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Geografia economico-politica

Che cos'è la geografia?

La geografia è una parola che deriva dal latino, e ancora prima dal greco, composta da due elementi: γῆ → Gè(a) → Terra / Superficie / rappresenta ciò che si riesce a percepire nel mondo.

  • γρᾰφή → Graphè → Scrittura / Descrizione di Gè(a).

In parole povere è la descrizione della terra. C’era però un altro modo per definirla, più antico, che implicava una conoscenza del mondo, per quanto riguarda la sua profondità: la Ktongeografia, era la conoscenza di ciò che non era visibile, mentre ge era quello visibile e percepibile.

La geografia nasce da un’operazione del II secolo d.C., quando ancora si pensava che la terra fosse piatta, scoprendo poi che anche gli antichi pensavano che la terra fosse tonda. La geografia nasce con l’invenzione dello spazio: un'invenzione di Eratosthenes, che era riuscito a misurare una misura non visibile a occhio nudo, grazie alla trigonometria. Una delle sue più grandi scoperte fu il fatto di aver capito che la terra era sferica, andando anche molto vicino al numero preciso della sua circonferenza. Lo spazio deriva da stadio, che era l’unità di misura equivalente: ossia uno stadio equivale all’altro. Così si iniziò a misurare lo spazio e a trascrivere la terra sulla carta, trasformando una sfera in qualcosa di piatto. Questo viene eseguito tramite il meccanismo della proiezione. Con questo metodo è stata inventata la carta geografica e i meridiani/paralleli, che danno coordinate geografiche di specifici punti della nostra sfera. Questo fu il momento in cui la cartografia divenne uno strumento di conoscenza del mondo. Questo strumento iniziò a modellare i confini dei territori: quella riga tracciata dall'uomo per dividere i territori, culture, ecc.

Confine

La geografia era usata per riportare sulla carta il mondo conosciuto. Era anche identificata come la scienza dell'esplorazione. Questo però è fatto dal cartografo, il geografo, anche se viene confuso con questo ruolo, è qualcos’altro. Fino al Settecento si continuò ad avere questa idea che il geografo e il cartografo fossero la stessa cosa. La geografia in seguito fu collegata allo studio della geografia fisica: dove si descrivono i fenomeni geografici (anche quelli superficiali) di quello che era evidente, senza entrare nella profondità. Per molto tempo la geografia non ha guardato il Kton, ovvero la profondità. All’inizio del ‘800, si concepiva la distribuzione delle città (oggetti geografici) a qualcosa legato alla natura, un ordine superiore e imprevedibile. Poi si è iniziato a pensare che queste caratteristiche fossero vincolate da caratteristiche geografiche, sociali, culturali di un determinato contesto. I caratteri fisici dei luoghi influiscono in maniera lineare.

Si parla di determinismo geografico rispetto ad un contesto, se il luogo ha delle caratteristiche si svilupperà in un modo rispetto ad un altro. Più recentemente, finalmente, si capì che queste caratteristiche erano vincolanti ma non le uniche: la natura mette a disposizione delle possibilità che dopo le popolazioni sviluppano. Si passò al possibilismo, e infine al volontarismo: ovvero a capire come è possibile modificare secondo la nostra volontà le caratteristiche fornite dalla natura. Oggi la geografia è una descrizione, ma soprattutto è una spiegazione degli esiti e dei dati. Dagli studi degli elementi fisici si è passata ad una interpretazione. Si studia in diverse dimensioni, che però interagiscono tra loro. Si studia partendo dalle ragioni fisiche, a tutte le complessità dopo, fino al risultato finale, che vediamo oggi. È una scienza complessa, in quanto tenta di accostare la descrizione dei fenomeni alla spiegazione degli esiti e delle ragioni della loro ubicazione. Dallo studio della Terra nella sua dimensione fisica, allo studio del territorio e dei processi sociali, politici ed economici che danno forma alla geografia dei luoghi. Spostamento del focus dalla rappresentazione degli elementi nello spazio alla complessità dei processi che ne determinano la distribuzione.

