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Che cos’è il management?

1° lezione 14.02.23

È la gestione dell’impresa attraverso dei professionisti (manager) specializzati in ruoli di connessione e governo; atta ad integrare le attività di direzione e controllo da parte dell’imprenditore ≠ da economia aziendale, che comprende le condizioni di esistenza e manifestazioni di vita dell’azienda > è la rappresentazione economica/stato dell’azienda > attraverso la contabilità, il bilancio ecc.

Gestione d’impresa → come le aziende funzionano e come prendere le decisioni di impresa attraverso delle analisi > compito del manager – professionista.

“Il management è un’arte, non è una scienza” esso non è scontato, ma dipende! La gestione è fatta dalle persone (si muove all’interno di una società) ed è un’arte, perché è creativa. Non è una scienza esatta ma sociale, infatti per capire la direzione in cui ci si deve muovere, occorre studiare il comportamento dell’uomo e della società.

L’impresa → è un istituto preposto primariamente alla produzione di beni e servizi per il soddisfacimento dei bisogni della società (= produrre/dare dei servizi per soddisfare un bisogno della società). Beni = tangibile Servizio = intangibile.

Le persone (management è una scienza sociale) → perseguono fini/obiettivi → che suscitano bisogni → per la cui soddisfazione le persone svolgono un’attività economica → per mezzo di istituti:

  • 1. Famiglia
  • 2. Impresa
  • 3. Amministrazione pubblica

L’impresa e l’amministrazione pubblica sono un’organizzazione: istituto o ente che sviluppa un processo produttivo di beni e/o servizi → azienda: privata, pubblica o mista rispetto alla natura del soggetto proprietario.

>>>>>> Solo un'azienda che ha un guadagno (profit) è un’impresa.

Dall’impresa soggetto all’impresa sistema

L’impresa soggetto è la proiezione del soggetto imprenditoriale che si trasforma in un istituto >>> i limiti degli imprenditori sono i limiti dell’impresa e gli atti dell’imprenditore sono di fatto la stessa cosa dell’attività di impresa!

Finalità dell’impresa: è la massimizzazione del profitto, attraverso il massimo raggiungimento economico tradizionale >>>> esiste nella realtà??? (un imprenditore può far ciò che desidera con la sua impresa?).

Nell’impresa soggetto il processo evolutivo è basato su:

  • 1. Spinta imprenditoriale
  • 2. Relazioni attuate all’interno e all’esterno = razionalità intersoggettiva, decisioni mediate tra soggetti diversi: stakeholder interni ed esterni… di conseguenza in realtà l’impresa è un misto di mediazione tra soggetti che hanno interesse nell'impresa e l’imprenditore non è l’unico soggetto che si deve interessare dell’impresa ma lo fa assieme agli stakeholder (portatori di interesse).

Chi sono gli stakeholder?

  • Interni: figli, dipendenti, lavoratori, management, azionisti;
  • Esterni: fornitori, clienti, finanziatori, investitori (istituti di credito/investitori privati) concorrenti;
  • Stato (tasse, contributi, + interesse affinché l’azienda rimanga aperta al fine di prevenire la disoccupazione. Lo Stato deve intervenire verso un cittadino in difficoltà e deve aiutare le imprese in difficoltà economica, cercando di muovere l’economia
  • La comunità locale >> chi vive attorno a un’impresa deve far fronte a problematiche che si generano (es ambientali), ma hanno anche offerte di lavoro diversificate. Un imprenditore non può non interessarsi alle comunità locali perché le esigenze delle comunità condizionano le sue scelte.
  • 3. Risorse tangibili e intangibili disponibili >> razionalità limitata

Nel contesto attuale le condizioni di certezza non esistono, in passato le condizioni erano più semplici, ma ad oggi tutti i bisogni essenziali vengono soddisfatti e la domanda si manifesta perché abbiamo bisogni diversi >>> Il contesto in cui lavorano le imprese è vario (tanti modi/modelli diversi) e variabile (che cambia nel tempo): la decisione non potrà mai essere certa perché il contesto socio-economico è troppo ampio. Fare una scelta in condizione di certezza per massimizzare il profitto non esiste.

