
  • Se questi effetti sono indesiderabili, una lingua inclusiva può avere un effetto correttivo sulle diseguaglianze?

Annunci di lavoro con maschile universale → meno richieste da parte di donne rispetto a uomini.

Etica normativa

Stabilisce il modo in cui dovremmo vivere e come dovremmo agire.

Norme che guidano o valutano il nostro comportamento.

Due approcci:

  • Consequenzialista = si valutano solo le conseguenze delle nostre scelte e delle nostre azioni, azioni che “producono la maggior quantità di bene” → specificare gli stati di cose che intrinsecamente hanno un valore (es: utilitarismo e utilitarismo perfezionista).
  • Deontologico = le nostre scelte e le nostre azioni, personali e pubbliche, non sono giustificabili solo in base agli effetti che producono, devono essere conformi a una norma morale, l’importante è la qualità intrinseca dell’azione (es: Kant, le bugie bianche).

Utilitarismo = Bentham primo teorico sistematico dell’utilitarismo, idea centrale è: il principio più alto sia della morale pubblica che della morale personale è massimizzare il benessere comune. Un benessere che lui chiama piacere e definisce collettivo, e quantitativo, non qualitativo. Il piacere è quantificabile, anche in termini economici.

Trolley dilemma = 5 persone vs tiro la leva e uccido 1 persona.

Se non tiro la leva sono responsabile della morte dei 5? Astenersi dall’agire è un’azione moralmente rilevante oppure no? Infliggere un danno più piccolo per non infliggere un danno più grande è giusto?

Se invece di tirare la leva devi buttare sui binari uno lo faresti comunque? → In quale misura le nostre scelte dovrebbero essere influenzate dai nostri stati emotivi?

Psicologia morale

Descrive i processi cognitivi dell’essere umano, il modo in cui si comporta in contesti moralmente salienti → i risultati di questi studi devono essere usati per arrivare a conclusioni normative.

Due principali prospettive:

  • Razionalismo morale = si basa sull’idea che la motivazione morale sia puramente il ragionamento.
  • Sentimentalismo morale = le emozioni e i desideri sono le fonti principali delle decisioni morali.

Esempio dell’altalena = altalene tutte occupate, una bambina sta sull’altalena e per salire tira giù la bambina che è già su.

Esempio della prof che entra in classe e l’alunno la saluta informalmente.

Nel primo caso è una violazione di norme morali (è più seria e indipendente da qualsiasi autorità, e considerato sbagliato in qualsiasi contesto culturale).

Nel secondo caso è una trasgressione di una convenzione.

Nel caso delle violazioni morali l’ingiustizia è spiegata attraverso un danno, in quelle convenzionali non c’è un danno vero e proprio.

Giudizio morale = risposta che diamo in risposta a un danno subito.

Se il mio cane viene investito e lo mangio è immorale?

Se mi chiavo un pollo (morto) prima di cucinarlo è immorale?

Intuizionismo sociale = non c’è bisogno di un motivo per dare un giudizio, bastano reazioni di pancia.

Metaetica

Prefisso “meta” vuol dire letteralmente “dopo”, a volte nel senso della trascendenza.

Disciplina che pone questioni sull’etica stessa.

L’etica si occupa di cose come giustizia e ingiustizia, virtù ecc. (valori).

Questi valori esistono in natura? Sono oggettivi o soggettivi?

Es: Il migliore amico di Franco è accusato di omicidio, ed è sicuro che non sia stato lui, quindi fornisce alla polizia un falso alibi. Immorale o no?

→ Ci sono opinioni contrastanti, è una questione di divergenza di valori o c’è chi ha ragione e chi ha torto? (soggettivismo morale vs oggettivismo morale).

Oggettivismo

  • Una proprietà è oggettiva se esiste indipendentemente da quello che pensiamo, crediamo, desideriamo.
  • Una trattazione è oggettiva se ammette che nel suo ambito siano formulati giudizi che sono veri o falsi. Di conseguenza anche i giudizi formulati nel suo ambito sono soggettivi.

Soggettivismo

  • Una proprietà è soggettiva se dipende da quello che pensiamo, crediamo e desideriamo.
  • Una trattazione è soggettiva se non si possono formulare giudizi veri o falsi a riguardo, se non c’è un criterio universale.

Platone, Eutifrone

(Oggettivismo etico)

I dialoghi di Platone tranne poche eccezioni hanno Socrate come protagonista.

In che misura le opinioni che Socrate esprime nei dialoghi sono riconducibili a quello che pensava veramente Socrate? → Diamo per assunto che tutto ciò che dice Socrate è condiviso da Platone.

