Infermieristica clinica oncologica
Docente: Palermo Gabriele Carmelo
Obiettivi
- Conoscere le fasi relative al percorso diagnostico-assistenziale del paziente con patologia oncologica
- Analizzare gli aspetti assistenziali del paziente oncologico
- Acquisire giuste competenze infermieristiche al fronte di analisi di situazioni di cura
- Acquisire conoscenze in merito all’impatto psicologico della malattia
Il cancro in cifre
377.000 nuove diagnosi al tumore, circa 195.000 fra gli uomini e circa 182.000 fra le donne. Nella vita, un uomo su 2 e una donna su 3 si ammalerà di tumore. I decessi dovuti a tumori maligni sono stati, secondo ISTA, quasi 179.091 nell'anno 2017 (99.591 fra gli uomini e 79.500 fra le donne). La mortalità per tumore è in diminuzione in entrambi i sessi. L'invecchiamento della popolazione aumenta la mortalità generale. I tumori in assoluto più frequenti sono quelli della mammella (14,6%), del colon retto (11,6%), seguiti da quello del polmone (10,9%) e dalla prostata (9,6% solo nel sesso maschile).
I registri dei tumori
- Registrano informazioni su tutti i casi di tumore che si verificano tra le persone residenti in una determinata ripartizione amministrativa (comune, provincia, territorio di una ASL, regione o nazione).
- Le informazioni utilizzate dai registri tumori per identificare le nuove diagnosi provengono dai flussi informativi sanitari.
- Forniscono indicazioni utili alla programmazione sanitaria, alla valutazione di efficacia delle misure di prevenzione e alla valutazione su accesso, qualità e appropriatezza delle cure.
I principali fattori di rischio
- Legati allo stile di vita (fumo, cibo)
- Legati all’ambiente (esposizione a sostanze chimiche come il benzene)
- Fattori non modificabili (genere, età)
Prevenzione
Prevenzione primaria
Lo scopo della prevenzione primaria è ridurre l'incidenza del cancro tenendo sotto controllo i fattori di rischio modificabili, diminuendone l'esposizione.
- Interventi:
- Potenziamento dei fattori utili alla salute
- Allontanamento e/o correzione dei fattori di rischio delle malattie
- Metodi:
- Campagne di informazione ed educazione sanitaria
- Adozione di misure attive che rendono i soggetti resistenti ai fattori di rischio
Prevenzione secondaria
Lo scopo della prevenzione secondaria è individuare lesioni precancerose oppure il tumore in uno stadio molto precoce in modo da trattarlo in modo efficace e ottenere di conseguenza un maggior numero di guarigioni e una riduzione del tasso di mortalità.
- Obiettivi: Diagnosi precoce
- Metodi: Test di screening
Il test di screening, infatti, in caso di positività richiede un test diagnostico per essere confermato. La differenza sta nel fatto che un test di screening genera una probabilità di rischio di malattia.
Prevenzione terziaria
Consiste nell'accurato controllo clinico-terapeutico delle malattie per mantenere la persona malata in condizione di accettabile compenso metabolico e funzionale.
- Obiettivi:
- Migliorare la qualità di vita
- Aumentare la sopravvivenza
Infermiere in oncologia
Presa in carico individualizzata del paziente:
- Condivisione del processo di cura
- Valutazione dei suoi bisogni primari
- Valutazione della situazione familiare e sociale
Quando si deve dare una notizia cattiva al paziente malato di cancro, come fare?
Usare il metodo SPIKES:
- S: preparare il colloquio
- P: capire quanto il paziente sa
- I: capire quanto il paziente vuole sapere
- K: dare le informazioni
- E: rispondere alle emozioni
- S: pianificare e riassumere
Aprirsi empaticamente alle reazioni del paziente è doloroso, e noi siamo più abituati a fare che a essere. Quando si comunicano cattive notizie, il paziente deve metabolizzare.
Il paziente oncologico
Il passaggio dallo stato di salute a quello di malattia appare tanto più complesso quanto più vengono interessate le 3 dimensioni dell’esistenza umana (fisica, psicologica e sociale). La malattia viene vissuta come "perdita":
- Dell’integrità fisica e mentale
- Delle sicurezze
- Delle progettualità
- Del ruolo familiare e sociale
- Del ruolo lavorativo
Il processo reattivo alla malattia si evolve attraverso quattro fasi successive:
- Fase di shock: al momento della comunicazione, viene vista come catastrofe la notizia, quindi provoca ansia, stress e paura e negazione della realtà.