>>> L’impresa oggi è un sistema con delle caratteristiche:

  • Cognitivo: apprende e matura progressivamente, come le persone (scienza sociale)
  • Complesso: tanti soggetti interagiscono e in diversi modi nei processi decisionali
  • Gerarchico: decisioni dell’impresa prese per sottofasi/sottoprocessi nella quale l’uno si inserisce sull’altro >> sottostanno a delle macro decisioni
  • Autopoietico: evolve a partire da se stesso >> non esiste un’impresa uguale ad un'altra

La finalità dell’impresa sistema può essere ancora considerata la massimizzazione del profitto?

2° lezione 17.02.23

Il profitto: dopo aver sottratto i ricavi e i costi, si trova il guadagno (R-C=G); il quale per una parte solitamente viene utilizzato come un'auto investimento nell’impresa mentre il restante viene trattenuto dall’imprenditore (= questa parte non ri-investita è il profitto).

  • È la quota destinata a ripagare il rischio corso nell’attività aziendale
  • Il premio che spetta a colui che promuove l'innovazione
  • Il compenso che spetta all’imprenditore per l'organizzazione dei fattori produttivi
  • Il risultato dell’imperfezione del mercato da cui si origina l’acquisizione di posizioni monopolistiche (mercato = dove si incontra domanda e offerta)

Una volta si pensava che nel mercato tutti fossero alla pari e che esso si autoregolasse attraverso la mano invisibile = l’offerta incontra sempre la domanda) ma ad oggi non tutti sono alla pari nel mercato (es grandi imprese hanno più informazioni/le sanno prima) e quindi la competizione non è fra soggetti con le stesse opportunità.

Il risultato origina delle posizioni monopolistiche (un’unica impresa che offre un servizio) ≠ concorrenza perfetta (bene offerto da imprese in egual modo/diverse dimensioni. es di monopolio: 1° bene monopolizzato dallo Stato = produzione di ghiaccio (per evitare il deterioramento del cibo e le malattie), valori bollati.

Limiti della massimizzazione del profitto

Quesito: "Vuoi essere capitalista o idealista? Voglio essere realista".

"L’impresa è il più bello strumento per la nostra società"

Limiti della massimizzazione del profitto:

  • Orizzonte temporale: se distruggo oggi per massimizzare il profitto, domani cosa mi rimane? Crisi ‘29 si giocava su economie e ciò è risultato in una crisi con ricadute internazionali. Ha senso mettere a rischio la longevità dell’impresa per massimizzare oggi?
  • Rischio: che decisione prendere per massimizzare il profitto? Il rischio limita il comportamento delle imprese per la massimizzazione del profitto

Massimizzazione del profitto non è più la finalità d’impresa >> la finalità è quella di rispondere a istanze dei diversi stakeholder che avanzano >> la crescita delle imprese (sviluppo dimensionale) è la risposta alle esigenze degli stakeholder.

La crescita (dimensione)

La crescita, intesa come sviluppo dimensionale, è la finalità d’impresa attraverso l’aumento delle risorse a disposizione e scegliendo l’investimento più redditizio >> consente di raggiungere equilibrio e risultato economico maggiore.

Si misura attraverso:

  • 1. Fatturato
  • 2. Numero dipendenti = entrambi utili per la loro facilità di lettura e disponibilità del dato

La dimensione di un’impresa si misura attraverso dei parametri:

  • Economici - Fatturato: è la risultante di ciò che esce con la vendita dei prodotti e servizi top aziende: 1. Eurospin 2. Volkswagen Italia 3. Veronesi

Attenzione: confrontare il fatturato è molto limitativo perché imprese possono essere di settori diversi e anche l’arco temporale di bilancio diverso (scuola fa bilancio in base all’anno scolastico per fare valutazioni corrette).

  • Valore aggiunto (lo trovo nel bilancio): dice quanto un’impresa aggiunge, in valore economico, rispetto ai fattori di input presi dal mercato. Es. crea prototipi che creano valore aggiunto >> è il contributo che ha dato quell’azienda per il mercato (dire valore aggiunto = svelare scelte aziendali strategiche).

Il valore aggiunto ha il pregio di riassumere in numero informazioni sul capitale investito, l'intensità della manodopera e l'efficienza aziendale.

