Starling
Baylisse ormoni sono sostante
gli chimiche
Secondo specifici
tessuti senete
prodotte trasportate attraverso
e
da
il agiscono
e organi
sangue bersaglio
si Non vageno
però
ormoni
alcuni specializzate non
secuti da cule
- organizzate endocrine
gl
in
IL SISTEMA ENDOCRINO secure agiscono
sangue
nel
sono
non
o
- ,
L’endocrinologia nasce nel 1849 con l’esperimento di Berthold, con il quale egli dimostrò l’esistenza di target
su
sostanza che agiscono in assenza di una connessione diretta con l’organo bersaglio: gli ormoni. Vicini
sente
Esperimento: la castrazione di polli prepuberi e la ri-collocazione dei testicoli nella loro cavità addominale, ad
Persone
permetteva comunque lo sviluppo del pollo in gallo. songe
ORMONI
Definizione di Bayliss e Starling: gli ORMONI sono sostanze chimiche, prodotte da tessuti specifici, secrete
e trasportate attraverso il sangue e che agiscono su organi bersaglio.
Ma ci sono sostanze con azione ormonale che presentano delle eccezioni. Queste possono:
• Essere secrete da cellule specializzate non organizzate in ghiandole endocrine;
potentissim
gliorm
• Essere secrete e rilasciate non nel sangue; Sono
.
• Agire sul target molto vicini (NON vanno in circolo). difficili misurare
da
Gli ormoni sono difficili da misurare e sono estremamente potenti (una piccolissima variazione determina
un quadro clinico), vengono rilasciati ovunque ma agiscono solo dove trovano i propri recettori. avunque
rilasciati liverio
FUNZIONI GENERALI DEL SISTEMA ENDOCRINO a
agiscono
1) RIPRODUZIONE recettore
proprio
del
a. P ubertà, comportamento sessuale, fertilità:
▪ Ormoni ipofisari (LH, FSH)
▪ Steroidi sessuali (estrogeni e androgeni)
▪ Neurotrasmettitori e catecolamine (eccitazione, piacere e attrazione sessuale).
b. Gravidanza, parto, allattamento:
▪ Ormoni placentari (soprattutto hCG e gli estrogeni)
▪ Ossitocina
▪ Prolattina
▪ Inibine/attivine (controllano a feedback la secrezione di LH ed FSH)
▪ Relaxina (rilascia il tessuto muscolare uterino)
Azioni:
• Sviluppo caratteri sessuali maschili e femminili
• Sviluppo degli organi sessuali secondari
• Pubertà
• Gametogenesi
• Desiderio e l'attività sessuale
• Gravidanza, il parto e l’allattamento
CRESCITA
2) – staturale ma anche cellulare e tissutale
▪ Ormoni della crescita (GH)
▪ Ormoni tiroidei
▪ Ormoni sessuali: estrogeni e androgeni
▪ Fattori di crescita
NUTRIZIONE
3) : introduzione e consumo energetico
Influenzano senso di fame, sazietà e il metabolismo tissutale.
▪ Insulina
▪ Leptina: prodotta dal tessuto adiposo
▪ Grelina: prodotta dallo stomaco, stimola la produzione di GH
▪ Altri ormoni gastrointestinali
▪ Peptidi del sistema nervoso centrale: regolano il senso di fame e di sazietà
▪ Ormoni tiroidei: importanti per il metabolismo delle cellule 1
4) GLICEMIA
▪ Insulina: unico ipoglicemizzante (↑ lipogenesi, ↑ sintesi proteica, ↑ glicogenosintesi)
▪ Glucagone (↑ gluconeogenesi, ↑ glicogenolisi);
▪ Catecolamine (↑ glicogenolisi, ↑ lipolisi)
▪ Glucocorticoidi: (↑ gluconeogenesi); Iperglicemizzanti
▪ GH (↑ lipolisi, risparmio di glucosio e crescita corporea);
▪ Ormoni tiroidei: (↑ glicogenolisi, ↑lipolisi, oltre che la respirazione cellulare).