- Fase di transizione: corrisponde alle indagini diagnostiche e alla terapia, ci possono essere diversi meccanismi di difesa, come ad esempio atteggiamenti maniacali, infantili, di rabbia sfogata contro persone ritenute responsabili della malattia.
- Fase di elaborazione: accettare la malattia seppur nella sua tragicità.
- Fase di riorientamento: il paziente cerca di convivere con la malattia e con la possibilità di un suo ritorno.
Problemi psicologici più frequenti
- Problemi relativi all’ansia: potrebbero portare a problemi di altro tipo, come a livello gastrico.
- Problemi relativi alla depressione: chiusura in sé stessi, apatia.
- Problemi relativi alla rabbia: dare la colpa ai parenti per la propria malattia.
- Alterazioni dell’immagine corporea: alopecia, mastectomia; problemi di emarginazione e relativi alla sfera sessuale. Riappropriarsi della propria immagine corporea tramite un processo di autocura (ad esempio, confezionamento di stomia, operazione di asportazione dei genitali).
Le reazioni psicologiche a una diagnosi di cancro hanno conseguenze sull’adattamento psicosociale alla malattia, sulle complicanze psicopatologiche, sull’aderenza ai regimi terapeutici e sul decorso della malattia stessa.
Il malato oncologico e la famiglia
La famiglia vive per estensione il dramma del singolo membro colpito dal cancro. L’assistenza al malato incide pesantemente sulla famiglia, che paga un prezzo elevato in termini esistenziali, economici-sociali e di salute fisica e mentale, direttamente correlabili al "peso della cura".
Ruolo fondamentale del care giver:
- Sostiene un carico "oggettivo" e "soggettivo" nel processo di cura.
European Code of Cancer Practice
Il 23 settembre 2020, l’European Cancer Organization ha presentato il European Code of Cancer Practice:
- Accesso equo
- Informazione
- Qualità, esperienza, risultati
- Terapia specializzata e multidisciplinare
- Decisioni condivise
- Ricerca e innovazione
- Qualità della vita
- Integrazione di cure adiuvanti e palliative
- Sopravvivenza e riabilitazione
- Reintegro
Scelta coraggiosa
È forte la consapevolezza che un Sistema Sanitario può dirsi veramente innovativo soltanto se, accanto alle capacità di cura, saprà investire sulle capacità di saper accogliere adeguatamente le persone in un periodo che le rende fragili.
Le reazioni emotive “giuste”
Ogni momento richiederà nuove energie per essere affrontato e in ogni momento sarà importante riuscire a prendersi il giusto tempo per affrontarlo. È importante evitare di sopravvalutare le proprie forze, evitare di arrendersi alla convinzione che bisogna fare tutto da soli per non dimostrare di essere fragili o deboli. Spesso si sente il “dovere” di essere forti, di non farsi vedere in difficoltà dai propri cari, dai propri figli o in generale dalle persone che si amano. In altri casi si vuole tutelare la propria immagine di persona imperturbabile, inattaccabile e sicura di sé.
Difficoltà a chiedere aiuto: Non c’è un modo giusto di reagire, tutti i vissuti emotivi sono legittimi. Tante sono le reazioni emotive che si possono accavallare, sovrapporre: nervosismo, paura, ansia, senso di colpa, profonda tristezza, sono tutte reazioni frequenti. A tutto questo si possono aggiungere altre preoccupazioni, come quella per il proprio aspetto, per il proprio futuro, più in generale per la propria vita e per i propri cari. Queste preoccupazioni, del tutto naturali, possono però essere tanto forti e intense da diventare l’unica occupazione quotidiana, invadendo ogni pensiero durante la giornata e impedendo qualsiasi attività.
Insieme
Se vogliamo che l’alleanza terapeutica possa finalmente realizzarsi, questa è la strada maestra da percorrere insieme:
- L’aspetto più importante sta nella parola Insieme.
- Insieme medici e infermieri si impegnano a valorizzare la volontà delle persone che curano
- Insieme individuano i bisogni di cura e di assistenza, emozioni e sentimenti
- Insieme si prendono cura dei pazienti, della loro famiglia e amici rispettando il loro contesto sociale.
