Finanza aziendale
La finanza aziendale ha per oggetto l’elaborazione di regole di comportamento per la funzione finanziaria a cui competono le decisioni che hanno per oggetto la gestione di fonti e impieghi di flussi di risorse.
Le tre aree di focus della finanza aziendale sono la gestione dei flussi di cassa operativi a breve termine; la gestione degli investimenti a lungo termine; il reperimento delle risorse necessarie.
È l’unica area dell’impresa che si occupa dell’integrazione dell’impresa col sistema finanziario e delle scelte finanziarie nel disegno strategico dell’impresa assicurando piena ed equilibrata copertura ai fabbisogni finanziari supportando il posizionamento competitivo.
Entità e qualità del fabbisogno finanziario sono legate a caratteristiche del settore di operatività, intensità del capitale, tasso di sviluppo, fase del ciclo di vita, struttura concorrenziale.
Sistemi finanziari
I sistemi finanziari fanno da terreno comune di incontro alle esigenze finanziarie di famiglie e imprese che hanno necessità tendenzialmente opposte, possedendo le prime surplus finanziario e le seconde deficit finanziario.
Svolgono quindi la funzione di trasferimento e trasformazione di risorse finanziarie.
I sistemi finanziari non sono infrastrutture statiche ma seguono dinamiche evolutive in risposta a stimoli di varia natura (regolamentazione, competizione, innovazione tecnologica/finanziaria ecc…).
Oltre alla funzione di intermediazione, svolgono funzione monetaria, di trasmissione degli impulsi di politica monetaria, di gestione dei rischi (assicurazioni).
La contabilità nazionale aggrega tutte le operazioni svolte all’interno del Paese all’interno di un anno.
Le operazioni svolte da ciascun agente economico trovano ideale rappresentazione in un conto patrimoniale e in un conto economico riassuntivo dei flussi di risorse in entrata e in uscita in un dato periodo.
Il risparmio è la differenza tra entrate e uscite correnti e viene utilizzato per finanziare gli investimenti reali.
Il saldo finanziario è dato dall’eccedenza di risparmio sull’investimento.
Coloro il cui reddito disponibile risulta superiore alla spesa per beni di consumo e di investimento (ovvero il cui saldo finanziario è positivo) è in surplus.
Agenti economici il cui reddito corrente è insufficiente a finanziare la spesa corrente per consumi e la spesa per investimenti reali (ovvero il cui saldo finanziario è negativo) è in deficit. (-> è importante tutta la definizione).
Chi ha un saldo finanziario positivo, può aumentare le attività finanziarie o ridurre le passività finanziarie; mentre chi ha saldo finanziario negativo fa l’opposto.
Il saldo finanziario corrisponde dunque alla variazione degli elementi di natura finanziaria degli elementi dello stato patrimoniale.
I calcoli di questi aggregati vanno poi fatti per settori istituzionali (gruppi omogenei di persone fisiche e giuridiche che hanno autonomia e capacità decisionale in campo economico-finanziario).
Più è alto il divario tra soggetti in surplus e in deficit e maggiore è il lavoro degli intermediari finanziari.
Esistono due diversi meccanismi di intermediazione finanziaria: diretto, che si divide in autonomo o intermediato/assistito; indiretto.
Sistemi finanziari – pt.2
Mercati finanziari aperti
Mercati finanziari aperti: insieme delle strutture, regole e procedure (definite dai mercati stessi ed approvate dall’autorità pubblica) che risultano funzionali allo scambio di strumenti finanziari che sono autonomi e standardizzati (incorporano i diritti contrattuali del possessore).
Il mercato primario è il complesso di operazioni dove unità in surplus sottoscrivono strumenti finanziari di nuova emissione contro il versamento di mezzi finanziari; il mercato secondario individua il complesso di negoziazioni su strumenti finanziari già in circolazione.
I mercati consentono il finanziamento dei soggetti in deficit, l’investimento ai soggetti in surplus, di fare il pricing degli strumenti scambiati (fase molto delicata, bisogna individuare i livelli di emissioni di titoli che bilanciano offerta e domanda) e di rendere possibile la negoziazione degli strumenti in circolazione.
L’emissione di titoli può avvenire secondo diverse modalità a seconda delle caratteristiche economico-tecniche degli strumenti da emettere: collocamento privato (rivolto a un numero ristretto di investitori); collocamento pubblico (IPO); collocamento tramite asta (Titoli di Stato).
Il collocamento pubblico è un’offerta a terzi per effetto di un accordo tra emittente ed intermediario collocatore (un insieme di banche che svolgono diversi ruoli), l’offerta è rivolta ad un’ampia cerchia di soggetti a condizioni di prezzo standardizzate e di tempo predeterminate e può riguardare tipologie di operazione differenti (OPS/OPV).
Mercati secondari
I mercati secondari possono essere organizzati secondo quattro modalità:
- A ricerca autonoma -> questi e i successivi non si trovano nella realtà. I singoli operatori vanno alla ricerca della controparte, l’efficienza tecnica (in termini di velocità, costi e possibilità di realizzazione dello scambio) è bassissima e il prezzo è molto lontano dall’essere “perfetto”. L’assenza di intermediari è sintomo di un’entità ridotta del volume degli scambi;
- Di broker -> offrono un servizio di ricerca delle controparti. Non garantiscono l’esecuzione dell’ordine e hanno un costo in termini di commissioni da sostenere solo se la transazione avviene. Il prezzo è più vicino ad essere il valore corretto di mercato. Hanno interesse ad operare in mercati con un certo volume di negoziazioni;
- Di dealer -> è quello delle transazioni all’ingrosso di Titoli di Stato. Il dealer è un intermediario che si pone come contropartita diretta di chi intende acquistare e vendere strumenti finanziari sollevando il cliente dall’incertezza dell’esecuzione dell’ordine. Il dealer deve avere delle riserve di titoli e di liquidità, guadagna dagli spread applicati. I dealer possono essere obbligati a rimanere sui mercati e si parla in questo caso di market maker;
- Ad asta -> l’intermediario si limita a portare il prezzo sul mercato, determinato dalla concentrazione di tutti gli ordini provenienti dagli investitori che identificano un prezzo espressione dell’intera domanda e dell’intera offerta presenti sul mercato in un determinato momento. Ci sono due modalità a chiamata, d’asta: con cui ogni titolo viene chiamato singolarmente seguendo il listino e si tratta il prezzo per un certo periodo di tempo; continua, tutti i titoli sono negoziati continuativamente e contemporaneamente nell’arco della giornata e si forma un prezzo ogni volta che è possibile un incrocio tra domanda e offerta, è prevista la figura del market maker per garantire la liquidità del mercato.
La Borsa italiana è privata, questo vuol dire che la regolamentazione e la supervisione sono gestite da enti diversi: le regole di funzionamento dei mercati sono stabilite da Borsa stessa, Banca d’Italia e Consob si occ
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