5) REGOLAZIONE BILANCIO IDRICO, SALINO E PRESSIONE ARTERIOSA
Equilibrio ionico, carico di liquidi, vasodilatazione, vasocostrizione, frequenza cardiaca
▪ Vasopressina o ormone antidiuretico (ADH):
- Riassorbimento renale di acqua e piccola azione su glicogenolisi
- Stimola sintesi e secrezione di aldosterone,
- Stimola la vasocostrizione;
▪ Renina, Angiotensina, Aldosterone: stimola riassorbimento renale di Na e acqua;
▪ Ormone natriuretico atriale: stimola la natriuresi (antagonista dell'angiotensina II);
▪ Catecolamine;
▪ Endoteline: vasocostrizione e crescita di cellule muscolari lisce all’interno delle pareti dei vasi;
▪ Ossido nitrico (NO): potente vasodilatatore, inibisce aggregazione piastrinica.
6) REGOLAZIONE DEL CALCIO E DEL FOSFORO
Ca: funzione strutturale (osso), trasmissione neuro-muscolare
P: sintesi ATP e acidi nucleici, fosforilazione (trasduzione del segnale)
▪ Vitamina D: nella sua forma attivata è un ormone (stimola assorbimento intestinale Ca)
▪ PTH – paratormone: ipercalcemizzante, attiva riassorbimento osseo.
▪ Calcitonina: ipocalcemizzante, inibisce riassorbimento osseo.
7) TROFISMO DEI TESSUTI E DELLE GHIANDOLE ENDOCRINE
▪ ACTH: trofismo surrene – sintesi e secrezione di glucocorticoidi;
▪ LH e hCG (in caso di gravidanza): sintesi e secrezione di progesterone e testosterone (in
entrambi i sessi, nella donna il testosterone serve a produrre gli estrogeni);
▪ FSH: sintesi di estrogeni e sviluppo dei gameti;
▪ TSH: trofismo tiroide – sintesi e secrezione degli ormoni tiroidei;
▪ Ormone MSH (prodotto di scarto dell’ACTH): trofismo melanociti – pigmentazione cutanea;
8) NEUROTRASMISSIONE
▪ Noradrenalina (o norepinefrina): risposta acuta allo stress;
▪ Dopamina: inibisce la prolattina
▪ Acetilcolina: contrazione muscolare involontaria
▪ Glutammato: neurotrasmissione stimolatoria
▪ GABA, glicina e serotonina: neurotrasmissione inibitoria e atteggiamenti psicocomportamentali
NATURA CHIMICA DEGLI ORMONI
Gli ormoni possono essere:
1. Derivati da un aminoacido (tirosina, istidina e triptofano)
2. Piccoli peptidi (es. TRH) o grosse proteine (es. hCG)
3. Derivati da lipidi
4. Derivati da nucleotidi o oligosaccaridi
5. Derivati da un gas (es: ossido nitrico) 2
Gli ormoni possono essere classificati anche in base alla loro natura:
➢ ORMONI IDROFILICI: in genere sono peptidi, NO bisogno di proteine veicolanti, emivita corta,
recettore sulla membrana plasmatica e agiscono tramite secondi messaggeri.
➢ ORMONI IDROFOBICI: sono gli steroidi e gli ormoni tiroidei. NO immagazzinati, sempre bisogno di
proteine di legame per essere trasportati nel siero, lunga emivita, recettori citoplasmatici o nucleari
e meccanismo di azione diretto a livello del DNA.
MECCANISMO D’AZIONE DEGLI ORMONI
Da un punto di vista chimico-biologico, gli ormoni sono TUTTI regolatori della trascrizione genica.
ORMONI STEROIDEI (ES. ANDROGENI)
Sono ormoni idrofobici.
- Circolano nel sangue legati ad una proteina di trasporto (SHBG)
- Ingresso nella cellula (SHBG rimane fuori)
- Metabolizzati a DHT.
- DHT (pre-ormone) lega il recettore citoplasmatico degli androgeni, che in assenza dell’ormone
sarebbe bloccato dal legame con una HSP (heat shock protein)
- Dimerizzazione del recettore, localizzato sul cromosoma X → nei maschi, avendo una sola X, le
mutazioni inattivanti del recettore degli androgeni si manifestano sempre, nelle donne NO.