  • Tecnici - Produzione realizzata (comune ma limitato e impreciso): in base a quanto prodotto, non corretto per settori diversi, per aziende che offrono servizi differenti (es. agenzia viaggio di nozze vs agenzia di viaggio normale) o per luoghi/orari diversi
  • Capacità produttiva (criterio più preciso): quanto potenzialmente si può produrre in base alla capacità/risorse dell’azienda (es. produrre tanto in poco tempo/in modo performante) >> capitale investito nelle risorse.
  • ° Teorica/nominale: teoricamente quanto può produrre “in un minuto” → capitale prodotto nel caso in cui tutte le condizioni siano ottimali
  • ° Effettiva: quanto effettivamente è la capacità produttiva → capacità teorica al netto = effettiva

Indicatori della capacità produttiva con parametri tecnici si può calcolare:

  • 1. Grado di utilizzo di un impianto → Produzione/Capacità produttiva
  • 2. Grado di sfruttamento (relazionata al tempo) → Produzione su base tempo/Capacità produttiva su base tempo
  • Patrimoniali → patrimonio dell’impresa (capitale dell’impresa)
  • Capitale sociale: rappresenta la quota versata dai soci e va a dimostrare qual è la sua “dimensione” (quanto è grande in base al capitale) → Limiti: per alcune tipologie di imprese ci sono dei limiti minimi di capitale (tenere fermo il capitale costa = si cerca di versare il meno possibile = imprese di grandi dimensioni potrebbero versare poco capitale sociale).

Attenzione alle assicurazioni/banche = capitale sociale dimostra se è sicura → la legge obbliga a dichiarare il capitale sociale ma non obbliga a dichiarare il numero degli associati.

Il capitale investito dipende dalla lavorazione effettuata dall'impresa, che può essere capital intensive oppure labour intensive e inoltre il parametro non tiene conto dei beni in locazione o in locazione finanziaria con facoltà di riscatto (leasing).

  • Organizzativi - Nr. addetti: ISTAT (istituto nazionale di statistica, ente al quale ci affidiamo alle statistiche di base/censimenti ecc) = determina la tipologia di impresa in base ai lavoratori che la compongono (da micro-piccole a grandi)

Gli addetti una volta erano considerati le persone che lavorano con un contratto a tempo pieno e indeterminato ma ad oggi ci sono anche altre tipologie di contratto che permettono alle persone di lavorare nell’impresa (= attenzione a chi sono gli addetti).

> Questo indicatore non può essere utilizzato per confrontare imprese di settori diversi ed è inutile se vengono fatte scelte di sistemi produttivi/dove investo differenti: es. impresa agricola che utilizza capital intensive = macchinari e automazione = investimenti ma poco nelle “persone” vs labour intensive = investe poco in macchinari ma tanto nelle persone.

Dal rapporto fra il numero di addetti e il capitale investito si ricavano informazioni sul grado di automazione del processo produttivo.

3° lezione 21.02.23

Cosa possiamo utilizzare per misurare la dimensione dell’impresa?

Dobbiamo valutare le risorse tangibili e intangibili.

Per usare tutti i parametri occorre tempo → ma comunque nessuno è migliore dell’altro → dipende dallo scopo della valutazione (dipende dall’obiettivo della misurazione).

Ma anche se avessi il tempo per misurarli tutti non abbiamo valutato le risorse intangibili (il valore delle persone = stanno lavorando bene?/valgono tanto quanto?).

Le risorse intangibili/immateriali

Sono difficili da misurare:

Es: Quadro di Gauguin Les femmes de Tahiti = bene tangibile: la tela colorata in sé/bene intangibile.

|- Le risorse tangibili sono le condizioni di esistenza dell’impresa ma non ci permettono più di essere competitivi nel mercato.

- Le risorse intangibili (risorse che permettono di competere nel mercato e quindi di crescere nel mercato nel medio-lungo periodo) ci permettono di avere un vantaggio competitivo = vantaggio dell'impresa nelle altre.

