Federica Zancheta a.a 2023/2024 UniMarconi
Riassunto di Educazione ai Media
Prof.ssa Carla Basili
Modulo 1: media e comunicazione mediata
Evoluzione dei media
Media: strumento tra due poli (latino “medium” = “mezzo”), che si trova tra mittente e destinatario, che trasmette un messaggio e che ha una doppia funzione (Riva – 2004):
- Facilita il processo di comunicazione superando i limiti del “faccia a faccia”;
- Sostituisce l’esperienza diretta tra i due interlocutori, percezione indiretta mediata.
Fattori determinanti nell’evoluzione dei media:
- Riproducibilità meccanica (XV sec - stampa);
- Trasmissione elettrica ed elettromagnetica (XIX sec - telegrafo e radio);
- Riproduzione fotografica (XX sec - cinema e tv);
- Digitalizzazione e interconnessione (XX sec - new media);
- Interattività (XX sec - social media).
Nuova rivoluzione dei media oggi: la nostra cultura cambia con i nuovi sistemi di produzione, distribuzione e comunicazione mediati da internet, rivoluzione che coinvolge tutta la fase di comunicazione e tutti i tipi di media, fenomeno in continua evoluzione.
Tre tentativi di classificazione dei media:
Marshall McLuhan: pone i media al centro della storia dell’umanità perché li vede come fattore fondamentale per l’evoluzione dell’uomo, divide infatti la storia in quattro periodi in base al media dominante:
- Cultura dell’oralità (Tribal Age - parole e udito);
- Cultura della scrittura (Literate Age);
- Civiltà della stampa (Print Age);
- Civiltà dell’energia elettrica (Electronic Age - comunicazione a distanza).
Harry Pross: distingue media in:
- Media primari: comunicazione che richiede la compresenza spaziale/temporale dei due interlocutori perché non è presente nessun dispositivo tra mittente e destinatario (oratoria);
- Media secondari: riguardano l’utilizzo di dispositivi tecnici solo da parte del mittente per la produzione del messaggio, mentre il ricevente non ne ha bisogno per la ricezione/fruizione (scrittura);
- Media terziari: richiedono l’utilizzo di dispositivi tecnici sia per la produzione che per la ricezione del messaggio.
Klaus Jensen: chiarisce i concetti di Pross:
- Media di primo grado: riguardano il linguaggio verbale che richiede la compresenza degli interlocutori;
- Media di secondo grado: rimandano a forme di comunicazione broadcasting (one-to-many), dove le forme di rappresentazione/interazione sono create tecnicamente e supportano la comunicazione nello spazio e nel tempo;
- Media di terzo grado: raggruppano tutti i media precedenti in una sola piattaforma dove vengono elaborate digitalmente forme di rappresentazione/interazione.
Sviluppo dei media segnato da due momenti carichi di innovazioni (Van Dijk):
- Fine ‘800 e inizio ‘900: sviluppo media tradizionali per la comunicazione di massa;
- Fine ‘900: nascita di internet.
Due rivoluzioni importanti nella storia dei media:
- Rivoluzioni tecniche: cambiamenti importanti nella struttura delle connessioni e nella riproduzione dei contenuti (es. macchina da stampa);
- Rivoluzioni strutturali: cambiamenti nella logica di compresenza in spazio/tempo con un passaggio da una comunicazione fissa nello spazio e nel tempo ad una indipendente da tali fattori.
Concetto di “new media”
New media: nuovi media che nascono da una gran quantità di cambiamenti che avvengono nella produzione, nella distribuzione e nell’uso dei media.
Caratteristiche essenziali dei nuovi media (McQuail - 2003):
- Interconnessione;
- Accessibilità dei singoli utenti;
- Interattività;
- Molteplicità d’uso;
- Delocatedness (indipendenza dallo spazio fisico).
Seconda era dei media (metà anni ’90): caratterizzata dallo sviluppo dei new media, fenomeno che apre un varco netto tra critiche e visioni ottimiste; tra quest’ultime si pone quella di Bill Gates, che evidenzia come i pc cambieranno la vita dell’uomo in futuro (1995), con continue evoluzioni.