Eutifrone = nome parlante (euthus = diritto, froneo = pensare?) colui che pensa in modo corretto, nome ironico perché Socrate dovrà correggere il modo in cui Eutifrone pensa.

Socrate e Eutifrone si incontrano nell’agorà di Atene, stanno andando alla corte dell’arconte basileo (che si occupa di crimini).

Socrate è stato accusato di empietà, mentre per Eutifrone un lavoratore ubriaco ha ucciso uno schiavo di suo padre, allora il padre lega il lavoratore e lo butta in un fosso e va a chiamare un sacerdote per sapere come procedere, nel frattempo però lo schiavo muore dal freddo.

Eutifrone vuole denunciare suo padre per non incorrere in punizioni divine, ma i suoi familiari dicono che denunciare un familiare è empio.

Socrate chiede domanda classica “che cos’è?” riguardo al “santo/pio” (contrario di empio).

La definizione che cerca Socrate è l’essenza reale (ciò che rende quella cosa quello e non un’altra cosa) → essenzialismo.

Categorie classiche = un membro fa parte di una certa categoria se e solo se ha tutte le proprietà essenziali di quella categoria (sono oggettive e esistono in natura, se ce le hai sei in quella categoria altrimenti no) (per essere nella categoria acqua devi avere la molecola H2O).

Platone va oltre alla ricerca di questa essenza → teoria delle forme, essenza delle definizioni universali.

Aristotele: “Socrate è il primo che si pone il problema delle definizioni, Platone si rende conto che l’essenza non deve coincidere con un ente specifico nella realtà, ma deve essere applicabile a tutti gli enti”.

Eutifrone risponde a Socrate che il santo è perseguire i criminali → Socrate non è soddisfatto dalla risposta, vuole il criterio per identificare come tali tutte le azioni sante.

Eutifrone allora: quello che è caro agli dei è santo, quello che non è caro agli dei non è santo → Socrate dice che gli dei spesso sono in disaccordo → Su un dato di fatto non si litiga (distinzione tra fatti e valori).

Valori secondo Socrate = giusto e ingiusto, bello e brutto, buono e cattivo.

Platone vuole contrastare il relativismo.

Eutifrone risponde che il valore è condiviso, il disaccordo è se questo valore è stato violato o no in un caso specifico (Es: la molestia sessuale è sbagliata, dov’è il confine di molestia e non molestia?).

Dilemma di Eutifrone = il santo, perché santo lo amano gli dei o perché lo amano gli dei è santo?

→ Lo amano gli dei perché santo, come una cosa è veduta perché si vede e non si vede perché è veduta → il santo non può essere definito come “caro agli dei”.

Dove c’è vergogna c’è sempre paura, ma non sempre quando c’è paura c’è vergogna.

→ Dove c’è il santo c’è anche il giusto, ma non sempre quando c’è il giusto c’è il santo.

Il santo è la parte del giusto che si riferisca alla cura che gli uomini hanno degli dei.

Cura intesa come la cura dei servi verso i padroni → che fine perseguono gli dei con i nostri servizi?

→ Il ragionamento fa un giro fino al ritornare alla conclusione che il santo è ciò che è caro agli dei.

La realtà è cangiante, noi abbiamo bisogno di una forma che rimane sempre vera → dobbiamo allontanarci per forza dalla realtà e dobbiamo avvicinarci all’astrazione.

Forme = entità universali.

Universali etici, forme morali = hanno un’esistenza oggettiva, e non possono essere identificate con dei comportamenti specifici.

Es: Se uno mi dà una pistola in prestito la giustizia prevede che io gliela ridò, ma se nel frattempo lui ha espresso di voler uccidere qualcuno è giusto ridargliela? → Non si possono applicare a comportamenti specifici.

Tre assunti socratici dell’Eutifrone

  • Il santo è sempre identico a se stesso, l’empio è il contrario di ciò che è santo ed è sempre identico a se stesso (ogni ente specifico appartiene a un genere, santità o empietà).
  • Qualcosa che rende empie le azioni empie rende sante le azioni sante (Ogni ente ha un’essenza che lo rende ciò che esso è. Un’azione è santa solo se possiede le proprietà della santità).
  • Conoscere questa forma ci rende capaci di distinguere le azioni empie dalle azioni sante.

→ Tesi completamente opposta al relativismo, il mondo ha un senso, c’è un ordine delle cose, e questo ordine si può scoprire.

Per Platone le essenze non sono solo idee, ma sono anche ideali (il professore tipico e il professore ideale) → non bisogna guardare al professore tipico per sapere come dovrebbe essere un professore, ma bisogna guardare il professore ideale.