Definizioni di geografia

  • Definizione anglosassone: La geografia è la variazione spaziale degli elementi fisici e culturali sulla superficie terrestre e la loro evoluzione nel tempo. Questa definizione si concentra sulla variazione spaziale di questi elementi e sulla comprensione di come variano nel corso del tempo.
  • Definizione italiana 1: La geografia studia i processi di antropizzazione (= uomo che modifica la natura, processo di adattamento delle condizioni di un contesto alle attività umane) del Pianeta Terra, ovvero i rapporti che legano tra loro individui, classi sociali, popoli e culture.
  • Definizione italiana 2: La geografia consiste nei modelli di rappresentazione del mondo. È il modo in cui rappresentiamo il mondo, e il modo in cui questo influenza le nostre vite.

Queste tre definizioni sono datate a distanza di anni. Man mano che si va avanti, viene meno la considerazione della parte fisica e ci si sposta di più sull’influenza di questa scienza sulla nostra vita (dal punto di vista personale, sociale, culturale, ecc.).

La geografia è il rapporto tra uomini/donne, società e natura. La geografia studia questa cosa, attraverso la distribuzione di fenomeni. Si interroga sulla distribuzione spaziale e storica/temporale. Lo fa però utilizzando scale di osservazione diverse: uno stesso processo lo osserva concentrandosi su diversi aspetti o utilizzando scale diverse. Si tratta di una prospettiva trans-scalare. La geografia si intreccia con altre discipline come la storia, la sociologia, ecc., sfruttando una prospettiva interdisciplinare. Grazie alle quali si descrivono, si connettono e si interpretano fenomeni e processi complessi, la cui comprensione ci aiuta a conoscere e a rapportarci con il mondo in cui viviamo.

Divisioni della geografia

  • Fisica: Si occupa dell’aspetto fisico e legato alle scienze naturali. Si studia ad esempio: le piante, i mari, ecc.
  • Umana: Si utilizzano da una parte le discipline umanistiche mentre dall’altra le discipline economico-politiche. Mette al centro le persone, sia come singoli individui che come gruppi sociali.

Spazio e luogo

Un aspetto centrale della geografia è la comprensione del rapporto fra spazio e fenomeni osservati. Il concetto cardine della geografia è lo spazio, che comporta la misurazione. È equivalente, ossia un metro qui è uguale a quello in un altro paese, anche se ciò che misuro è diverso. Si misura lo spazio, e la distanza. È stata affiancata dallo sviluppo della velocità, ossia il fatto di ottenere nei tempi più brevi lo spostamento di merci e persone. Tradizionalmente l’attenzione era riservata alla posizione, rispetto alle coordinate geografiche e alla distanza reciproca. Questa concezione di spazio è nota come spazio assoluto e usa come strumento principale conoscitivo la carta geografica. La geografia misura, lo spazio e il tempo, in qualche modo assoluto, con distanze che dovevano essere ridotte il più possibile. Ma lo spazio è sempre assoluto? La distanza tra due oggetti può essere sempre misurata con una carta geografica?

La distanza di 100 km è diversa tra Ancona e Bologna, o tra due punti del deserto, questo perché lo spazio non è assoluto, anzi lo spazio tra due oggetti non si misura bene con lo studio dello spazio assoluto. Quello che conta è la relatività dello spazio, e il suo carattere evolutivo. Lo spazio è relativo, e cambia nel corso del tempo. È importante analizzare anche lo spazio delle relazioni, e in particolare interpretarlo. Quello che interessa alla geografia umana, sono le relazioni che ci sono tra degli elementi (es. porti, città) e il contesto naturale + altri elementi. Dobbiamo capire più cose rispetto a solo la posizione geografica (es. industria → mercati, manodopera, sviluppo, scelte localizzative, ecc.).

La geografia economica politica studia le relazioni orizzontali: interazioni spaziali, relative a scambio e circolazione; e le relazioni verticali: ossia relazioni ecologiche, ancorate alle caratteristiche fisiche dei luoghi.

Spazio e luogo

Capita spesso che usiamo questi due termini come sinonimi. Mentre lo spazio ha una dimensione astratta e si collega alla questione di misurabilità, il luogo è un unico posto terrestre che ha delle caratteristiche/specificità che lo rendono diverso dagli altri, mentre lo spazio è un concetto astratto. Una città può essere un luogo diverso in base alla mia percezione e alla mia vita. I luoghi sono prodotti costruiti e immaginati a partire dal rapporto tra spazio, individui e gruppi sociali. Ci sono tante modalità diverse per intendere i luoghi e il modo con il quale i luoghi influenzano la nostra esperienza del mondo. Questo deriva dai significati che gli attribuiamo: una stessa città può rappresentare luoghi assai differenti per diverse categorie.