- Trasporto del complesso ormone-recettore nel nucleo
- Complesso ormone-recettore agisce come fattore di trascrizione, stimolando la produzione di un
mRNA specifico testosterone dipendente, ad esempio il PSA (Prostat Specific Antigen).
Tutti i recettori degli ormoni steroidei hanno una struttura molto simile:
• Porzione che lega l’ormone
• Porzione che lega DNA, DNA binding domain – molto simile e molto fissa,
• Parte più variabile: porzione N-terminale, che ne conferisce la specificità.
ORMONI TIROIDEI
- T4 è un pre-ormone
- T3 (triiodotironina): ormone attivo; lega recettore per gli ormoni tiroidei, che dimerizza con RXR per
poi legare responsive element degli ormoni tiroidei e attivare la trascrizione.
ORMONI GLICOPROTEICI (FSH, TSH e ACTH)
Non agiscono direttamente sul DNA; intervengono tramite la trasmissione di segnale a livello intracellulare.
- Legame con recettore GPCR (collocato su superficie cellulare)
- Attivazione vie di trasduzione, principalmente AMPc (che si attiva per primo, successivamente
possono attivarsene anche altre → es. GRK, β-arrestina, ERK 1 e 2)
- Cascata di fosforilazioni
- Attivazione fattori di trascrizione
I recettori delle gonadotropine per questa via dell’AMP ciclico stimolano la steroidogenesi e i cambiamenti strutturali
delle cellule, ma danno anche dei segnali pro-apoptotici (es: presenza di cAMP in eccesso).
INSULINA
- Legame con recettore tirosinchinasico
- Cascata di fosforilazione
Azione: crescita cellulare, sintesi proteica, sintesi di glicogeno e trasporto di glucosio mediante la
produzione dei canali GLUT4, per cui i tessuti target dell’insulina fanno entrare glucosio nella cellula.
FEEDBACK – per mantenere l’omeostasi (l’equilibrio).
Esempio 1: REGOLAZIONE DELLA GLICEMIA
- Se aumenta troppo la glicemia, viene secreta l’insulina, che la riduce.
- Se la glicemia si abbassa viene secreto il glucagone o una serie di altri ormoni. 3
Esempio 2: REGOLAZIONE DELLA CALCEMIA
- Se la calcemia si eleva viene prodotta la calcitonina dalle cellule C della tiroide che ha un effetto ipo-
calcemizzante (inibisce il riassorbimento del calcio e ne favorisce il deposito nelle ossa)
- Se la calcemia si abbassa viene prodotto l’ormone paratiroideo (PTH) dalle paratiroidi che ha un’azione iper-
calcemizzante (aumenta il riassorbimento del calcio livello di intestino, ossa e rene)
È fondamentale che la calcemia rimanga del range di normalità affinché non si presentino tetanie e paralisi, legate al
cattivo funzionamento della trasmissione neuromuscolare. L’altro ormone che interviene è la vitamina D, che, se
manca, determina un iperparatiroidismo secondario.
Tipi di feedback:
1. LUNGO: ghiandola periferica inibisce l’ipofisi e l’ipotalamo (feedback negativo) tramite l’ormone.
2. CORTO: ipofisi produce un ormone che stimola la ghiandola periferica e inibisce l’ipotalamo;
3. ULTRA-CORTO: l’ipotalamo inibisce sé stesso.
FEEDBACK NEGATIVO
Ipofisi stimola ghiandola periferica che, a sua volta, produce ormone che inibisce ipofisi e ipotalamo
Esempio: testosterone in circolo, prodotto dal testicolo, mantiene un controllo negativo a livello di ipotalamo e ipofisi
sulla ulteriore produzione di LH. → Nell’ipogonadismo primario il testicolo non produce testosterone e quindi le
gonadotropine saranno aumentate. Nell’ipogonadismo secondario, invece, l’ipofisi non produce le gonadotropine che
risulteranno basse: si ha di conseguenza ipogonadismo.
FEEDBACK POSITIVO
Il feedback positivo identifica un’azione che, una volta partita, non si riesce a fermare.
Esempio 1: PARTO – la testa del feto spinge sulla cervice e questa spinta attiva un riflesso nervoso, trasmesso al
cervello che stimola la ghiandola ipofisaria a produrre ossitocina che determina un aumento delle contrazioni uterine.
