Corso di
ENERGIA EOLICA
E MARINA
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI FIRENZE
a.a. 2022-2023
Prof. Alessandro Bianchini
Appunti di Mattia Calabrese
1
INDICE
1. INTRODUZIONE…………………………………………………………………………………………………………………………….3
1.1 INTRODUZIONE ALLE RINNOVABILI…………………………………………………………………………………………3
1.2 INTRODUZIONE ALL’ENERGIA EOLICA – SFIDE E SVILUPPI………………………………………………………..3
2. ENERGIA EOLICA……………………………………………………………………………………………………………………………6
2.1 WIND ENERGY BASIC……………………………………………………………………………………………………………….6
2.1.1 LA RISORSA…………………………………………………………………………………………………………………6
2.1.2 LEGGE DI BETZ…………………………………………………………………………………………………………….8
2.1.3 CURVE OPERATIVE……………………………………………………………………………………………………10
2.2 AERODINAMICA DEI PROFILI…………………………………………………………………………………………………13
2.3 SITING…………………………………………………………………………………………………………………………………..17
2.3.1 WIND RESOURCE ASSESSMENT…………………………………………………………………………………17
2.3.2 STIMA PRODUZIONE ENERGETICA DEL PARCO EOLICO………………………………………………20
2.4 TURBINE AD ASSE ORIZZONTALE (HAWT)………………………………………………………………………………21
2.4.1 ASPETTI PRINCIPALI E FUNZIONAMENTO…………………………………………………………………..21
2.4.2 ECONOMIA DELLE HAWTs…………………………………………………………………………………………24
2.4.3 METODI DI SIMULAZIONE PER AERODINAMICA………………………………………………………..25
2.4.4 HAWTs DESIGN BASICS……………………………………………………………………………………………..33
2.4.5 STRATEGIE DI CONTROLLO HAWTs…………………………………………………………………………….37
2.5 TURBINE AD ASSE VERTICALE (VAWT)……………………………………………………………………………………47
2.5.1 SAVONIUS TURBINE………………………………………………………………………………………………….48
2.5.2 DARRIEUS TURBINE…………………………………………………………………………………………………..49
2.5.3 BEM PER TURBINE DARRIEUS……………………………………………………………………………………51
2.5.4 FENOMENI DI ORDINE SUPERIORE E LINEE GUIDA DESIGN………………………………………..54
2.6 WIND POWER SMOOTHING…………………………………………………………………………………………………..59
2.6.1 WIND POWER MANAGEMENT…………………………………………………………………………………..59
2.6.2 POWER SMOOTHING………………………………………………………………………………………………..60
2.7 CFD PER LE TURBINE EOLICHE………………………………………………………………………………………………..67
2.7.1 RANS PER HAWTs……………………………………………………………………………………………………..69
2.7.2 RANS PER VAWTs……………………………………………………………………………………………………..69
2.8 MODELLI IBRIDI PER LA SIMULAZIONE DI TURBINE EOLICHE………………………………………………….70
2.8.1 ACTUATOR LINE MODEL……………………………………………………………………………………………72
2.9 FLOATING OFF-SHORE WIND TURBINES………………………………………………………………………………..74
2.9.1 CONCETTI, SFIDE TECNICHE E MODELLAZIONE…………………………………………………………..75
2.9.2 TECNICHE DI MODELLAZIONE IDRODINAMICA…………………………………………………………..78
2.10 SMALL WIND TURBINES…………………………………………………………………………………………….81
2.11 WIND POWER INTEGRATION IN SMART ENERGY SYSTEMS………………………………………..82
3. ENERGIA MARINA……………………………………………………………………………………………………………………….87
3.1 MARINE ENERGY…………………………………………………………………………………………………………………..87
3.2 WAVE ENERGY CONVERTERS…………………………………………………………………………………………………92
3.3 ENERGIA DEL MOTO ONDOSO……………………………………………………………………………………………….95
2
1. INTRODUZIONE
1.1 INTRODUZIONE ALLE RINNOVABILI
Una fonte di energia rinnovabile è una fonte di energia la cui accessibilità è infinita nel tempo.
L’interesse nei confronti di questa tipologia di fonti è sempre più crescente per le urgenze
ambientali, con l’obiettivo di avere net carbon zero entro il 2050. La Terra è un sistema con
un’enorme inerzia, dunque un intervento fatto adesso vedrà la sua efficacia solo tra diversi anni.
Inoltre, vi è il problema che la richiesta energetica mondiale continua a salire, e dunque si deve
cercare di migliorare l’efficienza energetica dei vari sistemi di produzione.
Il problema, quando si parla di rinnovabili, non è tanto legato alla potenza installata ma alla
producibilità, ossia alla quantità di ore equivalenti di potenza nominale in un anno. La bassa
producibilità delle principali fonti rinnovabili è solo uno degli aspetti che frena una maggiore
diffusione delle rinnovabili. Altri problemi sono legati all’elevato investimento iniziale necessario
(pay now, save later), alla diffidenza diffusa nei confronti di alcune rinnovabili (resistenza della
comunità locale), all’impatto sull’ambiente sia in termini di paesaggistica che di occupazione di
suolo e soprattutto all’integrazione con la rete elettrica.