Centrale è quindi la considerazione dell’esperienza e delle percezioni attraverso le quali associamo significati all’ambiente che ci circonda, producendo i luoghi. Il nostro senso del luogo fa riferimento a legami con gli ambienti fondati su eventi, affetti e sensazioni che contribuiscono a plasmare la realtà che ci circonda. Da una parte possiamo dire però che ogni città ha luoghi simili o uguali che possiamo ritrovare sempre. Luoghi simili li troviamo in contesti diversi; ma hanno sempre delle specificità. Allo stesso tempo i luoghi cambiano molto, non hanno dei confini stabili, quello che per me è un luogo di lavoro, per qualcun altro non lo è: cambia a seconda delle persone. Lo stesso luogo può cambiare, per una persona, nel corso del tempo. È una percezione soggettiva, che può essere costruita materialmente, tramite il marketing territoriale: il marketing che crea delle destinazioni e costruisce una serie di elementi. Si creano mappe per le attrazioni turistiche locali.

Il territorio

Luogo e territorio non sono sinonimi, perché il territorio si associa alla questione politica del potere. Territorio e potere sono sempre collegate, e può avere a che fare con delle dimensioni più piccole del territorio, esempio un comune. Il potere non è solo statale (sovranità di una popolazione su uno spazio geografico con certi confini) ma può essere usato da certi gruppi per certi scopi. Il territorio è qualsiasi spazio sottoposto a processi di appropriazione da parte di soggetti, che lo investono di significati e progetti determinandone il funzionamento e l’organizzazione.

Esempio: territori mafiosi, la mafia ha un potere su questo territorio. Questo vale anche per le imprese, una grande impresa ha anche un potere nello sviluppo urbanistico.

La regione

È un concetto utile a definire la natura multi-dimensionale e contestuale dello spazio geografico. La regione è una porzione contigua di spazio caratterizzata da una proprietà comune che la rende distinta dai territori circostanti. La regione spesso la facciamo combaciare con quella amministrativa, ma può essere anche di carattere fisico, climatico, ecc. Possiamo trovare molti criteri per identificare le regioni. La regione è una classificazione dello spazio, ciò che è importante non è solo sapere quali sono queste regioni, ma è importante i criteri che si usano per classificarle. I criteri di partizione delle regioni sono molteplici e in continuo cambiamento. Quello che conta è il processo di regionalizzare: inteso sia come criterio che si utilizza per suddividere lo spazio, sia come complesso dei processi sociali che danno forma allo spazio geografico. Dobbiamo trovare delle caratteristiche in comune per raggruppare le regioni. Quando l’associazione di valori culturali e simbolici (costruzione di senso) è prodotta da una società o da certi gruppi umani usiamo, invece, il concetto di territorio.

La geografia economica-politica

La geografia economica si occupa di comprendere l’organizzazione dell’economia nello spazio e le dinamiche di sviluppo economico regionale. La distribuzione delle attività economiche dipende da elementi “interni” (caratteristiche impianti, strategie di mercato, localizzazione…) e da elementi “esterni” (relazioni di tipo economico e geopolitico, sviluppo storico, processi locali-regionali-dotazioni…).

A differenza dell’economia, si concentra sulla relazione imprese/sviluppo e luoghi/territori cercando di individuare come la presenza delle imprese influenzi il luogo/territorio, e al tempo stesso, individuare come, siano influenzate dai contesti e dalla loro evoluzione. Analizza quali meccanismi partecipano nella produzione di centri e periferie. Lo fa, da una parte, guardando al territorio e dunque alla dimensione spaziale del potere, della politica e delle scelte politiche. Dall’altra parte, dialogando con molte altre discipline: l’economia, ma anche le scienze politiche, la sociologia, la pianificazione territoriale, l’antropologia, la storia, ecc.