Più aumentano le contrazioni uterine, più la testa del feto spinge sulla cervice uterina, più aumenta l’ossitocina.
Esempio 2: ALLATTAMENTO – viene innescato da una serie di fattori, dopo di che è il succhiamento del capezzolo da
parte del bambino che mantiene, tramite un arco riflesso nervoso, la secrezione di PRL.
FEEDBACK CICLO-DIPENDENTE
Cambiamento dell’azione (da feedback negativo a positivo) cambiando il punto dove si agisce.
Esempio: Nella donna gli estrogeni esercitano un effetto di feedback:
- Negativo: per la maggior parte del tempo del ciclo mestruale
a
- Positivo: nella 2 parte della fase follicolare (nei giorni 12-14); in quel momento, infatti, devono stimolare
l’ipotalamo a produrre GnRH e l’ipofisi a produrre LH poiché deve avvenire l’ovulazione.
RITMI BIOLOGICI
RITMI CIRCADIANI (~24 ore)
• Melatonina (che NON è un ormone) viene secreta in modo particolare con il buio.
• Cortisolo/testosterone: massimo al mattino alle 8:00 ed è minimo la sera, alle 23:00-24:00
• GH e prolattina: secreti soprattutto durante il sonno.
• Aldosterone ha un picco postprandiale.
RITMO INFRADIANO (< 24 ore)
• LH: di norma si hanno picchi di LH (ogni 2 ore) perché anche il GnRH viene secreto in forma di
picchi; la kisspeptina prodotta dai neuroni KNDy ipotalamici ha un firing pulsatile sui neuroni
ipotalamici produttori di GnRH
• FSH: secrezione più costante rispetto a LH.
Dare il GnRH o un analogo del GnRH in modo continuo, impedisce la secrezione di LH perché il recettore del
GnRH si desensibilizza; questo viene sfruttato in terapia allo scopo di abbassare il testosterone e gli
estrogeni; inibendo la pulsatilità delle gonadotropine, le gonadi non rispondono più. 4
RITMO ULTRADIANO (> 24 ore)
Es. ciclo mestruale.
Per capire se c’è ovulazione si misura progesterone in fase luteale (19-23 giorno): se è alto la donna ovula. Non si
usano i livelli di estradiolo (o LH) perché variano molto se misurati in fase follicolare (es. giorno 3) o in giornata 13-14.
RITMI CIRCANNUALI (~1 anno)
Es: ritmo circannuale del TSH.
PATOLOGIA GENERALE ENDOCRINA
Caratterizzata da un’eccessiva o una carente azione ormonale.
CAUSE DI ECCESSIVA AZIONE ORMONALE
1. IPERFUNZIONE GHIANDOLARE PRIMARIA: problema a carico della ghiandola stessa;
2. IPERFUNZIONE GHIANDOLARE SECONDARIA o TERZIARIA: problema a monte della ghiandola;
3. PRODUZIONE ECTOPICA DI ORMONI: tessuto comincia a produrre ormoni a seguito di un processo di
diversificazione tissutale a partire da cellule staminali presenti nel tessuto per errato differenziamento;
4. RIDOTTO CATABOLISMO: ormone NO catabolizzato, si accumula e quindi dà segni di eccesso;
5. LIBERAZIONE PASSIVA DI ORMONI: in caso di lisi del tessuto endocrino (es: infezione – tiroidite acuta).
6. CAUSE IATROGENE O FACTITIAE: in coloro che assumono ormoni dall’esterno (doping)
7. DIFETTI DELLA BIOSINTESI ORMONALE: responsabili sia di eccessiva azione ormonale che di carente
azione ormonale (es: l’ormone a valle va in difetto mentre quello a monte si accumula).
CAUSE DI IPER-RISPOSTA
1. IPERSENSIBILITÀ PERIFERICA: sono patologie recettoriali (i recettori funzionano in eccesso); ;
2. MALATTIE AUTOIMMUNI: auto-anticorpi che mimano l’ormone stimolando i recettori (es. Basedow)
3. SPILLOVER SPECIFICITY: alcuni ormoni agiscono anche su recettori di altri ormoni, in caso siano simili
Esempi:
- L’ACTH in eccesso (es. microcitoma polmonare o Morbo di Addison) agisce anche sul recettore dell’α-MSH →
iperpigmentazione cutanea.