Media Broadcast vs Media interattivi (Holmes - 2005):
- Media broadcast: caratterizzati da una comunicazione one-to-many predisposta al controllo e alla disuguaglianza, il pubblico è frammentato e viene visto come una mera massa a cui si comunica in modo uguale;
- Media interattivi: caratterizzati da una comunicazione decentralizzata (many-to-many) dove viene evaso lo stato di controllo e i destinatari vengono visti come entità individuali a cui si vuole comunicare in maniera efficace e “personalizzata”.
Cinque categorie principali di new media:
- Mezzi di comunicazione interpersonale (telefono e e-mail): permettono una comunicazione volatile, prevedibile e che fortifica la relazione tra gli interlocutori;
- Media per la ricerca di informazione (motore di ricerca): internet come una biblioteca universale;
- Media partecipativi collettivi (social media): utilizzati per condividere e scambiare informazioni, sviluppare relazioni personali attive e possono avere finalità accademiche o personali;
- Sostituzione dei mezzi di trasmissione: permettono agli utenti di scaricare contenuti che in precedenza erano trasmessi da altri media (film o musica);
- Supporti di gioco interattivi (videogame): la novità principale risiede nell’interattività e nella gratificazione derivante dall’uso.
Concetto di “media education”
Media education: educazione finalizzata alla creazione delle capacità utili ad utilizzare opportunamente i mezzi di comunicazione di massa, la necessità di questo tipo di educazione è stata vista in primis dall’UNESCO nel 1982, ma anche i dati del 17° rapporto sulla comunicazione del Censis (2021) mostra come i giovani siano ormai totalmente immersi nell’utilizzo di ogni tipo di media digitale.
Dichiarazione di Grunwald 1982 (UNESCO): è importante accettare il profondo impatto e la penetrazione che questi media hanno nel mondo attuale, oltre che il loro ruolo come elementi fondamentali nella nostra cultura; per questo è importante che la politica e i sistemi dell’educazione riconoscano i loro obblighi di promuovere verso i cittadini una conoscenza critica di tale fenomeno.
Tre filoni:
- Educazione con i media: innovazione tecnologica nella didattica;
- Educazione per i media: formazione di nuovi esperti sviluppatori di tali tecnologie;
- Educazione ai media: creazione di conoscenza e valutazione critica dei media.
Studi sulla comunicazione
Evoluzione degli studi sulla comunicazione in base ai paesi:
- America: l’inizio degli studi sui processi della comunicazione di massa fu dopo la II° guerra mondiale, soprattutto grazie al largo uso che si era fatto della propaganda. Nel 1943 Wilbur Schramm riuscì a far divenire gli studi sulla comunicazione una disciplina accademica;
- Italia: nel 2007 il Ministero dell’Università e della Ricerca istituzionalizzò anch’esso gli studi sulla comunicazione (L-20 per Scienze della Comunicazione e L-40 per Sociologia);
- Canada: nel 1930 Harold Innis decise di applicare le sue teorie economiche delle merci fisiche ad un tipo di merce concettuale dell’informazione, concentrandosi dunque sul flusso di informazioni tramite i diversi media esistenti all’epoca (monopoli della conoscenza).
Teoria di Innis: ogni società/impero deve avere la priorità di perdurare nel tempo ed estendersi nello spazio, andando dunque a sfruttare due tipi di media:
- Media orientati al tempo (pietra): le loro caratteristiche di resistenza e pesantezza non favoriscono la divulgazione nello spazio, ma sicuramente aiutano nell’estensione temporale;
- Media orientati allo spazio (carta): le loro caratteristiche di leggerezza e trasportabilità favoriscono certo un’espansione territoriale, ma non una temporale.
Tre filoni teorici fondamentali nello studio della comunicazione:
- Effetti ed influenza dei media: teoria fondamentale della comunicazione che analizza gli effetti che essa ha a breve e lungo termine;
- Normativa: teoria di carattere normativo etico;
- Teoria del medium (mediocentrico): sostiene che le diverse caratteristiche di ogni media sono il motivo di diverse forme di interazione.