È importante la politica. Esempio: investimenti nel meridione: come ha influenzato la nascita di una acciaieria a Taranto, questa non sarebbe mai esistita se non ci fossero stati questi investimenti. Si concreta non solo su ciò che fanno le imprese, ma anche su come queste influenzano i territori. Un’impresa può fare del bene a un territorio, ma può fare anche del male.

Cos'è l'ambiente?

È ciò che ci circonda. È ciò che sta attorno a un organismo in uno spazio definito. Questa può tenere dentro molti fattori: fisici, chimici, biologici, ed elementi viventi. L’ambiente però non è solo questo, ma si può parlare anche di ambiente culturale, urbano, rurale e digitale.

Ambiente naturale

Quando si parla di ambiente si pensa subito a quello naturale, e la geografia nel corso del suo sviluppo si è occupata a lungo di questo. I rapporti tra ambiente naturale e attività umana, sono stati studiati dal punto del determinismo ambientale: causa-effetto. Questa era una convinzione del passato: si pensava che le caratteristiche fisiche determinavano le pratiche umane nell’ambito delle relazioni verticali.

Esempio: la povertà di determinate aree del pianeta, non era colpa dell’uomo ma si pensava fosse colpa del clima, e quindi dell’ambiente. Non si dava la colpa alle attività umane. Questo modo di pensare però è cambiato grazie anche alla consapevolezza delle conseguenze dell'attività umana sulla natura. Oggi si enfatizzano le relazioni verticali, nella direzione opposta: l’impatto delle attività umane sull’ambiente. Oggi si parla anche di antropocene: la geologia descrive lo sviluppo del nostro pianeta in diverse ere. La nostra era non è dovuta alla trasformazione della terra, o ad aspetti naturali, ma è legata all’impatto dell’uomo. Non bisogna scordare che il rapporto tra uomo e natura è biunivoco: le attività umane trasformano l’ambiente e l’ambiente modifica le attività umane. Questo è sia in riferimento all’ambiente naturale sia considerando altri tipi di ambiente.

Area

Vi sono determinate modalità di rappresentazione e concettualizzazione e concertazione dello spazio. L’area è una determinata superficie terrestre che ha dei confini certi. È concepita su una logica topografica ossia una logica che concepisce lo spazio in una linea lineare (km, tempo). Le informazioni (FUA) sono riportate sulla carta in base alla loro posizione sulla superficie terrestre e questo ci permette di individuare le dimensioni delle aree e la distanza che le separa.

Reti

Lo spazio può essere diviso anche con logiche diverse da quella topografica. Qua usiamo la logica topologica: non conta la posizione degli elementi sulla superficie terrestre ma le loro connessioni e relazioni.

Esempio: mappa della metropolitana: la distanza reale è ininfluente perché quello che conta sono i nodi e le connessioni. È un modo sviluppato nel corso degli ultimi 30 anni, e si collega ai processi di globalizzazione. Non sempre le carte ci fanno vedere queste cose, quindi si è iniziato a usare altri metodi. La rappresentazione topologica si pone alla base della concezione reticolare dello spazio (spazio/svolta relazionale negli studi geografici). Le reti di relazioni personali sono definite cerchie sociali, che vengono studiate attraverso le social network analysis: ovvero un’analisi di noi soggetti e dei nostri legami nei social che formano una sorta di reticolo dove noi siamo un nodo. Questo si può usare anche dal punto di vista di fenomeni sociali e culturali.

La rete costituisce una modalità molto importante di rappresentazione. L'immagine ci fa vedere la distanza relazionale, che ci permette di capire realmente quanto sono vicine le città. Sono struttura spaziale costituita da nodi collegati da flussi (finanza, trasporti, relazioni industriali…). Questa cosa è studiata dalla branca della sociologia. Citiamo uno studioso: Castells, che ha teorizzato la rete come nuova morfologia sociale del mondo: luoghi connessi in cui la distanza conta meno.

Ragionamento multi-scalare

Quando dobbiamo analizzare fenomeni come i trasporti aerei, possiamo utilizzare livelli di osservazione diversi e in relazione reciproca tra loro. Questo perché la geografia utilizza un ragionamento multi-scalare.

Esempio: la crisi di un sito industriale o del commercio al dettaglio...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aleuniurb_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economico-politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi "Carlo Bo" di Urbino o del prof Bazzoli Nico.
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