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Non parte del programma!!!

Scienze cognitive di prima e seconda generazione

Cognitivismo classico dominante negli anni ‘60/’70/’80, ora convive con quello di seconda generazione.

Prima generazione

(Scienze cognitive disincarnate)

  • Il mondo esiste.
  • La nostra conoscenza è di questo mondo, anche se solo parzialmente.
  • Il modo in cui percepiamo il mondo è per rappresentare le sue caratteristiche e per agire sulla base di queste rappresentazioni (quello che noi vediamo non è quello che c’è davvero, vediamo solo una parte. Es: video del gorilla).

Mente concepibile come un computer, da qualche parte dentro di noi (il cervello) riceviamo input dal mondo esterno, li rielaboriamo e produciamo un output (ad esempio output motorio). Idea che si accompagna a una visione internalista → i processi avvengono esclusivamente dentro al cervello.

Seconda generazione

(Scienze cognitive incarnate)

4E = Embodied, Embedded, Extended, Enactive.

Embodied Cognition = avere il corpo che abbiamo (umano, postura eretta, abbiamo una destra e una sinistra, un polipo avrebbe schemi cognitivi diversi) determina la natura dei nostri concetti, e strutturano preconcettualmente la nostra esperienza (se sono riposato e con scarpe comode percepisco una salita come meno ripida rispetto a se ho i tacchi → non è un giudizio oggettivo).

Embedded/Extended Cognition (cognizione situata) = le persone con un corpo utilizzano l’ambiente esterno per scaricare la fatica dei processi cognitivi (Es: il barista che mette in fila i bicchieri per ricordarsi i drink). Il processo cognitivo succede solo dentro di te o l’ambiente esterno diventa parte del tuo processo cognitivo?

Enactive Cognition = la mente come panino, percezione e azione agiscono dinamicamente una sull’altra.

Teoria della metafora concettuale, Lakoff e Johnson = afferrare/sfuggire qualcosa in senso di capire → diamo una concretezza a dei concetti astratti.

Sorriso caloroso, letteralmente non vuol dire niente ma noi gli diamo un significato:

  • Calore è affetto.
  • Grande è importante.
  • Su è felice (su di morale).

Metafora del contenitore?

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Platone, Protagora

Razionalismo etico = i giudizi morali hanno un’origine razionale e la ragione è fonte di motivazione (chi fa il male lo fa per ignoranza del bene, sapere che qualcosa è giusto è sufficiente per farlo).

Il razionalismo si associa all’oggettivismo.

Personaggi = Protagora (sofista) e Socrate.

Nel V secolo a.C. la filosofia ad Atene consisteva essenzialmente in sofisti e Socrate → si differenziano su che cos’è il sapere.

Socrate = basa il suo pensiero sul non sapere.

Sofisti = “esperti della conoscenza”, per loro la conoscenza è un business, intellettuali di professione che vendono la loro sapienza facendo da insegnanti, soprattutto di retorica.

Nel Teeteto

  • Protagora afferma che “l’uomo è misura di tutte le cose” → le cose sono per me così come io le percepisco (se c’è vento e io dico che è freddo e un altro dice che è caldo, il vento è freddo per me e caldo per lui, il vento in sé neanche esiste = soggettivismo).
  • Lo scopo principale di Socrate è dimostrare che Protagora non ha legittimità come insegnante, perché crede nel soggettivismo e quindi queste proprietà virtuose non si possono conoscere, e quindi non si possono insegnare.

Domande del Protagora

  • La virtù può essere insegnata?
  • La virtù è una cosa unica o è composta da diverse parti?
  • Il piacere e il bene sono la stessa cosa?
  • Qual è la causa di un comportamento sbagliato?

1

Socrate chiede se la virtù può essere insegnata, Protagora risponde con il mito della creazione e del fuoco di Prometeo.

Hermes dona a ciascun essere umano dike (giustizia) e aidòs (capacità di rispettare le leggi) → necessarie a sviluppare una società.

Protagora intende che dike e aidòs sono qualità innate dell’uomo, e sono gli ingredienti di base delle virtù.

Analogia dei suonatori di flauto → anche l’essere più ingiusto di Atene è più virtuoso di un uomo vissuto con le bestie (il talento naturale va esercitato ma esiste).

Gli uomini considerano la virtù qualcosa che si può acquisire, la società premia e punisce rispettivamente comportamenti virtuosi e viziosi, dando la responsabilità alla persona + se le virtù non si possono apprendere che sen

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andreagazzoni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Campeggiani Pia.
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