Il tempo di relazione è tempo di cura: la capacità di accostarsi ai sentimenti e alle emozioni del paziente per influenzare positivamente il decorso clinico.
Oncologia sartoriale
L’oncologia sartoriale evoca più che l’interesse per il lato effimero della moda l’intento fondamentale di chi fa opera di sartoria: adattare l’abito al corpo della persona che si intende vestire. Così che ognuno senta ciò che indossa come un’espressione del suo IO più profondo, quasi una rivelazione della sua individualità.
Amici dell’oncologia del San Matteo
La ONLUS Amici dell’Oncologia del San Matteo è un’associazione di volontariato senza fine di lucro e persegue lo scopo di offrire aiuto e sostegno fisico, psicologico e sociale al paziente oncologico afferente alla Struttura di Oncologia della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e ai loro familiari.
Strategie di accoglienza
Il cancro non è un’opinione, ci sono troppi stereotipi, pregiudizi o falsi miti sulla malattia oncologica e su chi ne è affetto. In questi anni abbiamo rivoluzionato il reparto, con l’aiuto di tutti, per accogliere, prenderci cura, aiutare le persone a suon di musica, di parole, di danza, di moderna tecnologia.
Trame di leggerezza
Atelier Aperto si pone come obiettivo principale l’importanza di offrire, in un “ambiente difficile” come l’ospedale, un “luogo altro”. L’ospedale, emblema di malattia, dolore, sofferenza, pesantezza, mostra allo stesso tempo l’altro lato della medaglia: la cura, il cambiamento, l'accompagnamento attraverso situazioni difficili che coinvolgono il corpo quanto la mente. Il senso è quello di un luogo pensato non solo come luogo per affrontare la malattia, ma anche di benessere, dove la qualità delle prestazioni e le migliori terapie si accompagnano alla qualità della vita.
Le evidenze scientifiche
Secondo la World Federation of Music Therapy, “La musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell'individuo in modo tale che questi possa meglio realizzare l'integrazione intra- e interpersonale e, conseguenzialmente, possa migliorare la qualità della vita”. La letteratura scientifica conferma il beneficio psichico e fisico dell’utilizzo della musicoterapia. Da alcune ricerche, come quelle condotte in due centri ospedalieri di Kaohsiung City a sud di Taiwan, si evince che la musica possa aiutare a distrarsi dal dolore e possa alleviarlo. Dall’esperienza italiana, un esempio può essere il lavoro svolto dall’associazione R.aVi, associazione a sostegno delle donne colpite da cancro al seno, che ha pubblicato gli atti del convegno di musicoterapia del 29 ottobre 2010 presso l’ospedale Molinette. Durante il laboratorio, la musicoterapista Silvia Ginestreti ha utilizzato sia momenti di ascolto sia di improvvisazione strumentale e vocale. Questo è lo spazio in cui le pazienti possono sentirsi libere di utilizzare modalità diverse di condivisione, sapendo di trovarsi in una condizione non giudicante, nella quale si possono attivare i processi catartici e di rilassamento. La finalità è di rendere consapevole la persona delle parti sane e liberarle dal concetto di malattia.
Le sedute individuali
Gli obiettivi dell’esperienza creativa attraverso l’ascolto e l’improvvisazione musicale e il dialogo sonoro con gli strumenti:
- Fornire uno spazio di ascolto e contenimento del vissuto e dell’ansia
- Abbassare i livelli di stress stimolando il rilascio di endorfine attraverso l’esperienza piacevole
- Favorire il rilassamento muscolare, alzare il tono dell’umore e aiutare l’espressione delle emozioni
- Favorire la percezione corporea rispetto al cambiamento, prendere consapevolezza delle parti sane, condividere il momento con la propria figlia attraverso lo strumento creativo
Abbattere gli stereotipi di superficialità mettendo in gioco competenze emotive: voler bene al proprio aspetto anche quando si sta affrontando una malattia oncologica non è una superficialità, un vezzo, ma una CURA. La malattia oncologica lascia segni profondi nella mente e nel corpo di chi la affronta. I trattamenti estetici e di bellezza assumono un ruolo ancora più importante quando vengono eseguiti su un paziente che sta affrontando una terapia oncologica perché si inseriscono in una dinamica di rinascita e di nuova accettazione di sé.