Caratteristiche:

  • Sedimentabilità: si accumulano un po’ alla volta: (es fiducia)
  • Incrementabilità: crescono nel tempo → es. la routine all’interno dell’impresa – maggiore produttività (risultati migliori, riduco il tempo/il margine di errore)
  • Unicità: ognuno ha un set di risorse intangibili uniche
  • Difficile acquisibilità e copiabilità (imperfetta trasferibilità): tentativi di acquisto delle risorse intangibili sono molto difficili (es cambia la proprietà dell’impresa → viene meno la fiducia → crisi dell’azienda con nuovo proprietario
  • Flessibilità:
  • Capacità di rispondere alle richieste del mercato in modo tempestivo
  • Riesco a trasferire il mio valore (il brand)
  • Trasferimento in qualsiasi forma della risorsa intangibile su un altro prodotto: 2 impatti: diretto attraverso la vendita di una "mascotte/gadget” indiretto pubblicità verso quel brand (Prezzemolo a Gardaland (magliette ecc che poi inducono gli altri bambini a volere il gadget/andare nel parco giochi)
  • Punti di vista negativi:
  • Effetto boomerang il mio prodotto non piace/effetto contrario = mettere in dubbio la “bontà e qualità” dell’impresa
  • Possibilità di mettere in dubbio il valore del brand nel mercato
  • Deperibilità: se smetto di investire sulle risorse intangibili possibilità di deperimento

4° lezione 23.02.23

Per aumentare le risorse intangibili devo investire nelle persone che si trovano nell’azienda (formazione, benessere, motivazione, crescita ecc…) ↕

Le risorse umane

Crowdfunding → cercare investitori, presentando un'idea e mostrando chi idealizza l’idea (affidabilità) = ma per le persone la valutazione è complicata (Ragazzi della Microsoft).

2 soggetti/persone dell’impresa:

  • 1. Imprenditore: colui che ha l’idea → soggetto pensante → apporta le novità → capacità di leadership. Ha la capacità di “distruggere per creare” ed è sempre proiettato nel futuro (visione nel medio-lungo termine) >>> egli ha la capacità di immaginare e di costruire il futuro dell’impresa
  • 2. Manager: colui che concretizza le idee dell’imprenditore e gestisce l’impresa → visione nel corto termine. Potrebbero essere numerosi = impresa diversificata → lavora su differenti business.

Nelle piccole imprese (frequenti in Italia) potrebbero essere la stessa persona:

  • A causa delle dimensioni → se è piccola, difficilmente c’è la possibilità di avere i soldi per 2 soggetti diversi
  • Per una questione culturale → imprenditore italiano tipico fa fatica a delegare → Imprenditore = sognatore → Manager = organizzatore

Se l’impresa è affidata, nel medio lungo periodo, solo a una persona, è probabile che l’impresa abbia delle difficoltà.

| VBM value-based management >> 3 componenti:

  • La misurazione del valore creato
  • La pianificazione degli investimenti e delle scelte aziendali
  • Il sistema di incentivazione, scelte dei manager > creazione di valore per gli azionisti

Due principi essenziali:

  • Efficacia (= principio dell’imprenditore): raggiungere l’obiettivo/risultato prefissato
  • Efficienza (= principio del manager): come si raggiunge l’obiettivo prefissato → percorso di equilibrio tra le risorse di input e di output in modo soddisfacente, (la gestione corretta delle risorse ha dato un buon risultato nel conseguimento dell’obiettivo) o al contrario non soddisfacente (obiettivo raggiunto ma in maniera critica)

>>> il manager viene assunto con un contratto che prevede: un profitto fisso e una parte in base al risultato.

L’imprenditore sta dentro l’impresa per lungo termine mentre il manager ha una prospettiva molto più corta → nelle decisioni che si devono prendere l’imprenditore, più naturalmente sceglie per investimenti che portano guadagno nel medio-lungo periodo, mentre il manager ha interesse nel profitto nel corto periodo.

>> Obiettivo dell’imprenditore è di motivare il manager a proiettare l’impresa anche nel lungo periodo.

Ma quindi la finalità qual è?

La crescita (sviluppo dimensionale → risorse tangibili è limitante) è intesa come creazione del valore del capitale economico e diffusione (si trasfonda in aumentati valori di mercato):

  • 1. Creazione del valore del capitale economico: capitale economico visto come il valore della mia impresa, non solo dal punto di vista del risultato della competizione sui mercati reali (riferimento ai parametri = risorse tangibili), ma anche quando ingloba nella gestione anche la competizione o rapporto con i mercati istituzionali, i mercati finanziari e con il resto dell'ambiente che la circonda.

| L’impresa come finalità ha la creazione di un

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher maddaluna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di Management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Verona o del prof Simeoni Francesca.
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