- Nel diabete mellito gestazionale, il feto risponde all’iperglicemia della madre aumentando la propria
produzione di insulina che, essendo un fattore di crescita, agisce sul recettore di IGF-1 → macrosomia fetale.
- L’eccesso patologico di GH (acromegalia) può provocare galattorrea tramite l’azione sul recettore di PRL.
- Elevati livelli di hCG (nel coriocarcinoma o nel 1° trimestre di gravidanza) può agire anche sul recettore del
TSH provocando ipertiroidismo.
- Nella sindrome di Morris, patologia da difetto del recettore degli androgeni, i soggetti 46XY hanno fenotipo
femminile (sviluppo mammario) perché, a causa del difetto del recettore, il testosterone è molto elevato
(mancanza feedback negativo) e finisce per agire sul recettore degli estrogeni.
4. IPERATTIVAZIONE VIA AMPc: malattie genetiche che rendono la via attiva indipendentemente dalla
stimolazione ormonale → fenotipo come da iperattivazione ormonale, anche se di fatto non lo è.
Esempi:
- Mutazioni attivanti GPCR (recettori ACTH, TSH…): adenomi tiroidei iperfunzionanti, tumore a cellule di Leydig
- Mutazioni attivanti Gsα: adenomi GH secernenti, sindrome di McCune-Albright
- Mutazioni attivanti R1A (subunità di PKA): complesso di Carney (tumori multipli e iperattivazione ormonale)
- Mutazioni inattivanti PDE11A: adenomi e carcinomi surrenalici.
CAUSE DI CARENTE AZIONE ORMONALE
1. IPOFUNZIONALITÀ GHIANDOLARE PRIMARIA: problema a carico della ghiandola stessa
2. IPOFUNZIONALITÀ GHIANDOLARE SECONDARIA o TERZIARIA: problema a monte della ghiandola
3. DIFETTI DELLA BIOSINTESI ORMONALE: alterazione enzima, accumulo substrato e carenza di prodotto;
4. RESISTENZA ALL’AZIONE DELL’ORMONE: il recettore down regolato o mutato = tessuto non risponde;
5. RIDUZIONE DELL’ATTIVITÀ BIOLOGICA DELL’ORMONE: es. diabete mellito di tipo 2;
6. MALATTIE AUTOIMMUNI: AutoAb bloccano i recettori (es: tiroidite autoimmune di Hashimoto);
7. IATROGENE: asportazione ghiandola (es. tiroidectomia → ipotiroidismo). 5
CARATTERISTICHE GENERALI DELLE MALATTIE ENDOCRINE
Le PATOLOGIE ENDOCRINE sono comuni (~ 20% popolazione), croniche con tendenza a recidivare e ad
insorgenza graduale con segni e sintomi aspecifici.
Parlando di inappetenza e anoressia: le principali cause endocrine sono il morbo di Addison, la chetoacidosi diabetica e
l’ipercalcemia. Oltre a queste, però, bisogna considerare anche malattie non endocrine.
Caratteristiche generali:
• Possono coinvolgere più sistemi;
• Aumentano il rischio di mortalità per complicazioni sistemiche;
• Possono modificare caratteristiche somatiche, psichiche e sessuali, condizionando la vita di relazione.
• Possono avere predisposizione genetica e sono condizionate dall’ambiente.
IPOFISI
ANATOMIA DELL’IPOFISI
L’ipofisi si colloca all’interno della sella turcica dell’osso sfenoide. È circondata dal liquor e ricoperta dal
diaframma della sella, una specializzazione della dura madre e si trova subito al di sotto dell’ipotalamo.
Ha le dimensioni di un’arachide.
Rapporti dell'ipofisi:
• Superiormente: chiasma ottico (5), coinvolto in tutti i
processi espansivi dell’ipofisi.
• Inferiormente: pavimento della sella turcica/seno sfenoidale
• Lateralmente: seni cavernosi, attraversati da: carotide
interna, nervi cranici (III, IV, VI, V)
SVILUPPO EMBRIONALE
• Neuroipofisi (ipofisi posteriore): deriva dal diencefalo;
produce ADH e ossitocina<
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