Medium Theory: vede i media come “ambienti culturali” e li studia da un punto di vista più storico e soprattutto cross culturale, focalizzandosi sugli effetti che il media in sé ha, senza tener conto dei contenuti al suo interno. Lo studio dei media di Meyrowitz si articola in tre momenti principali:
- 1999: studia i media secondo tre metafore (medium come mezzo di trasporto dell’informazione, medium come linguaggio con una propria potenzialità espressiva e medium come ambiente);
- 2009: vede la Medium Theory come branca di studio dei media che si focalizza maggiormente sulle caratteristiche che contraddistinguono ogni media dagli altri;
- 2015: la Medium Theory viene ripresa e definita come teoria che analizza le influenze delle nuove tecnologie di informazione e le caratteristiche di ogni mezzo che lo rendono fisicamente, socialmente e psicologicamente diverso dagli altri.
Ecologia dei media (Postman - 1974): ambito di studi interdisciplinare che vede i media come ambienti, e con “media” intende tutte le tecnologie e qualsiasi linguaggio o codice; ancora, con “medium” viene intesa una tecnologia al cui interno si sviluppa la cultura umana; dunque, l’ecologia dei media studia le conseguenze di come i media ci cambiano nel tempo (Media Ecology Association - ‘98).
Aspetti essenziali dell’ecologia dei media contemporanea (Fausto Colombo):
- Presenza costante e ovunque delle tecnologie della comunicazione;
- Meccanismi organizzativi che controllano l’intero ciclo di vita dei media;
- Forza economica dei servizi che offrono;
- Presenza di miliardi di utenti.
Colombo ci fa poi notare come l’interazione di questi elementi crea la configurazione dell’ambiente mediale e le dinamiche della sua trasformazione, la quale viene divisa in quattro ondate:
- Media stampati da macchine: era della meccanizzazione con la nascita delle nuove tecnologie di produzione, nuovi soggetti di intermediazione (editori) e dell’attenzione pubblicità (economia);
- Grandi media istantanei e audiovisivi (cinema, radio e tv): media prima utilizzati per la propaganda politica e dopo per scopi didattici, d’intrattenimento e di informazione (emittenti commerciali - ‘80);
- Affermazione del digitale sull’analogico (Web 1.0): media che permettono un’automazione della produzione, un orientamento maggiore alla disintermediazione e l’integrazione delle tecnologie di comunicazione nell’ecosistema dei media;
- Affermazione delle piattaforme (Web 2.0): media che permettono la digitalizzazione dei media tradizionali. L’interattività degli utenti anche nella produzione di contenuti, un’attenzione maggiore per i processi di intelligenza artificiale e la polarizzazione.
Comunicazione di massa nei media tradizionali
Comunicazione mediata: un insieme di sistemi e strumenti della comunicazione che ci permettono di comunicare con un’audience geograficamente dispesa in maniera simultanea.
Elementi della comunicazione di massa:
- Mittente: organizzazione/istituzione che usa sistemi standard per produrre e divulgare messaggi ad un pubblico di nicchia per attirare e condizionare più persone possibili da quella nicchia;
- Pubblico: disperso geograficamente ed esposto a messaggi spesso automatici (profilazione);
- Canali: dispositivi tecnologici che permettono di veicolare messaggi ad un pubblico vasto in poco tempo e contemporaneamente.
Processo della comunicazione di massa: la definizione di questo concetto si è evoluta negli anni:
- 1968: la comunicazione di massa comprende le istituzioni e le tecniche che vengono utilizzate tramite dispositivi tecnologici per diffondere messaggi simbolici ad un ampio pubblico;
- 1969: sistema all’interno del quale vengono prodotti, selezionati, trasmessi e ricevuti messaggi;
- 2010: l’insieme delle risposte, delle condivisioni e dell’interazione che caratterizzano i new media.
Si intende la
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