Ad esempio, molte società donano snack come la Riso Scotti, o l’Associazione Cancro Primo Aiuto ONLUS, mettiamo a disposizione gratuitamente parrucche di ottima fattura e, grazie alle donazioni AMOS, anche turbanti allegri e colorati per tutte le donne, valorizzando la loro bellezza e femminilità. Anche la tecnica chiamata microblading aiuta a ridisegnare le sopracciglia perse dopo il trattamento oncologico.
O ancora ci sono altre attività che possono aiutare, come la lana terapia, il teatro o la “ginnastichina” (esercizi appositi per pazienti oncologici che possono eseguire per stare meglio con loro stessi sia mentalmente che fisicamente) o delle visite guidate per conoscere Pavia.
Esame obiettivo infermieristico
- Comprendere cos’è e a cosa serve l’esame obiettivo infermieristico
- Conoscere le tecniche per l’esecuzione dell’esame obiettivo infermieristico
- Conoscere i metodi che si possono utilizzare per eseguire l’esame obiettivo
- Conoscere come si esegue l’esame obiettivo e riconoscere le principali anomalie che si possono riscontrare nello svolgimento dello stesso
Che cos’è l’esame obiettivo infermieristico?
Indagine sistematica delle strutture del corpo, costituisce una metodologia di raccolta dati relativa alle condizioni fisiche del paziente.
Perché si fa l’esame fisico infermieristico?
- Per verificare lo stato fisico del paziente al momento dell’osservazione
- Per evidenziare risorse e deficit nelle capacità funzionali della persona assistita
- Per rilevare segni/sintomi clinici evidenti di patologie in fase di sviluppo
- Per raccogliere informazioni basali per future comparazioni
- Per esaminare le risposte del paziente agli interventi medici e infermieristici
Quando si esegue l’esame obiettivo infermieristico?
- All’ingresso del paziente in reparto
- Quando variano le condizioni cliniche del paziente o in emergenza
- Dopo aver messo in atto degli interventi, per valutare la loro efficacia
- In maniera ridotta si esegue ogni volta che si entra in contatto con il paziente
Le tecniche per l’esecuzione dell’esame fisico infermieristico
- Ispezione
- Percussione
- Palpazione
- Auscultazione
Descrizione: osservazione di ciascun sistema o apparato corporeo, per la ricerca di segni fisici normali e anormali.
Senso: Vista, ma anche olfatto e udito.
Esempi di cosa posso rilevare: Il pallore cutaneo, il rossore che circonda una ferita, la distensione addominale, l’odore di una ferita infetta, la presenza di tosse.
Descrizione: Prevede la percussione di una determinata regione corporea con l’estremità delle dita, dando vita a suoni che variano a seconda che la percussione interessi una cavità piena di liquido o aria.
Senso utilizzato: Tatto, udito.
Esempi di cosa posso rilevare: se la distensione addominale di un paziente è dovuta alla presenza di liquido (per ascite) o aria (meteorismo).
Descrizione: Viene eseguita mediante contatto superficiale (palpazione superficiale) o esercitando una pressione sulla parte del corpo interessata (palpazione profonda).
Senso utilizzato: Tatto. Polpastrelli e dorso delle mani.
Esempi di cosa posso rilevare: presenza e frequenza del polso radiale, temperatura, sudorazione (palpazione superficiale), presenza di globo vescicale (palpazione profonda), eventuale dolorabilità (superficiale e profonda).
Descrizione: Prevede l’ascolto dei rumori emessi dal corpo. Può essere diretta (quando viene eseguita senza l’ausilio di strumenti di amplificazione) o indiretta (quando viene utilizzato come strumento lo stetoscopio).
Senso utilizzato: Udito.
Esempi di cosa posso rilevare: Tosse, rantoli e sibili polmonari, pressione arteriosa.
Metodi per eseguire l’esame obiettivo
Metodo testa-piedi
Sistema per raccogliere i dati in maniera organizzata: inizia dalla testa e procede fino alle dita dei piedi del paziente. Consente di non trascurare elementi, evita che il paziente debba cambiare troppe volte la posizione e rende il procedimento solitamente più breve perché l’infermiere non deve spostarsi continuamente durante l’esame.
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