Per migliorare questo ultimo aspetto è sempre più in voga il concetto della smart grid, che
consiste nel far transire la rete ad un sistema modulare con una gestione più locale dei consumi
e degli utenti in reti più piccole. In questo modo si riuscirebbe a gestire i consumi in modo più
accurato, con un modello di domanda più affidabile, e l’utente sarebbe sempre più proattivo nei
confronti della rete. Un esempio sarebbero contratti in cui si abbassano kW al contatore quando
non si è in casa, elettrodomestici intelligenti, autoconsumo, accumulo,.. Un altro aspetto su cui
ci si sta concentrando molto è il miglioramento nelle previsioni metereologiche, per migliorare la
previsione sulla disponibilità giornaliera delle rinnovabili e dunque la gestione dei flussi
energetici. Anche questo aspetto sarebbe aiutato da un approccio più locale perché le previsioni
sono più affidabili a livello locale.
1.2 INTRODUZIONE ALL’ENERGIA EOLICA – SFIDE E SVILUPPI
Le turbine eoliche sono le turbomacchine più grandi in produzione nel pianeta. Lo scorso anno
l’energia eolica ha coperto il 16% della domanda elettrica europea con il settore off-shore che
sta crescendo molto, soprattutto perché su terra le zone ventose sono quasi tutte coperte. Il
costo (COE) dell’eolico on-shore è ormai
estremamente competitivo rispetto agli altri
sistemi di produzione mentre l’off-shore sta
entrando adesso nel range di competitività con
un trend di costo ulteriormente in diminuzione.
Le macchine sono tipicamente mono-pilone
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tripala in configurazione up-wind con dimensioni sempre più grandi, installate in parchi o array.
I primi approcci di uso del vento erano legati alla trasformazione dell’energia del vento in energia
meccanica per macinare o pompare acqua. La prima turbina eolica per la produzione di elettricità
è stata ideata alla fine del XIX secolo ed era una turbina ad asse verticale. Dopodiché ci furono
altri tentativi interessanti come quello del meteorologo Paul La Cour che fu il primo a pensare ad
un generatore a giri variabili per avere il rotore a velocità costante. Si capì fin da subito che le
turbine eoliche devono essere il più grandi possibile per lavorare al meglio.
Fino agli anni ’70, l’energia eolica non ebbe una grande penetrazione. La crisi del petrolio del
1973 fece invece capire la necessità di nuove fonti alternative per la produzione energetica. Per
quanto riguarda l’energia eolica, si aprirono due diverse strade principali: la strada “americana”
che consisteva nell’utilizzo di 2 pale di alluminio molto pesanti e downwind, che seguivano la
tecnologia degli aerei e la strada “europea” che prevedeva l’uso di rotori tripala (con efficienza
maggiore) piccoli su torri leggere in configurazione upwind. La strada americana è fallita perché
non riusciva a partire con vento basso a causa della pesantezza delle pale e perché erano rotori
con bassa resistenza massima, oltre che per politiche economiche. I primi sviluppi della strada
europea si sono focalizzati sull’aumento della resistenza, successivamente, grazie anche allo
sviluppo dell’aeroelasticità, si è ottenuto un aumento anche dal punto di vista della potenza. In
pratica si accetta che la pala si pieghi e si sfrutta il movimento della pala a nostro favore, si hanno
dunque pale con sviluppo tridimensionale e molto flessibili. Si parla dunque di “tailoring
aeroelastico” quando si punta a disegnare la pala in modo da sfruttare l’aeroelasticità per
alleviare i carichi.
Il semplice upscaling delle turbine non è sufficiente
perché, mentre il peso e il costo hanno un andamento
che va con il cubo della taglia, la produzione energetica
annua va con il quadrato della taglia stessa quindi
l’aumento delle dimensioni va fatto sfruttando
tecnologie che permettano di avere macchine più
leggere. Un esempio è l’utilizzo di materiali compositi
con fibre di carbonio che permette di migliorare
prestazioni, affidabilità e durata e di ridurre la massa totale. Nella scelta del materiale va però
considerata anche l’ecocompatibilità, con particolare attenzione alla possibilità di riciclo a fine
vita.
L’aumento delle dimensioni della turbina è un problema anche perché le pale arrivano a sforare
lo strato limite atmosferico, che si trova intorno a 250 metri. In questa zona la turbolenza non è
più gaussiana ed assume intensità molto superiori, oltre a generarsi fenomeni atmosferici
complessi e poco studiati. Si ottengono dunque condizioni di vento molto diverse durante il giro
e i metodi attuali non riescono a tener conto di questi fattori, inoltre le normative di design attuali
non li contemplano. Infine, la perturbazione del vento ad opera della turbina va a modificare il
microclima locale con ripercussioni dal punto di vista ambientale.
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Nel passato, il controllo delle turbine eoliche era concentrato sulle prestazioni e la sicurezza della
singola turbina, con una tipologia di controllo a reazione, ossia un classico controllo con ritardo
fisico. Adesso invece si fa un controllo di tipo feedforward, ossia si cerca di anticipare la
correzione a seconda del vento con un’ottimizzazione non della singola turbina ma dell’intero
parco, attraverso strategie di co-design. Il
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